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charliebrown01

la coperta di linus
23/11/2009

Il compagno Gianfranco Fini,di Marco Travaglio




Vignetta dall'inserto satirico,oltre pseudo-comunista,anche scostumato!!




Come inserito ieri il compagno Fini,nonostante le contraddizioni,risulta sempre di più un corpo estraneo a quella pseudo maggioranza tendente alla monarchia.

Profonde stilettate a Brunetta,a proposito della produttività della magistratura,ma tocca difendere il monarca a spada tratta,le toghe rosse sono ovunque,come le serpi in seno....
postato da charliebrown01 alle ore 23/11/2009 22:18 | link | commenti (2)
categorie: informazione
22/11/2009

Come dichiarare"stronzo" a chi se lo merita


Grazie Presidente della Camera,Gianfranco Fini

Fini rivolto a dei ragazzi extracomunitari " E' uno stronzo chi dice che gli extracomunitari sono diversi"

La replica di Calderoli,la stronzata è illuderli,aggiungiamo un'altra "calderolata",magari fosse l'ultima....

Anche se la vignetta rappresenta molto bene le contraddizioni




[ dall'inserto satirico ]

[Aggiunta oggi quella di Staino - L'unità ]



Davvero stucchevole,sono ormai decenni,perlomeno un paio che la stragrande maggioranza degli stranieri arrivati nel nostro paese,si sono inseriti dentro il tessuto sociale ed economico,diventati talmente importanti da poter essere considerati decisivi per la nostra economia,senza di loro buona parte delle imprese e dei servizi sociali non potrebbero funzionare,chi li potrebbe sostituire nel fare i peggior lavori e mal pagati che nessun italiano o quasi vorrebbe fare??

Al contrario la Lega e una parte consistente del Pdl,danno man forte a dichiarazioni razziste e xenofobe,dalle loro labbra l'extracomunitario tipo è dentro le galere,gestisce la prostituzione e la droga.

Ribadisco il concetto Presidente della Camera,a parte le sue notevoli contraddizioni,suona davvero melodioso lo stronzo proferito pubblicamente oggi,ognuno ne tragga le conclusioni,anche se dubito che certa gente possa fare questo tipo di riflessioni.
postato da charliebrown01 alle ore 22/11/2009 22:08 | link | commenti
categorie: politica
21/11/2009

Come trattare il vaccino (H1N1) in modo criminale,da un servizio delle iene






Esistono molte polemiche sull'opportunità del vaccino della nuova influenza suina,non ultima quella della sanità polacca di oggi,la quale senza mezze parole parla di truffa.

Vedendo il servizio delle Iene di ieri sera appare ancor più una bufala,ma di origine criminale,chi in questo caso gestisce il trasporto negli ospedali del vaccino.
postato da charliebrown01 alle ore 21/11/2009 23:54 | link | commenti
categorie: stronzate
20/11/2009

Il fiocco giallo per la sensibilizzazione delle sofferenze dell'infanzia




Più dell'85% dei dei bambini dai 2 ai 14 anni nel mondo è vittima di qualche forma di violenza, dalle punizioni corporali alle peggiori forme di abuso; 40 milioni sono abusati sessualmente, 1,2 milioni vengono trafficati, oltre un miliardo vivono in zone di guerra o conflitto, 218 milioni sono costretti a lavorare (quasi mezzo milione in Italia).



L'associazione Terre des Hommes con la sua campagna del Fiocco Giallo invita tutti a dire: “IO proteggo i bambini, SI’ alla prevenzione contro gli abusi” in occasione del 19 novembre, Giornata Mondiale per la prevenzione dell'abuso sull'infanzia. Contemporaneamente è possibile sostenere, fino al 22 novembre, la Campagna di Terre des Hommes donando 2 euro con un SMS al 48543 da cellulari TIM, Vodafone, Wind e 3, nonché da rete fissa Telecom Italia. Questa donazione si trasformerà in un'azione concreta in aiuto dei bambini vittima di violenza.

I fondi raccolti con la campagna saranno destinati a finanziare i progetti di lotta e prevenzione alla violenza sui bambini e, in particolare, le attività della “Casona”, il Centro di assistenza alle vittime di tortura di Terre des hommes Italia a Bogotà, unica struttura nel suo genere esistente in Colombia. Dal 2002 ad oggi ha soccorso oltre 4.000 persone, principalmente desplazados (profughi, sfollati interni), molti dei quali bambini. I pazienti vengono trattati con terapie olistiche di lungo periodo per poter riacquistare il proprio equilibrio e la fiducia nel futuro e nelle altre persone.

Promossa dalla Fondazione Summit Mondiale delle Donne di Ginevra la campagna quest'anno unisce quasi 800 organizzazioni non governative di 127 Stati. In Italia hanno raccolto l'invito oltre 130 siti e blog, compreso il portale dell'ANSA

[ da Ansa ]

Anche il blog Freedom aderisce alla sensibilizzazione sull'infanzia e delle violenze che devono subire.

Sms contro gli abusi dell'infanzia

tim,vodafone,wind,3

48543
postato da charliebrown01 alle ore 20/11/2009 18:14 | link | commenti
categorie: informazione
18/11/2009

Soldi per Alitalia,prelevati dai fondi sulla ricerca scientifica




Il piccolo Daniele Amanti con i genitori,il bambino soffre di una rara distrofia,solo una colletta potrà salvarlo



POSTA: Fondo Daniele Amanti - Istituito presso il Parent project onlus c/c n°94255007

BONIFICO: Banca di Credito Cooperativo di Roma

Iban: IT38V0832703219000000005775
(Intestato a: Parent Project Onlus. Causale: Fondo Daniele Amanti)

CARTA DI CREDITO:
http://www.parentproject.org/italia/index.php?option=com_content&task=view&id=276&Itemid=36


Aprile 2008: il governo stanzia 300 milioni di euro per evitare il fallimento della Compagnia di bandiera. In parte arrivano dai progetti scientifici

di Luca Telese


Una ennesima vergogna italiana. I soldi previsti per la ricerca, improvvisamente “dirottati” per ripianare i debiti di Alitalia. Niente fondi, insomma, per implementare quelli realizzati con Telethon, ma strappati, ufficialmente, per un prestito, il celeberrimo “prestito-ponte”. Ma che adesso, invece, rischiano di diventare l’ennesima sovvenzione a fondo perduto ad una delle tante imprese fallimentari di questo paese. Un finanziamento che quasi sicuramente – a meno che il governo o la società che gestisce la liquidazione della compagnia aerea non intervengano con decisioni straordinarie – non torneranno mai nelle mani dei ricercatori a cui erano stati promessi.

Possibile? Purtroppo, nello stato in cui le cose si trovano adesso, e secondo le dichiarazioni del commissario straordinario Augusto Fantozzi, per ora sembra questo l’esito scandaloso e ineluttabile del meccanismo che si è messo in moto. Nessuno ha la responsabilità diretta di questo esito. Tutti hanno fatto un piccolo passo perché questo accadesse: governi di destra e di sinistra, amministratori vecchi è nuovo. La catena dell’irresponsabilità che distrugge il lavoro della catena della solidarietà. E – per un paradosso nel paradosso – man mano che i beni e i patrimoni della vecchia Alitalia vengono dismessi per far cassa di fronte alle richieste dei creditori, una lista di priorità già decisa farà sì che, prima di restituire i soldi, si rimborsino persino – tanto per fare un esempio – i fornitori di cioccolatini dei voli business class. Per ricostruire l’incredibile trama di questo complicato intrigo, che risale all’aprile 2008, molto prima che il nostro quotidiano nascesse e, che allora i giornali tennero (più o meno volontariamente) in ombra, bisogna ritornare agli ultimi giorni del governo Prodi. In quelle ore fu pensato e realizzato il cosiddetto “prestito-ponte”, che doveva aiutare l’Alitalia a far fronte alla sua crisi e ai suoi conti in rosso fra la vecchia gestione e la nuova che – fra polemiche di ogni tipo – si preparava. In quelle ore, sul tappeto, c’erano due ipotesi: il fallimento e la rinascita del marchio con la creazione di una nuova società, che venisse liberata grazie alla nascita di una cosiddetta “bad company” che gestisse i vecchi crediti; oppure il salvataggio da parte di un’altra compagnia che rilevasse i crediti e il marchio. Come è noto prevalse la prima opzione, quella sostenuta da Silvio Berlusconi. Ma perché si verificassero entrambi i casi, era necessaria una immediata iniezione di liquidi, che permettesse la prosecuzione dei voli, e il pagamento delle forniture essenziali a partire dal carburante. Il prestito-ponte fu deciso dal governo Prodi per questi obiettivi. Per realizzarlo, il governo fu costretto a raccattare risorse in ogni angolo possibile del bilancio fino a raggiungere quota 300 milioni euro. Una delle scelte più dissennate fu quella di attingere anche ai fondi raccolti per la ricerca; soldi che dovevano implementare quelli raccolti da Telethon. In quei giornidella primavera 2008, con grande fermezza protestarono il responsabile scientifico del programma di solidarietà, Andrea Balabio e la presidente onoraria di Telethon , Susanna Agnelli. Tutto inutile. La Agnelli disse sarcastica: “Ci vuole davvero tanta ricerca per salvare l’Alitalia…”. Nessuno, tra coloro che prese la decisione, le rispose.

La beffa nella beffa è rappresentata da una promessa che al momento dell’accordo sia il governo (era già in carica Silvio Berlusconi) sia il commissario straordinario Augusto Fantozzi sottoscrissero solennemente: i 300 milioni di euro sarebbero stati restituiti entro il dicembre del 2008. Un bel regalo di Natale. Peccato che non sia mai stato consegnato. La società liquidatrice, come ha magistralmente raccontato Sergio Rizzo in un illuminante capitolo del suo libro sullo scandalo degli sprechi italiani (“Rapaci”, Rizzoli, che tutti dovrebbero leggere) deve svendere il patrimonio accontentando i cosiddetti “creditori privilegiati”.

Il primo è lui stesso, insieme con gli stipendi della struttura che dirige. Il secondo (più di un quarto di milione) sono le liquidazioni degli ex dipendenti Alitalia (ed è sacrosanto che siano onorate, ovviamente , come tutti gli altri scoperti). Il terzo in ordine di priorità sono i fornitori essenziali che hanno mantenuto in vita Alitalia nel periodo di crisi (ad esempio, con le sue forniture, l’Eni). Poi vengono i fornitori abituali (ed ecco ad esempio la ditta dei cioccolatini) e infine, solo per ultimo, c’è lo Stato. Ma questa restituzione non dovrebbe essere una farsa italiana per almeno un buon motivo: l’Europa aprì una infrazione contro il nostro paese ipotizzando che il prestito non fosse un credito a termine ma un aiuto a fondo perso. Che in questo caso avrebbe violato le regole della concorrenza con le altre compagnie. E’ esattamente quello che sta accadendo. La beffa nella beffa è in quella scala di priorità che vede per ultima la restituzione al Tesoro, cioè anche al Telethon, cioè alla ricerca.

Un meccanismo che fa sì che i cittadini italiani paghino due volte, e che i malati paghino carissimo.

Una vergogna a cui qualcuno, in questo paese – se fosse ancora un paese civile – dovrebbe subito mettere fine. Lo scandalo Alitelethon.



Risparmiano sulla ricerca scientifica,sulla pubblica istruzione e parlano di piccolo mondo antico verso chi ha manifestato sabato,denunciando la difficilissima situazione occupazionale e con un futuro ancor più problematico,mentre gli annunci governativi sono degli spot stile pubblicità dell'ottimismo.

Seppur sia durissimo affermarlo,la ricerca scientifica dei grandi gruppi farmaceutici,è rivolta verso le malattie più diffuse,loro non investono dove non esiste un ritorno economico,i fondi spariti dirottati dalla ricerca scientifica alla compagnia aerea nazionale,danno un esempio palese da chi siamo governati.

Solo la spontanea umanità potrà portare la speranza per il piccolo Daniele
postato da charliebrown01 alle ore 18/11/2009 22:46 | link | commenti (1)
categorie: ricerca
17/11/2009

Marco Travaglio,il passaparola del lunedì,il processo morto




[ dall'inserto satirico ]




Il testo integrale dell'intervento

Buongiorno a tutti. Credo che, a furia di sentir parlare di processo breve e di leggere l’espressione processo breve sui giornali, la gente non abbia ancora ben capito di che cosa stiamo parlando: Berlusconi è un pubblicitario, è laureato in pubblicità con una tesi sulla pubblicità, ha sempre fatto pubblicità soprattutto a sé stesso e quindi, su quel versante, è bravo, è l’unico versante nel quale eccelle.
La legge sul processo morto

Conseguentemente è sempre riuscito a inventarsi degli slogan che funzionano, come il processo breve: in realtà bisogna chiamarlo con il suo nome, il processo che esce da questa cosiddetta riforma della giustizia, bisognerebbe cominciare a chiamarlo il processo morto, perché il processo non diminuirà neanche di un minuto nella durata media, ma anzi, semmai questa legge, creando più aspettativa di impunità con l’istituto nuovo della prescrizione del processo, anziché della prescrizione del reato, sarà un incentivo agli Avvocati difensori per allungare ulteriormente il brodo e puntare alla prescrizione del processo. Mi spiego: oggi la prescrizione si applica al reato, oppure alla pena, nel senso che dopo un certo periodo dal momento in cui è stato commesso il reato, scatta la prescrizione e quindi l’imputato accusato di quel reato non può più essere processato. Poi c’è la prescrizione della pena: dopo un certo numero di anni, se la pena.. ecco, è cascato l’elicottero del commissario Basettoni, va beh, sarà un segnale! Dopo un certo numero di anni, se la pena non è stata eseguita, non si può più eseguirla e quindi chi scappa, per esempio, e si sottrae a una pena, se non si riesce a acciuffarlo in tempo la farà franca. Adesso, con questa legge, arriva la prescrizione del processo, che dipende non da quando è stato commesso il reato, ma da quando l’imputato è stato rinviato a giudizio: da quel momento inizia a ticchettare la bomba a orologeria, che esplode dopo due anni in primo grado, dopo due anni in appello e dopo due anni in Cassazione. Abbiamo detto la settimana scorsa, quando ancora non c’era il testo - poi il testo è stato esplicitato questo giovedì - che funzionerà così: i giudici, dal momento del rinvio a giudizio al momento della sentenza di primo grado, dovranno fare tutto in due anni; se passa un giorno più di due anni il processo è morto subito, in primo grado, anche se il reato è stato commesso due anni e due giorni prima, per dire, ovvero se paradossalmente vado - che ne so? - a molestare una bambina oggi, domani mi beccano e mi citano immediatamente per direttissima e poi il processo dura.. non si riesce a concludere in primo grado entro due anni, io sono già rovinato, cioè scusate, la vittima è già rovinata: perché? Perché non avrà mai giustizia e io sono salvo. Quindi non c’entra quando è stato commesso il reato, ma c’entra quanto tempo impiegano i giudici a fare le tre fasi di giudizio: due anni per il primo grado, ma non due anni dalla prima all’ultima udienza, due anni dal rinvio a giudizio alla sentenza, il rinvio a giudizio lo fa il G.I.P., poi prende tutto il faldone e a volte ci vogliono dei camion per portare il faldone, pensate soltanto ai processi dove ci sono molti imputati o ai processi dove ci sono consulenze tecniche, perizie etc., prende il faldone, lo manda al Tribunale e quest’ultimo, a seconda degli accumuli di arretrato che ha, fissa l’inizio del processo di lì a chissà quando. Tutti questi tempi morti a questa legge non interessano, dal rinvio a giudizio del G.I.P. alla sentenza del giudice di primo grado non possono passare più di due anni, altrimenti il processo muore lì, anche se il reato è stato commesso due anni e due giorni prima.
Tutto ciò vale e la stessa cosa avviene in appello, se dal momento della sentenza di primo grado alla sentenza d’appello passano più di due anni e lo stesso avviene in Cassazione, in Cassazione sapete che bisogna che le carte partano dal Tribunale e dalla Corte d’Appello, sapete che i tribunali sono tanti, ce ne è uno, per esempio, a Alba, mentre poi la Corte d’Appello di solito è una sola per ogni regione, a parte le regioni grandi che ne hanno due, tipo la Lombardia che ha Milano e Brescia, tipo la Sicilia che ha Palermo e Catania, qua in Piemonte di Corte d’Appello ce ne è una e quindi c’è il Tribunale di Alba, poi c’è la Corte d’Appello di Torino, che vale per tutto il Piemonte e la Valle d’Aosta e dopodiché, quando il processo va in Corte di Cassazione, che cosa succede? Partono le carte dalla Corte d’Appello di Torino e vanno a Roma al Palazzaccio, per la decisione finale. Anche il periodo tra la sentenza d’appello e la sentenza di Cassazione non può superare i due anni, ma è proprio la prima fase, cioè quella del primo grado, la più delicata: perché? Perché il processo in primo grado si deve fare sempre nella sua forma del dibattimento, è chiaro, non quando si patteggia o quando si fa il rito abbreviato, dove il giudice valuta le carte allo stato degli atti, gli Avvocati difensori e il Pubblico Ministero gli fanno vedere le carte e lui giudica e, con rito abbreviato, emette una sentenza, non deve sentire la gente. L’oralità del processo è comunemente nel dibattimento normale è lì che tutti vogliono essere sentiti, portare testimoni, portare perizie e quindi le udienze si accumulano. La fase più laboriosa è proprio quella di primo grado, dove bisogna sentire tutti: i testimoni di accusa, di difesa, i poliziotti che hanno scoperto il reato, i periti, i consulenti, gli Avvocati, il Pubblico Ministero, le repliche, le controrepliche etc. etc., le rogatorie. In questa fase del primo grado, che è la più lunga proprio perché bisogna sentire tutti, il tempo a disposizione dei giudici sarà lo stesso che i giudici avranno a disposizione in Appello e in Cassazione, ma in Appello o in Cassazione, salvo eccezioni, non si riapre la discussione nel processo, non si riapre il dibattimento: i giudici semplicemente valutano, in base alle carte - questo succede nel 99% dei casi - se la sentenza di primo grado è corretta, oppure se non ha tenuto conto di alcuni punti che o il Pubblico Ministero o il difensore segnalano nel loro ricorso, punti di merito per quanto riguarda il processo d’appello, punti di legittimità, ossia di conformità alla legge, per quanto riguarda il giudizio di Cassazione.
Teoricamente è molto più facile fare i processi in Appello e in Cassazione, che non farli in primo grado: intanto perché i processi di primo grado sono molti di più, in primo grado, una volta rinviato a giudizio uno ci va e poi in Appello non ci vanno tutti i processi che c’erano in primo grado, perché a volte c’è chi accetta la sentenza di primo grado senza impugnarla, soprattutto quando c’è un’assoluzione e la Procura non ritiene di dover impugnare. Quindi è chiaro che c’è anche un sovraccarico di lavoro nei tribunali, che non c’è in Appello e in Cassazione, eppure due anni dal rinvio a giudizio alla sentenza di primo grado, due anni per l’Appello e due anni per la Cassazione. Molto probabilmente, secondo quello che calcolano i magistrati che stanno, in questi giorni, cercando di fare una proiezione sulla strage di processi che produrrà questa porcata, la stragrande maggioranza di quei 100 /200. 000 processi destinati a morire morirà nella fase del primo grado. Badate, stiamo parlando di quei processi che moriranno in aggiunta a quei 150 /200. 000 processi l’anno che già muoiono per la prescrizione del reato, conseguentemente se ogni anno si prescrivono 200. 000 processi per prescrizione del reato e adesso si prescriveranno altri 100 /200. 000 processi per prescrizione del processo, noi avremo.. andiamo verso il mezzo milione di imputati che la fanno franca, in un modo o nell’altro, e verso almeno mezzo milione di vittime che, ogni anno, si vedranno sbeffeggiare dall’imputato che se ne va libero, anche se colpevole, perché il processo è durato più di due anni nella fase di giudizio in cui si è, oppure perché è riuscito a fare durare il processo più del periodo di prescrizione del reato. Voi capite che è una catastrofe epocale e non è una catastrofe dovuta alle sfavorevoli condizioni atmosferiche, a una casualità o una maledizione del Cielo, è dovuta all’ennesima legge fatta per non far processare Berlusconi.
Liberi tutti: i cittadini non avranno giustizia

Abbiamo detto che questa legge si applica a tutti e tre i gradi di giudizio per il futuro, è retroattiva, ossia vale per i processi già iniziati che siano nella fase del primo grado mentre, se sono già in fase di Appello o di Cassazione, questa legge non vale e quindi in Appello o in Cassazione i processi già iniziati possono durare più di due anni, volendo, mentre invece i processi in primo grado già iniziati devono durare non più di due anni e perché? Perché Berlusconi ha i processi in primo grado. Mills, per esempio, è in Cassazione e quindi Mills, anche se il suo processo durasse più di due anni in Cassazione, non sarebbe soggetto a questa salvaladri, mentre quello che ha accusato di averlo corrotto Mills, si salva: pensate a come è contento Mills di questa disparità di trattamento, ma pensate come questa legge può essere costituzionale, visto che stabilisce delle disparità di trattamento non solo tra quelli che avranno i processi in futuro e quelli che hanno avuto dei processi già iniziati e sono imputati oggi, ma addirittura all’interno di quelli che sono imputati oggi crea delle disparità di trattamento e non sono mica finite, queste disparità di trattamento, perché questa legge va a distinguere per processi già iniziati e per quelli che inizieranno in futuro tra vari tipi di reato, alcuni li comprende nella “ liberi tutti” e alcuni li esclude e poi fa distinzioni non solo dei tipi di reato commessi, ma fa distinzioni anche dei tipi di imputati. Per esempio, la distinzione è questa: gli imputati pregiudicati, ossia che hanno già avuto una condanna un’altra volta, non beneficiano del processo breve, mentre gli incensurati, ovvero quelli che non hanno mai avuto condanne definitive, anche se magari hanno avuto un sacco di processi ma l’hanno già fatta franca per prescrizione (tipo Berlusconi, Andreotti, D’Alema etc. etc.), questi avranno diritto al processo breve, sia che il processo sia già iniziato e sia che inizi in futuro. Qualcuno dirà “ beh, è giusto, il pregiudicato l’hanno già beccato una volta a violare la legge e quindi presumibilmente è più pericoloso dell’incensurato”, ma neanche per sogno! Nemmeno per sogno! Se per esempio uno - che ne so? - per la strada ha mandato a fare in culo un vigile e è stato condannato per oltraggio, quando era ancora reato l’oltraggio a pubblico ufficiale, quello è un pregiudicato, se l’hanno condannato; se uno è stato beccato a scaricare musica o film dal computers è reato, lo sapete; se uno è stato beccato con la piantina di canapa sul balcone è reato, lo sapete: beh, tutte queste persone.. se uno, a causa della nebbia o dell’asfalto ghiacciato ha messo sotto con la macchina qualcuno e l’ha mandato all’ospedale, e si è scoperto che magari non era attento al 100% e l’hanno condannato per lesioni colpose, o se la vittima è morta e l’hanno condannato per omicidio colposo beh, questo è un pregiudicato; mentre se uno è stato prescritto in un processo di mafia, con una sentenza dove c’è scritto che è un mafioso, ma che l’ha fatta franca, tipo Giulio Andreotti, quello è incensurato: secondo voi è più pericoloso socialmente uno che è stato beccato a scaricare musica da Internet, o uno che ha avuto la prescrizione e che, quindi, è incensurato per mafia? Quello che scarica musica avrà diritto al processo lungo e conseguentemente un’altra condanna la becca di sicuro, mentre invece il prescritto per mafia avrà il processo breve, se lo ribeccano a commettere un altro reato, e lo prescrivono nuovamente e così via sempre, perché sarà sempre prescritto e quindi sempre incensurato e non avrà mai la prima condanna che lo trasforma in un pregiudicato e avrà sempre diritto al processo breve, cioè al processo morto, anche se è infinitamente più pericoloso di quell’altro che scarica la musica, o di quello che ha la piantina di cannabis.
Questa è la distinzione demenziale, secondo alcuni totalmente incostituzionale tra imputati incensurati e imputati pregiudicati, non vi dico poi la diffamazione: noi giornalisti la diffamazione la.. i processi per diffamazione, con tutte le centinaia di denunce che ci fanno, almeno a quelli che i giornalisti li fanno per davvero, è evidente che prima o poi capita che il giornalista venga condannato per diffamazione, perché si è sbagliato, perché ha preso per buona una cosa, perché ha scritto un nome per un altro, immaginate la fretta con cui si scrive tutti i giorni per i giornali, soprattutto sui quotidiani, può capitare continuamente questo rischio e è lo stesso rischio che corre un autista che vive nella sua macchina, un tassista che vive nella sua macchina di tamponare, è evidente che prima o poi tamponi. Altra cosa - l’abbiamo sempre spiegato - è quando uno organizza campagne basate sul falso, in malafede, questo è un altro paio di maniche, ma in ogni caso la diffamazione è un incidente di percorso, tant’è che io non mi sono mai fatto vanto di non aver avuto condanne definitive per diffamazione: perché? Perché prima o poi capita, dopo 26 anni che uno fa questo mestiere, sto cominciando a dire che non ho ancora avuto condanne definitive per diffamazione, ma potrebbe capitare un giorno, soprattutto se si usa un linguaggio piuttosto critico nei confronti del potere.
I criminali potenti incensurati a vita

Lasciamo stare, il giornalista che ha una condanna per diffamazione è un pregiudicato, ovviamente secondo questa legge, secondo la legge e quindi verrà trattato molto più severamente di Andreotti che ha avuto la prescrizione per mafia e di tutti quelli come Andreotti e Berlusconi, sei volte prescritto per corruzione, finanziamento illecito ai partiti, frode fiscale, falso in bilancio etc. etc.. Immaginate se è mai ammissibile! Avete visto dalla Gabanelli di Report, nel servizio di Paolo Mondani ieri sera, che cosa è il riciclaggio, che cosa è la frode fiscale, che cosa è portare i soldi all’estero per pagare le tangenti etc. etc.: bene, quelli che la fanno franca per prescrizione, grazie al fatto che oggi la prescrizione per quei reati è brevissima, adesso potranno godere anche della prescrizione del processo che, per loro, sarà brevissimo, perché? Perché sono riusciti a farsi prescrivere prima e continueranno in eterno a essere prescritti!
L’altra distinzione che si fa è quella tra reato e reato e qui, di solito, capita: si fa un’amnistia e si dice che per certi reati gravissimi non vale, si fa un indulto e si dice che per certi reati gravissimi non vale e quindi, il fatto di distinguere tra reato e reato, ci sta. Di solito si prendono i reati puniti con una pena superiore a tot, si stabilisce che quelli sono i più gravi, perché quelli sono i più gravi secondo il Codice Penale e, per quelli, niente indulgenza. Ora che cosa hanno fatto, invece? Shopping, hanno fatto shopping tra i vari reati, cioè questo sì, questo no, questo mi piace, questo non mi piace, questo non lo vuole la Lega Nord, questo non lo vuole Gasparri, questi li fa Berlusconi: così hanno fatto a scegliere quelli gravi e quelli no. Conseguentemente avranno il processo lungo, cioè possibilità concrete di condanna, i reati di mafia - Berlusconi non è imputato, in questo momento almeno, di mafia - di strage, di terrorismo, di omicidio, di grandi traffici d’armi e di droga, quelli proprio massicci, internazionali e basta direi.. ah, sequestro di persona a scopo di estorsione, bontà loro, e poi furtarelli e immigrazione clandestina. Sapete con quanto è punita l’immigrazione clandestina? Con una multa da 5.000 a 10.000 Euro: non stiamo parlando del clandestino che va a fare le rapine o uccide qualcuno, o spaccia droga, ma stiamo parlando del clandestino che è clandestino e punto, prima non era reato perché non si può punire uno status, bisogna punire un’azione, adesso puniamo lo status di clandestino con una multa, ossia facciamo pagare 5 o 10. 000 Euro a uno che non li ha e, anche se li ha, li nasconde, perché è clandestino e conseguentemente non può avere un lavoro regolare, ovviamente, e non può dichiarare di guadagnare, per cui è una multa puramente fittizia, è la legge cazzata dell’ultimo pacchetto sicurezza, che intasa ulteriormente le carceri e i tribunali, perché poi questi li prendono, li processano per direttissima, passano qualche ora in carcere e fanno aumentare a dismisura il numero dei detenuti, ma questo è un altro paio di maniche.
Come si fa a paragonare un reato punito con la multa, come il divieto di sosta, con quelli di mafia, di strage, di terrorismo, di omicidio volontario, di sequestro di persona, di traffico d’armi, che sono esclusi anch’essi dal processo breve? E come si fa, soprattutto, a assicurare il processo lungo al clandestino che, alla fine del processo lungo, verrà multato di qualche migliaio di Euro e non li pagherà, con reati che invece avranno il processo breve, ossia morto, quali abuso d’ufficio, corruzione, corruzione giudiziaria - Berlusconi ha il processo Mills per corruzione giudiziaria - truffa semplice e aggravata, frodi alla Comunità Europea? Stiamo parlando di reati che portano via i soldi dei cittadini, milioni, miliardi! Frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti, traffico di rifiuti, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, favoreggiamento della prostituzione, lesioni personali, omicidi colposi per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, aborto clandestino, incendio, incesto, falsa testimonianza, calunnia, falso in atto pubblico: questi avranno il processo breve, cioè morto, in quanto non si riuscirà più a processare nessuno per questi processi, a meno che qualcuno di questi non sia stato beccato a taroccare i CD o a scaricare musica, allora sono già pregiudicati e gli si fa.. ma vi rendete conto di che cosa vuole dire una legge ad personam?! Questa è una legge contra personam, contro i cittadini onesti! E infatti il nostro migliore cronista giudiziario, che è Ferrarella de Il Corriere, fa un paginone raccontando quali processi salteranno per questa legge: il processo Mills, ci mancherebbe, il processo Mediaset, ci mancherebbe, Antonveneta, il governatore Fazio, processo morto; Calisto Tanzi, l’aggiotaggio alle banche imputate nel caso Tanzi Parmalat, ci sono decine di banche italiane e straniere imputate per questo reato morto. Non vuole dire che moriranno questi processi, eh: vuole dire che oggi, mentre parliamo adesso, se la legge passasse in vigore adesso o tra una settimana o tra un mese, ma già adesso, questi processi sono durati più di due anni in primo grado e conseguentemente verrebbero dichiarati morti, non che saranno morti. Questa non è una legge che dice ai giudici “ fateli più in fretta, perché altrimenti scatta la prescrizione del processo”: no, questa legge dice loro “ è già finito il vostro processo, è già morto oggi”, quindi il giorno dopo l’entrata in vigore di questa legge il giudice dichiarerà concluso il dibattimento, saluterà gli imputati felici, le vittime incazzate , “ andate in pace, il processo è finito, amen!”, questo sarà! Tanzi, prescritto l’aggiotaggio a carico delle banche, ve l’ho detto; tra poco si prescrive quasi tutto anche nel caso Telecom Tavaroli, gli spioni della security Telecom, che hanno spiato migliaia, schedato migliaia di dipendenti, concorrenti di Tronchetti Provera, giornalisti, politici, imprenditori, uomini dei servizi che non piacevano loro, magistrati: prescritto. La stessa cosa accadrà per altri casi di spionaggio illegale: Enel Power, Eni Power, crac Parmalat, aggiotaggio Antonveneta, crac HDC, il crac del sondaggista Crespi, dove è imputato Confalonieri per favoreggiamento, prescritto. Altri processi che si prescrivono. Alla fine vi racconterò un piccolo caso: quello della clinica Santa Rita, ma ci sono ancora i processi Eternit per i 3. 000 morti da amianto, c’è il processo per i rifiuti a Napoli, la gigantesca truffa dei rifiuti a Napoli, dove è imputato Bassolino, tutto ovviamente già morto. Cragnotti, Cirio, Geronzi, il Presidente di Mediobanca coinvolto in Parmalat e in Cirio, stiamo parlando di tutti i più grandi e importanti processi di questi anni, salvo naturalmente per chi ha scannato un’intera famiglia o già si sa che è un mafioso e quindi i processi in cui si parte già dall’accusa più grave di mafia.
Avrete sentito a Annozero Belpietro raccontare che questa legge costringerà i giudici a fare in fretta e quindi a lavorare, perché il problema in Italia, se non si fanno quei 5 o 6 milioni di processi arretrati e quei 3 milioni di processi che arrivano nuovi ogni anno sul lavoro tavolo, è appunto dei giudici che non lavorano: pensate, 10. 000 giudici scarsi che dovrebbero fare 3 milioni di processi nuovi, più i 5 /6 milioni di processi arretrati! Fate il calcolo di quanti processi toccherebbero a ciascuno: è ovvio che non è quello il problema, ci saranno dei fannulloni tra i giudici come ci sono in tutte le categorie, ma non è quello il problema, non è vero che lavorano quattro ore al giorno, sono costretti a restare in ufficio soltanto quattro ore al giorno, cioè la mattina, perché? Perché al pomeriggio i tribunali chiudono, non ci sono le segreterie, non ci sono i cancellieri, non c’è la sorveglianza, tutti gli atti che fa un magistrato, se vuole interrogare qualcuno o celebrare l’udienza di un processo, senza il cancellare, senza il pubblico ufficiale al suo fianco sono nulli, non si possono fare i processi senza i cancellieri e, dato che i cancellieri sono sotto/organico e non vengono pagati per gli straordinari, i processi si fanno soltanto la mattina. Dopodiché cosa fa il giudice, al pomeriggio? Si porta a casa il lavoro e continua a lavorare da casa, chi di voi conosce dei magistrati va a casa loro e vede faldoni dappertutto: mica sono gingilli che si portano a casa per sport, lavorano lì! Lo sapete che i giudici di Corte di Cassazione in Cassazione non hanno neanche l’ufficio? Non esistono gli uffici in Corte di Cassazione per tutti i giudici della Cassazione, i quali provengono da tutta Italia, hanno giusto le aule di udienza e che cosa fanno, quando non hanno il turno in udienza? Si portano a casa le sentenze e se le scrivono a casa sui loro computers, sui loro faldoni, dopodiché che non è che un giudice, se non è in ufficio, non lavora: pensate a tutti quelli che vanno nelle carceri a interrogare la gente, pensate a tutti quelli che vanno a fare i sopralluoghi nei posti del delitto, a tutti quelli che vanno nelle caserme delle forze dell’ordine per coordinare le indagini, a tutti quelli che vanno a sentirsi le intercettazioni nelle salette audio. Belpietro naturalmente non lo può sapere, visto che non fa questo mestiere: sarebbe interessante sapere che mestiere fa, questa gente, ma questo è. Perché i processi durano a lungo? L’ha detto Davigo: perché se ne fanno troppi, perché ci sono troppe impugnazioni, perché in Italia la Cassazione celebra 120. 000 processi l’anno, mentre la Corte Suprema degli Stati Uniti emette 120 sentenze l’anno - 120 sentenze l’anno! - perché? Perché c’è un filtro: mica tutti quelli che ricorrono in Cassazione hanno diritto a essere esaminati dalla Cassazione, la Corte di Cassazione decide soltanto i casi che ritiene opportuno esaminare e lo stesso avviene nelle rare volte in cui c’è un processo d’appello. Da noi non c’è filtro, per cui quasi tutti i processi conviene appellarli fino in Corte di Cassazione, perché così intanto si perde tempo, si fa scattare o la prescrizione del reato o adesso, ultima novità grazie a Ghedini e C., la prescrizione del processo.
Il caso della clinica Santa Rita

Vi racconto - e chiudo - un caso di scuola: la clinica Santa Rita. La Clinica Santa Rita è quella clinica di Milano in cui, grazie a intercettazioni disposte per tutt’altro, cioè per una presunta truffa sui contributi della Regione Lombardia, si scoprì che alcuni chirurghi, insieme a alcuni amministratori e azionisti della clinica, scannavano i pazienti asportando organi a pazienti sani (polmoni, reni, di tutto) con il sospetto addirittura - adesso non so se al processo questo sospetto verrà confermato o meno - che qualcuno, dopo le operazioni inutili, inutilmente invasive sia morto, mentre non sarebbe morto se non gli avessero asportato degli organi che non andavano asportati, ebbene perché facevano tutto questo? Perché così incassavano più soldi dalla Regione Lombardia. Questi mascalzoni sono stati rinviati a giudizio per lesioni gravi, non so che fine abbia fatto l’accusa di omicidio e non so neanche se quest’omicidio fosse stato considerato colposo, preterintenzionale o volontario, ma mi interessa la tempistica: il caso lo ricordate. Operazioni chirurgiche invalidanti e invasive per lucrare rimborsi e finanziamenti dalla Regione Lombardia senza che ci fosse bisogno di questi interventi, gente che si è trovata con un rene o con un polmone in meno completamente sani!
Gli imputati vengono arrestati nel giugno del 2008, nel giugno di due estati fa, soltanto un mese dopo, il 12 luglio di due estati fa (2008), il Pubblico Ministero chiede il rito immediato subito, “ li processiamo subito, abbiamo prove sufficienti, non c’è bisogno di indagini, quello che abbiamo fatto è già sufficiente”. Da quel momento il Pubblico Ministero chiede il rito immediato, decorre, comincia a ticchettare la bomba a orologeria prevista da questa nuova legge, facciamo il caso che questa nuova legge sia già in vigore. Parti a calcolare i due anni necessari per il primo grado nel momento in cui il Pubblico Ministero chiede il rito immediato, 12 luglio dell’anno scorso. Il Tribunale deve dunque processare questi imputati per 88 lesioni gravi, 40 truffe alla Regione Lombardia e alle A.S.L., diverse decine di falsi, perché questi poi falsificavano le cartelle cliniche; il 17 luglio 2008 il G.I.P. emette il decreto con cui manda a processo questi signori per questi reati; il Tribunale fa i miracoli e riesce a fissare la prima udienza entro pochissimo tempo: entro la fine dello stesso 2008. Un anno fa, il 2 dicembre 2008, il Tribunale comincia con la prima udienza, gli imputati sono nove, le parti civili sono 40, i malati scannati, gli Avvocati quindi sono quelli necessari per tutelare 40 parti civili e nove imputati, almeno 50 Avvocati. Aula bunker, il Tribunale un anno dopo è riuscito a celebrare 43 udienze, che sono tantissime: vuole dire una alla settimana, escluse le ferie; è rarissimo un processo che vada al ritmo di un’udienza alla settimana, oggi hanno rinviato il processo Mediaset, perché Berlusconi è barricato al vertice della Fao, è un noto cultore dei problemi della fame del mondo, rinviato a gennaio di due mesi, di tre mesi in tre mesi, qui una alla settimana le udienze, 43. Questi tre giudici stanno facendo i miracoli per fare in fretta e le fanno (le udienze) addirittura fino al tardo pomeriggio, conseguentemente ci sono, evidentemente, degli impiegati e dei cancellieri che stanno lì, anche se non pagano loro gli straordinari. Naturalmente questo collegio ha anche altri processi, non è che faccia un’udienza alla settimana: per questo processo utilizza una giornata alla settimana e poi ne ha tanti altri da celebrare; bene, hanno già sentito 154 testimoni, tre a udienza e hanno esaminato, hanno interrogato tutti e nove gli imputati, mancano i consulenti tecnici delle difese, perché ogni difensore vuole dimostrare che il suo cliente non ha fatto niente di male alle paziente e quindi consulenze tecniche sulle operazioni a proposito di quei 40 pazienti che si lamentano. Naturalmente tutte le difese hanno chiesto di fare delle perizie mediche al Tribunale, per cui ci sono i consulenti di parte delle difese, ci sono i consulenti di parte delle parti civili, che sono 40 e poi ci sono i consulenti del Pubblico Ministero e hanno già chiesto al giudice di fare pure lui una perizia tecnica su quelle cose, conseguentemente immaginate quante consulenze, decine, decine e decine di consulenti e periti che andranno sentiti. E’ passato un anno dall’inizio dell’udienza, ma il processo deve durare due anni dal momento in cui il Pubblico Ministero chiede il rito immediato, che è una procedura un po’ diversa rispetto al rinvio a giudizio classico e quindi, se il processo non finisce entro luglio del 2010, ossia tra sette mesi, il processo è morto e, come vi ho detto, è un processo rapidissimo, è un processo che è durato un anno, dove hanno già fatto gran parte delle cose, ma ci sono soprattutto le perizie da esaminare. E’ assolutamente impossibile, salvo miracoli, che questo processo vada a conclusione e il risultato quale sarà? E’ che tra sei o sette mesi - a luglio del 2010 - il giudice, se non sarà riuscito a fare tutto, comprese le arringhe (nove), gli interventi delle parti civili (40), la requisitoria del Pubblico Ministero, le repliche degli Avvocati della difesa e della parte civile e poi la replica del Pubblico Ministero, se non sarà riuscito a fare tutto questo insieme alle perizie entro questi sei o sette mesi che gli mancano dovrà salutare i medici che scannavano la gente, i parenti degli scannati, gli scannati, il Pubblico Ministero e dire loro “ guardate, per non processare Berlusconi non possiamo più andare avanti, gli imputati sono liberi di tornare a fare quello che facevano prima, le vittime sono libere di tornare a leccarsi le ferite perché non avranno giustizia, e questo è il processo breve, anzi il processo morto per salvare il Presidente del Consiglio!”. Continuate a leggere Il Fatto Quotidiano e passate parola.
postato da charliebrown01 alle ore 17/11/2009 23:34 | link | commenti (1)
categorie: informazione
16/11/2009

Il gratta e vinci anti evasione fiscale




Presto andare a fare la spesa potrebbe anche farci vincere dei premi in denaro. Il Governo, dopo il via libera della “Finanziaria 2010” al Senato, dove è naufragato sia, almeno per il momento, il progetto di “Banca del Sud”, sia quello della cedolare secca sugli affitti, alla Camera la prossima settimana potrebbero infatti arrivare novità alquanto “originali” in materia di contrasto all’evasione fiscale. L’idea, ancora tutta da mettere in pratica, è quella di far diventare lo scontrino fiscale una sorta di “gratta e vinci“; in questo modo lo Stato, facendo leva sull’interesse del cliente ad acquisire lo scontrino, si garantirebbe le dovute entrate fiscali a fronte di costi abbordabili. Dopo la recente idea di creare una “lotteria della casa”, ora arriva anche quella sugli scontrini fiscali, ma il rischio è che l’Italia diventi, tra Superenalotto, Win for Life, lotto e scommesse, un Paese troppo gioco-dipendente.

Brutte notizie per gli impuniti dell'evasione fiscale,dopo le minacce di chiudere bottega dopo il terzo scontrino fiscale non rilasciato,adesso l'incentivo a cui gli italiani non possono rinunciare,davvero diabolica l'idea tremontiana,potrebbe essere il solito annuncio del tipo "tanto rumore per nulla" ,ma se il progetto venisse pianificato,

Ahi che dolor,non solo ai gioiellieri....
postato da charliebrown01 alle ore 16/11/2009 21:37 | link | commenti
categorie: economia
15/11/2009

Roberto Saviano,l'appello al ritiro del processo breve e le firme su La repubblica


PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO




SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.

Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.

Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.

ROBERTO SAVIANO

[ articolo e petizione da La repubblica ]

CLICK PER FIRMARE

Difficilmente potremo bloccare questa ennesima porcata,ma dovranno vergognarsene,anche se ho dei dubbi a riguardo,in ogni caso la Consulta non potrà validare una obbrobrio del genere.
postato da charliebrown01 alle ore 15/11/2009 21:47 | link | commenti
categorie: informazione
13/11/2009

Carlo Taormina su l'ultima porcheria governativa,vergognoso, criminale, criminogeno e ridicolo


Cosa è successo mi sono perso qualche puntata??

Carlo Taormina così sprezzante verso il disegno partorito dal cdx,con Lega e Pdl uniti nell'ennesima porcata




[ dall'inserto satirico ]


Il disegno di legge sul processo breve è «vergognoso, criminale, criminogeno e ridicolo». Lo sostiene l'avvocato Carlo Taormina, che parla di «Stato di diritto ormai saltato» e «imbecillità giuridica senza precdenti». Il provvedimento, secondo l'ex sottosegretario all'Interno del Governo Berlusconi, «è vergognoso perchè per vietare il giudizio su di un imputato se ne vietano centomila, con danno morale e patrimoniale delle vittime dei reati. È criminale perchè implica l'utilizzazione dello strumento legislativo per fini personali ed integra un attentato alla Costituzione sotto il profilo della vanificazione della giurisdizione. È criminogeno perchè, essendo materialmente impossibile celebrare un processo di primo grado in due anni, il disegno di legge è una licenza a delinquere, soprattutto per i delitti che attentano alla sicurezza di ogni giorno dei cittadini. È ridicolo perchè chiaramente ritorsivo rispetto alla caduta del Lodo Alfano, è fatto presentare al Senato perchè in Consiglio dei Ministri siede l'unico interessato a sopprimere la giurisdizione, dopo averlo però concordato con la maggioranza, attraverso una blindatura che rende una buffonata il ruolo del Senato e della Camera, sul modello di una autentica dittatura». «Il diretto interessato al disegno di legge - avverte Taormina - stia attento perchè l'imbecillità dei consigli, per l'ennesima volta, si tradurrà in altra legge ad personam inutile. Invito la Magistratura, per la quale nutro odio profondo, a vanificare l'iniziativa considerando ordinatorio il termine dei due anni. Invito i cittadini onesti a rivoltare i tavoli di questa politica che, proprio ad opera centro-destra, sta distruggendo lo Stato e i diritti garantiti dalla Costituzione, per far uscire dai guai qualche potente».

[ da L'unità ]

Quando si tratta di salvare il posteriore del "divino" in un batti baleno si organizzano ddl che diventano legge seduta stante.

Tutto sommato fanno bene,al popolo sovrano non gliene frega nulla,possono partorire qualsiasi nefandezza,dallo scudo fiscale all'ennesima legge ad personam al solito noto.

Chi può,fa ancora in tempo ad andarsene da una fogna del genere.
postato da charliebrown01 alle ore 13/11/2009 23:12 | link | commenti
categorie: informazione
12/11/2009

L'editorialista Augusto Minzolini,quello di Rai1 s'intende,di Marco Travaglio




[ dall'inserto satirico ]

La risposta del giudice Ingroia,nel filmato sono comprese anche le accuse del direttore del Tg1,da Radio24



Il problema non è se Augusto Minzolini possa o non possa fare editoriali: che dovrebbe fare il direttore di un telegiornale? Il problema è che, in quella Pravda ad personam che è diventata il Tg1, roba da far rimpiangere Mimun e persino Riotta, Augusto Minzolini mente. Racconta balle. In continuazione. A furia di menarla con la par condicio e il contraddittorio, si è perso di vista il nucleo centrale dell’informazione: che non è accontentare la destra o la sinistra o tutt’e due, ma appunto informare. Due mesi fa, quando Menzognini attaccò i manifestanti per la libertà di stampa difendendo il suo mandante che aveva appena denunciato le dieci domande di Repubblica, disse che anche Tony Blair aveva querelato la Bbc: non era vero, Blair non ha mai querelato la Bbc. Fu nominata una commissione d’inchiesta indipendente che accertò un errore commesso dalla Bbc sulla manipolazione governativa delle notizie sulle armi di Saddam. Il presidente e il direttore generale della rete pubblica si dimisero. Senz’alcuna denuncia. L’altra sera Menzognini ha accusato il pm Ingroia di aizzare la gente a ribaltare la maggioranza democraticamente eletta. E’ falso: Ingroia non l’ha mai detto. Poi Menzognini ha sostenuto che l’immunità copre i deputati anche in Germania, Inghilterra, Spagna e Parlamento europeo. Non è vero. In Inghilterra non c’è alcuna immunità parlamentare, né per le indagini né per gli arresti (l’anno scorso un deputato finì in carcere). In Germania l’immunità, pur prevista, non viene mai esercitata, tant’è che il Parlamento all’inizio di ogni legislatura autorizza preventivamente e automaticamente le eventuali indagini a carico di suoi membri (due anni fa un deputato fu addirittura perquisito nel suo ufficio al Bundestag). Idem in Spagna, dove mai in trent’anni le Cortes hanno negato un’autorizzazione a procedere (tranne nel caso di un ex giudice divenuto deputato, accusato di aver diffuso per sbaglio la foto del fratello di un indagato al posto di quella dell’indagato). Gli europarlamentari godono delle immunità previste (le rare volte che lo sono) nei rispettivi paesi di provenienza. Menzognini racconta che i nostri Padri costituenti avevano previsto l’immunità per sottrarre gli eletti dallo strapotere della magistratura. Falso anche questo: prevedevano l’autorizzazione a procedere per evitare che giudici troppo vicini al governo (si veniva dal fascismo) perseguitassero esponenti dell’opposizione per reati politici, tant’è che era consentito negarla solo in caso di evidente persecuzione politica (fumus persecutionis). Nessun Padre costituente poteva immaginare che quello strumento eccezionale sarebbe stato abusato per proteggere esponenti della maggioranza da processi per reati comuni e gravissimi, per giunta commessi al di fuori delle loro funzioni, e addirittura prima di esercitarle. Mentre l’altroieri Menzognini sproloquiava, il suo Tg1 ometteva la notizia del giorno: la richiesta d’arresto per camorra del sottosegretario Cosentino. Cioè: Menzognini commenta le notizie che censura. Ieri, finalmente, anche il Tg1 delle 13.30 s’è accorto del caso Cosentino. Titolo: “Polemiche su Cosentino”. Ecco: una richiesta d’arresto diventa una “polemica”. Per nascondere i fatti, si cambiano le parole. Come domenica, quando il TgPravda ha descritto l’ennesima legge salva-premier per mandare in prescrizione i processi Mills e Mediaset con queste soavi paroline: “La maggioranza è tesa a cercare soluzioni che consentano al governo di lavorare con tranquillità”. Naturalmente Menzognini continuerà a raccontare frottole senza tema di smentita, forte dell’appoggio dei suoi mandanti e del fatto che i milioni di telespettatori del suo tg, nel 70-80 per cento dei casi, non hanno altri strumenti per informarsi. Resta da capire quale sanzione sia prevista in Italia per i giornalisti che mentono sapendo di mentire. A parte, si capisce, la direzione del Tg1.



Davvero stucchevoli le imprecisioni di Minzolini,lui che arriva dal giornalismo gossipparo e catapultato alla guida del tg1 con la corretta libertà di esercitare editoriali,ma sulla D'Addario non fece accenno o quasi,strano ne ha d'esperienza sul tema.

Secondo lui,i giudici e i magistrati non devono fare commenti sulle riforme della giustizia,probabilmente se fossero positivi,tutto rientrerebbe nella normalità,al contrario se criticano,anche aspramente,alcuni affezionati del cdx,con lui in testa, definiscono indegna una presa di posizione del genere.

Solo chi è disonesto intellettualmente non ammette che in Italia esista un conflitto d'interessi gigantesco,con le grandi responsabilità del csx nel non aver fatto una legge a tal proposito quando fu al governo.
postato da charliebrown01 alle ore 12/11/2009 23:17 | link | commenti (2)
categorie: informazione

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