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charliebrown01

la coperta di linus
31/05/2007

Alcune modifiche per non incappare nei diritti alla privacy.

GOOGLE EARTH SCENDE IN STRADA, IMBARAZZI E POLEMICHE

NEW YORK - Google scende in strada: in una rivoluzione che potrebbe cambiare l'approccio alle mappe delle aree urbane, il motore di ricerca di Mountain View ha introdotto 'Street View', servizio che arricchisce le carte geografiche online che visualizzando le strade di alcune metropoli statunitensi non solo dall'alto, ma anche con una visualizzazione tridimensionale, a 360 gradi.

Hanno fatto da cavie al progetto l'area di san Francisco, New York, Las Vegas, Denver e Miami e in 24 ore dal lancio sono scattate subito le prime polemiche e le accuse di violazione della privacy dei passanti colti dall'obiettivo di Google in situazioni potenzialmente imbarazzanti: vedi l'uomo che esce soddisfatto da un locale di spogliarello, o la cicciona che cerca di smaltire i chili di troppo facendo il jogging. Secondo gli esperti legali, le due inconsapevoli 'vittime' del nuovo servizio non hanno pero' diritto a lamentarsi: e' perfettamente legittimo fotografare persone in luoghi pubblici, e questo include l'esterno di abitazioni private. Diverso e'ovviamente il discorso di immagini riprese dall'interno di case private o dove l'individuo ha una 'aspettativa di privacy'.

Da ansa\web

Meglio proteggere determinate situazioni, siano nella normalita' piu' assoluta, come in situazioni particolari.....

postato da charliebrown01 alle ore 31/05/2007 22:04 | link | commenti
categorie: tecnologia
31/05/2007

Yesterday, il passato cosi' presente nel nostro quotidiano.

Vietnam, la bimba in fuga dal napalm 35 anni dopo

Vietnam, la bimba in fuga dal napalm 35 anni dopo
La vietnamita Kim Phuc posa con la foto che la ritrae mentre, bambina di nove anni, nel giugno del '72 fuggiva dopo un attacco con il napalm che le ha provocato ustioni che le hanno lasciato profonde cicatrici. Kim Phuc ha raccontato la sua storia in una conferenza tenuta in Spagna, durante la mostra fotografica Photoespana 2007
Da la repubblica\web
Per non dimenticare il tragico conflitto in vietnam, almeno la storia del passato  fosse presa come insegnamento del nostro presente.
postato da charliebrown01 alle ore 31/05/2007 21:00 | link | commenti (1)
categorie: storia
31/05/2007

Analisi curiosa, ma la diffusione non stupisce

Presentato lo studio comparato, compiuto anche su Taranto e Algeri
Nella capitale la massima concentrazione di droghe c'è nell'area della Sapienza

Il Cnr: cocaina nell'aria di Roma
insieme a cannabis, nicotina e caffeina

Ma il direttore dell'Istituto invita a non drammatizzare i risultati
"La ricerca, più che allarmare, deve essere motivo di riflessione"


<B>Il Cnr: cocaina nell'aria di Roma<br>insieme a cannabis, nicotina e caffeina</B>
ROMA - Nell'atmosfera di Roma c'è della cocaina in sospensione: non si tratta dell'ennesima leggenda metropolitana, ma di un serissimo studio - il primo, di questo genere - compiuto dal Consiglio nazionale delle ricerche. Ad appestare l'aria della capitale non ci sono dunque solo i gas elle auto e delle industrie, ma anche le droghe. Dati che confermano quanto emerso in altri tipi di analisi, effettuate nelle grandi città occidentali, che mostrano come i fiumi, o le banconote, contengano sempre tracce di sostanze stupefacenti.

Niente di sconvolgente, insomma. Ecco perché oggi Ivo Allegrini, direttore dell'Istituto inquinamento atmosferico del Cnr, invita a non drammatizzare: a suo giudizio, lo studio deve essere "motivo di riflessione", piuttosto che di "allarme". Anche perché "è presumibile che risultati simili a quelli riscontrati a roma si trovino anche in qualunque altra metropoli. Quanto all'atmosfera di Roma, si conferma che la città negli ultimi anni ha visto un sostanziale miglioramento della qualità dell'aria".

La ricerca si inquadra in una valutazione più ampia dei composti tossici presenti nelle polveri sottili che inquinano l'amosfera ed è stata condotta in due aree urbane italiane, Roma e Taranto, e ad Algeri. I risultati hanno evidenziato, oltre alla presenza di cocaina e di sostanze tossiche conosciute come il benzopirene (un idrocarburo cancerogeno presente nel fumo di sigaretta e negli scarichi degli autoveicoli), quella di cannabinolo (il principale componente attivo della marijuana), hashish e altre droghe, anche se meno dannose, come nicotina e caffeina. Le concentrazioni più elevate di cocaina sono state riscontrate nell'area dell'università La Sapienza.

La cocaina appare in concentrazioni molto più basse nella città di Taranto, mentre risulta assente ad Algeri. Al contrario, nicotina e caffeina risultano presenti in tutte le aree studiate, "dimostrando l'estrema diffusione del consumo di queste sostanze e la loro permanenza nell'area", spiega il responsabile della ricerca, Angelo Cecinato.

L'analisi dell'evoluzione stagionale della cocaina in aria indica infine che le concentrazioni massime (a Roma, circa 0,1 nanogrammi per metro cubo) si raggiungono nei mesi invernali. "Probabilmente - conclude Cecinato - per la più frequente e intensa stabilità atmosferica".
Da la repubblica\web
In effetti e' una novita', alla quale difficilmente ognuno di noi poteva pensare, come molti altri inquinanti esistono anche queste particelle, nella mia citta' come in altre mi pare, dalle analisi delle acque di fogna canalizzate verso i depuratori, si e' stabilito per esempio che a torino 2-3 persone su 10 fanno uso di cannabinoidi e cocaina.
Un fenomeno talmente diffuso, gestito e valutato contrario alla leggi vigenti, ma impossibile da sradicare, che liberalizzarlo evidentemente allargherebbe ancora di piu' il fenomeno, ma non foraggerebbe piu' la criminalita ed i suoi proventi.
Destinato ad essere liberalizzato solo esclusivamente per le cosiddette leggere, il sistema olandese sarebbe da prendere come riferimento.
postato da charliebrown01 alle ore 31/05/2007 20:39 | link | commenti (2)
categorie: societa
31/05/2007

Un video con dibattito equilibrato, grazie santoro.

L'agenzia d'informazione cattolica riporta l'intervento del presidente del Copercom
"Questo filmato, più che un'inchiesta, in realtà è un video a tesi, non credibile, con grandi falsità"

Video Bbc, la Sir contro Santoro
"Trasmetterlo è sciacallaggio mediatico"


<B>Video Bbc, la Sir contro Santoro<br>"Trasmetterlo è sciacallaggio mediatico"</B>

Michele Santoro, conduttore di

ROMA -"Il battage pubblicitario che ha preceduto la messa in onda questa sera su Rai Due del video della Bbc 'Sex crimes and the Vatican' ha già fatto chiarezza sulle reali intenzioni della trasmissione: fare sciacallaggio mediatico contro la Chiesa e il Papa". E' quanto si legge sul Servizio Informazione Religiosa, in una nota a firma di Franco Mugerli, presidente del Copercom, il coordinamento di 23 associazioni cattoliche per la comunicazione con oltre due milioni di iscritti.

Secondo l'agenzia di stampa cattolica, "questo filmato della Bbc, più che un'inchiesta, in realtà è un video a tesi, non credibile, con grandi falsità, pretestuoso e pregiudizialmente ostile. E' troppo chiedere al servizio pubblico di aiutare a ristabilire la verità?".


"Noi - spiega ancora Mugerli - non abbiamo paura della verità. Riteniamo la pedofilia un grave crimine contro l'umanità e la Chiesa. Ma facciamo nostro quanto richiamato da papa Giovanni Paolo II ai vescovi americani: 'pur riconoscendo il diritto alla dovuta libertà d'informazione, non bisogna consentire che il male morale divenga occasione di sensazionalismo'. In questo modo non si aiuta la ricerca della verità, ma al contrario si contribuisce alla perdita del senso morale della società".

Il Copercom, ricorda il Sir, ha contribuito alla legge contro la pedopornografia anche a mezzo Internet.

Da la repubblica\web

Alla faccia, gianfranco fini a ballaro' aveva sentenziato che il filmato non sarebbe stato trasmesso, come possibile futuro premier di destra, dovrebbe fare piu' attenzione,a non fare dichiarazioni quasi da onnipotente, per poi essere sbugiardato 2 sere dopo, il video chi lo vedra'. potra' farsene un'idea, il dibattito in studio sara' organizzato in modo tale, che l'equilibrio delle parti in causa sara' equilibrato.

Il fenomeno del clero nella pratica pedofila esiste, negli stati uniti in modo massiccio, nel regno unito vedremo il documento, in italia qualche caso e' emerso, con la curia che si e' adoperata per cercare in tutti i modi, di nascondere i misfatti.

postato da charliebrown01 alle ore 31/05/2007 20:11 | link | commenti
categorie:
30/05/2007

Caspita dopo 27 anni, i primi risarcimenti.

Ustica, risarcite 4 delle 81 famiglie delle vittime

Sono andati tutti assolti, i generali e i capi di Stato maggiore. Ma almeno lo Stato dovrà risarcire i familiari di 4 vittime delle 81 morte nel disastro aereo di Ustica. Lo ha deciso mercoledì il giudice della seconda sezione civile di Palermo, Gianfranco Di Leo, condannando i ministeri dei Trasporti e della Difesa all'esborso complessivo di 980mila euro per i familiari di Gaetano La Rocca, Francesco Volanti, Elvira De Lisi e Salvatore D'Alfonso, che non si erano inseriti nel troncone del processo conclusosi il gennaio scorso in Cassazione.

Il risarcimento accordato ad alcuni familiari delle 81 vittime della strage di Ustica ora dovrebbe riaprire la strada al risarcimento per tutte le altre famiglie. Ne è convinto l'avvocato Vincenzo Fallica, legale dei familiari di Gaetano La Rocca.

«Anche se il procedimento penale conclusosi in Cassazione ha consegnato alla storia un mistero - spiega il legale - ciò non significa che venga meno la responsabilità dello Stato. Anzi, se un ordigno esplosivo è stato posto nell'aereo Itavia in partenza da Bologna a Palermo vuol dire che gli addetti aeroportuali non hanno effettuato gli opportuni controlli». E, dunque, secondo la tesi difensiva accolta dal Tribunale, «la responsabilità dello Stato appare in tutta evidenza e prescinde chiaramente dall'accertamento delle singole responsabilità personali».

In definitiva, secondo il legale che ha fatto ottenere il risarcimento a due familiari delle vittime della strage di Ustica, l'ok odierno del Tribunale potrà aprire la strada alle richieste risarcitorie per gli altri familiari, «indipendentemente dal fatto che non siano stati individuati, per l'alone di mistero che avvolgeva la vicenda, tutti gli organi istituzionali coinvolti».

Certo non si tratta di grandi somme. Il giudice Di Leo ha assegnato complessivamente 460 mila euro. Ai quattro familiari di Marco Volanti complessivamente 200 mila euro; ai tre familiari di Elvira De Lisi 180 mila euro. Infine ai quattro parenti di Salvatore D'Alfonso 140 mila euro. Ma è almeno un segnale per i lutti e le sofferenze sopportate dalle famiglie delle vittime ancora senza giustizia a 26 anni da questa brutta e oscura pagina della Storia d'Italia.

Da l'unita'\web

Non c'e' stata luce su questa storia,alcune perizie discordanti sentenziavano che era un missile esterno a far precipitare l'aereo di linea. altre furono piu' propense alla bomba scoppiata internamente.

Sicuramente il muro di gomma da parte delle forze militari e della politica, i quali fecero tutto il possibile per depistare informazioni,tracce aeree di radar in quella notte, l'ultima sentenza fu un nulla di fatto, le vittime sacrificali di un ipotetico duello aereo tra libici e forze americane non fu mai provato.

Ora dopo 27 anni travagliati, alcune famiglie ricevono i primi risarcimenti!!!!

postato da charliebrown01 alle ore 30/05/2007 20:17 | link | commenti
categorie: giustizia
30/05/2007

Quando i giovani dovrebbero protestare su questa condizione.

Stipendi “under 30”: la caduta dei laureati
Nel 2006 busta paga più “leggera” del 2003

Crescono invece le retribuzioni dei diplomati soprattutto quelle dei tecnici-professionali (+5,9 per cento). In quattro anni il “premio” rispetto ai coetanei diplomati è diminuito di quasi un quarto. Si riduce il gap retributivo a sfavore delle ragazze. I risultati dell’indagine OD&M per Miojob sulle retribuzioni dei giovani dal 2003 a oggi. LA RIMONTA DEI DIPLOMATI: dal 2003 al 2006. TABELLE: titoli di studio, uomini vs donne, le aree geografiche e i settori che pagano di più. BLOG: conviene ancora laurearsi?

di FEDERICO PACE

La storia degli stipendi dei laureati italiani è la cronaca di un tesoro esiguo che di anno in anno si va estinguendo fino a quasi esaurirsi. Una storia, per ora, senza lieto fine. Se è vero che i laureati guadagnano ancora qualche euro in più dei diplomati, non si può dire che le cose rimarranno così a lungo visto che le differenze si vanno assottigliando sempre di più. Tanto più che ora i loro coetanei diplomati, che hanno avuto sempre una paga più bassa, cominciano a rimontare diversi punti percentuali e pare quasi che per le imprese laureati o diplomati pari sono. Tanto che non sono pochi i laureati che a un colloquio di lavoro hanno smesso di raccontare la verità sul percorso di studi. Meglio non dire della laurea. Le aziende quasi si spaventano.

Ma veniamo ai dati. Nel 2003 un laureato con un’età compresa tra 24 e 30 anni occupato in un’attività impiegatizia si portava a casa uno stipendio lordo annuo pari a 22.936 euro. Nel 2006 lo stipendio supera di poco i 24 mila euro. Se si tiene conto del costo della vita, vuol dire che quel laureato oggi guadagna meno (-1 per cento) di quattro anni fa. Meglio è andata invece ai diplomati professionali che sono passati da poco più di 19 mila euro a 21.817 euro, ovvero il 5,9 per cento in più al netto del costo della vita (vedi tabella).

In quattro anni le diverse dinamiche delle retribuzioni hanno messo in moto una specie di sommovimento tellurico con i laureati che arretrano e i diplomati che avanzano. Nel 2003 il laureato guadagnava 2.500 euro in più di un diplomato di medie superiori e circa 3.543 euro in più di un diplomato tecnico-professionale. In quattro anni il “premio” rispetto ai suoi coetanei diplomati è diminuito quasi di un quarto ed è divenuto rispettivamente di 1.815 euro e di 2.362 euro. E i laureati “semplici” perdono anche se messi a confronto con chi ha conseguito un master (vedi tabella).

I dati sono quelli del rapporto di OD&M sulle retribuzioni dei giovani realizzato per Miojob. Nei dati messi a punto dall’ azienda di consulenza nei sistemi incentivanti e delle politiche retributive delle risorse umane, la rimonta diventa ancora più esplicita se si pensa che nel 2003 lo stipendio del diplomato era l’89,1 per cento del laureato mentre nel 2006 è divenuto il 92,5 per cento. La paga del diplomato professionale è passata dall’84,7 per cento del 2003 al 90,2 per cento del 2006.

“Il differenziale di crescita a favore dei diplomati – dice Mario Vavassori, presidente di OD&M (vedi intervista integrale) - si spiega con il fatto che i laureati scontano sempre di più il processo di apprendimento attraverso il quale devono passare quando entrano nelle imprese. Hanno studiato di più, questo è vero, ma quando entrano in azienda si trovano coinvolti in un iter per capire come funziona l’azienda che può durare anche a lungo. Così finisce che l’azienda tende a riconoscere di più al diplomato perché è già produttivo e in qualche modo ha scontato con uno stipendio inferiore il suo ingresso sul mercato del lavoro.” Ma non solo. A incidere è anche il fatto che il sistema produttivo italiano dominato dalle piccole e medie imprese pare assetato soprattutto di diplomati e dei laureati quasi non sa cosa farsene.

Se si guarda ai più giovani, ovvero agli “under 24” le cose vanno un poco meglio. I laureati giovanissimi hanno visto crescere lo stipendio in termini reali quasi del 4 per cento. Ma sempre meglio è andata ai ragazzi e alle ragazze uscite dagli istituti professionali che dal 2003 a oggi hanno visto crescere la paga del 21 per cento (vedi tabella).

Quanto alle differenze di genere, tra gli “under 30” si riduce il gap salariale. Se nel 2003 le ragazze con un’età compresa tra 24 e 30 anni guadagnavano l’88 per cento di quello che prendevano i loro colleghi maschi, nel 2006 la percentuale è salita al 92 per cento. In altri termini le retribuzioni delle “under 30” sono cresciute in termini reali del 5 per cento mentre quelle dei loro coetanei sono rimaste pressoché bloccate (vedi tabella).

Nel dettaglio territoriale si scopre che al Sud le retribuzioni dei giovani con un’età tra 24 e 30 anni sono cresciute del 7,8 per cento mentre al Centro si è fermata al 2,8 per cento e al Nord Ovest (vedi tabella).

In termini di settori, le imprese che pagano meglio i giovani sono quelle che operano nel credito e nell’assicurativo. Qui la paga nel 2006 tocca i 24.809 euro lordi l’anno. Ma le imprese dove le retribuzioni hanno mostrato una maggiore dinamica negli ultimi anni sono quelle attive nella comunicazione, spettacolo e sport.

Da la repubblica\web

La precarieta' diffusa in questo paese e le mancate reazioni da parte dei giovani, questo si che e' effettivamente un mistero, conosco realta' dove le nuove generazioni vengono sfruttati, precarizzati all'infinito, trattati male, da un'inchiesta pare che ci sia la tendenza di non fare visite mediche quando necessitano, per paura d'essere licenziati, come tutto questo non crei un movimento di protesta, e' davvero inspiegabile.

Evidentemente la cultura dell'individualismo, trasmessa a vari livelli, ma soprattutto televisiva, ha condizionato in tal modo, tempi bui con pochissime luci, quanta strada per un'effettiva inversione di tendenza.

postato da charliebrown01 alle ore 30/05/2007 20:03 | link | commenti
categorie: lavoro
29/05/2007

Quanta sofferenza per nulla.

Usa, "Mamma pace": «Sono delusa. Smetto»


 Cindy Sheehan (reuters)
Cindy Sheehan
Il tradimento dei democratici, che hanno staccato un nuovo assegno in bianco alla guerra di George Bush, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E Cindy Sheehan, la madre di Casey - ucciso a 24 anni a Baghdad nel 2004 - diventata il simbolo del "no" alla guerra, ha gettato la spugna: esausta, delusa e arrabbiata ha annunciato la sua intenzione di lasciare il movimento per la pace.

La Sheehan, più nota come "mamma pace", arrestata più volte durante sit-in sotto la Casa Bianca e il ranch texano di Bush, avrebbe deciso di abbandonare la militanza attiva nel movimento pacifista americano. In una lettera pubblicata sul blog proprio nel Memorial day, afferma che «da quando mio figlio è morto, non ho mai smesso di dare un senso al suo sacrificio». Il figlio Casey è morto a 24 anni in battaglia a Baghdad, nell'aprile del 2004, ricorda la Sheehan, ma scrive di essere arrivata ora alla più «devastante delle conclusioni: Casey è veramente morto per niente». «Il suo prezioso sangue è stato sparso in un paese lontano dalla famiglia che lo ama - ha scritto la donna diventata famosa quando ha iniziato a campeggiare fuori dal ranch di Bush a Crawford nell'agosto del 2005 per chiedere un incontro con il presidente - ucciso dal suo stesso paese che è tenuto in ostaggio e gestito da una macchina di guerra che controlla anche quello che pensiamo».

Gli Stati uniti sono diventati una «terra desolata gestita da una corporation fascista», continua la mamma anti-guerra che accusa i democratici - che l'hanno appoggiata fino a quando erano all'opposizione - di averla «demonizzata» quando li ha attaccati per non aver mantenuto l'impegno di cercare di mettere fine al conflitto ora che sono maggioranza al Congresso. Durissimo è anche il giudizio verso un movimento della pace che «spesso antepone gli ego personali alla pace e alla difesa della vita umana». Come è drammatica la coscienza che tutti gli investimenti e le rinunce personali e finanziarie sostenute in questi anni - Cindy Sheehan ricorda che la sua militanza ha provocato il divorzio dal marito, e ha versato tutti i suoi soldi nel movimento - per cercare di mobilitare il paese contro la guerra siano stati inutile: «Casey è morto per un paese che si interessa di più a chi sarà l'idolo del momento piuttosto che chiedersi quante persone moriranno nei prossimi mesi, mentre i democratici ed i repubblicani fanno i loro giochi politici con le vite umane». «È doloroso pensare che mi sono fatta ingannare tutti questi anni da questo sistema, e Casey ne ha pagato le conseguenze. Non ho protetto il mio ragazzo e questo fa male» scrive, mettendo a nudo tutta la sua sofferenza, Cindy Sheehan che conclude: «ora raccoglierò quello che mi resta e tornerò a casa, a fare la madre dei miei figli rimasti vivi e cercare di riprendermi quello che ho perso». «Ha pianto molto dopo aver scritto questa lettera» ha raccontato alla Cnn DeDe Miller, la sorella di Cindy Sheehan, spiegando che ora il gruppo da loro creato continuerà ad occuparsi di interventi umanitari ma non sarà più coinvolto nel movimento pacifista.
 
Da l'unita'\web
 
Forse solo da ieri si e' resa conto che il sacrificio di suo figlio insieme a migliaia di soldati americani e della popolazione irakena, non sono valsi a nulla, per esportare dicono la democrazia e combattere il fondamentalismo islamico con le cellule terroristiche, abbiamo ben presente tutti quanti come sia la situazione da anni in iraq, non esiste piu'un dittatore ma ogni giorno scorre sangue in attentati nelle citta'.
 
Suo figlio insieme a tutte le vittime, sono considerate carne da macello, gli interessi vari sono assai piu' seguiti.
postato da charliebrown01 alle ore 29/05/2007 18:02 | link | commenti
categorie: societa
29/05/2007

Un crimine di inaudita violenza.

Roberto Spaccino è accusato di omicidio volotario aggravato, calunnia e maltrattamenti
PERUGIA
La svolta nelle indagini sull’omicidio di Barabara Cicioni c’è stata proprio nel giorno del suo funerale. Ad assassinare la giovane donna di 33 anni sarebbe stato suo marito, Roberto Spaccino, 37 anni. Nel pomeriggio, infatti, poche ore prima che iniziasse la messa funebre, i carabinieri del reparto operativo di Perugia lo hanno prelevato dalla sua abitazione, accompagnato nella caserma di Marsciano, dove, al termine di un breve interrogatorio, gli hanno notificato un ordine di custodia cautelare firmato dal Gip del capoluogo umbro su richiesta del pm Antonella Duchini.

 

Quando l’uomo è stato trasferito dalla caserma al carcere, una folla di curiosi gli ha urlato invettive. Nel frattempo, sempre a Marsciano, monsignor Gualtiero Sigismondi, vicario generale della diocesi di Perugia, ha iniziato la sua omelia per l’ultimo saluto a Barbara e alla piccola Viola, che la donna aveva ancora in grembo quando è stata uccisa.

Per la procura di Perugia non ci sono dubbi: «sulla base di efficaci accertamenti medico-legali si è ritenuto di aver raggiunto consistenti indizi di responsabilità - limitatamente alla fase delle indagini - nei confronti dell’indagato ed anche l’esigenza di chiederne la custodia in carcere.

Indizi consistenti principalmente e sinteticamente in pregressi, usuali, gravissimi maltrattamenti nei confronti della Cicioni, comprendenti violenze fisiche e morali; nella palese simulazione dei reati di furto e rapina; nelle cause della morte (meccanismo combinato di natura asfittica - soffocamento - e neurologico - inibizione da compressione del nodo del seno con conseguente bradicardia - arresto cardiaco, derivante principalmente da azione violenta produttrice di lesioni di natura contusiva profonda); nell’ora della morte contrastante con la versione dell’indagato».

Da la stampa\web

Difficilmente mi occupo di cronaca, ma se le indagini confermeranno queste accuse, parlare di mostruosita' sarebbe un eufemismo, come si puo' ammazzare la propria moglie in cinta di 8 mesi a suon di botte, mi auguro che la giustizia sia assolutamente severa, l'ergastolo e' la pena piu' mite.

Naturalmente se la giustizia confermera' l'impresa del mostro.....

postato da charliebrown01 alle ore 29/05/2007 17:49 | link | commenti
categorie: giustizia
28/05/2007

Notizie equivita

Logo Equivita

COMUNICATO 28/05/07

Un tumore in cambio del pizzico di una zanzara
Cala infine un altro velo grazie alle notizie divulgate da “L’Espresso” (31/05/07).


 
 

Con l’articolo di copertina de l’Espresso
“SOS CANCRO”
“Gli italiani colpiti dai tumori crescono a ritmi vertiginosi.
E ora si ammalano anche i bambini”


veniamo ad apprendere ufficialmente quello che era sotto gli occhi di tutti, con un pugno nello stomaco in più: i tumori dei bambini sono aumentati in venti anni del 23% (leucemie), del 49% (sistema nervoso centrale) e del 72% (neuroblastomi).
Il tutto dovuto all’aumento dell’inquinamento chimico.
 
Eppure nessuno scienziato o cittadino di buon senso è riuscito fino ad oggi a fermare l’azione di quei Comuni italiani le cui amministrazioni continuano ad irrorare allegramente con sostanze chimiche tossiche e spesso cancerogene le nostre teste, le nostre case, i nostri terrazzi, con il pretesto della “lotta alla zanzara tigre”.
Alcune sostanze irrorate fino all’anno scorso (ma proibite in altri stati europei) sono state solo quest’anno vietate anche da noi … ma sappiamo che si devono sempre “esaurire le scorte”.
 
Il controllo di pesticidi ed insetticidi obbligatorio in campagna non esiste nelle città … e poiché le malattie (non solo tumori: le sostanze impiegate sono causa di malattie neurodegenerative, di disturbi del sistema endocrino e riproduttivo, e di patologie di vario genere come allergie, asma, ecc) si verificano anni dopo l’esposizione, la prova non esiste se non si fanno studi appositi. Le nubi di insetticidi continuano ad essere sparate ancora dalle pompe, in giro sui furgoncini per tutte le città.

Il Comitato Scientifico EQUIVITA
si appella a chiunque sia a conoscenza di una disinfestazione aerea in atto o programmata contro la zanzara (lotta adulticida, che colpisce la zanzara adulta e di conseguenza non fa niente, al contrario la rinforza) di dissuadere chi la esegue, minacciando azioni legali.
Per quanto riguarda invece la lotta larvicida, unica efficace (fatta generalmente nei tombini) essa è accettabile, purché vengano usate sostanze innocue (che non avvelenino le falde acquifere).
Il Comitato Scientifico EQUIVITA si appella alle Istituzioni perché approntino al più presto delle leggi per regolamentare queste pratiche di lotta contro tutti gli infestanti, che anticipino il Regolamento Europeo REACH, e perché facciano in modo che gli interessi di mercato, almeno in questo settore tanto circoscritto, non vadano a ledere direttamente la salute nostra e dei nostri bambini.

Per maggiori informazioni su questo tema consultare il sito www.infozanzare.info <http://www.infozanzare.info> e in particolare le conclusioni del Convegno “Zanzare e altro…in Italia” che Equivita, insieme al WWF Lazio e ad altre associazioni ha organizzato su questo tema al CNR di Roma il 14 di questo mese.
Vi potrete trovare indicazioni importanti sui metodi di lotta naturali alle zanzare, quelli che tutti dovrebbero adottare, se necessario (ma le zanzare sono assai meno fastidiose di prima, perché ci siamo assuefatti alle loro punture).
 

Dall'omonimo sito, consigli e informazione molto utili.pesticidi trovati in molti prodotti orto-frutticoli in questi ultimi tempi, non possono che peggiorare la situazione sempre piu' drammatica per problemi oncologici.


Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. +39.06.3220720, oppure: +39.335.8444949
email: equivita@equivita.it, www.equivita.org
postato da charliebrown01 alle ore 28/05/2007 20:10 | link | commenti
categorie: ambiente
28/05/2007

Dopo il black out di ieri,ben vengano queste contestazioni.

Il ministro degli Esteri esprime perplessità sul comportamento delle autorità
Il presidente della Camera Bertinotti parla di "un episodio riprovevole"

D'Alema sul Gay Pride a Mosca
"Brutto episodio, violenze tollerate"


<B>D'Alema sul Gay Pride a Mosca<br>"Brutto epidosio, violenze tollerate"</B>
VENEZIA - Ferma condanna del ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, e del presidente della Camera, Fausto Bertinotti, per i tafferugli che ieri a Mosca, hanno turbato la manifestazione del Gay Pride con il pestaggio di vari manifestanti da parte di oltranzisti nazionalisti.

"Siamo stati di fronte a un episodio molto criticabile", ha detto Bertinotti a Radio Radicale parlando dei fatti di Mosca. Secondo Bertinotti "il fatto che parlamentari europei siano presenti a Mosca, rivendichino il diritto a manifestare, non consentiva un intervento che li colpisse. Non sono in grado di dire quale sia la responsabilità statuale e quella dei gruppi estremistici, ma è avvenuto un fatto assolutamente riprovevole".

D'Alema esprime invece "l'impressione" che gli episodi di violenza a danno dei parlamentari italiani "siano stati tollerati e consentiti" dalle forze dell'ordine e dalle autorità russe. "Quello che è successo senz'altro non è rassicurante" ha proseguito. "E' un episodio molto brutto, non soltanto perché sono stati colpiti dei parlamentari, ma perchè non si capisce bene che ruolo abbiano avuto le forze dell'ordine e le autorità".

Francamente questo episodio ci addolora", ha aggiunto D'Alema che proprio oggi a Venezia nell'ambito del workshop organizzato dall'istituto per le relazioni Italia-Usa aveva rivendicato la necessità di una "fiducia reciproca" con la Russia come elemento indispensabile per "relazioni più positive". In particolare, il ministro degli Esteri ha rivendicato la necessità di "ricevere assicurazioni sulle credenziali democratiche di Mosca e della sua accettazione delle regole nel contesto delle relazioni internazionali".


Solidarietà con "l'onorevole Cappato e gli altri militanti, a cui con violenza è stato impedito di manifestare per i diritti degli omosessuali" è stata espressa anche dagli organizzatori del Family Day, Savino Pezzotta e Eugenia Roccella. Rammaricandosi per l'accaduto, hanno sottolineato che "la difesa della libertà di esprimere pubblicamente le proprie idee in maniera pacifica, e di affermare gli inalienabili diritti della persona, ci troveranno sempre dalla stessa parte, contro ogni discriminazione e violenza".

Da la repubblica\web

Meglio tardi che mai, ci fosse stato il centro-destra tutto sarebbe passato come se non fosse accaduto nulla, dalle immagini e' palese prendere atto della passivita' voluta dal servizio d'ordine, anzi gli unici arrestati fanno parte del comitato gay.

Naziskin con alcuni preti della chiesa ortodossa a menare le mani contro i pacifici dimostranti.

Come scritto ieri una democrazia al servizio dei potenti, i nuovi miliardari in russia sono moltissimi, il popolo e i diritti piu' elementari possono aspettare.

postato da charliebrown01 alle ore 28/05/2007 17:40 | link | commenti (2)
categorie: giustizia

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