The English version and other languages of this blog is possible click on google translate,the link is at the bottom of right of the page,click on link[traduttore]and dgt http://charliebrown01.splinder.com
TRANSLATE BLOG CHARLIE BROWN 01
american #العربية# #简体中文# Traduire français en Arabic Traduire français en Arabic Traduire français en Croatian Traduire français en Czech Traduire français en danish #	
Nederlands# Traduire français en Finnish #Deutsch# Traduire français en Greek Traduire français en Hindi Google-Translate-English to Japanese BETA #한국어 중국어 간체# Traduire français en Norwegian Traduire français en Polish Traduire français en Portuguese #Romana# Traduire français en Russian #	
Российская бета# Traduire français en Spanish Traduire français en Swedish
+Obtenir ce widget

Preleva

OTHER LANGUAGE TO SELECTED FOR TRANSLATE BLOG CHARLIEBROWN01 IL RICAVATO DELLA PUBBLICITA' SU QUESTO SPAZIO,SARA'DEVOLUTO IN BENEFICENZA

charliebrown01

la coperta di linus
30/09/2007

Dal blog di Piero Ricca, sud.

Libero sotto un regime

September 30, 2007 on 12:13 am

camorra

Mi scrive un ragazzo della provincia di Napoli, si chiama Libero. Per dirmi ciò che molti fanno finta di non vedere: nel Sud c’è un regime, si chiama Mafia. Una dittatura del crimine che non ha solo complicità istituzionali e politiche. Vive della sudditanza e spesso del consenso di una parte notevole della popolazione.

Caro Piero,

si parla tanto dei monaci che si ribellano al regime della Birmania e, per carità, anch’io sono con quel popolo che sta sacrificando la propria vita per la libertà di tutti.

Io però dico che qui non si parla dei regimi di mafia che ormai dominano il mio Sud. Io sono originario della provincia di Napoli, e per 20 anni sono stato costretto a respirare quel fetido odore di camorra, la sentivo dappertutto, perfino a scuola, che dovrebbe essere un luogo di civiltà, di integrazione, di cultura, e invece neanche lì riuscivi a respirare. Ancora oggi dicono che la camorra sia soltanto uno spararsi a vicenda, mentre, soprattutto nel Nord, la camorra è business.

Vedi Piero, noi meridionali viviamo di fatto in un regime. Terre bellissime ricche di cultura e bellezze sono inquinate da questo veleno che toglie ogni speranza di libertà e di legalità. Ormai noi meridionali viviamo in una specie di regime regionale, dove le mafie di fatto hanno sostituito il potere legittimo, e sai qual è il problema? E’ che la stessa gente della mia terra di fatto ora venera come eroi nazionali questi criminali che hanno insanguinato le nostre terre, e coloro che al contrario vogliono ribellarsi a questi regimi criminali sono sempre più soli, abbandonati non solo dalla gente, ma anche da uno pseudo-Stato che di fatto è un tutt’uno con le mafie. E a proposito di rapporti mafia-politica, la cosa che più mi sconvolge e che se Cosa Nostra va a cercare il favore dei politici per ampliare il proprio potere, in Campania è il politico che cerca i clan camorristici per guadagnare voti.

Purtroppo i segnali che vedo non sono rassicuranti, come dimostra la contestazione a Casal di Principe, il giorno del ritorno alla propria città di origine di Roberto Saviano; la contestazione era degli imprenditori locali, sempre più collusi con il clan dei Casalesi: quei quattro quaquaraquà hanno detto in coro che “la camorra non esiste”, un’orrenda frase che non sentivo da chissà quanto tempo.

Ormai la mia Napoli è diventata una specie di palestra del crimine. Vediamo ragazzini di 14 o 15 anni diventare killer o navette della camorra mentre i clan di mafia ormai hanno raggiunto un patrimonio da far invidia allo Stato.

Non ce la faccio a vedere la mia terra e il Meridione comandato da questo orribile regime, ma sai qual è la differenza Piero? E’ che appunto i Birmani non ce la fanno più a vivere in un regime e vogliono giustamente la libertà, al contrario con i regimi di mafia ci si convive tranquillamente, anzi le mafie sono di fatto un punto di riferimento.

Vorrei incavolarmi ad alta voce ed esprimere il mio disgusto per tutto questo, ma il problema è: a chi mi rivolgo? A un popolo che invece di ribellarsi a questo regime lo venera? Oppure a una politica che è un tutt’uno con le mafie?

Diceva Giovanni Falcone: “la mafia non è invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti ha un inizio ma ha anche una fine”. Nonostante tutto voglio ancora crederci, alle parole del Giudice.

Libero

Post scriptum

Vi ricordo l’appuntamento di martedì 2 ottobre alle ore 20.45, Teatro alle Colonne, corso di Porta Ticinese 45, per la presentazione del libro “Il Paese della vergogna” (Chiarelettere edizioni) di Daniele Biacchessi.
Ricorderemo alcune delle stragi che hanno insanguinato l’Italia dal dopoguerra al 1993, i fatti accertati e le verità negate, insieme a Daniele Biacchessi (giornalista, scrittore e autore di teatro civile), Saverio Ferrari (studioso dell’eversione di destra) e Guido Salvini (il magistrato milanese che riaprì l’inchiesta sulla strage di piazza Fontana). Modera il sottoscritto.
L’incontro può essere l’occasione per conoscere le persone che in questi mesi hanno espresso il desiderio di entrare in contatto con noi. Siete tutti invitati a partecipare e a diffondere la notizia ai vostri amici!
Qui il volantino da scaricare, stampare e diffondere (anche via mail)

Dal blog di Piero Ricca

Mi auguro che il processo di legalita' possa aumentare sia con la gente del mezzogiorno, sia con aiuti politici, altrimenti non sara' possibile raggiungere alcuna normalita'.

Non devono essere sempre i soliti uomini coraggiosi a rischiare la vita per affermare la giustizia e la legalita'.

postato da charliebrown01 alle ore 30/09/2007 19:37 | link | commenti (2)
categorie: blog
30/09/2007

Michele Serra, ricette esilaranti per cambiare il paese.

Vendiamo l'Italia a Bill Gates

di Michele Serra
I politici cercano di recuperare credibilità. E' alllo studio una proposta di Mastella: ridipingere in bianco tutte le auto blu, in modo che si notino di meno. Altra possibilità: vendere tutto a Microsoft
 
Come recuperare la popolarità perduta? Molti politici italiani si stanno dando da fare per risalire almeno di qualche punto la scala del gradimento. Ma è un percorso irto di ostacoli, e spesso molto costoso. Vediamo quali sono i metodi più seguiti.

Esperti di immagine. Insieme ai posteggiatori abusivi e alle danzatrici del ventre, gli esperti di immagine sono l'unica categoria di lavoratori ancora sprovvista di un albo professionale. (Non per caso, molti di loro sono ex posteggiatori abusivi o ex danzatrici del ventre). Nonostante questo, molti leader politici spendono quasi tutto il loro stipendio per farsi spiegare da un esperto di immagine se sia meglio presentarsi in tv ben pettinati oppure con una merda di mucca sulla testa. Il ricorso agli esperti di immagine è ormai così prezioso e consolidato che l'onorevole Casini, la settimana scorsa, ha rischiato di partecipare a 'Ballarò' con una merda di mucca sulla testa perché aveva dimenticato di consultare il suo esperto di immagine. Una leggerezza che poteva costargli molto cara. Ogni esperto di immagine ha i suoi segreti, che custodisce gelosamente anche perché valgono molte migliaia di euro. C'è chi suggerisce di vestirsi normalmente e di evitare i travestimenti da Davy Crockett, chi raccomanda di non presentarsi mai con le armi in pugno ai dibattiti televisivi, infine chi ha scoperto quanto sia importante rivolgersi al pubblico quando si è in onda e non in ascensore mentre si sta raggiungendo lo studio.

Riforme istituzionali. Basta con le Bicamerali rissose, con i tira-e-molla inconcludenti. Il paese chiede cambiamenti visibili, novità percepibili. Un'agenzia di comunicazione ha messo in vendita (a prezzi esorbitanti) un pacchetto di proposte di riforma istituzionale che sta andando a ruba tra i leader di partito a corto di idee. Secondo indiscrezioni, tra le proposte più suggestive ci sono: un Governo delle Amazzoni, il ritorno dei Borbone, dichiarare guerra alla Svizzera, assumere au pair la classe politica della Norvegia, vendere l'Italia a Bill Gates, eleggere un papa tedesco (proposta estrema, destinata a turbare molto l'opinione pubblica), l'ibernazione del paese fino al trentesimo secolo, lo scioglimento delle Camere con l'acido (lodo Provenzano), addirittura il ritorno di Berlusconi al governo con incoronazione in Duomo.


I Febbrili. Un gruppetto di parlamentari di entrambi gli schieramenti, autodenominati 'i Febbrili', si sono imposti di dare un segnale al paese varando entro un paio di anni almeno la riforma della pesca con la fiocina, paralizzata in Parlamento da veti incrociati. I Febbrili promettono di non fermarsi lì: rientra nei loro programmi anche la nuova legge quadro sul formato dei biglietti del cinema. Rifondazione comunista ha comunque fatto sapere di non essere disposta, sul formato dei biglietti del cinema, ad accettare pasticci e compromessi che non sarebbero capiti dai lavoratori.

Auto blu. Ogni passaggio di un'auto blu per le vie cittadine è ormai accompagnato da pernacchie e gesti dell'ombrello. Per ovviare agli abusi, è allo studio una proposta Mastella che prevede di ridipingere di bianco tutte le auto blu in modo che non si notino. Al posto della sirena sul tetto, le auto di scorta avranno un pupazzo rotante di Paperino o di Homer Simpson, per avvicinare l'immagine dello Stato alla vita della gente comune. Quanto all'uso dei voli di Stato e alle conseguenti polemiche giornalistiche, per dare un forte segno di discontinuità e dunque di risparmio, gli aerei rimarranno a disposizione ma senza equipaggio, e dovranno essere pilotati personalmente dai ministri. Ogni decollo sarà preceduto da sirene di allarme per invitare la popolazione a chiudersi in casa.

Case. Le case a prezzi di favore sono uno degli elementi che maggiormente indispongono l'opinione pubblica. Per questo un gruppo di parlamentari di entrambi gli schieramenti, autodenominato 'i tre Porcellini', sta costruendo a mani nude delle casette di paglia, di legno e di mattoni. In attesa del Lupo. Quella di mattoni è già stata assegnata a Clemente Mastella.
Da l'espresso web
Dopo aver letto questa satira delle nostre misere storie di tutti i giorni, cerchiamo di mettere il cuore in pace, le situazioni grottesche descritte da Michele sono in buona misura il termometro di questo paese, consiglio una buona dose filosofica per andare avanti, per spararla grossa non penso che Bill Gates o chichessia,abbia voglia di prendersi a carico questo casino diffuso.
postato da charliebrown01 alle ore 30/09/2007 19:03 | link | commenti (2)
categorie: satira
30/09/2007

Ladies and gentleman eccovi servita l'opposizione di questo paese.

Umberto Bossi e Silvio Berlusconi a Vicenza - 30 settembre 2007 - foto Ansa - 370x150

Bossi e i 10 milioni di combattenti
Berlusconi: è linguaggio colorito

Veltroni alla Cdl: è vostro alleato?

Le parole del leader della Lega sui «10 milioni di combattenti» pronti a conquistare «la libertà per il nord» hanno sollevato un polverone. Qualche imbarazzo tra gli alleati. Berlusconi difende «l'alleato di ferro». Veltroni chiede spiegazioni alla Cdl e Mario Landolfi risponde: «Da Bossi solo rumore». Proteste da tutto il centrosinistra.

Gli vuole «bene come un fratello» e non può non condividere il tono delle sue dichiarazioni. Silvio Berlusconi, che ha festeggiato il suo compleanno a Vicenza, davanti ai “delegati” del Parlamento del nord, difende l’ultima uscita di Umberto Bossi. Il Senatur ha detto di sentirsi forte di «dieci milioni di lombardi e veneti pronti a lottare per la libertà». Di più. Considerando forse inutile la dialettica all’interno delle istituzioni, si è spinto a affermare che «la libertà non si può più conquistare in Parlamento ma con uomini lanciati in una lotta di liberazione». Il leader di Forza Italia, per forza o per ragione, tenta di stemperare il tenore delle dichiarazioni dell’alleato di ferro leghista: «Bossi usa sempre un linguaggio colorito, ma nella pratica ha sempre dimostrato un grande senso di responsabilità».

Non la pensano così evidentemente quelli che ancora credono che la battaglia politica si fa con le idee e non con le baionette. Così il sindaco di Roma Walter Veltroni, intervenendo ad un dibattito con il leader del Prc Franco Giordano, si è rivolto all’opposizione. Con qualche distinguo. «La Cdl deve dirci con chi vuole governare l'Italia e se vuole farlo con chi rifiuta di riconoscere la bandiera nazionale e dice determinate frasi». Ma evidentemente non può chiedere spiegazioni ai due a braccetto a Vicenza. E così bypassa il leader della Cdl e il suo fido alleato: «Mi rivolgo soprattutto ad An - prosegue - perchè quando si è discusso delle frasi di Caruso, 24 ore dopo avevamo la smentita del gruppo dirigente del Prc».

La risposta arriva da Mario Landolfi, che cerca di liquidare tutto come chiacchiericcio: «Ritengo da tempo che con la Lega ogni tanto è un problema di decibel» ha dichiarato l’esponente di An «Bisogna quindi distinguere il sottofondo dal rumore: queste cose sono sicuramente il rumore, poi bisogna cogliere l'essenza politica di quello che dice Bossi, anche rispetto a valutazioni fatte all'interno di una sede del Carroccio». Ma a margine della convention della Democrazia Cristiana per le Autonomie Gianfranco Rotondi, padrone di casa e suo alleato, bacchetta il leader della Lega dandogli del ritardatario: «La libertà è stata conquistata con i sacrifici di uomini e donne che hanno fatto la resistenza, anche e soprattutto nei valichi da cui spesso parla Bossi, per cui penso che la lotta per la libertà sia già avvenuta». Gli fa eco Marco Follini, che ironizza: «Per fortuna non stiamo parlando della Birmania».

Meditano i passi da compiere in Parlamento i capigruppo dell'Ulivo al Senato e alla Camera, Anna Finocchiaro e Dario Franceschini: «La gravità delle parole di Umberto Bossi e il violento attacco ai valori dell'unità nazionale e al Parlamento richiedono una risposta delle forze democratiche nelle sedi istituzionali – hanno fatto sapere in una nota congiunta - Per questo porteremo le parole del leader della Lega in Parlamento». Mentre Pino Sgobio, capogruppo del PdCI alla Camera e il segretario di Rifondazione Mario Giordano si richiamano all’«unica guerra di Liberazione che si è combattuta in Italia, che è stata quella contro il regime fascista ed è costata la vita a tantissimi italiani, che, pur di difendere la libertà del proprio Paese, non hanno esitato a mettere a rischio la loro vita».

«La sinistra persevera nel voler mescolare il “sacro” con il “profano”. Sappiamo che l'umorismo, così come la goliardia, non è una delle caratteristiche che storicamente appartengono alla sinistra». Chiude la vicenda come fosse una ragazzata Mario Baccini, dell'Udc, che vede nelle critiche della sinistra solo un pretesto: «Certo è che ogni comizio o ogni manifestazione non prettamente politica e comunque non in sede istituzionale per loro è occasione per fare scoppiare polemiche inutili quanto pretestuose. Di mira hanno spesso e volentieri Bossi». Alla fine la vittima è diventato il Senatur.
Da l'unita' web
A parte le naturali polemiche e prese di posizione con la condanna da parte delle forze dell'esecutivo, la coalizione dello psiconano non minimizza manco piu' sulle farneticanti dichiarazioni del senatur, questi lombardi che si vogliono immolare  contro questo paese cosi' "dittatoriale", a confronto i monaci buddisti in Birmania sono fortunati, mi devono spiegare cos'hanno prodotto negli illuminatissimi anni del regno del messia di arcore, dal 2001 al 2006 con una maggioranza blindata, cosa sono riusciti a fare per migliorare le condizioni di vita di questo paese, a parte le leggi ad personam del loro boss......
Un paese da sagra delle stronzate, non e' possibile assistere a queste cazzate, chi puo' andarsene se ne vada, qui tra polemiche,deliri,politica paralizzata, i privilegi per i soliti noti, l'evasione fiscale solo ora minimamente combattuta da questo esecutivo, condoni fiscali,condoni edilizi, deturpamente del territorio per costruzioni abusive, mancanza di progetti per fonti d'energia alternative,
Come cita una pubblicita' presente sui teleschermi in queste settimane, MEGLIO CAMBIARE NE...........
postato da charliebrown01 alle ore 30/09/2007 14:33 | link | commenti (3)
categorie: politica
29/09/2007

Luigi De Magistris, la petizione per lui.


 
APPELLO
IN DIFESA DEL P.M. DI CATANZARO LUIGI DE MAGISTRIS



Credevamo che l´uso reiterato e pilotato delle ispezioni ministeriali, i trasferimenti d´ufficio, i provvedimenti disciplinari, volti a mettere a tacere i magistrati scomodi fossero tutte prerogative del governo Berlusconi e del suo guardasigilli Castelli.

Non è così, e dopo l´attacco al Gip Clementina Forleo, la storia si ripete. Questa volta è il ministro Mastella del governo Prodi che cerca di zittire e allontanare un giudice scomodo. Con un dossier di 300 pagine confezionato dai suoi ispettori Mastella chiede al CSM il trasferimento in via cautelare e con procedura d´urgenza del p.m. De Magistris che sta conducendo una inchiesta delicata su un comitato d´affari composto da magistrati, politici, imprenditori e che tocca nomi eccellenti del centrodestra e del centrosinistra.

Ha scritto il giornalista Giuseppe D´Avanzo: «Luigi De Magistris è al lavoro per sollevare i coperchi di quelle pentole borbottanti dove si incrociano, protetti da una magistratura connivente, spaventata o conformista, gli interessi di istituzioni, amministrazioni, politica, imprenditoria, finanza. Un sistema che ha la pretesa di controllare tutti i finanziamenti pubblici che dall´Unione Europea piovono in una Calabria, che ha il vantaggio di essere «obiettivo 1» e attende negli anni 2007/2013 un flusso di danaro pari a 8 miliardi e mezzo di euro».

La Calabria ferita e oppressa dalla ´ndrangheta, la Calabria dei ragazzi di Locri, la Calabria degli onesti si ribella a questa decisione inconsulta!

Il Presidente Napolitano che è anche presidente del CSM e così prodigo di esternazioni non taccia questa volta, faccia sentire la sua voce a difesa di una magistratura autonoma e imparziale.

Luigi De Magistris ha dichiarato: «Mi sembra tutto impossibile, ma io sono sereno» .
Noi crediamo che invece tutto sia possibile e non siamo affatto sereni. Siamo indignati!

Per questo esprimiamo la nostra solidarietà al p.m. Luigi De Magistris.
Per questo chiediamo al CSM di respingere l´istanza del guardasigilli Mastella.
Per questo chiediamo a tutti gli italiani di firmare questo appello


FIRMIAMO IN DIFESA DI UNA MAGISTRATURA AUTONOMA E IMPARZIALE

da libera cittadinanza

Grazie a uomini come il coraggioso magistrato, abbiamo ancora speranze per una difficile affermazione della giustizia, firmate la petizione.

http://petizioni.liberacittadinanza.it/petizione_demagistris/index_html

Grazie

postato da charliebrown01 alle ore 29/09/2007 22:34 | link | commenti (6)
categorie: petizioni
29/09/2007

Chavez e l'altra faccia del cinema.

Il presidente venezuelano affida al cinema la rivoluzione culturale
Chávez corteggia le star ribelli di Hollywood
Per il film sul generale Miranda, il primo prodotto nella «Cinecittà di Caracas», si è rivolto a Sean Penn e Kevin Spacey
Incontro con cena, il 24 settembre scorso in Venezuela, tra Kevin Spacey, 48 anni e il presidente Hugo Chávez (Ap)
Incontro con cena, il 24 settembre scorso in Venezuela, tra Kevin Spacey, 48 anni e il presidente Hugo Chávez (Ap)
WASHINGTON – Hugo Chávez ha trovato un’arma segreta per combattere quello che chiama «l’imperialismo culturale» americano: gli attori ribelli di Hollyood, da Sean Penn a Danny Glover a Kevin Spacey. Circa un anno fa il leader venezuelano ha aperto a Caracas una Cinecittà di Stato, Villa del Cine, lanciando «il realismo storico», un genere destinato a demolire il contenuto politico delle pellicole statunitensi di destra, alla Mel Gibson, e ad attaccare gli Stati uniti. Sotto la supervisione del ministro della cultura Francisco Sesto, la direttrice di Villa del Cine, Lorena Almarza, sforna film che riecheggiano - ma criticamente – quelli hollywoodiani. E quando può, si serve degli attori americani di sinistra. Un esempio: Villa del Cine ha appena finanziato con quasi 18 milioni di dollari la pellicola di Danny Glover «Toussaint l’Ouverture», la storia di un rivoluzionario haitiano eroe dell’anticolonialismo. Chávez, riferisce il Washington Post, è un amante del cinema, uno dei suoi registi preferiti è Clint Eastwood, di cui ha ammirato in particolare «Mistyc River» nonché l’ultimo film sulla seconda guerra mondiale in Asia, visto dalla parte del Giappone. Secondo il giornale è diventato amico di Danny Glover, e corteggia Sean Penn e Kevin Spacey, due attori premi Oscar che ha ricevuto di recente a Caracas: avrebbe proposto loro di lavorare a film storici come «Il ritorno di Miranda», che uscirà a giorni in Venezuela, la biografia del generale Farcisco de Miranda, che partecipò alla guerra d’indipendenza degli Stati uniti e alle rivoluzioni francese e venezuelana, un film da lui definito antimperialista. Penn, che è uno dei più spietati critici di George Bush e della guerra dell’Iraq, e Spacey si sarebbero però riservati una risposta, pur elogiando Villa del cine: «Ogni Paese dovrebbe produrre i suoi film» ha affermato Spacey. Villa del Cine sembra ispirarsi da un lato al neorealismo italiano del dopoguerra e dall’altro al revisionismo storico: l’intento di Chávez sarebbe di proteggere la cultura venezuelana dall'«influenza nefasta» di Hollywood e degli Stati Uniti e di mobilitare gli altri Stati latino americani contro la Superpotenza riscrivendo la storia delle Americhe. Ma alcune pellicole della sua Cinecittà riguardano la realtà contemporanea, sempre in funzione anti Bush, da lui definito «il diavolo». Uno è basato sulla vita di un agente cubano della Cia, Luis Posada Carriles, incriminato in Venezuale per terrorismo, e residente a Miami, di cui un tribunale della Florida ha rifiutato l’estradizione. Un altro, «Libertador Morales», s’ispira alle parti di giustiziere interpretate da Charles Bronson, ma il protagonista è un tassista che idolatra Simon Bolivar, il vero liberatore del Sud America, e difende i poveri alla Robin Hood.
Ennio Caretto

Da corsera web

Posso affermare che i diversi punti di vista in ogni argomento sono ben accetti, il nuovo progetto di cinema venezuelano puo' dare un'impronta di diverse visioni su vari temi, mi auspico che siano politici e non solo, la cultura anche quella cinematografica e' interessante a tutto tondo, se alcuni attori statunitensi aderiranno a questo progetto, evviva la pluralita' di idee, mi auspico che l'adesione non sia l'inizio di un'emarginazione degli stessi, anche se nel territorio a stelle e strisce si stanno affermando produttori,registi,attori, diciamo in controtendenza al pensiero comune, soprattutto a livello politico.

 

postato da charliebrown01 alle ore 29/09/2007 21:53 | link | commenti (2)
categorie: cinema
29/09/2007

Italia, statistica degli infortuni sul lavoro.

La guerra del lavoro
Dall'inizio dell'anno ad ora, per lavoro, ci sono:
782 morti
782224 infortuni
19555 invalidi
Tutti giorni qualche caduto o qualche grave invalido, come una guerra, ecco il bollettino di oggi.

Autostrade, un morto nei cantieri dell'Alta velocità

Un operaio è morto, un altro è ferito. È questo il bilancio di due diversi incidenti sul lavoro. Avvenuti l'uno, a Firenze, in una galleria per l'Alta velocità in costruzione. E l'altro a Bologna.
Da l'unita' web
postato da charliebrown01 alle ore 29/09/2007 14:33 | link | commenti (2)
categorie: lavoro
29/09/2007

Chirurgia e trattamenti estetici, dall'UK un alto la'.

«Donne inglesi usate come cavie da ciarlatani»
Gb: trattamenti estetici sotto accusa
L'Associazione dei chirurghi estetici britannici mette sotto accusa la diffusione di rimedi falsi o praticati troppo «allegramente»
LONDRA - Le donne inglesi vengono usate come cavie da ciarlatani della bellezza, che sperimentano sulle ignare pazienti trattamenti anti-age o interventi di chirurgia plastica non ancora sicuri, promettendo loro risultati miracolosi. La denuncia è arrivata dalla «British Association for Aesthetic Plastic Surgeons» (BAAPS), durante i lavori di apertura dell’annuale conferenza di Londra ed è stata raccolta da autorevoli quotidiani, fra cui l’Independent e il Times. «La mancanza di regole permette il proliferare di trattamenti eseguiti non nell’interesse dei pazienti – ha tuonato Douglas McGeorge, presidente della BAAPS – e questo porta a trattare le persone come se fossero cavie da laboratorio». Stando all’allarme lanciato dagli esperti, molte iniezioni di filler per spianare le rughe e rimedi «sciogligrasso» per chi è in soprappeso, nonchè interventi per dare turgore alla pelle sarebbero stati spesso introdotti senza un adeguato controllo o test di prova. Non solo. Molti prodotti (spesso anche su Internet) sono spacciati per miracolosi e in grado di combattere i segni del tempo, tirare la pelle o far perdere peso senza ricorrere alla chirurgia plastica. Naturalmente, si tratta di tecniche assai meno costose di un’operazione e quasi sempre eseguite da operatori dell’ultima ora, che hanno seguito un breve training ma che, nella maggior parte dei casi, non hanno le qualifiche necessarie per operare. «Queste tecniche sono state fatte uscire dai laboratori molto prima che la loro efficacia venisse certificata – ha sottolineato Adam Searle, vecchio presidente della BAAPS – e quasi tutte le donne su cui sono state usate hanno lamentato dolorose infiammazioni». E proprio la facilità con la quale alcuni di questi ritrovati vengono reperiti è la prima fonte di preoccupazione per i chirurghi a convegno.
BOTULINO A DOMICILIO - Qualche esempio? Il Botox, il trattamento antirughe per eccellenza che costa fra le 300 e le 400 sterline (430-570 euro) a seduta, viene spesso venduto tramite catalogo e con un servizio a domicilio generalmente inappropriato. «C’è addirittura un’azienda – hanno denunciato i medici britannici- che pubblicizza un kit per il "Botox a casa tua”, facendo recapitare la scatola a casa delle clienti da un corriere che provvede a iniettare le siringhe direttamente lì sul posto». Altro trattamento sotto accusa è un l'Isolagen, un filler capace di cancellare le rughe in un lampo (così almeno recitava lo spot), ma che, in realtà, ha rovinato la vita a 50 donne inglesi, che hanno trascinato l’azienda produttrice in tribunale, dopo aver scoperto i danni causati alla loro pelle da quel ritrovato (fra l’altro costosissimo: 3.500 sterline, oltre 5 mila euro), introdotto in Inghilterra nel 2002, malgrado fosse stato ritirato dal mercato statunitense già nel 1999 proprio per la sua pericolosità. «Trattamenti come l’Isolagen non sono stati sottoposti a test adeguati o ad analisi complete – ha spiegato Norman Waterhouse del Royal College of Surgeons – perché non vengono catalogati come medicinali e in molti casi i loro effetti non sono visibili per anni. Di certo, in nessun altro ramo della medicina verrebbe tollerata una situazione del genere, quasi da far west».
Ma sotto accusa sono anche altri rimedi oltre l'Isolagen. Tra questi il Celution, un intervento da «intervallo del pranzo», in cui si preleva grasso dalla zona dei glutei delle pazienti e si inietta nel seno. Bandito negli Usa, è legale in Europa, oppure Lipodissolve e Lipostabil, due sciogligrasso dai risultati sorprendenti (a detta di chi li produce). Seppur fuori legge. E i chirurghi non sono teneri nemmeno con la mesoterapia, giudicata priva di adeguata documentazione che ne attesti sicurezza ed efficacia e con il lifting (che è invece un intervento chirurgico), spesso criticato per gli effetti innaturali.
AUTOREGOLAMENTAZIONE - La decisione di permettere all’industria cosmetica di autoregolamentarsi è stata presa dal Ministero della Salute quest’anno, ma secondo McGeorge questo lascia campo libero ad operatori incapaci e a rimedi selvaggi. Conferma Mel Braham, capo dell’Harley Medical Group, che riunisce 17 cliniche inglesi: «L’Inghilterra avrebbe bisogno di avere l’equivalente della “Federal Drug Administration”, per garantire che tutti i singoli trattamenti che arrivano sul mercato siano approvati e soprattutto sicuri».
Simona Marchetti

da corsera web

Ormai da alcuni anni e' un vero far west, ho sentito affermare che in Italia per esempio non e' necessario aver una specifica specializzazione per esercitare operazioni estetiche, la cronaca ha commentato diverse vicissitudini di persone rovinate da queste operazioni o addirittura passate a miglior vita, il livello d'attenzione deve riguardare anche piu' semplici trattamenti estetici, vedi butulino,isolagen, rimedi costosi da praticare frequentemente, ma chissa' a lungo andare la tossicita' che assorbe l'organismo, insomma il Regno Unito non brillera' come modello di sanita', ma su questo punto vogliono interrompere l'allegra mania di rimanere giovani, a tutti i costi naturalmente e non solo a livello finanziario,

postato da charliebrown01 alle ore 29/09/2007 12:02 | link | commenti
categorie: societa
29/09/2007

Tartarughe siamesi.

Da la stampa web

Non ho idea se godono di buona salute e se sopravviveranno, un problema serio c'e' l'hanno, devono sicronizzare sia il nuoto che il cammino, tante teste, tante idee!!!!

 

postato da charliebrown01 alle ore 29/09/2007 11:43 | link | commenti
categorie: mondo animale
29/09/2007

Dal cosmo captati radio segnali, di dubbia provenienza.

Un complicato puzzle da risolvere per gli astronomi
Onde radio dal cosmo: "Origini sconosciute"
Arriva da fuori della nostra galassia. La scoperta è avvenuta analizzando dati raccolti dal radiotelescopio di Parkes, in Australia
Due galassie in collisione (Reuters)
Due galassie in collisione (Reuters)
Da un luogo remoto al di fuori della nostra galassia Via Lattea gli astronomi hanno ricevuto un flusso di onde radio molto potente che li imbarazza perché non sanno spiegarne l’origine. La scoperta è singolare e intrigante perché ciò che hanno davanti si presenta come un complicato puzzle da risolvere. Diciamo subito per evitare equivoci che hanno escluso subito si tratti di segnali radio lanciati da esseri intelligenti. La provenienza, anche se da decifrare, è di natura rigorosamente astrale.
LA SCOPERTA - La scoperta è avvenuta analizzando i dati raccolti negli ultimi sei anni con il radiotelescopio di Parkes in Australia. Guardandoli con più attenzione di quanto non abbiamo fatto i suoi colleghi in passato, David Narkevic della West Virginia University (USA) ha rilevato una sorgente di onde radio collocata a circa 1,6 miliardi di anni luce dalla Terra. «Ma da dove arriva questa?» si chiedeva David assieme al suo gruppetto di osservatori. E lo stupore era notevole perché in realtà loro erano impegnati nella caccia alle pulsar, cioè stelle a neutroni rotanti, all’interno della Via Lattea. E invece si imbattono in un densissimo fiume di radioonde che in soli cinque millisecondi rilasciava tanta energia quanto ne emette il Sole nell’arco di un intero mese. Il segnale era registrato per 90 ore e poi scompariva senza più farsi sentire. Questo ha complicato notevolmente le cose.
TANTE IPOTESI - Ora il gruppo di astronomi è impegnato a leggere, ma soprattutto a cercare una spiegazione plausibile. Intanto si ipotizza che tutto possa essere nato dallo scontro tra due stelle tradizionali oppure che si tratti di una sorgente associata ad un lampo di raggi gamma; ma di quest’ultimo, verificando, non s’è trovata traccia. Un’altra ipotesi avanzata è stata la fusione tra due stelle a neutroni dalla quale, secondo la teoria delle relatività generale – si ricorda – dovrebbero scaturire delle onde gravitazionali. E anzi qualcuno ipotizza che la caccia a questo tipo di segnali possa condurre anche alla cattura delle stesse fantomatiche onde gravitazionali finora mai avvistate. Insomma tante spiegazioni, nessuna certezza e molte speranze anche azzardate. Per il momento, per cercare di dissolvere il mistero, non resta che approfondire lo studio e la ricerca di sorgenti analoghe.
Giovanni Caprara

da corsera web

Hanno escluso si tratti di segnaii trasmessi da forme di vita, scrutare e comprendere l'universo e le milioni di galassie e' impresa quasi impossibile, senza dubbio a parte i segnali radio, esistono senza ombra di dubbio altre forme di vita nello sterminato spazio, spero siano piu' evolute di noi, soprattutto ben piu' corretti e con una giustizia sociale piu' sviluppata rispetto a casa nostra.

Chissa' quando riusciremo a raggiungere questa meta al momento impossibile.

postato da charliebrown01 alle ore 29/09/2007 11:32 | link | commenti
categorie: informazione
28/09/2007

Birmania, alcune immagini e video della protesta.

 

Vestiti di rosso per la Birmania

Una maglietta o un nastro rosso in sostegno della Birmania. E' la parola d'ordine che corre sui blog e sui cellulari, una catena di sms per un gesto di solidarietà a favore dei monaci buddisti e del popolo birmano. Questo è l'invito telematico: "In support of our incredibly brave friends in Burma: may all people around the world wear a red shirt on Friday, September 28. Please forward!" (trad.: a sostegno dei nostri amici incredibilmente coraggiosi in Birmania: venerdì 28 settembre indossiamo tutti quanti, in tutto il mondo, una maglietta rossa. Inoltra questo messaggio). Un testo analogo in lingua italiana circola anche nei blog: "Venerdì 28 settembre indossiamo una maglia rossa. Chiunque legga questo messaggio lo trasmetta a quante più persone sensibili a questo gravissimo prolema gli sarà possibile. Grazie di cuore". Potete (dovete!) inviarci le vostre foto: cliccate qui e seguite le semplici istruzioni a video. Grazie di cuore anche da noi.

Foto e video su vari giornali web

Piu' che le condanne ora servono le immagini per rendere visibile a tutto il mondo cos'e' quella dittatura militare e cosa e' disposta a fare per mantenere il potere.

postato da charliebrown01 alle ore 28/09/2007 21:03 | link | commenti (2)
categorie: informazione

Chi sono

Utente: charliebrown01

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Partecipano

Free Blogger

Foto recenti

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder




More Cool Stuff At POQbum.com

Free Tibet
passaparola Web stats powered by www.clubstat.com
free counters