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Da la stampa web
A parte i consigli del finale d'articolo, ci vuole buon gusto, non e' necessario altro, le battutine rivolte a soubrette e attrici qua e la', piu' fotografie con ragazze giovani queste si rubate in modo paparazzesco,seguite da lettere dal tono amore mio ti amo ancora pubblicate sui giornali, non si addicono ad uno statista quale vuole atteggiarsi,
Direi che nell'altro versante transalpino, alzarsi dalla sedia dando l'epiteto alla giornalista,imbecille,per poi tornare nel proseguimento dell'intervista televisiva, sa tanto di testata alla Zidane con le dovute differenze, non sono anche queste dimostrazioni di far play, era sufficiente un no comment o una risposta analoga.
Ho idea che subentri a vari stadi un certo delirio d'onnipotenza,mi auguro che Il segretario del PD, un po' lumacone, non abbia in futuro questi comportamenti, sia al governo che all'opposizione,non mi sembra il tipo peraltro.
I monaci birmani tornano in strada per protestare contro il regime
"I generali del governo tollerano l'arruolamento di bambini e non puniscono coloro che lo esercitano", sostiene Jo Becker, incaricato della difesa dei diritti dei bambini. "In questa atmosfera i reclutatori militari si dedicano a piacimento al traffico di minori".
Da la repubblica web
Quasi sicuramente altre vittime sacrificali per contestare il regime militare, l'autodeterminazione e' la via migliore per sovvertire i criminali al potere, la nuova denuncia di testimonianze che i dittatori arruolino bambini per il controllo del territorio armandoli.
Tutto il possibile dev'esser fatto per portare alla luce questa tragedia, mi auguro che l'Onu possa incentivare le restrizioni economiche nonostante la ritrosia dell'olimpica Cina, si potrebbe pensare davvero di rinunciare all'avvenimento organizzato tra un anno se i veti cinesi continueranno a permanere.

ROMA - Nuova crepa nella maggioranza per la mancata attuazione di uno dei punti del programma elettorale dell'Unione: la creazione di una commissione parlamentare d'inchiesta per accertare le responsabilità istituzionali nei fatti del G8 di Genova. La commissione affari costituzionali della Camera, con un voto di parità, 22 a 22, ha infatti negato al relatore il mandato di riferire favorevolmente in aula sull'istituzione della commissione d'inchiesta. «Con la Cdl - spiega Graziella Mascia (Prc) - hanno votato Idv e Udeur e i socialisti erano assenti. È un fatto di grande gravità che impedisce di attuare il programma proposto agli elettori». La finalità della commissione di inchiesta sarebbe quella di fare luce sulla gestione dell'ordine pubblico durante i giorni del G8 del luglio 2001, caratterizzati da violenze che culimarono nella morte del giovani Carlo Giuliani, nelle devastazioni compiute da alcuni gruppi di manifestanti e nelle brutalità da parte di agenti di polizia contro alcuni dimostranti che dormivano in due scuole della città.
Gli scontri al G8
FERRERO - «È un atto gravissimo - tuona il ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero, puntando il dito contro gli alleati di governo che hanno votato contro -. Si preferisce l'insabbiamento alla ricerca delle responsabilità per quanto accaduto». Al ministro fa eco il segretario del Pdci Oliviero Diliberto «È clamoroso - dice - che non si voglia trovare la verità su un fatto che ha stroncato una vita umana, insanguinato le strade di Genova, offeso la sensibilità civile e la moralità di milioni di italiani e fatto calare pesanti sospetti anche sul comportamento di parti delle istituzioni».
DI PIETRO - L’Italia dei valori è favorevole ad una commissione di inchiesta sui fatti del G8 di Genova ma deve essere «una commissione che indaghi a 360 gradi sulle anomalie e le ingiustizie commesse da coloro che hanno provocato la rivolta e anche, viceversa, sugli abusi che ci sono stati da parte delle forze dell’ordine». Così Antonio Di Pietro prova a spiegare il «no» suo e del suo partito alla istituzione di una commissione di inchiesta sui fatti di Genova. «Se fosse una commissione a 360 gradi noi la votiamo domani mattina - ha sottolineato Di Pietro - ma se l’inchiesta deve indagare soltanto sugli abusi della polizia e non anche sulle illegittimità commesse da chi ha sfasciato le carrozze, le macchine e ha aggredito le forze dell’ordine, allora noi diciamo no. Perché sarebbe una giustizia a metà e non bisogna indagare soltanto quella metà dei fatti che fa comodo alla sinistra-sinistra-sinistra».
CENTRODESTRA - Immediate le reazioni positive da parte del centrodestra. «La bocciatura - dice Maurizio Ronconi (Udc) - apre anche alla Camera una voragine nel centrosinistra. Con il voto contrario dell'Udeur e dell'Idv viene certificata la crisi della maggioranza, contraddicendo un punto importante del programma dell'Ulivo. Una maggioranza che sino ad oggi si puntellava con i voti della Camera frana clamorosamente, aprendo una crisi politica obiettiva e definitiva». Incalza Maurizio Gasparri (An): «È stata cancellata una irresponsabile iniziativa della sinistra per mettere sotto processo in Parlamento le forze dell'ordine. An si è impegnata particolarmente contro questa sciagurata ipotesi che dimostra come la sinistra non abbia a cuore la sicurezza, ma la difesa dei centri sociali e di altri gruppi di violenti. Nonostante i tentativi di fare imbrogli durante le votazioni in commissione, la sinistra è stata sconfitta. I violenti del G8 vanno ricercati tra i gruppi di estremisti, non tra chi indossa la divisa».
Da corsera web
Anche in questa vicenda la frittata della maggioranza e' compiuta, un altro intendimento di programmazione di 200 pagine e piu' da interpretare, personalmente posso concepire che l'inchiesta doveva essere a 360 gradi, tutti i danni che ha dovuto subire la popolazione genovese non si cancella con una gomma!!! ma con questa votazione si chiude il sipario su quei gravi fatti, e' intollerabile, un paese allo sfascio, che il centro destra esulti su questa questione e' surreale, da oggi e' nata un'altra ingiustizia insabbiata,su Giuliani, su Bolzaneto,la scuola Diaz e le gravi distruzioni nella citta', chi vuole brindare lo faccia, spero gli vada di traverso.....

I familiari del ciclista trovato morto nel febbraio del 2004
chiedono nuove indagini dopo la pubblicazione di un libro
la madre di Pantani, Antonina, ai funerali
"Il motivo è che mio figlio era una persona che quello che pensava diceva. E voleva dire quello che c'è di marcio nel ciclismo".
Il doping, intende dire?
"Il marcio in generale. C'è anche in una delle ultime cose che ha scritto: parlate, ragazzi, parlate".
Marco, mi scusi, ha avuto quasi cinque anni per parlare.
"Gliel'hanno impedito, dicevano che non era credibile. La chiave di tutto è Madonna di Campiglio. Dopo, l'hanno tagliato fuori. Ha cercato di risalire in bici e ogni volta arrivava una procura, una convocazione, una denuncia, roba che neanche ai delinquenti peggiori. Babbo, diceva a mio marito, ma che ci torno a fare in corsa? Chi m'ha buttato fuori è sempre lì".
Signora, in quegli anni il doping era pratica corrente, in gruppo. C'è chi l'ha ammesso un po' d'anni dopo, chi mai.
"Marco era molto onesto. Se si fosse dopato l'avrebbe ammesso. Non l'ha mai ammesso perché era pulito".
Possiamo parlare della sua solitudine?
"Gli amici sono stati allontanati da Marco, negli ultimi anni non ne ho visti. Anche mio marito e io siamo stati allontanati con una bugia. Si parlava di far entrare Marco in una comunità, probabilmente San Patrignano, e ci è stato detto di partire, di lasciarlo solo perché così avrebbe trovato la forza di chiedere aiuto ad altri. Siamo partiti e dopo tre giorni Marco è morto".
Sapeva del libro di Brunel?
"Sì, lo leggerò quando lo traducono perché non so il francese. Ma il suo collega ci aveva anticipato i contenuti, a noi come famiglia e all'avvocato. Non sapevamo tutti i particolari. Quello, terribile, del cuore di mio figlio che il medico si porta a casa dall'ospedale l'ho saputo leggendo il giornale".
Interviene l'avvocato Mastrocinque.
"E può capire come l'ha presa la madre. Ma anch'io sono rimasto molto stupito. Stiamo parlando di un medico serio, stimato. Che parlando con un giornalista gli racconta di aver fatto una cosa illegale. Ma il fatto, secondo me, ancora più inquietante, è che si potesse immaginare un trafugamento del cuore di Pantani dall'ospedale".
Riprende a parlare la signora Tonina.
"Il fegato, aveva un fegato a postissimo Marco, non di uno che per anni manda giù porcherie. Mi fa piacere che qualcuno fuori dalla mischia scriva un libro sostenendo la mia stessa tesi, quello che sto ripetendo da tre anni e mezzo, e cioè che l'inchiesta doveva essere più approfondita. Gliene racconto un'altra, di quei giorni brutti. In casa di Marco trovo un beauty case da donna, con dentro della cocaina, e telefono al dottor Gengarelli per dirglielo. Lui mi dice: grazie, mando subito qualcuno a ritirarlo. Ma non è mai venuto nessuno, il beauty case è ancora lì. Io lo sento che c'era qualcuno in quella stanza quando è morto Marco, e spero di campare abbastanza da sapere nome e cognome".
Il libro di Brunel individua i punti deboli dell'inchiesta, solleva molti interrogativi, ma non dà una risposta, non predilige una pista. Né il suicidio né l'omicidio.
Ancora l'avvocato.
"Il bolo di materia commestibile e cocaina trovato vicino alla bocca di Marco può far pensare a una forma di ingestione forzata, ma toccherà a un magistrato valutare tutti i dati e decidere se riaprire l'inchiesta, come la famiglia Pantani si augura".
"La gente, tutti quelli che portano i fiori e lasciano poesie al cimitero, ha già capito qual è la verità", dice Tonina.
Io no, non tutta intera, e mi sento in numerosa compagnia. Aspettiamo. Sperando di non aspettare quarant'anni, come per un'altra morte misteriosa: quella di Luigi Tenco.
da la repubblica web
Gianni Mura prende spunto dal libro dello scrittore,giornalista Brunel, il francese ha svolto la sua inchiesta personale sulla tragica scomparsa sul campione di ciclismo, scrivendo un libro, siamo in attesa della traduzione in italiano,le lacune degli investigatori spiegate nell'articolo, il non aver svolto le normalissime indagini su eventuali colluttazioni da parte di Marco, essendo stata trovata la stanza in pesante soqquadro,non sono stati riscontrati ematomi e graffi sugli arti del corridore,il non aver prelevato sotto le unghie della vittima eventuali prove di epidermide di altre persone, la macabra storia del medico che si porto' il cuore di Marco a casa propria,non si capisce come mai trattandosi di un serio professionista,il non aver controllato le telecamere del residence dove risiedeva, particolare beffardo quella costruzione e' stata abbattutta, rimangono e sono sotto processo gli eventuali pusher che secondo le accuse hanno fornito la droga a Pantani, a mio parere rimarra' un mistero, tutta l'inchiesta di Brunel non dimostra eventuali colpevolezze, ma testimonia una vicenda molto oscura che puzza di bruciato.
Anche le accuse della madre di Marco subito dopo la morte del figlio, sono accuse pesanti ma non possono dimostare alcunche', tranne dei sospetti fondati sullo scomodo ciclista preso di mira dall'antidoping, lasciando quasi immuni altri sportivi.
La drammatica morte del cantante Luigi Tenco a Sanremo negli anni 60, e' un precedente assolutamente paragonabile.
Daniele Luttazzi
Il proposito di scendere a più miti consigli rispetto al passato l'aveva manifestato in aprile. Ospite di Enzo Biagi a Rt - Rotocalco televisivo, aveva spiegato che "fosse per me, aprirei le cataratte e farei uscire tutta la bile accumulata in questi anni. Ma poi me ne pentirei, quindi cercherei di centellinare la bile con battute ad hoc". Sempre lì aveva detto che della tv gli mancava "la possibilità di rivolgersi a un pubblico vasto", lui che con una puntata di Satyricon faceva sette milioni e mezzo di telespettatori. "Per raggiungerli a teatro, devi lavorare più di un secolo".
Non sarà probabilmente La7 a garantirgli simili platee. Ma almeno ha trovato porte aperte per la sua satira. E le sue conseguenze imprevedibili. Fin dal 1989. Quando, alle prove generali del programma Fate il vostro gioco, fa una battuta sul Psi di Bettino Craxi e viene epurato per la prima volta dalla Rai. Ci tornerà (RaiTre) soltanto nel 1994-1995, come coautore di Magazine 3, al quale partecipa con le rubriche Sesso con Luttazzi, La cartolina di Luttazzi e La piccola biblioteca. Sempre nel 1989, per il programma Banane dell'allora Telemontecarlo, prepara gli sketch Marzullo intervista Hitler e Marzullo intervista Gesù: non andranno mai in onda.
In quegli anni di lontananza dalla tv Luttazzi si divide fra teatro, radio e scrittura. Nel 1993 traduce #$@&! - L'antologia ufficiale di Lloyd Llewellyn, il fumetto cult di Daniel Clowes. Nello stesso anno scrive, in memoria di Andrea Pazienza, Splendido amorale, per la rivista Duel, e ricorda che Pazienza faceva satira vera, quella che "non fa prigionieri". Nel 1994 pubblica Va' dove ti porta il clito, parodia di Va' dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro. La scrittrice gli fa causa per plagio, ma la perde.
Dopo il ritorno in tv su RaiTre, la popolarità di Luttazzi esplode nel 1996 con la partecipazione a Mai dire gol su Italia 1. I personaggi (Panfilo Maria Lippi, il professor Fontecedro, Luisella) da lui interpretati nel programma della Gialappa's vengono pubblicati nei libri Tabloid e Cosmico. Nel 1998, sempre su Italia 1, esordisce alla conduzione del talk show notturno Barracuda: censurato già alla prima intervista (la produzione taglia il passaggio in cui Claudio Martelli dice "Berlusconi non è un politico, è un piazzista"), il comico torna in Rai al termine del contratto. I passaggi censurati faranno poi parte del libro che porta lo stesso titolo della trasmissione.
All'inizio del 2001 Luttazzi torna al talk show, su RaiDue, con Satyricon: sospeso per una settimana dopo la nona puntata per via di un'intervista a Marco Travaglio su Berlusconi e Dell'Utri. Nel 2002, l'"editto bulgaro". Negli ultimi anni Luttazzi si è dedicato al teatro (il 12 e 13 ottobre scorsi era a Roma con Barracuda 2007), ha collaborato con alcuni giornali, creato un sito, pubblicato libri e due cd, lavorato come script doctor per i canali Usa Comedy Central e Hbo. Non è mai tornato in tv, nonostante parecchie offerte. Poi ha scelto La7. La data è certa, 3 novembre. Un po' meno certo, visti i precedenti, quanto durerà.
Da la repubblica web
Finalmente dopo una manciata d'anni torna alla ribalta Luttazzi, con la sua satira per nulla accondiscendente al potere, giusto in tempo, direi al foto finish prima dell'ipotetico ritorno, di chi dalla Bulgaria lo volle epurare con Biagi e Santoro, tutti ritornati prima di lui, anche se Biagi considerata l'eta' vive momenti piu' tranquilli.
Manca all'appello Sabina Guzzanti, ho idea che per lei, le porte di Saxa Rubra o viale Mazzini a Roma saranno ancora chiuse per molto tempo, si dedica al cinema, con il film le ragioni dell'aragosta presentato a Venezia,con il cast di Avanzi,trasmissione cult degli anni 80, quando Rai 3 aveva il suo spessore, chissa' se La7 pensera' anche a lei, sta diventando un rifugio per artisti scomodi, Crozza e la new entry di Daniele ne sono testimoni.
Seppur inserito in terza fascia di programmazione, faro' di tutto al sabato per gustarlo in diretta o perlomeno attivare il timer di registrazione.
Buona fortuna a lui e chi manca ancora all'appello.
"Il naso da coca" è ormai una vera e propria patologia spiega il professor Gaetano Paludetti, direttore dell'Istituto di clinica otorinolaringoiatrica del policlinico Gemelli, che lancia l'allarme sull'aumento degli italiani costretti a ricorrere a un'operazione chirurgica per rifarsi il naso distrutto dalla droga.
Granulomi sottocutanei, vasi sanguigni cicatrizzati e inservibili, riassorbimento dei tessuti: il naso del cocainomane è fortemente compromesso, la carenza di circolazione sanguigna manda in necrosi i tessuti, e l'operazione chirurgica a lungo andare è inevitabile. "Sono venute da me - racconta Paludetti - persone con due buchi al posto del naso, senza più tessuti. Sono sempre più numerosi quelli che chiedono un intervento, anche se quasi tutti non ammettono che la causa scatenante è la cocaina. Ma è importante per un chirurgo saperlo, anche perché i tessuti sono così deperiti che è molto complicato procedere a una ricostruzione".
Interventi delicati, insomma, con lo scopo di garantire un ritorno a un livello accettabile di capacità respiratoria, ma che per molti pazienti sono solo uno strumento per poi tornare a "sniffare" liberamente: "Tutti dicono che hanno smesso - rivela l'otorino - ma quasi tutti poi riprendono ad assumere cocaina, e non è raro il caso di gente che torna, dopo alcuni anni, per rioperarsi".
A bussare alla porta del chirurgo sono le persone più disparate, giovani e meno giovani, uomini e donne, benestanti e ceti più modesti: "Non c'è un identikit del malato di 'naso da coca' - spiega Paludetti - diciamo che si va dai 20 ai 60 anni di età, ma talvolta anche oltre, e spesso sono persone insospettabili. Di certo il naso rovinato dalla cocaina è una patologia emergente, ma non la sola: esistono casi di persone che hanno buchi nel palato, con la comunicazione tra naso e palato aperta, a causa dell'effetto distruttivo della coca. E' una cosa molto seria, e non è necessario essere cocainomani da molti anni: se la droga è tagliata male, bastano poche sniffate per avere le vie respiratorie danneggiate".
Da la repubblica web
Ora come spiega l'articolo ed i chiarimenti degli specialisti in materia, e' aumentata a dismisura questa pratica, la necrosi delle vie aeree e' un processo inevitabile aspirando quotidianamente la sostanza, il tutto non si limita a questo antipaticissimo fattore, bensi' nell'arco degli anni, anche il cervello e la materia celebrale ne risentono in modo cronico, una vecchiaia per chi riuscira' ad arrivarci segnata da vari livelli di demenza,
Se come spiegano i chirurghi ci sono delle difficolta' nel ricreare i tessuti nasali, il cervello purtroppo per chi fa questa pratica risultera' compromesso e nessun intervento chirurgico potra' migliorare la situazione, magari tra secoli, nell'immediato rimarra' una badanta extracomunitaria ad aver posto a fianco dello sfortunato consapevole, se ne avra' le possibilita' chiaramente!!!!
Clemente Mastella
TORRE ANNUNZIATA (NAPOLI) - "A gennaio sarebbe giusto rivedersi per vedere che cosa fare con gli alleati di governo. Se snellire la compagine, magari cambiando anche il titolare della Giustizia e se ci sono le condizioni per proseguire ancora". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, a Torre Annunziata (Napoli).
"Metterei insieme condizioni diverse - dice - questo è possibile ed è giusto che debba essere fatto. Non è la prima volta che capita, si fa anche in Francia e in Germania, dove ogni tanto cambiano ministri. Magari si cambia anche il titolare di Grazia e giustizia, io non ho difficoltà. Però credo che sia giusto dopo due anni vedere come proseguire e se ci sono le condizioni per proseguire".
Il tutto, secondo il guardasigilli, dovrebbe avvenire però una volta varata la manovra economica. "La finanziaria - osserva ancora Mastella - intanto va approvata per evitare l'esercizio provvisorio. Il governo si può mandare a casa in qualunque momento, ma non quando si sta per votare la Finanziaria. Il problema del governo viene dopo e secondo me a gennaio è giusto rivedersi per vedere che cosa fare".
"L'unica cosa che non si può fare - sottolinea il leader dell'Udeur - è provocare l'ira del paese con uno che va alla riunione e un altro no". "Si può anche vivere di un voto solo - dice ancora Mastella - purché quelli che convivono con un voto in più facciano ciascuno la propria parte. Ma se si sta nello stesso letto e si fanno sogni diversi, tanto vale dividere i letti e fare ciascuno i propri sogni", conclude il ministro con un evidente riferimento alla decisione dei diniani e dell'Italia dei valori di non partecipare a una riunione di maggioranza.
da la repubblica web
Chi ha ascoltato come me le registrazioni delle intercettazioni eseguite dall'investigazione di De Magistris, non puo' affermare o stabilire alcuna colpevolezza, rammento che bisognera' aspettare se andra' a giudizio, poi democraticamente aspettare il terzo giudizio, ovvero la cassazione, dopo di che trarremo tutti quanti le conclusioni, detto cio' la natura della telefonata agli atti, non ho idea se ne esistano altre,dimostrano un rapporto alquanto ambiguo di rapportarsi con l'interlocutore, la reticenza di quest'ultimo di chiarire nella trasmissione anno zero alcuni dialoghi, sono palesi comportamenti omertosi.
Il problema degli atti non secretati, e' un problema ormai atavico delle procure, chi fa le inchieste non dovrebbe mai muoversi dal proprio posto, pena la sparizione di dossier e documenti vari.
In qualsiasi altra democrazia europea, direi occidentale, un ministro della repubblica, ancor piu' investito della carica di guardasigilli,si sarebbe dimesso un'ora dopo dalla pubblicazione della telefonata, ma siamo il paese dei pulcinella,degli arlecchino e dei soliti balanzone, inteso il solito popolo, che paga i propri dipendenti e sta a guardare tutte le istrionerie possibili e immaginabili.
Sono davvero degli acrobati della poltrona, a gennaio se ci arrivera' questo esecutivo, avra' gia' in serbo qualche altra furbata per continuare a campa'.......
Comperare un parlamentare un tempo poteva sembrare una stravaganza per pochi ricchi. Oggi è un investimento sicuro, alla portata di tutti
Leasing Il senatore in leasing: ecco una soluzione davvero efficace, che mi piacerebbe molto potervi spiegare se fossi riuscito a capire, in tutti questi anni, che cos'è il leasing.
Ingrosso Trattare l'acquisto di senatori al dettaglio può essere molto costoso. Ed ecco che va diffondendosi la compravendita all'ingrosso di interi gruppi parlamentari, che vengono consegnati a domicilio su un torpedone già impavesato con i colori dell'acquirente. Sul pullman, durante la cerimonia di consegna del materiale umano, finite le visite sanitarie e il controllo della dentizione, spesso ha luogo anche una rumorosa asta di pentole e piccoli elettrodomestici.
Senator Crossing È una pratica molto simpatica, che va diffondendosi sulla falsariga del book-crossing: si lascia il proprio senatore su una panchina, o nella sala d'aspetto della stazione, in attesa che qualcuno se lo porti a casa e magari lasci al suo posto un altro senatore. Le sorprese sono infinite, il ricircolo delle idee è praticamente senza limiti: può capitare di lasciare in un parco un senatore di Rifondazione di origine operaia e ritirare una beghina della Margherita, oppure un ex repubblichino, o un concusso dell'Udc. "Pratico il senator-crossing da anni ", ci ha confidato un lobbista del Nord-Est, "e devo dire che sono sempre rimasto soddisfatto, tranne quella volta che in un autogrill ho caricato un senatore dipietrista
che voleva farmi arrestare perché non avevo messo la freccia".
Da l'espresso web
A parte la gustosissima satira di Michele, con forzature sommarie ma non distanti dalla realta', pensare di governare con 2-4 senatori in piu' rispetto l'opposizione, sperando nell'ottima salute dei senatori a vita,e' impresa da mission impossible, al di la' che l'esecutivo corrente sopravviva fino al panettone natalizio, come si puo' riuscire a legiferare importanti riforme per i cittadini che le aspettano come fosse ossigeno per respirare, Violante oggi nella trasmissione in mezzora, ha messo in evidenza la facilita' di Sarkozy in Francia e della Merkel in Germania di formare e portare in legge importanti riforme, quelle mancate ai tempi di bellachioma nonostante la maggioranza blindata e le difficolta' di patteggiare con gruppuscoli da 1% d'elettorato di questo esecutivo, in qualsiasi riforma nel nostro paese.
La riforma elettorale dev'essere inserita come priorita' nei prossimi mesi, potremo in questo modo lasciare finalmente tranquilli e in pace senatori a vita, che non possono essere determinanti in ogni momento.
Un ringraziamento particolare va dato a Calderoli e soci, la porcata e' servita per tornare al potere dopo due anni, ma il popolo sovrano in buona parte non ringrazia.

BUENOS AIRES - Circa 27 milioni di elettori argentini sono chiamati alle urne per scegliere il successore del presidente Nestor Kirchner, il cui mandato scade in dicembre, un nuovo vicepresidente e per il rinnovo di metá dei deputati e di un terzo dei senatori. Tra i 13 candidati in lizza per la «Casa Rosada» la super favorita è la moglie di Kirchner, la 54 enne senatrice Cristina Fernandez, alla testa del Fronte per la Vittoria.
SONDAGGI - Secondo i sondaggi della vigilia, la «first lady» potrebbe ottenere - se non il 45% dei voti necessari per la vittoria al primo turno - il 40% dei consensi che, insieme al vantaggio di almeno il 10% sul secondo candidato, renderebbe inutile l'eventuale ballottaggio previsto per fine novembre. Le ultime indagini sulle intenzioni di voto danno la senatrice al 43% e nessuno dei suoi avversari supera il 15%. Sempre stando ai sondaggi, la popolarità di cui gode Kirchner gli permetterebbe di vincere ancor più facilmente della moglie, ma la decisione della coppia di alternarsi al potere consentirà ai due di restare a lungo alla Casa Rosada.
STAFFETTA A CASA ROSADA - Per legge in Argentina un presidente può essere eletto solo per due mandati consecutivi: Kirchner ha deciso di non correre questa volta, ma potrà ripresentarsi alle prossime presidenziali. Per questa staffetta i critici hanno così coniato la parola «MonarKia», con la 'K' maiuscola a indicare il cognome della coppia. Ma la continuità che i Kirchner probabilmente assicureranno non è vista da tutti come negativa, visto che il presidente uscente ha garantito un periodo di quattro anni di stabilità politica e di crescita economica, nel quale gli abusi dei diritti umani di un tempo sono stati puniti, con una determinazione.
SLANCIO FEMMINILE - Nei quattro anni e mezzo di governo del presidente Nestor Kirchner in Argentina «abbiamo realizzato tanti sogni, ma è necessario andare avanti per concretizzarne tanti altri» ha sostenuto con foga di candidata, ma anche con slancio tutto femminile, Cristina Fernandez Kirchner, chiudendo la lunga campagna nel popoloso municipio di La Matanza, area strategica della provincia di Buenos Aires. Elencando i sogni con cui nel 2003 «quell'uomo» - ha chiamato così il marito Nestor che la ascoltava attentamente sul palco accanto al vicepresidente Daniel Scioli - ha assunto le redini dell'Argentina la candidata, che indossava un tailleur bianco con gonna a pieghe, ha evocato la dignità del lavoro, la fine dell'impunità e il recupero delle istituzioni.
Da corsera web
Sembra che vada di moda nel continente americano che la first lady ho subito o dopo alcuni anni debba succedere al marito, vedi Hillary negli States, mi auguro che per gli argentini continui la via di ricostruzione del paese, dopo gli sconquassi finanziari di alcuni anni fa.
Dopo tutto scorre molto sangue italiano nel paese dei gauchos, anche noi abbiamo vissuto l'epoca degli extracomunitari!!!!


