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La magia del Mercatino del Maglio
Si avvicina il Natale e tornano i Mercatini del Maglio con le loro suggestive atmosfere. Per l’occasione Borgo Dora addobba i suoi negozi d'antiquariato, i locali storici e le bancarelle dell'usato: da venerdì 30 novembre a domenica 23 dicembre nell'antico Borgo degli Stracci, su una superficie di 150 mila mq, accanto a botteghe e locali ci sono 51 chalet in piazza Borgo Dora e 150 bancarelle nel Cortile del Maglio (ingresso da via Andreis). Articoli prettamente natalizi proposti da espositori provenienti da diverse città italiane, da Betlemme, Sanpietroburgo, dalla Finlandia e dal Giappone: sulle bancarelle si trovano presepi, composizioni floreali, addobbi per l'albero, sculture in argilla ma anche maglioni, e oggetti per la casa; accanto i banchi tematici che spaziano dal vintage agli strumenti musicali, passando per i complementi d'arredo e capi di moda.
Continuano comunque gli appuntamenti tradizionali con il sabato del mercato delle pulci; mentre domenica 9 dicembre c’è il Gran Balon. Borgo Dora dedica un’attenzione particolare ai piaceri del gusto, proponendo assaggi di prodotti tipici: all'interno dei giardini è allestita un'area degustazione con dolci artigianali, zabaglione, tisane, bolbolini e ciambelle, agnolotti piemontesi e gnocchi al Castelmagno.
E mentre gli adulti si dedicano allo shopping i più piccoli possono ascoltare le fiabe raccontate da Babbo Natale il venerdì, sabato e domenica nella casetta di via Borgo Dora, angolo via Andreis, o giocare nello spazio bimbi allestito nel Cortile del Maglio, in cui educatori e animatori propongono e coordinano diverse attività. Sabato 15, domenica 16 e domenica 22 dicembre alle ore 17 nel Cortile del Maglio sono in programma tre appuntamenti con cui la Circoscrizione 7 contribuisce alla raccolta fondi per Telethon.
Da la stampa web
Seppur sia una stagione fredda, il fascino dei mercatini di Natale è sempre attuale, sono spuntati anche nelle nostre latitudini prendendo l'esempio dalle tradizioni nordiche, questo mercato a Torino inserito nella zona di Borgo Dora non l'ho ancora visitato,sarà un piacere poterlo vedere.
Per chi è religioso può affermare con buone ragioni, che la festa sia diventata prettamente consumistica, consiglio a chi è praticante di non dimenticare il vero aspetto della natura della festività.
Al contrario laicamente ritengo la festività solo invernale e non mi perderò i mille colori notturni dei prossimi giorni.


Letizia Moratti è indagata per abuso di ufficio per irregolarità nelle nomine di decine di dirigenti comunali. Oggi gli uffici del municipio sono stati perquisiti dai militari della Guardia di Finanza e dai carabinieri della Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica. Con lei sono indagati Giampiero Borghini, direttore generale del Comune ed ex sindaco (concussione, abuso d’ufficio e truffa aggravata), il vice direttore generale Rita Amabile (concussione), l’ex direttore centrale delle risorse umane del Comune, Federico Bordogna, e il capo di gabinetto di Letizia Moratti, Alberto Bonetti Baroggi, accusato di truffa aggravata.
Tra le ipotesi formulate dal pubblico ministero Robledo quella che alcuni dirigenti abbiano costretto alcuni dipendenti ad andare in pensione per liberare gli incarichi.
Il reato di abuso d’ufficio contestato al sindaco va dal luglio del 2006 al febbraio 2007 e si riferisce al fatto che al primo cittadino spetta l’individuazione delle persone da nominare secondo criteri di esperienza, competenza e professionalità, rispettando il principio della pubblicizzazione all’interno della pubblica amministrazione. Nell’inchiesta è emerso che una decina di funzionari di alto livello sarebbero stati forzati a rinunciare alla propria carriera, andando in pensione con incentivi che andavano dalle 4 alle 15 mensilità, decidendo nel giro di soli tre giorni. In seguito sarebbero stati nominati in totale una novantina di funzionari, con stipendi a volte triplicati (e criteri si stratta lottizzazione partitica, ndr). (Fonte: Ansa)
L’indagine muove da un esposto del consigliere comunale Basilio Rizzo, che oggi commenta: “Non sono contento che debba arrivare la magistratura e non la politica a dare risposte”. Sulla questione infatti non c’è stato alcun dibattito in consiglio comunale, nemmeno dopo che la Corte dei Conti, su esposto dello stesso Rizzo, ha notificato alla Giunta Moratti un primo provvedimento, che potrebbe portare al risarcimento di decine di milioni di euro.
Dai RICERCATORI AMERICANI DELL'UNIVERSITA' DEL Kentucky

Ricercatori genetici americani hanno creato in laboratorio un supertopo che non può ammalarsi di cancro. I suoi geni non glielo consentono. La scoperta, messa a punto nei laboratori dell'Università del Kentucky, apre scenari importanti perché potrebbe portare a un possibile trattamento anticancro sugli esseri umani privo di effetti collaterali. Il topo biotecnologico è dotato di un gene chiamato Par-4 capace di produrre una proteina molto speciale: attacca le cellule tumorali ma senza danneggiare i tessuti sani. Ne dà notizia l’ultimo numero della rivista scientifica «Cancer Research».
Secondo il responsabile dello studio, il microbiologo Vivek Rangnekar, il «Par-4», scoperto all’inizio degli anni ’90, avrebbe un ruolo determinante nella soppressione delle cellule cangerogene, senza intaccare quelle sane. E il trattamento, efficace con i topi, potrebbe essere applicato anche per curare gli uomini. «Quando un malato va in ospedale, la chemioterapia o le radiazioni a cui si sottopone comportano sempre effetti collaterali importanti», spiega Rangnekar. Mentre con la nuova tecnica «un metodo olistico» basato sul Par-4 «si riuscirebbe ad eliminare il tumore senza danneggiare l’organismo», spiega Rangnekar. «Noi siamo rimasti molto colpiti nel notare che questa proteina uccideva le cellule tumorali senza però colpire le cellule sane. E ancor più sorpresi siamo stati quando abbiamo verificato che la proteina non ha effetti sull'intero organismo. Riteniamo che questo elemento possa aprire una breccia nella cura del cancro.
LA CURA PER L'UOMO - In futuro infatti dovrebbe essere possibile adattare questo metodo all'uomo, facendo in modo di introdurre nell'organismo questo gene (o un gene simile) attraverso un trapianto di midollo osseo. Secondo gli scienziati mancano ancora almeno dieci anni prima che sia disponibile una tecnica di questo tipo, tuttavia la proteina scoperta nei laboratori del Kentucky può aprire prospettive affatto interessanti per i ricercatori. «Se sarà possibile trattare il cancro evitando che il paziente abbia a soffrire per gli effetti collaterali della terapia - ha detto Rangnekar - allora davvero sarà fatto un grasso passo avanti. È esattamente quello che sta avvenendo con i nostri topi, e per noi è una scoperta meravigliosa».
Da corsera\web
Non ho idea se la cura ancora da sperimentare sull'uomo sarà positiva e se potrà essere applicata su ogni forma tumorale, ma se tra qualche anno avrà successo, le vecchie terapie basate su chemioterapia e radiologica saranno storia, molte vite potranno superare questa tragica malattia in modo completo e senza avere complicazioni tossiche.
La ricerca scientifica, peccato che i successi e gli investimenti siano un monopolio quasi del tutto americano, si potrebbe usare il famoso pil del nostro paese in una percentuale ragionevole per progettare laboratori all'altezza di quelli esistenti oltre oceano.

Effetto serra. Il carbone è la fonte primaria di energia per molti e fornisce il 40% di elettricità del mondo. L'effetto serra causato dalle sue emissioni nell'atmosfera rappresenta una delle più grandi sfide per il nostro ambiente. Creare elettricità da fonti rinnovabili, più economica di quella realizzata dall'impiego del carbone costituirebbe una componente essenziale per la riduzione di emissioni di gas che alimentano l'effetto serra nel mondo.
Nuove tecnologie competitive. "Le tecnologie sono state sviluppate in modo da evolversi in attività in grado di fornire elettricità più economica di quella prodotta dal carbone - ha spiegato Page -. Siamo interessati a sviluppare nuove tecnologie competitive a livello di costi e rispettose dell'ambiente. Pur essendo consapevoli dell'esistenza di alcune tecnologie molto promettenti, crediamo che ce ne siano molte altre da scoprire e realizzare".
L'obiettivo. Page ha confermato che "l'obiettivo è realizzare 1 gigawatt di capacità di energia rinnovabile più economica del carbone e siamo ottimisti sul fatto che ciò possa avvenire nel giro di pochi anni e non decenni", ha detto. A questo proposito Wikipedia ci spiega che una centrale da 1 gigawatt può fornire energia per circa 350.000 utenze domestiche nel momento di massimo utilizzo.
Ecologia e business. "Se saremo in grado di raggiungere questo obiettivo - ha concluso Page - e le tecnologie per la produzione di energia rinnovabile su larga scala risulteranno più economiche di quelle adottate per la produzione di energia dal carbone, il mondo avrà la possibilità di coprire una porzione significativa di bisogno di elettricità attraverso fonti rinnovabili, riducendo in modo significativo le emissioni di carbonio". Ma l'ecologia non esclude il guadagno. "Ovviamente ci aspettiamo anche che questo progetto porti a buone possibilità di business per noi", ha ammesso.
Mountain View a energia solare. Lo scorso anno aveva fatto scalpore l'annuncio della società, che un maxi impianto solare fotovoltaico sarebbe stato installato sull'edificio di Mountain View in California: circa 300 mq per una potenza di 1,6 MW sufficiente per soddisfare un terzo del fabbisogno di energia dei dipendenti e ammortizzare le spese energetiche.
Black Google. Ma in rete c'è anche chi si è divertito a fare le pulci a Google: se avesse una schermata nera, anziché bianca, per visualizzarla servirebbero 59 watt, invece dei 74 necessari per il bianco, afferma Mark Ontkush di Boston, sul suo blog EcoIron. Una idea che, fatti due calcoli, corrisponderebbe ad un risparmio mondiale di 8.3 MWh al giorno, circa 300.000 dollari in un anno. ma c'è chi è passato dalle parole ai fatti, realizzando nerooogle, versione dark del motore di ricerca.
Da la repubblica\web
Conosco benissimo le limitate possibilità delle fonti energetiche alternative, ma se colossi tipo google, pensiamo alla microsoft e tutto il panorama imprenditoriale, votato a vecchi clichet di capitalismo ormai becero e vetusto, avessero tutti assieme volontà comuni per cercare tutto il possibile per invertire il trand dello sfruttamento dell'energia di derivazione fossile,sarebbe magnifico, le emissioni che contribuiscono all'effetto serra in un tempo ragionevole si limiterebbero in buona parte.
Spero che altri soggetti facciano la loro parte.
MILANO - È l'Islanda il Paese più piacevole in cui vivere. I meno vivibili, invece, sono i Paesi dell'Africa sub-Sahariana, messi in ginocchio dall'epidemia di Aids. L'Italia è al 20esimo posto. Nella tabella stilata anche quest'anno dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp) in base a ricchezza, aspettative di vita e livelli scolastici, in cima alla classifica - elaborata con dati 2005 - appaiono i Paesi del nord del mondo: Islanda, Norvegia, Australia, Canada, Irlanda, Svezia, Svizzera, Giappone, Olanda, Francia, Finlandia, Stati Uniti, Spagna, Danimarca e Austria.

La capitale islandese, Reykjavik
IN CODA - Mentre in fondo alla classifica, nel blocco considerato a «basso sviluppo umano», ci sono i Paesi dell'Africa sub-sahariana, con Guinea-Bissau, Burkina Faso e Sierra Leone fanalini di coda. Un dato - in quest'area dove, secondo il documento dello scorso anno, la sindrome Hiv/Aids ha avuto «effetti catastrofici»- è agghiacciante: 2 bambini su 5 non raggiungeranno i 40 anni d'età.
SCENDE LA NORVEGIA - Il documento degli esperti Undp prende in considerazione i 175 Paesi membri delle Nazioni Unite, più Hong Kong e i Territori Palestinesi. La Norvegia, che aveva detenuto il primato per sei anni di seguito, è stata scalzata dall'Islanda (dove il Prodotto Interno Lordo pro capite è 45 volte più alto che in Sierra Leone). Il Giappone ha la migliore aspettativa di vita (82,3 anni), lo Zambia il più basso (40,5).
LA RICERCA - Ogni anno, dal 1990, gli esperti Onu valutano il cosiddetto Indice di Sviluppo Umano (Hdi, nell'acronimo in inglese) che è il tentativo di dare la valutazione di un Paese con un'istantanea che sia più comprensiva del semplice Pil (il Prodotto interno lordo). L'Indice di Sviluppo Umano è un indicatore composito che misura tre aspetti basilari dello sviluppo umano: una vita lunga e sana, i livelli educativi (valutati attraverso il tasso di alfabetizzazione degli adulti e i livelli di istruzione, ovvero la frequentazione di scuole primarie, secondarie e università), le condizioni di vita dignitose. Ovviamente l'indice non esaurisce lo sviluppo umano (esclude, per esempio, indicatori importanti ma difficilmente quantificabili come il rispetto per i diritti e le libertà religiose).
IL NOSTRO PAESE - L'Italia è all'ottavo posto per aspettativa di vita (80,3 anni), al 20esimo per il livello di alfabetizzazione tra coloro che hanno più di 15 anni, al 24esimo per il livello di istruzione, al 21esimo per Pil pro capite.
Da corsera\web
Consigli pratici se per caso avete deciso o avete in progetto d'andarvene da questo paese con pochissime prospettive, lasciatelo a noi più vecchiarelli, ormai siamo abituati, non fateci caso alla Norvegia, fa effettivamente molto freddo e il periodo invernale è parecchio buio, ma le opportunità lavorative, i servizi sociali,assistenza sanitaria e se avrete bambini, un'istruzione all'altezza della situazione, pur leggermente scaduti, sono assai migliori di come siamo abituati.
Tutto ciò non solo nei paesi scandinavi,l'elenco appena descritto e' all'altezza delle aspettative in tutto il centro-settentrione del continente,quello evoluto naturalmente.
Un minimo d'inglese per farsi capire e migliorarlo,un pò di coraggio,un minimo di fortuna, qualche sacrificio iniziale, ma se avete volontà,capacità, da quelle parti gli aspetti meritocratici sono effettivamente esistenti.
Buona fortuna.
Africani, state alla larga dalla Svizzera! Firmato: il governo svizzero.
L'ammonizione, sotto forma di uno spot tv, s'è materializzata nelle case di molti paesi africani martedì 20 novembre durante l'intervallo della partita amichevole Svizzera-Nigeria. Un immigrato di colore telefona al padre da una cabina telefonica e gli racconta di com'è bella e civile la Confederazione elvetica: in realtà vive sulla strada, s'arrangia con l'elemosina, ed è perseguitato dalla polizia. Una campagna anti-stranieri, per scoraggiare l'arrivo di altri cittadini africani, con un messaggio che non potrebbe essere più esplicito: non venite da noi, non c'è lavoro per tutti, finireste nel girone degli ultimi.
A confezionare l'annuncio è stato il dipartimento dell'emigrazione, il cui responsabile, Eduard Gnesa, ha dichiarato al Sonntags Blick, il quotidiano popolare di Zurigo che ha svelato il caso: "Abbiamo la responsabilità di aprire gli occhi a queste persone affinché si rendano conto della vita che potrebbe attenderle".
Il leader populista, e fresco trionfatore delle ultime elezioni politiche, il ministro della giustizia Christoph Blocher, ha benedetto l'iniziativa: "Dobbiamo dimostrare agli africani che non siamo un paradiso!". Gli svizzeri sembrano apprezzare. L'83 per cento dei lettori del Sonntags Blick si dice d'accordo con Blocher. Sui blog le voci critiche sono perlopiù isolate. "Dov'è finita la nostra identità? Se passeggio nella mia città, Biel, ho la sensazione di trovarmi in Africa. E' tempo di fermarli", scrive Bootvoll, la barca è colma, un nome che riecheggia il titolo del film del regista Markus Imhof sul mancato accoglimento di sei rifugiati politici nella neutrale Svizzera durante la Seconda Guerra Mondiale.
La disoccupazione è pressoché inesistente, ferma al 3,5 per cento, ma il governo motiva la sua campagna con le difficoltà a garantire agli immigrati di colore un regolare permesso di soggiorno, che viene concesso solo se si può vantare un impiego fisso. "La forza lavoro africana è ricercata poco o nulla" fanno notare dal dipartimento. "L'unica chance è quella di chiedere asilo, una trafila complicata e lunga, da cui intendiamo scoraggiarli. E poi il nostro è anche un modo per risparmiare sul budget previsto per i rifugiati".
"Migliaia di africani, in cerca di fortuna in Europa, annegano nel Mediterraneo" ammonisce Gnesa. "Anche da questi rischi intendiamo metterli in guardia". Lo spot sembra aver fatto scuola. Altri paesi europei intendono seguire l'esempio elvetico. Pare che l'Unione europea stia collaborando già con la Svizzera per mandarne in onda uno sulla tv pubblica del Camerun. Lo spot per il Congo invece è già quasi pronto.
Da la repubblica\web
A confronto il sindaco di Cittadella è un dilettante,il fenomeno del nord est vorrebbe insieme a qualche altro compagno di idiozie,dare o togliere la residenza legato all'aspetto del reddito, rischierebbero anche i poveracci nostrani, ma a parte i soliti funanboli perlopiù padani, in Svizzera si sono superati, da quelle parti accettano stile Principato di Monaco, solo il denaro, con le somme giuste non esiste problema di pelle, anzi arrivassero dei colored blu stile puffi ma col portafoglio gonfio,si aprirebbe il Canton Ticino fino ai confini con la Germania.
La Svizzera ne ha di cadaveri nell'armadio,sin dai tempi della seconda guerra mondiale, peccato che ogni tanto ne aggiunga qualcuno, in questo caso di caduta di stile,dignità e d'interesse molto peloso.
Da quelle parti fa molto freddo, i residenti di Guglielmo Tell trovano imbarazzo nel vedere extracomunitari non in tono col paesaggio,orologi,cioccolato,emmenthal,bei vestiti,banche, sarebbero davvero come una scarpa e uno zoccolo.......
Cosa succederebbe in Italia se un pregiudicato romeno ubriaco investisse sulle strisce una signora italiana con due bambini e la riducesse in fin di vita? La risposta è facile, diverrebbe in un lampo prima notizia su tutti i media e molti sciacalli sarebbero pronti a organizzare fiaccolate, a chiedere mano dura, espulsioni e a fare passeggiate vestiti come Humphrey Bogart. Cosa succede se avviene il contrario? Questa settimana ne abbiamo avuto una ATROCE dimostrazione pratica. E i media italiani ne escono in maniera vergognosa.
La storia, nella sua crudezza, è semplice. Il giorno 20 novembre in pieno giorno, nella città di Roma, la cittadina rumena Marinela Martiniuc, 28 anni, attraversava sulle strisce nei pressi di una scuola. Spingeva una carrozzina con suo figlio Elias di appena quattro mesi e teneva per mano sua nipote Adina di 12 anni.
Sono stati spazzati via da un'auto guidata da un cittadino italiano, in evidente stato di ebbrezza, e appena uscito di galera. Il neonato è stato sbalzato a 20 metri di distanza, la piccola Adina ha avuto multiple lesioni alle gambe. La signora Martiniuc è stata per 24 ore incosciente ed in pericolo di vita. Tutt'ora è ricoverata in condizioni critiche.
Nessun giornale o gr o tg ha ritenuto opportuno diffondere la notizia. Questa è stata diffusa oggi, cinque giorni dopo, solo in una lettera inviata da Anna Maffei, presidente dell'Unione cristiana evangelica battista italiana, pubblicata dal quotidiano Il Manifesto.
da http://www.gennarocarotenuto.it
I media sono in grandissima parte asserviti ai poteri forti e alla politica di riferimento, ora per mascherare altri problemi, alla pubblica opinione s'infonde il più possibile il pericolo riguardante l'ordine pubblico, quindi non si può per certi versi riabilitare il cattivo extracomunitario a danno dell'ubriaco criminale italiano alla guida, la situazione non sarebbe dovuta presentarsi mescolata, o tutti italici o tutti extracomunitari, e avrebbero ricamato ben, bene.
Io per esempio di Cogne, Rignano,ora Perugia non ne posso più, siamo davvero rincoglioniti in modo preoccupante se il pubblico bue in questo caso, segue così diffusamente queste storie continuative in modo ossessivo.

la sfida di ANNAPOLIS, ultima chiamata per la pace

Washington, 26 nov. - Tutto pronto ad Annapolis per l'attesissima Conferenza Internazionale sul Medio Oriente che, preceduta in serata da una cena di lavoro tra i capi-delegazione offerta da George W. Bush, avra' nei lavori ufficiali di domani il suo fulcro. Lo scetticismo non manca, ma si tratta di un'occasione storica. Ulteriori riprove dell'importanza dell'appuntamento nel Maryland, al quale l'Italia partecipera' in quanto membro del G8 e dove sara' rappresentata dal ministro degli Esteri, Massimo d'Alema, sono la palese soddisfazione con cui, futuro del Golan a parte, lo stesso Stato ebraico ha accolto la decisione siriana; e una circostanza inedita: per la prima volta allo stesso tavolo ci saranno Israele e l'Arabia Saudita, Paese-guida nel mondo arabo. Gia' all'indomani della Conferenza prendera' il via la fase finale dei negoziati per un accordo di pace tra israeliani e palestinesi. Tutto, ha detto il negoziatore palestinese Yasser Abed Rabbo, avverra' "con la partecipazione del presidente dell'Anp, Abu Mazen". Si aspetta la presentazione del documento congiunto messo a punto da negoziatori israeliani e palestinesi con cui si aprira' l'appuntamento di domani e che, secondo Rabbo, "stabilira' i punti cardine della Conferenza e le modalita' del negoziato dopo di essa". Nella stesura del documento, ha aggiunto il portavoce del ministero degli Esteri isrealiano, Mark Regev, "sono stati fatti importanti passi avanti". Ehud Olmert e George W. Bush sono fiduciosi: la Conferenza di Annapolis arrivera' li' dove gli altri incontri hanno fallito. I due leader e hanno tenuto a ribadirlo incontrando la stampa alla vigilia dell'atteso appuntamento. "Non vedo l'ora di andare avanti nel nostro dialogo serio con Ehud Olmert e con l'Autorita' palestinese" ha detto il presidente statunitense, "per verificare quali possibilita' ci sono per ottenere la pace. Sono ottimista e so che lo e' anche Olmert". La conferenza di Annapolis, ha aggiunto Olmert, costituisce una svolta rispetto al passato "perche' ci saranno molti partecipanti a quello che speriamo possa essere il trampolino di lancio di un serio processo negoziale tra noi e i palestinesi. Sara' un processo bilaterale, ma il sostegno internazionale e' molto importante". Il primo ministro ha lodato l'impegno profuso da Bush "per arrivare fino a questo punto" e aver fatto si' che israeliani e palestinesi "si sedessero allo stesso tavolo a Gerusalemme a discutere di cosa e' meglio" per i due popoli. (AGI)
Da agi\ web
Ricomincia dall'occasione mancata al Cairo, quando Clinton,Arafat e il presidente israeliano furono ad un passo dalla riappacificazione, domani si riuniscono le parti negli Stati Uniti, esistono molte perplessità, la situazione israelo-palestinese è diventata ancora più complessa rispetto al passato, la testuale dichiarazione dell'organizzazione di Hamas che riporto fedelmente pare che non lasci dubbi.
Ma per Ismail Haniyeh, capo dell'amministrazione di Hamas a Gaza, i negoziati di oggi "sono inutili". "Tenere la conferenza di Annapolis è una perdita di tempo", ha precisato Haniyeh che oggi ha organizzato una contro conferenza a Gaza alla quale hanno partecipato anche altri tre gruppi palestinesi: Jihad Islamica, Comitati di Resistenza Popolare e Fronte Popolare di Liberazione della Palestina- Comando Generale.
Si incontreranno le parti più moderate, se per certi versi si puo' considerare tutto ciò positivo, risulterà comunque monca, per un vero processo di pace integrale chissà quando ci saranno tempi maturi.
In ogni caso meglio un incontro parziale rispetto alla guerra,attentati e vittime dalle rispettive parti.