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charliebrown01

la coperta di linus
31/12/2007

Torino, saggia decisione

Capodanno a lutto
Niente concerto, fuochi d’artificio e brindisi di mezzanotte in piazza Castello
EMANUELA MINUCCI
Non me la sento di organizzare un Capodanno come se si trattasse di un 31 dicembre qualunque. No, bisogna abolire tutto: Torino è una città diversa dalle altre in questo momento».

Ieri alle 21 il sindaco Chiamparino e il cardinale Poletto si sentono al telefono. E, commentando la scomparsa dell’ultima vittima Thyssen, convengono che la festa in piazza non si doveva tenere. «Si sono sentiti più volte e il sindaco è stato molto netto - hanno dichiarato i collaboratori di Chiamparino -: saranno eliminati dal programma tutti i festeggiamenti della serata, dai fuochi d’artificio all’esibizione musicale. Saranno risparmiate soltanto le attività pomeridiane in piazza legate alla manifestazione sul design».

E così Torino si prepara a un Capodanno sottotono, rispettoso della tragedia che stanno vivendo in questo momento i famigliari delle vittime della ThyssenKrupp. Ieri si è aggiunta l’ultima, Giuseppe Demasi di 26 anni, scomparso dopo un’agonia di ventiquattro, lunghissimi giorni. Sono morti tutti quanti gli operai dell’acciaieria. Ecco perché il Comune ha deciso che stasera non si terranno i festeggiamenti in piazza per la notte di San Silvestro: un eloquente segno di lutto accompagnato dall’invito di non esagerare con i festeggiamenti neanche in privato. Festeggiamenti che sarebbero a dir poco fuori luogo.

Il sindaco, che si trova in Patagonia, ha preso la decisione in queste ultime ore e quindi il provvedimento si riferirà alle due manifestazioni pubbliche organizzate dal Comune, la festa in piazza Castello (dove erano previsti intrattenimenti musicali con dj) e i fuochi d’artificio sul Po. La giunta torinese si augura però che si adeguino al clima luttuoso anche associazioni e cittadini privati, per dare un segnale forte del malessere che ha colpito la città, anche in concomitanza con l’ultima morte - la settima, avvenuta ieri pomeriggio - dell’operaio ferito gravemente nella fabbrica durante l’incendio. Non ci saranno feste, dunque, e ieri sera anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha telefonato al sindaco Chiamparino per estendergli le sue condoglianze e comunicargli che dei morti della Thyssen si parlerà anche nel suo discorso di fine anno. E anche questo dà la proporzione di una tragedia che ha scosso l’intero Paese.

Ancora non si conosce la data in cui si terranno i funerali dell’ultima vittima del tragico rogo. Ma il primo cittadino, anche se avrebbe dovuto rimanere fuori Europa fino al 7 gennaio, ha comunque deciso di rientrare anzitempo dal viaggio: «Non voglio mancare all’ultimo saluto a questo ragazzo - ha detto Chiamparino - vedremo come fare per far coincidere i voli e rientrare anticipatamente e essere così vicini anche a questa famiglia».

E oggi, Torino si avvia al brindisi più triste degli ultimi anni. Sarà anche dedicata alle vittime del rogo nell’acciaieria della ThyssenKrupp la marcia della pace del Sermig, che ogni anno da 40 anni la sera del 31 dicembre percorre le vie di Torino con fiaccole e si conclude nell’Arsenale della pace.
Da la stampa web
Oltre la proposta di articolo 21,cioè di spegnere le luci legate alla festività di fine anno,dopo la morte d ieri dell'ultimo ragazzo vittima del lavoro della thyssenkrupp è assolutamente condivisibile, la città, i torinesi non potevano tollerare qualsiasi motivo di felicità,soprattutto in piazza, spero vivamente che tutte queste prese di posizione riescano nel dare un forte segnale per l'inversione di tendenza e che la sicurezza del lavoro sia tra le priorità del nuovo anno.
postato da charliebrown01 alle ore 31/12/2007 15:32 | link | commenti (5)
categorie: 2007
30/12/2007

Morti bianche,molte adesioni nella campagna luci spente

CRESCONO ADESIONI ALLA CAMPAGNA DI ART.21 PER LE MORTI BIANCHE
Luci spente a mezzanotte del 31 dicembre
di Stefano Corradino e Giorgio Santelli
Milleequarantre. Non facciamo in tempo a predisporre un comunicato che già dobbiamo aggiornare il tragico bollettino. Sono le cifre dei morti sul lavoro che Articolo 21 ha registrato nel 2007. Raccogliendo l'appello lanciato da Italo Carones, sindaco di Oriolo Romano (VT) Art.21 ha lanciato la campagna per chiedere che allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre vengano spente le luci delle città italiane per ricordare i morti sul lavoro. Sono già numerosissime le adesioni dei sindaci da ogni parte Italia.".

di Stefano Corradino e Giorgio Santelli

Milleequarantre. Non facciamo in tempo a predisporre un comunicato che già dobbiamo aggiornare il tragico bollettino. Sono le cifre dei morti sul lavoro che Articolo 21 ha registrato nel 2007. Donne e uomini, italiani e stranieri che non festeggeranno più nessun nuovo anno, che non cresceranno, che non vedranno crescere i loro figli, che non vivranno una vita di coppia, che non arriveranno alla pensione, che non produrranno reddito per sé e per la società. Per questo l'associazione raccogliendo l'appello lanciato da Italo Carones, sindaco di Oriolo Romano (VT) ha lanciato una campagna simbolica: allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre vengano spente le luci delle città italiane per ricordare i morti sul lavoro. Un'iniziativa dal valore simbolico, e per questo abbiamo chiesto principalmente a piccole realtà di aderire alla nostra iniziativa, città simbolo del lavoro e che sono state malauguratamente testimoni degli infortuni nei cantieri”.

Numerose le località che hanno aderito, a partire da Oriolo Romano. “L’idea – afferma il sindaco Italo Carones - è nata dalla voglia di esprimere, con questo pur simbolico gesto, un momento di vicinanza alle famiglie delle vittime del lavoro e nello stesso tempo sollecitare un momento di riflessione e di condivisione del dolore tra i nostri concittadini nel momento più alto delle festività natalizie. E siamo contenti che l’associazione Articolo21, prendendo spunto da noi, abbia riproposto l’iniziativa per Capodanno, invitando tutti i comuni italiani a spegnere simbolicamente le luci”. Importanti le altre adesioni: Campello sul Clitunno (PG), "dove - ricorda il sindaco Paolo Pacifici - il 25 novembre 2006, 4 operai morirono a seguito di una tremenda esplosione presso un'impresa per la raffinazione d'olio". Casale Monferrato, comune piemontese con il più alto tasso di morti per eternit; Nuoro il cui sindaco, Mario Demuru Zidda ha ricordato il minuto di silenzio del consiglio comunale per ricordare la tragedia della Thyssenkrupp. Il Comune di Osini e Iglesias, Guspini, Carbonia, tre centri importantissimi nella storia del lavoro minerario della Sardegna. Anche Graziano Milia, presidente della Provincia di Cagliari, uno insediamenti industriali più significativi ha comunicato la sua concreta adesione. E ancora Gubbio, dove i giornalisti hanno sottoscritto una Carta sull'informazione in cui si poneva l'accento sul tema dell'informazione per la prevenzione. Gubbio a mezzanotte spegnerà "l'albero più grande del mondo" realizzato dai maestri alberaglioli, per ricordare le vittime sul lavoro. E poi Ovada (AL), città della pace e della non violenza, il Comune di Orvieto, il Comune di Terni che attraverso il sindaco Paolo Raffaelli ha comunicato che "sarà spenta l'illuminazione pubblica per sollecitare ogni utile azione tesa a fermare una strage che quest'anno ha fatto più di mille morti e che ha colpito anche la nostra realtà territoriale". Il Comune di Gela attraverso il sindaco Rosario Crocetta. Il Comune di Borgo Valsugana in Trentino; il sindaco, Laura Froner, ha annunciato che sarà spento per un minuto l'albero davanti alla piazza del Municipio. La Provincia di Roma: "d'intesa con il presidente e i colleghi della giunta - ha spiegato l'assessore alla Cultura Vincenzo Vita -  aderisce all'iniziativa di Articolo21. Mentre si brinda all'anno nuovo vogliamo anche noi l'attenzione all'amara infelicità delle tragedie del lavoro, un dramma che non dobbiamo rimuovere. Per parte nostra spegneremo per un minuto le luci di Palazzo Valentini, per ricordare tra l'altro che anche la provincia di Roma è stata toccata dagli infortuni sul lavoro".

"La nostra associazione – afferma il portavoce Giuseppe Giulietti – è da tempo impegnata sul fronte della lotta senza quartiere contro quella strage quotidiana che ha preso l’assurdo nome di morti bianche. Articolo21, pertanto, non solo aderisce all’appello lanciato dal sindaco di Oriolo Romano ma ha invitato tutti i propri associati, tutte le associazioni e gli enti locali a individuare i modi e le forme più opportune per accogliere questo appello e per far sì che, a partire dall'iniziativa simbolica del 31 dicembre tutti i giorni dell’anno possano essere contrassegnati da iniziative tese a  contrastare questo fenomeno e a creare una nuova consapevolezza in tutta l’opinione pubblica”. “Proprio in questi giorni – sottolinea Giulietti - stiamo celebrando la ricorrenza del 60° anniversario della nostra Costituzione, il cui primo articolo richiama proprio il valore del lavoro come principio portante dell’Italia repubblicana. Inoltre il 2008 è stato dichiarato l’anno dei diritti umani. Anche per queste ragioni vorremmo che il prossimo sia l’anno di una lotta senza quartiere per la sicurezza del lavoro e il rispetto dei diritti individuali e collettivi, augurandoci che il contatore dei morti di Articolo21 possa conoscere lunghi momenti di inattività, e una netta inversione di tendenza”.

da http://www.articolo21.info/notizia.php?id=5903

Oggi alle 13.30 si è spenta la vita dell'ultimo ragazzo vittima dell'incendio Thyssenkrupp, dopo qualche lumicino di speranza l'aggravarsi delle sue condizioni fisiche non hanno lasciato scampo, sei giovani vite e un capoturno prossimo alla pensione hanno pagato con la vita nella loro professione, fanno parte della tragica statistica impressionante del nostro paese, oltre 1000 vittime l'anno sul lavoro non sono sostenibili da parte d'un paese inserito nell'area europea più evoluta.

L'appello dello spegnimento delle luci nella serata dedicata ai festeggiamenti dell'ultimo dell'anno,seppur simbolico,è un'iniziativa importante per sensibilizzare ulteriormente l'opinione pubblica e di riflesso il mondo politico, imprenditoriale.

Voglio ricordare tutte le vittime,denominate morti bianche, scomparsi per guadagnare la cosiddetta pagnotta,per le vedove e i figli di costoro il dramma continuerà per tutta la loro vita.

Un ricordo dell'altra immane tragedia del luglio scorso a Fossano nello scoppio del mulino, morirono cinque lavoratori anch'essi ustionati.

postato da charliebrown01 alle ore 30/12/2007 22:13 | link | commenti (5)
categorie: lavoro, emergenza
29/12/2007

Nuovamente a proposito di Africa

Il bono, il gallo e il sedativo

 

Bono Vox, straordinario cantante e affermato evasore fiscale, non è solo un uomo capace di equilibrismi vocali ed etici, come coniugare la passione per le cause umanitarie con la proprietà di un giornale per ultraricchi. E' anche un uomo d'onore. Quindi dobbiamo credergli quando sostiene che, sui fondi promessi al Terzo Mondo, i francesi e gli italiani lo hanno imbrogliato. Ma soprattutto dobbiamo credergli quando aggiunge che il governante di uno dei due Paesi, incontrato nei mesi scorsi a Berlino, si sarebbe addormentato mentre il leader degli U2 gli parlava con prosa accorata dei poveri africani.

Purtroppo il signor Bono non intende svelare all'umanità il nome dell'appisolato speciale. Chi sarà dunque l'insensibile che ha osato mettersi a russare davanti a una delle voci più sexy del pianeta? Il francese o l'italiano? Il fisicamente provato Sarkò o Prodi?

La depressa Ségolène o Prodi? Il pensionato Chirac o Prodi? Il testone Zidane o Prodi? La prode Manaudou o Prodi? Il defunto De Gaulle o Prodi? Il Camembert o Prodi? Vercingetorige o Prodi? Ci sentiremmo senz'altro di escludere Prodi. Quando parla con qualcuno, non è mai lui, dei due, quello che si addormenta.

Massimo Gramellini

Da la stampa web

Sicuramente il mortadella nostrano, ha già avuto altre "performance" in questo senso,non ho idea da parte francese ma da una nota diramata stamattina qualcuno dell'esecutivo nostrano ha fatto sapere che gli aiuti al continente africano sono stati inseriti nell'ultima finanziaria e saranno devoluti nel 2008,sperando che nessuno si appisoli.....

Buon anno

postato da charliebrown01 alle ore 29/12/2007 23:28 | link | commenti (6)
categorie: diritti umani, emergenza
28/12/2007

Africa, come si fa in fretta a dimenticarla

IL CANTANTE PROMUOVE LA GERMANIA E BOCCIA PARIGI

BONO ACCUSA L'ITALIA "SULL'AFRICA NON MANTIENE LE PROMESSE"

L'Italia e la Francia non hanno mantenuto nessuna delle loro promesse di aiuti umanitari nei confronti dell'Africa. A formulare questo durissimo giudizio, in un'intervista rilasciata al quotidiano tedesco 'Sueddeutsche Zeitung, e' il cantante Bono, secondo il quale solo il cancelliere Angela Merkel ha tenuto fede agli impegni presi nel corso dell'ultimo vertice del G8 ad Heiligendamm.

"La Germania non ha imbrogliato", spiega il leader degli U2 al giornale, "e lo si puo' constatare nella sua Legge Finanziaria. Ad avere imbrogliato sono stati gli altri, la Francia e l'Italia. Durante un mio incontro con i capi di governo ad Heiligendamm", denuncia il musicista senza peraltro spingersi oltre, "uno di essi si e' addormentato mentre stavo parlando". Alla richiesta di rivelare chi fosse 'l'affaticato leader', Bono si mantiene infatti sul vago: "Nomi non ne faccio", taglia corto. "Forse e' dipeso dal fatto che io sono un tipo noioso, ma la signora Merkel non si e' addormentata. Ha mostrato interesse,  e soprattutto non ha promesso molto e mantenuto poco. Sono stati specialmente gli italiani, invece, a violare tutte le promesse che avevano fatto".

Il cantante annuncia poi che i suoi molti impegni di carattere umanitario non gli impediranno di rituffarsi presto nell'attivita' musicale. "L'anno prossimo tornero' al mio naturale posto di lavoro", anticipa Bono, "e registrero' un altro disco, anche se continuero' a viaggiare molto per conto di Data (l'organizzazione umanitaria per la quale e' attivo, ndr). I miei colleghi degli U2", aggiunge con un pizzico di ironia, "hanno pero' gia' inviato foto del sottoscritto a tutte le stazioni di polizia del mondo, con la richiesta di fermarmi e di rispedirmi subito a casa". (AGI) - Berlino, 28 dic. -

Da agi web

Come evidenzia la cartina geografica, la colonizzazione e l'influenza europea nel continente africano ha una valenza integrale, dichiarare fumosamente aiuti e non vederne traccia denota l'evidente ipocrisia dell'opulento occidente, solo la Germania ha inserito nella propria finanziaria un adeguato finanziamento di risorse, esse non devono limitarsi nell'invio di alimenti,farmaci,etc,etc, bensì organizzare veri e propri progetti di sviluppo dell'economia,solo in questo modo si può lentamente aiutare un continente perennemente in difficoltà, sebbene sia importante l'aver dato la possibilità d'organizzare i futuri campionati di calcio in Sudafrica, tutto ciò non deve distrarre dall'importante manifestazione, il paese in questione ha migliorato nettamente i rapporti razziali grazie a Nelson Mandela, del resto il Sudafrica gode la fortuna di possedere enormi giacimenti minerari,fino a pochi anni fa sfruttatti dalla minoranza dei bianchi,tra le piaghe presenti da combattere, l'aids,la mancanza d'acqua,malattie infettive che fan morire in enorme numero soprattutto l'infanzia, caso a parte il darfur dove da parecchi anni un intero popolo "vive" in condizioni disperate, un genocidio silenzioso in cui non si sono viste azioni risolutive dell'Onu e dello stesso occidente.

Bono leader degli U2 continui la sua missione, le performace discografiche possono aspettare, prendiamo atto dei comportamenti di Italia e Francia, una vergogna per nulla perdonabile.

P.s.

RIPORTO PER GIUSTO DIRITTO DI CRONACA E DI REPLICA,IL GOVERNO ITALIANO E IL MINISTERO DELLE FINANZE HA DICHIARATO CHE GLI INVESTIMENTI "FOR AFRICA" SONO STATI INSERITI E SARANNO DEVOLUTI CON GLI EFFETTI DELL'ULTIMA FINANZIARIA NEL 2008.

SE TUTTO CIO' SARA' VERITIERO, CHIEDO VENIA PER LA PERSONALE POLEMICA TRATTATA SUL MIO SPAZIO.

Charlie

postato da charliebrown01 alle ore 28/12/2007 14:54 | link | commenti
categorie: diritti umani, emergenza
28/12/2007

Il pinocchiesco trend di molte case automobilistiche

Dopo l'inchiesta della Bild, anche Quattroruote scende in campo e dai suoi test
emergono differenze abissali - fino al 47% - fra quelli dichiarati e quelli reali.

Scandalo consumi auto,
quelli veri sono molto più alti.

di VINCENZO BORGOMEO



Nuova "tegola" per le case automobilistiche, proprio nel momento più delicato della trattativa con la Ue in fatto di emissioni: dopo la denuncia di Autobild ora anche Quattroruote stronca il sistema di rilevazione dei consumi denunciando differenze fra quelli reali e quelli dichiarati dal 17 al 47%.

Il nocciolo della questione è sempre, più o meno lo stesso: la (folle) metodologia seguita per i test: la legge - in vigore in ben 50 Paesi - prevede infatti che i consumi per tragitti in città e su strada siano calcolati simulando il viaggio delle macchine su speciali rulli per un tempo complessivo di 1.180 secondi, circa 20 minuti: per 780 secondi si misura il consumo nel percorso urbano, per 400 secondi quello di un viaggio extraurbano; per un tempo massimo di 10 secondi si raggiunge invece la velocità di 120 chilometri orari.

Qualunque automobilista, anche il più sprovveduto, ha già capito che sono condizioni inesistenti. Anche perché le case costruttrici hanno la possibilità di effettuare questi test con aria condizionata spenta e con modelli completamente privi di accessori, quindi in realtà non in vendita.

"Lo scandalo - spiegano a Quattroruote - ha assunto proporzioni endemiche. Scandalo ancora più grande se si pensa che raccontare mezze verità su consumi significa anche farlo sulle emissioni di C02 proprio quando in un numero crescente di nazioni europee ci spingono a cambiare l'auto per comprarne altre meno inquinanti".

In realtà più che "mezze verità", qui siamo difronte a una vera e propria truffa, sia pure autorizzata dalla legge: le differenze fra quanto dichiarato dalle case costruttrici e i test effettuati da Quattroruote sono abissali. Si va dal 17% (diciassette!) di una Toyota Rav4 in su. Numeri impressionanti, che trovano ovviamente riscontro nelle testimonianze dei nostri lettori che, da sempre, lamentano di non riuscire a percorrere i chilometri/litro che la casa promette al momento della presentazione.

Forse, per fare un po' di giustizia, sarebbe bene che tutte le riviste specializzate, i giornali e i siti - a partire proprio da Quattroruote che ha lanciato l'idea - smettessero di riportare i dati dei consumi dichiarati, così come avviene ormai un po' ovunque per quelli della velocità massima. Riportando, se possibile, solo quelli frutti di test e prove su strada. Noi cominciamo da oggi: fra Quattroruote e Auto, solo per citare le due riviste più affidabili in fatto di prove strumentali, c'è solo l'imbarazzo della scelta sui dati da riportare.

Da la repubblica web

Che dire, i furbetti del quartierino sono presenti globalmente,prima dell’acquisto di una qualsiasi vettura,consultare l’affidabile test di Quattroruote, pubblicato nella sua rivista.

“Prevenire è molto meglio d’avere sgradite sorprese”.
postato da charliebrown01 alle ore 28/12/2007 00:09 | link | commenti (2)
categorie: informazione
27/12/2007

Benazir Bhutto,scompare l'unica donna nella difficile democrazia islamica

Pakistan, è morta Benazir Bhutto
L'attacco rivendicato da Al Qaeda



Assassinata Benazir Bhutto
La rivendicazione di al Qaida
Nell'attentato altri 35 morti

La leader dell'opposizione pakistana Benazir Bhutto è morta in ospedale per le ferite riportate in un attentato durante un comizio a Rawalpindi. Un uomo ha prima sparato colpi di pistola e poi si è fatto esplodere. Nell'attentato, rivendicato da al Qaida, sarebbero morte almeno altre 35 persone. L'ex premier era tornata in Pakistan dopo anni di esilio e già al suo ritorno c'era stato un attentato in cui era rimasta illesa. Usa e Russia: «Grande preoccupazione».

A 35 anni è stata la più giovane e la prima donna a diventare capo di governo in un Paese musulmano nell'era moderna con l'impegno di battersi per promuovere i diritti civili. Primo ministro pakistano dal 1988 al 1990 e dal 1993 al 1996, per due volte è stata costretta a dimettersi per scandali di corruzione di cui si è sempre professata innocente. Nel 1999 ha lasciato volontariamente il Paese, per un esilio che dura ormai da otto anni.

Da l'unità web

A settembre quando è tornata nel suo paese,appena giunta ci fu un attentato con un'esplosione molto potente, sfuggì a quel destino ma rimasero esanimi in strada 350 vittime.
Il progetto criminale ha avuto successo oggi,la debolissima democrazia o almeno il surrogato presente non ha saputo difenderla.
Al Qaida ha immediatamente diffuso la notizia del suo coinvolgimento, il consorte della vittima ha invece dichiarato che questo assassinio è opera governativa, pare che la Bhutto fosse in vantaggio,seppur modesto nei sondaggi delle prossime elezioni, ma ormai in forte dubbio e in procinto d'essere rinviate.

Con la morte criminale di oggi,scompare l'unica donna già primo ministro in Pakistan e nella realtà orientale islamica,sapeva di rischiare la vita ma voleva assolutamente partecipare alle prossime elezioni.
postato da charliebrown01 alle ore 27/12/2007 23:25 | link | commenti (2)
categorie: politica
26/12/2007

La grazia a Contrada,nulla di nuovo all'orizzonte

chiedera' incontro a napolitano

BORSELLINO: MOLTO GRAVE IPOTESI GRAZIA A CONTRADA

 Rita Borsellino chiedera' un incontro al capo dello Stato Giorgio Napolitano in merito al dibattito in corso sulla concessione di grazia all'ex dirigente del Sisde, Bruno Contrada. "Ritengo questa ipotesi estremamente grave - dice Borsellino - Contrada e' stato condannato per reati commessi tradendo la sua funzione di servitore dello Stato, quello stesso Stato per cui Giovanni, Paolo e tanti altri rappresentati delle istituzioni hanno consapevolmente dato la vita. Comprendo i sentimenti di pieta' che si possono avere nei confronti di un uomo nelle condizioni di Contrada ma la sua vicenda giudiziaria ha sempre lasciato l'alea del dubbio sul fatto che il dirigente del Sisde abbia detto fino in fondo cio' che sapeva sulle complicita' di parte delle istituzioni con l'organizzazione mafiosa". Conclude Rita Borsellino: "Coloro che si accingono a decidere devono sapere che questo dubbio si riaccendera' anche sul loro operato. Uno Stato deve sapere distinguere e ricordare, altrimenti il rischio, dirompente per uno Paese democratico fondato sulla giustizia, e' che domani possa apparire legittima e dovuta anche la grazia ai boss mafiosi. La mia richiesta al Capo dello Stato - precisa Borsellino - e' da sorella di Paolo ma anche da parlamentare e da cittadina italiana". (AGI) - Palermo, 26 dicembre

Da agi web

Le dichiarazioni di Rita Borsellino sono un urlo struggente,l'ipotesi di grazia verso un personaggio condannato per reati gravissimi, la collusione con la criminalità organizzata da parte di un servitore dello Stato è uno dei peggiori reati,da chi avrebbe dovuto proteggere nel suo operato le istituzioni.

Le sue condizioni di salute possono secondo il mio parere, decidere un ricovero ospedaliero o gli arresti domiciliari, ma non si può con la grazia premiare e assolvere le sue azioni.

Certo che sotto l'albero un pacchetto confezionato con la grazia a Contrada, non me lo sarei mai aspettato.

Sorprendenti le dichiarazioni di Cicchitto,portavoce ufficiale di (fi), il quale appoggia la tesi del guardiasigilli,davvero nulla di nuovo all'orizzonte.

postato da charliebrown01 alle ore 26/12/2007 21:17 | link | commenti (12)
categorie: giustizia
25/12/2007

25-12-2007

Luis Armstrong

What a Wonderful World

 

postato da charliebrown01 alle ore 25/12/2007 10:23 | link | commenti
categorie: 2007
24/12/2007

Da Massimo Gramellini e la sua visione del Natale

Il bene che non muore

 

Da un cattivo esempio potrà mai nascere un buon esempio? La sera di Natale di tanti anni fa, il giovane disoccupato Larry Stewart entrò in una chiesa di Kansas City per chiedere l’elemosina. Tese la mano a una signora ingioiellata che stava pregando Dio con spettacolare fervore. «Torna domani», lo liquidò lei, sprezzante. Larry decise che non avrebbe più chiesto l’elemosina a nessuno ma che l’avrebbe fatta a chiunque, per evitare agli altri l’umiliazione di subire un rifiuto come quello che aveva appena incassato lui. Diventato un piccolo imprenditore televisivo, invece di gettarsi in politica si incollò la barba di Babbo Natale sulla faccia e cominciò a dispensare biglietti da 5 dollari ai miserabili della città. Intanto i suoi affari crebbero e con essi i bigliettoni del Babbo misterioso: da 10 e poi da 100 dollari. Finché un giorno gli trovarono un tumore all’esofago e Larry dovette dare fondo a tutti i risparmi per le cure. Il suo cruccio era di morire senza lasciare nulla. Perciò si svelò in pubblico: ammise di essere il Babbo segreto, implorando chiunque fosse ricco come un tempo lo era stato lui di prendere il suo posto, il prossimo Natale. Il prossimo Natale sarebbe questo. Larry adesso è una foto che sorride su una lapide del camposanto di Kansas City. Ma da alcuni giorni in città c’è un Babbo misterioso che si aggira fra i poveri, distribuendo banconote da 100 dollari. Morale della favola vera: il bene può nascere da un buon esempio come da uno cattivo. Perché la qualità dell’esempio è importante. Ma quella del cuore che lo osserva, di più.

Da la stampa web

Come prendere al balzo questa celebrazione e privarne dell'aspetto consumistico e fondamentalmente ipocrita, della gran rincorsa stressante fino al 25 dicembre.

postato da charliebrown01 alle ore 24/12/2007 16:51 | link | commenti (4)
categorie: societa
23/12/2007

Loredana, ragazza siciliana uccisa dalla pubblica visione generale

Il suicidio preannunciato di Loredana

 

A 16 anni sono molti gli ostacoli che possono sembrare insuperabili, anche vivendo in una condizione protetta e sicura. Se poi c’è un rapporto violento con il padre, una madre forse incapace di affrontare la situazione, una società civile indifferente o addirittura aggressiva verso la “diversità” il risultato rischia di essere drammatico. Proprio come drammatico è stato l’esito della breve vita di Loredana: che era una ragazzo ma si sentiva una donna. Una donna in un corpo sbagliato. Loredana soffriva di un disturbo dell’identità di genere, non riusciva più a stare in quella famiglia che l’aveva abbandonata, forse schernita, e dopo vari rifiuti da parte di centri che avrebbero dovuto ospitarla, era finita in una comunità maschile: 35 ragazzi tra i 15 e i 17 anni. Nessuno la voleva, Loredana. Nessuno, o quasi, ha raccontato della sua drammatica e evitabile morte: impiccata con un foulard pochi giorni fa nella sua stanza della Comunità Alice, nella provincia di Agrigento. Durante una notte in cui la solitudine, il rifiuto, il dolore di non trovare un sostegno l’hanno portata a uccidersi. La morte di Loredana è l’ennesimo episodio in questo Paese che abbandona molti dei suoi figli, per poi piangerli (spesso ipocritamente) e sentenziare la loro seconda condanna a morte: l’ormai inutile domandarsi di chi è la colpa. Inutile perché poi non accade nulla. Perché si continua a votare “secondo coscienza” a favore dell’omofobia, perché si invoca la famiglia tradizionale per umiliare le scelte diverse. Perché la libertà e il rispetto sono solo trite parole e non basta abolire la pena di morte.

da http://bioetiche.blogspot.com/2007/12/il-suicidio-preannunciato-di-loredana.html

 

Grazie a Chiara e il suo blog per aver inserito la drammatica storia di Loredana.

Tramite consultazione google ho trovato questo commento sulla povera ragazza, Loredana, si è tolta la vita dopo varie vicissitudini, in primo luogo una società che non tollera la diversità,la schernisce, se ne vergogna,addirittura iniziando dalla famiglia, proseguendo nelle istituzioni sia locali che a livello nazionale, se la risposta al suo disagio vuol dire inserirla in una comunità di soli ragazzi, tutto ciò è interpretabile come grave mancanza,non solo di sensibilità ma di organizzazione, pare che il pensiero comune verso chi interpreta nella vita una diversa sessualità a prescindere dal registro anagrafico,sia motivo di fastidio,addirittura vengono istituzionalizzate norme omofobiche da parte di movimenti politici riconducibili al potere clericale.

Non solo per questo motivo siamo parecchio arretrati rispetto alla civilissima Europa, presa a modello solo per soluzioni economiche,pensionistiche, ma che non si vada a somigliare nel welfare per esempio, assolutamente non all'altezza rispetto ai paesi citati prima.

Solita tecnica da furbetti del quartierino, sconfinato nei soliti poteri forti e politica compiacente.

Affinchè non si ripetano altre storie come quella della ragazza siciliana,spero che ci siano riforme atte a salvaguardare la vita di chi nasce con delle differenze rispetto alla maggioranza di tutti noi.

postato da charliebrown01 alle ore 23/12/2007 21:58 | link | commenti (6)
categorie: diritti umani, informazione

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