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Gianfranco Fini
Un Presidente della Camera che mette i fila i simboli di riferimento, "La nazione", "il tricolore", "la Libertà", "le istituzioni della Repubblica". E che omaggia il 25 aprile come "festa della Libertà" e il Primo maggio, la festa del Lavoro.
Il primo discorso del neo presidente della camera può essere interpretato positivamente,l'omaggio alle due giornate citate gli fa onore, buon lavoro anche dalle file della sinistra.
"La sinistra non ascolta la gente?
E' la gente a non ascoltare la sinistra"
Ieri avevamo Gandhi, oggi la Santanché». Maurizio Crozza, l'ultimo dei satirici (televisivi), è di nuovo in onda su La7 con Crozza Italia Live (domenica alle 21.30 la terza delle quattro puntate).
Una delle rubriche più riuscite è «Statisti a confronto».
«Vorrei una scuola dove i professori, oltre a insegnarti Dante, ti leggono prima Gandhi e Kennedy, e poi gli statisti di oggi: Calderoli, Borghezio. Il confronto è deprimente. Quando paragoni la Santanché a Gandhi, è chiaro che la gente ride, ma non c'è nulla da ridere. Neanche posso fingere di essere contento perché, in quanto satirico, grazie a Berlusconi avrò materiale per i prossimi 5 anni». Non è contento nemmeno di avere reso celebre il «maanchismo» di Veltroni? «Un'imitazione carica di affetto. Non credo che la sinistra non sappia più ascoltare la gente: è la gente che non vuole più ascoltare la sinistra. Ci sono flussi e riflussi storici: questo è un riflusso, un'era di nichilismo. L'operaio vota Lega perché vuole sicurezza, anche se poi i reati sono diminuiti e le aggressioni le fanno più gli italiani degli extracomunitari. Essere di sinistra significa tolleranza e libertà: valori superati. Gramsci, Bordiga, Togliatti lottavano per togliere povertà e disuguaglianza, oggi si lotta per togliere l'Ici. La gente vuole la cancellazione del bollo auto, mica l'utopia. Non ci sono più i grandi ideali, da Che Guevara siamo passati a Che L'ho Duro».
Si offende se a volte sembra un Beppe Grillo in divenire?
«Beppe è un amico, lo stimo da sempre. E' la persona più simpatica e informata del mondo, anche se ormai il politico ha sovrastato il comico. Io non ce la faccio a essere come lui, fondamentalmente resto un cazzone: posso studiare 12 ore al giorno, telefonare a Travaglio per scoprire nuove cose, denunciare le storture politiche a Ballarò, ma rimango un guitto. Grillo ha sentito inizialmente l'esigenza di parlare osservando gli umori delle persone sull'autobus. Poi non gli è bastato più, ha cominciato a farsi domande più alte, a studiare, a denunciare: ha allargato il campo. Gli invidio la libertà totale, il non dipendere da nessuno».
Significa che Crozza non è libero?
«Significa che anch'io faccio parte del sistema. Tutte le volte che dico in tv "A tra poco", sono frustrato, perché è una mia sconfitta. Sarò pienamente libero quando non dirò più "A tra poco"».
Sta dicendo che abbandonerà la tv, come Grillo?
«Non lo so, ci vuole molta forza. Rispetto ai tempi di Quelli che il calcio ho scelto una dimensione più intima, ma anche dalla Ventura ero un corpo estraneo, facevo tv e al tempo stesso non la facevo. Mi piacerebbe lavorare in una tv senza pubblicità, perché gli spot mentono ed io non vorrei essere correo. E' anche per questo che parlo sempre meno con i giornalisti: per proteggermi dal sistema. E del resto non c'è alcun bisogno di sentire la mia opinione».
[ da la stampa web ]
l'articolo completo http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/spettacoli/200804articoli/32421girata.asp
Come il dilemma storico,è nato prima l'uovo o la gallina,una riflessione del tutto condivisibile questa di Crozza, in questo periodo storico attecchisce una certa idea di società e di politica che ne deriva, non è la realtà quella che conta ma quella che è diffusa mediaticamente, ho ripetutamente accennato ai dati della questura sui crimini degli ultimi anni in questo paese,i quali sono assolutamente in linea con il resto del continente, se non è stata la causa scatenante della debacle della sinistra di questo paese poco ci manca,il rimanente è stato il suicidio politico da parte del personaggio che non pensa minimamente di dare le dovute dimissioni.
Cicli storici, chissà cosa nascerà dopo l'uscita di scena dell'uomo che ha caratterizzato gli ultimi ventanni di questo malconcio stivale,una pseudo monarchia con gli eredi che oltre esser fidanzati ideali dei precari bamboccioni e mancati compratori della compagnia di bandiera,saranno lanciati nel firmamento tracciato dallo statista catodico,plasmatico o lcd se preferite,sarà libera scelta o per la destra ci sarà il vuoto assoluto??
Tutte interpretazioni con le luci del palcoscenico sempre spostate a destra,poichè a sinistra permane una penombra tendente al buio assoluto,incrociamo le dita per qualche candelina nell'intento di ricominciare,

"Ho trent'anni e sono incinta"
Egregio Presidente,
sono incinta. Egregio Presidente, ho quasi trent'anni, ho un lavoro, sono sposata e sono incinta. Egregio Presidente, tra un paio di settimane abortirò!! Nonostante la mia non fosse una gravidanza programmata, l'aver scoperto di essere positiva al test mi ha dato un'emozione bruciante, una felicità incontenibile. L'idea di aver concepito un figlio con l'uomo che amo è qualcosa di così forte ed intimo che è impossibile da spiegare.
Ad ogni modo la mia gioia non ha visto la luce del giorno dopo. Ben presto la ragione, come spesso accade, ha preso il posto del cuore e mi ha schiaffeggiata forte, come si fa per scacciare in un colpo una forte sbronza.
La verità, mio caro Presidente, è che nonostante sia io che mio marito abbiamo un lavoro, un lavoro che ci impegna 6 giorni alla settimana e che abbiamo trovato dopo infiniti "lavoretti" che definire umilianti e sottopagati è dir poco; ebbene dopo tutto ciò, ad oggi le nostre entrate ammontano a circa 1.300 euro al mese.
Per trovare questo lavoro qualche anno fa ho rinunciato a portare a termine la mia carriera universitaria. Nonostante il profitto fosse elevato e la mia media superasse il 29, dissi addio ai miei studi e al mio praticantato da giornalista. Quest'ultima rinuncia fu per me la più dolorosa perché la verità è che, seppur i miei compiti di neofita fossero praticamente identici a quelli di un professionista, non ho mai riscosso neppure un centesimo dal quotidiano locale per il quale scrivevo. Il lavoro era splendido, ma non si può vivere solo di passione.
Purtroppo la vita mi mise di fronte ad una scelta. Mi ero innamorata e desideravo vivere insieme al mio compagno, quindi, o perseguivo la mia ambizione, che mi imponeva però di gravare ancora sulle spalle della mia famiglia, oppure spiccavo il volo e mi rimboccavo le maniche accettando qualsiasi tipo di occupazione che mi garantisse un reddito, dandomi la possibilità di coronare il mio sogno d'amore. Scelsi la seconda strada. Scelsi l'amore! Scelsi l'amore e glielo assicuro, Signor Presidente, non c'è stato un giorno, da allora, in cui io me ne sia pentita!!!
Ora però è diverso...!
Presidente, ora devo scegliere se essere egoista e portare a termine la mia gravidanza, sapendo di non poter garantire al mio piccolo neppure la mera sopravvivenza; oppure andare su quel lettino d' ospedale e lasciare che qualcuno risucchi il mio cuore spezzato dal mio utero sanguinante, dicendo addio a questo figlio che se ne andrà via per sempre!! Non importa se ce ne saranno altri dopo di lui... Il mio bimbo non tornerà più!! Non tornerà mai più!!!! Ma questa è la vita!! Giusto, Signor Presidente???
Si, questa è la vita!!! Qui non c'è nessuno che ti tende una mano, nessuno che ti aiuti quando hai veramente bisogno!! E per favore, mi risparmi banalità del tipo: "Dove si mangia in due, si mangia anche in tre!!".
Mi risparmi la retorica, perché è l'ultima cosa di cui ho bisogno. Sa benissimo anche Lei che se ad oggi, ad esempio, decidessi di adottare un figlio, nessun Ente mi accorderebbe mai il suo consenso. Nessun assistente sociale affiderebbe a me e a mio marito un bambino e questo perché i nostri introiti verrebbero considerati insufficienti al sostentamento di un'altra persona. Nessuno si sentirebbe di condannare quell'assistente sociale per una scelta di questo tipo, giusto?? Egli sarebbe considerato un professionista attento ai bisogni del minore. E allora mi chiedo e chiedo a chiunque sia pronto a dire che non si dovrebbe mai abortire, perché "se c'è l'amore c'è tutto", io chiedo a queste persone: "Ma hanno forse più necessità i bimbi adottivi rispetto a quelli biologici???"
Credo di no, Signor Presidente!! Credo proprio di no!!!!! Comunque è inutile arrovellarsi su dubbi e domande che non troveranno una risposta e che, già lo so, continueranno a tormentarmi e ad attanagliarmi l'anima per sempre!!!
Ma c'è una domanda, mio caro Presidente, a cui vorrei che Lei rispondesse: PERCHE', per il solo fatto di aver avuto la sfortuna di nascere in questo paese, un Paese che detesta i giovani, che ne ha già ucciso sogni e speranze e che ha già dato in pasto ai ratti le ceneri del loro futuro; ebbene perché per il solo fatto di esser nata qui, ho dovuto rinunciare prima alla mia ambizione a crearmi una carriera soddisfacente, e cosa infinitamente più drammatica, sono costretta adesso a rinunciare al mio DIRITTO ad essere MADRE?????????
[ da la repubblica web ]
Una testimonianza che può esser valida per moltissime coppie,l'impossibilità di poter avere una vita nromale, se non è regressione sociale questa,ditemi voi cos'è???

Indovinate chi rappresenta babbo natale???
Alla 'provocazione' replica Jonathan Todd, portavoce del commissario europeo alla Concorrenza, Neelie Kroes. "Se lo stato privatizza o nazionalizza, la cosa non ci riguarda", osserva il funzionario. Insomma, Bruxelles e' "neutra" rispetto al tipo di proprieta'. Tuttavia, non manca di rilevare Todd, in caso di nazionalizzazione, "un problema si pone se le risorse trasferite hanno un valore che supera quello dell'impresa acquistata e vanno al di la' del prezzo normale, ragionevole rispetto al valore di mercato". A precisare meglio il pensiero di Berlusconi e' Gianfranco Fini. L'ipotesi, osserva, "e' che lo Stato possa gestire la societa' ma non la proprieta'". Non boccia in linea di principio l'ipotesi, pur non nascondendo qualche dubbio, il presidente dell'Enac, Vito Riggio. "Le Fs", sostiene, "sono una societa' per azioni e quindi teoricamente potrebbe essere". Ma il trasporto aereo, prosegue, "e' un business estremamente specializzato, che si muove in una dimensione di competizione quasi assoluta. Le compagnie competono veramente e bisogna quindi fare i conti con un settore integralmente aperto".
[ da agi web ]
La voce grossa, non poteva che esprimersi così,condito dall'obolo da parte del tronchetto,lui ci prova sempre con il minimo sforzo controlla aziende da manicomio,vedi Telecom, finita l'epoca dei figli,delle cordate, sempre il tronchetto è un capello d'angelo, Lufthansa è volata in Belgio,Air France se l'è svignata con l'aria che tira, i sindacati gongolano, ci saranno minime vittime a livello occupazionale,la patria è salva. quel microbo di nazionalismo può mettere la mano sul cuore, meglio non accennare a qualche altra parte del corpo,tanto è solo questione di tempo.
Ladies & Gentleman
L'alitalia è nostra, i cosiddetti cavoli amari saranno sempre presenti,quando darete uno sguardo alla busta paga,pensate alla trattenuta virtuale,la quale è assolutamente reale.
Basterà programmare una fiction e tutti vissero felici e paganti!!!

Il comitato olimpico oggi si riunisce per l'ultima decisione sulla partecipazione di Oscar alle Olimpiadi,incrocio le dita per lui nonostante sia contrario concettualmente alla manifestazione del prossimo agosto, personalmente come la maggioranza di tutti voi conosce,il boicottaggio ai giochi olimpici da me intrapreso, non è solo per il Tibet libero ma per le mancanze dei fondamentali diritti dell'uomo in quel paese.
La sua presenza anche se non la potrò vedere, potrà mitigare di pochissimo queste Olimpiadi della vergogna.
S'inaugura la conduttura: energia "pulita" dal sole. E la Cina chiede il progetto
Il gas viaggerà nelle tubature fino agli appartamenti e alle aziende

Domani il presidente della Regione Toscana Claudio Martini berrà un caffè all'idrogeno: moka tradizionale ma scaldata con combustibile pulito e made in Italy invece che con gas russo. Si festeggerà così, ad Arezzo, il battesimo del primo idrogenodotto al mondo che corre in mezzo alle case, tra il supermercato e la fermata dell'autobus, il giornalaio e il bar. Un tubo pieno di energia buona per tutti gli usi: servirà a produrre acqua calda ed elettricità, tepore invernale e fresco estivo. Usando una fonte nostrana e inesauribile come il sole.
A ideare il progetto è stata una piccola cooperativa di trentenni, la Fabbrica del Sole, che ha messo sul piatto 800 mila euro più i 400 mila stanziati dalla Regione Toscana. Per il momento l'idrogeno viene ricavato prevalentemente dal metano, ma entro l'anno sarà al cento per cento pulito grazie ai pannelli fotovoltaici che forniranno l'energia necessaria a scindere le molecole dell'acqua separando l'ossigeno (destinato a usi medici) dall'idrogeno.
I primi beneficiari dell'idrogenodotto saranno quattro aziende orafe (tra cui la Unoaerre, leader mondiale nel settore delle catene d'oro) che da sempre usano l'idrogeno come materia prima per le saldature e l'eliminazione degli ossidi. Ma si stanno ultimando gli accordi per portare l'idrogeno anche nelle case: sostituirà il metano in cucina e fornirà, attraverso una fuel cell, sia elettricità che calore e fresco.
"L'idrogeno viaggia a bassa pressione in un tubo di 10 centimetri di diametro a poco più di un metro di profondità, non ci sono problemi di sicurezza", spiega Emiliano Cecchini, presidente della Fabbrica del Sole. "Per ora abbiamo realizzato un chilometro di condotte ma le potenzialità sono enormi perché in questo modo è possibile distribuire in modo facile ed economico elettricità, calore, carburante per le auto. E infatti l'idea piace. All'inaugurazione offriremo un caffè all'idrogeno anche al consigliere scientifico dell'ambasciata cinese che ci ha chiesto di disegnare un progetto simile per Pujan, una città di 600 mila abitanti vicino a Shangai".
Ma non è solo Pechino a guardare con interesse allo sviluppo dell'idrogeno. Il Giappone ha scommesso su questa tecnologia 20 miliardi di euro nel periodo 2006 - 2012. E il Parlamento europeo ha deciso di realizzare, entro il 2025, una capillare rete infrastrutturale dell'idrogeno.
In Italia, oltre alla Toscana che a Pisa sta mettendo a punto il distretto dell'idrogeno da eolico, si muove con decisione anche la Puglia. Entro un anno entreranno in funzione cinque distributori di idrometano, una miscela formata dal 30 per cento di idrogeno e dal 70 per cento di metano, che potrà essere utilizzato dalle macchine a metano (senza alcuna modifica per quelle vendute negli ultimi 2 o 3 anni). "Estenderemo questo progetto, finanziato con 5 milioni di euro dal ministero dell'Ambiente e dalla Regione Puglia, al rifornimento delle barche", spiega Nicola Conenna, presidente dell'Università dell'idrogeno, con sede a Monopoli. "Le barche a vela potranno utilizzare idrogeno puro per i loro motori ausiliari e per le altre imbarcazioni sarà disponibile l'idrometano".
[ da la repubblica web ]
Quasi impensabile fino a ieri questa novità d'energia pulita per un'intera città, la silenziosa e poco citata Arezzo invece si distingue a livello mondiale per virtuosità di energia rinnovabile,infatti l'idrogeno ricavato in questo momento dal metano, il sistema sarà sostituito dai pannelli fotovoltaici.
Ora non ci resta che "scimmiottare" la cittadina toscana, eccome che si può sognare da questo momento.
Grazie alla cooperazione dei trentenni,DELLA FABBRICA DEL SOLE

La vittoria più significativa è quella di Vicenza: il nuovo sindaco, con il 50,4% dei consensi, è Achille Variati, che ha condotto la sua campagna al fianco del movimento contro l’ampliamento della base americana all’aeroporto Dal Molin.
A Vicenza la sinistra tutta intera,non il pd come affermano molte testate, se doveva essere un referendum sulla base americana tra candidati non c'è storia,ammesso che il candidato del Pd non sia un voltagabbana, il comitato Dal Molin è stato chiaro anche qui a Torino al V2-day,i due candidati sono antitetici sulla costruzione della base.
Se qualcosa può insegnare dopo la catastrofe topo gigio, non è al centro che si deve guardare, quelli sono tutelati dal mediatico e basta,minoranza si ma con gli attributi,lasciamo i cosiddetti entusiasti del messia di arcore galleggiare nel loro brodo,quando finirà la virtuale luna di miele, cambieranno scelta delle crocette in Gabina elettorale.

La catastrofe non poteva che avere l'ultima puntata, mi riferisco all'illuminante topo gigio,ha abbandonato la sinistra rompiballe ed è andato a cercare fortuna nel centro moderato, lo spernacchiamento è stato gigantesco,dopo molti anni torna la destra a Roma, lo avevo previsto che il gigione non avrebbe portato fortuna, ora si è ultimata la verifica, girare pagina al più presto con le sue dimissioni, probabilmente per nulla scontate, ma se vogliono continuare con questo spirito masochista, facciano pure, ormai anche a sinistra si sono svegliati dal torpore,il risultato del day after della sinistra arcobaleno non si ripeterà.
Non voglio girare il coltello nella piaga, ma i ritornelli del se po fa e yes we can, suonano come le campane a morto....
Rifiuti: De Gennaro, a Napoli Ancora 69 Giorni Poi La Catastrofe

(ASCA) - Roma, 28 apr - ''Dal 5 luglio non ci sara' piu' posto per i rifiuti se non partiranno nuovi impianti. L'unica speranza per evitare la catastrofe e' costruire nuove strutture. Presto arrivera' il grande caldo e la 'monnezza' diventera' emergenza sanitaria col rischio di infezioni''. Sono le previsione del quotidiano ''La Repubblica'' che all'emergenza rifiuti in Campania oggi dedica un intero 'dossier'. ''Il commissario Gianni De Gennaro - scrive - ha fatto due conti e ha concluso che 'dal 5 luglio le potenzialita' di smaltimento delle 7.200 tonnellate prodotte giornalmente in Campania saranno inadeguate rispetto al fabbisogno'''. ''Da oggi al 5 luglio - prosegue il giornale - mancano 69 giorni. Soltanto 69 giorni per evitare una nuova crisi urbana che potrebbe non risparmiare a Napoli e alla Campania patologie infettive degne di altri secoli. 69 giorni sono un tempo troppo ridotto per eliminare un sistema che, dall'emergenza, ricava profitti, finanziamenti, occupazione, utili politici. E intorno a questi interessi che presto il neo-presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si scontrera' con il presidente delle Regione Antonio Bassolino''. ''Tra 69 giorni, l'immondizia seppellira' di nuovo le strade dell'area metropolitana tra Napoli e Caserta, i duecento comuni del territorio gia' piu' inquinato d'Europa. I numeri non lasciano spazio alla fiducia in un miracolo. Il 5 luglio saranno sature le discariche e i 'siti provvisori' che fino ad oggi hanno consentito di ospitare, piu' o meno, 700 mila tonnellate di immondizia spazzate via dalle strade. Come saranno in via di esaurimento (a fine luglio) i contratti che hanno permesso di spedire in Germania (piu' o meno) 200 mila tonnellate di rifiuti. Non e' il fantasma di una crisi prossima ventura. E' l'annuncio concretissimo di un'altra crisi, peggiore dell'ultima perche' potrebbe consumarsi a temperature che oscillano tra i 32 e i 36 gradi''.
da http://www.asca.it/home.php
Nelle prossime settimane si percorreranno vie dedite all'emergenza, con robusti spostamenti coatti in altre regioni delle tonnellate di rifiuti, con la celere a proteggere le sicure contestazioni,in un secondo momento l'attuale esecutivo dovrà patteggiare con la criminalità organizzata sullo sblocco della situazione, si dovrà sostituire il ricco osso da rosicchiare in qualche altra forma, non vedo alternative.
L'Italia se la conosci o la eviti o ci patteggi, turandosi tutti gli orifizi se si è particolarmente sensibili.

C’erano una volta le impiraresse che perdevano gli occhi a infilar perline, le filandine che passavano la vita con le mani nell’acqua bollente e le lavandere che battevano i panni curve sui ruscelli sospirando sul bel molinaro.
Ma all’alba del Terzo Millennio, al passo col resto del mondo che produceva ingegneri elettronici e fisici nucleari e scienziati delle fibre ottiche, nacquero finalmente anche in Italia delle nuove figure professionali femminili: le scodellatrici. Cosa fanno? Scodellano. E basta? E basta. Il moderno mestiere, per lo più ancora precario, è nato per riempire un vuoto. Quel vuoto lasciato dalle bidelle che, ai sensi del comma 4 dell’art. 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, assolutamente non possono dare da mangiare ai bambini delle materne. Detta alla romana: «Nun je spetta».
C’è scritto nel protocollo d’intesa coi sindacati. Non toccano a loro le seguenti mansioni: a) ricevimento dei pasti; b) predisposizione del refettorio; c) preparazione dei tavoli per i pasti; d) scodellamento e distribuzione dei pasti; e) pulizia e riordino dei tavoli dopo i pasti; f) lavaggio e riordino delle stoviglie. Scopare il pavimento sì, se proprio quel pidocchioso del direttore didattico non ha preso una ditta di pulizie esterna. Ma scodellare no. Ed ecco che le scuole materne e primarie, dove le bidelle (pardon: «collaboratrici scolastiche») sono passate allo Stato, hanno dovuto inventarsi questo nuovo ruolo. Svolto da persone che, pagate a parte e spesso riunite in cooperative, arrivano nelle scuole alle undici, preparano la tavola ai bambini, scoperchiano i contenitori del cibo, mescolano gli spaghetti già cotti con il ragù e scodellano il tutto nei piatti, assistono gli scolaretti, mettono tutto a posto e se ne vanno. Costo del servizio, Iva compresa, quasi un euro e mezzo a piatto. Mille bambini, 1.500 euro. Costo annuale del servizio in un Comune di media grandezza con duemila scolaretti: 300.000 euro.
Una botta micidiale ai bilanci, per i Municipi: ci compreresti, per fare un esempio, 300 computer. Sulla Riviera del Brenta, tra Padova e Venezia, hanno provato a offrire dei soldi alle bidelle perché si facessero loro carico della cosa. Ottocento euro in più l’anno? «Ah, no, no me toca...». Mille? «Ah, no, no me toca...». Millecinque? «Ah, no, no me toca...». Ma ve lo immaginate qualcosa di simile in America, in Francia, in Gran Bretagna o in Germania? (...) E sempre lì torniamo: chi, se non la politica, quella buona, può guidare al riscatto un Paese ricco di energie, intelligenze, talenti straordinari, ma in declino? Chi, se non il Parlamento, può cambiare le regole che per un verso ingessano l’economia sul fronte delle scodellatrici e per un altro permettono invece agli avventurieri del capitalismo di rapina di muoversi impunemente con la libertà ribalda dei corsari? (...)
Giorgio Napolitano ha ragione: «Coloro che fanno politica concretamente, a qualsiasi schieramento appartengano, devono compiere uno sforzo per comprendere le ragioni della disaffezione, del disincanto verso la politica e per gettare un ponte di comunicazione e di dialogo con le nuove generazioni ». Ma certo questa ricucitura tra il Palazzo e i cittadini, necessaria come l’ossigeno per interrompere la deriva, sarebbe più facile se i partiti avessero tutti insieme cambiato quell’emendamento indecente infilato nell’ultimo decreto «milleproroghe» varato il 23 febbraio 2006 dalla destra berlusconiana, ma apprezzato dalla sinistra. Emendamento in base al quale «in caso di scioglimento anticipato del Senato della Repubblica o della Camera dei Deputati il versamento delle quote annuali dei relativi rimborsi è comunque effettuato». Col risultato che nel 2008, 2009 e 2010 i soldi del finanziamento pubblico ai partiti per la legislatura defunta si sommeranno ai soldi del finanziamento pubblico del 2008, 2009 e 2010 previsto per la legislatura entrante. Così che l’Udeur di Clemente Mastella incasserà complessivamente 2 milioni e 699.701 euro anche se non si è neppure ripresentata alle elezioni. E con l’Udeur continueranno a batter cassa, come se fossero ancora in Parlamento, Rifondazione comunista (20 milioni e 731.171 euro), i Comunisti italiani (3 milioni e 565.470), i Verdi (3 milioni e 164.920). (...)
E sarebbe più facile se i 300 milioni di euro incassati nel 2008 dai partiti sulla base della legge indecorosa che distribuisce ogni anno 50 milioni di rimborsi elettorali per le Regionali (anche quando non ci sono), più 50 per le Europee (anche quando non ci sono), più 50 per le Politiche alla Camera (anche quando non ci sono: quest’anno doppia razione) e più 50 per le Politiche al Senato (doppia razione) non fossero un’enormità in confronto ai contributi dati ai partiti negli altri Paesi occidentali. (...) Certo che ha ragione Napolitano, a mettere in guardia dai rischi dell’antipolitica. Ma cosa dicono i numeri? Che la legge attuale, che nessuno ha voluto cambiare, spinge i partiti a spendere sempre di più, di più, di più. Per la campagna elettorale del ’96 An investì un milione di euro e fu rimborsata con 4, in quella del 2006 ne investì 8 e ne ricevette 64. E così tutti gli altri, dai diessini ai forzisti. Con qualche caso limite come quello di Rifondazione: 2 milioni di spese dichiarate, 34 incassati. Rimborsi per il 2008? C’è da toccar ferro. (...) «Un fantastilione di triliardi di sonanti dollaroni». Ecco a parole cos’hanno tagliato, se vogliamo usare l’unità di misura di Paperon de’ Paperoni, dei costi della politica. A parole, però. Solo a parole. Nella realtà è andata infatti molto diversamente.
E si sono regolati come un anziano giornalista grafomane che stava anni fa al Corriere della Sera e scriveva ogni pezzo come dovesse comporre un tomo del mitico Marin Sanudo, il cronista veneziano che tra i 58 sterminati volumi dei Diarii e i 3 delle Vite dei Dogi e il De origine e tutto il resto, riuscì a riempire l’equivalente attuale di circa 150.000 pagine. Quando il vecchio barone telefonava in direzione per sapere della sua articolessa, il caporedattore sudava freddo: «Tutto bene il mio editoriale, caro?». «Scusi, maestro, dovrebbe tagliare 87 righe». «Togliete gli asterischi». Questo hanno fatto, dal Quirinale alle circoscrizioni, nel divampare delle polemiche sulle spese eccessive dei nostri palazzi, palazzetti e palazzine del potere: hanno tolto gli asterischi. Sperando bastasse spargere dello zucchero a velo per guadagnare un po’ di tempo. Per tener duro finché l’ondata d’indignazione si fosse placata. Per toccare il meno possibile un sistema ormai così impastato di interessi trasversali alla destra e alla sinistra da essere diventato un blocco di granito. (...)
Almeno una porcheria, i cittadini italiani si aspettavano che fosse spazzata via. Almeno quella. E cioè l’abissale differenza di trattamento riservata a chi regala soldi a un partito piuttosto che a un’organizzazione benefica senza fini di lucro. È mai possibile che una regalia al Popolo della Libertà o al Partito democratico, a Enrico Boselli o a Francesco Storace abbia diritto a sconti fiscali fino a 51 volte (cinquantuno!) più alti di una donazione ai bambini leucemici o alle vittime delle carestie africane? Bene: quella leggina infame, che avrebbe dovuto indignare Romano Prodi e Silvio Berlusconi e avrebbe potuto essere cambiata con un tratto di penna, è ancora là. A dispetto delle denunce, dell’indignazione popolare, delle promesse e perfino di una proposta di legge, firmata a destra da Gianni Alemanno e a sinistra da Antonio Di Pietro. Proposta depositata in un cassetto della Camera e lasciata lì ad ammuffire. Ma se non ora, quando?
[ da Corsera web ] Sergio Rizzo Gian Antonio Stella - 1° puntata
Un post lunghino da assorbire,però molto interessante,come dalla base ai presunti vertici della piramide ci siano in questo paese delle storture incomprensibili, leggo qua e là trapelare l'indignazione del mal costume in Italia,dispiace far d'un erba un fascio ma evidentemente i grandi numeri non possono che far riflettere,comunque la si giri dalla classe dirigente al più umile dei lavoratori vige un principio.
Fotti sennò rimani fottuto e dall'arte d'arrangiarsi del dopoguerra,ci si è trasformati in mostruosi esseri egocentrici, dediti al proprio benessere a discapito d'ogni freno inibitorio e senso sociale.
ITALIANI!!!!
La classe dirigente,la famosa casta è il nostro specchio, se gli sputate addosso torna indietro come un boomerang.
Vita vissuta o come si dice REALITY SHOW
Sabato appena passato mio padre insieme a mia figlia si è accasciato per un leggero malore, nelle vie vicino a casa mia,nulla di preoccupante, nonostante siano passate alcune decine di persone, nessuno si è avvicinato per aiutare mia figlia nel far rialzare mio padre o perlomeno per chiedere le condizioni della persona anziana caduta, se questa è l'alba del terzo millennio spero in una rivoluzione sociale,altrimenti non solo l'effetto serra chiuderà per sempre la storia dell'homo sapiens.
Auguri,ne abbiamo tutti necessità