The English version and other languages of this blog is possible click on google translate,the link is at the bottom of right of the page,click on link[traduttore]and dgt http://charliebrown01.splinder.com
TRANSLATE BLOG CHARLIE BROWN 01
american #العربية# #简体中文# Traduire français en Arabic Traduire français en Arabic Traduire français en Croatian Traduire français en Czech Traduire français en danish #	
Nederlands# Traduire français en Finnish #Deutsch# Traduire français en Greek Traduire français en Hindi Google-Translate-English to Japanese BETA #한국어 중국어 간체# Traduire français en Norwegian Traduire français en Polish Traduire français en Portuguese #Romana# Traduire français en Russian #	
Российская бета# Traduire français en Spanish Traduire français en Swedish
+Obtenir ce widget

Preleva

OTHER LANGUAGE TO SELECTED FOR TRANSLATE BLOG CHARLIEBROWN01 IL RICAVATO DELLA PUBBLICITA' SU QUESTO SPAZIO,SARA'DEVOLUTO IN BENEFICENZA

charliebrown01

la coperta di linus
30/06/2008

Nel nome del cuore

RACCOLTA PER IL CIAD

E' dedicata alla realizzazione di due progetti per la costruzione di opere civili a Bitkin, in Ciad, la raccolta fondi della sesta edizione di Nel nome del cuore, iniziativa organizzata dal Sacro Convento di Assisi. Prevedono la costruzione di una scuola ed un dispensario per donne partorienti e bambini malnutriti. Dal 27 giugno all'11 luglio sarà possibile fare le donazioni - spiega un comunicato degli organizzatori - chiamando il numero 48585 (da fisso al costo di 2 euro) oppure inviando un sms allo stesso numero (da mobile e da fisso al costo di 1 euro). Alla campagna di raccolta fondi aderiscono i gestori Telecom Italia, Vodafone, Wind e 3. "Grazie all'aiuto che il pubblico ci ha dato nelle scorse edizioni - ha spiegato padre Vincenzo Coli, custode del Sacro Convento di Assisi - abbiamo realizzato un centro di accoglienza per bambini orfani di guerra e ciechi ad Aduku, un centro di accoglienza per bambini malati di Aids a Moyo nel nord est del Paese, abbiamo sovvenzionato l'ambulatorio a Nyala, e le scuole di Otahsh e Abyei a Nyala. Ma c'é ancora tanto che possiamo fare e voglio ringraziare la Rai per il sostegno che ha dato a Nel Nome del Cuore nel corso di questi sei anni". Nel Nome del Cuore è anche uno spettacolo televisivo che sarà trasmesso in diretta su Rai Uno dalla piazza Inferiore della Basilica di San Francesco ad Assisi il prossimo 11 luglio a partire dalle 21. Sarà condotto da Carlo Conti e parteciperanno, tra gli altri, i Pooh, Massimo Ranieri e Ron.

Nel corso dello spettacolo televisivo sono previsti inoltre interventi da parte di alcuni francescani conventuali che racconteranno la propria esperienza di missionari. La serata, prodotta dal Gruppo Meet è stata realizzata con il sostegno di Telecom Italia, Poste Italiane, Istituto di Credito Sportivo, Banca Popolare di Spoleto. "Nel Nome del Cuore è una grande produzione televisiva - ha aggiunto Alessandro Casali, presidente del Gruppo Meet, che cura l'organizzazione della serata - ma non solo: è la dimostrazione di come sia possibile far incontrare spettacolo, informazione e spiritualità in una trasmissione dedicata al grande pubblico. Per questo voglio ringraziare la Rai che ha reso possibile il progetto e che ha creduto in questa manifestazione sin dal primo momento". "Abbiamo scelto il Ciad - ha concluso Padre Enzo Fortunato responsabile sala stampa Sacro Convento - perché fa parte di quei conflitti dimenticati dai mezzi di comunicazione. La comunità francescana del Sacro Convento, insieme ai partner di questa iniziativa, desidera portare all'attenzione del grande pubblico ciò che è ultimo, ciò che è dimenticato e ha bisogno di aiuto".
[ da ansa web ]
Numero di telefono per aderire.
48585
2 euro ogni chiamata da fisso,1 euro da mobile
Dopo la costruzione dell'ospedale specializzato in cardio-chirurgia da parte di Emergency,accolgo la proposta del Sacro convento di Assisi e ripresa dalla Rai,con un concerto spettacolo l'11 luglio,qualsiasi organizzazione atta a portare dei benefici in qualsiasi parte martoriata del mondo,che sia cattolica,laica o di qualsiasi altro interprete, deve essere promossa. 
postato da charliebrown01 alle ore 30/06/2008 19:04 | link | commenti (2)
categorie: informazione, umanità
29/06/2008

Ben tornato in tv,Gianni Minà

MINA': TORNO IN RAI CON BLITZ

Assente dagli schermi Rai da oltre dieci anni, Gianni Minà torna su Raitre - da martedì primo luglio alle 23:30 - con una rilettura dello storico Blitz, il programma che con un linguaggio innovativo, collegamenti esterni e ospiti del calibro di Federico Fellini, Eduardo De Filippo, Mohammed Alì, Robert De Niro, Jane Fonda, Gabriel Garcia Marquez, rappresentò su Raidue tra il 1981 e il 1984 l'alternativa 'trasgressiva' alla Domenica in di Pippo Baudo. La stagione dei Blitz è il titolo del progetto, firmato da Minà con Rita Tedesco, che riproporrà in dieci serate alcune delle puntate più interessanti, divertenti e singolari di allora, a venticinque anni di distanza dalla prima (e finora unica) messa in onda.

"Blitz - ricorda Minà, che ha appena festeggiato i 70 anni e i 50 di carriera - fu una trasmissione davvero innovativa per l'intrattenimento, sia per il livello degli ospiti, sia per i modi nei quali li abbiamo raccontati, usando tutte le forme di comunicazione possibili, dalle sequenze di film alle esibizioni in studio, dalle riprese in teatro alle canzoni, alle arie liriche, ai collegamenti esterni. Alla puntata sulla danza, che ospitava in studio Carla Fracci, Luciana Savignano e Elisabetta Terabust, oltre a Heather Parisi, fecero da contrappunto Antonio Gades e la sua compagnia di flamenco collegati da Parigi e Luis Falco, uno dei grandi innovatori del ballo moderno, in diretta dal terrazzo di un grattacielo di New York". Il giornalista cita anche con emozione "quella puntata in cui negli studi accanto al nostro, a Cinecittà, c'erano da una parte Fellini e Giuletta Masina che giravano E la nave va, dall'altra Sergio Leone che girava C'era una volta in America con Robert De Niro, che recitò in diretta per noi".

Da anni Minà si batteva perché questo materiale non andasse perduto: "I programmi in diretta vengono registrati dalla struttura Impianti Speciali, perché restino a disposizione in caso di contestazioni. Ma se non vengono trasferite alla cineteca, le videocassette rischiano di deteriorarsi. Sono passati più di 25 anni, ma il direttore di Raitre Paolo Ruffini ha raccolto il mio invito e mi ha messo a disposizione uno spazio di 50 minuti, nei quali proveremo a lasciare intatto lo spirito della trasmissione". Il ritorno di Blitz coincide con quello di Minà sugli schermi della tv pubblica: "Sono stato epurato e non so ancora perché: la decisione fu presa dall'allora presidente Letizia Moratti nel 1994, ma fu poi ribadita dai cda di centrosinistra. Ma la soddisfazione è che in questi anni ho ottenuto i più grandi successi della mia vita: ho vinto il festival di Montreal nel 2004 con il documentario In viaggio con Che Guevara, il premio alla carriera a Berlino nel 2007 per la collezione di documentari Memorie cubane, con la celebre intervista a Fidel Castro, e ho battuto i record di vendita di dvd in Italia con la raccolta Non sarò mai un uomo comune, dedicata a Maradona, che ha venduto 1 milione e 400 mila copie". Ma l'amaro in bocca resta: "In Rai ho lavorato più di quarant'anni - dice ancora Minà - ed è singolare che ci torni con questa operazione, ridare vita a Blitz".

La prima puntata de La stagione dei Blitz sarà ricavata dalla prima parte della storia di Vittorio Gassman, che il 22 novembre 1981 inaugurò il percorso di Blitz. Gassman pretese la presenza in studio del figlio Jacopo, che allora aveva tre anni, di alcuni compagni della squadra di basket nella quale aveva militato da giovane e di Nino Benvenuti e Tiberio Mitri (suo compagno nel film La grande guerra di Mario Monicelli) con i quali commentò il mondiale dei pesi leggeri fra Elizondo e Alexis Arguello. "Un futuro in Rai? Non ne abbiamo parlato", conclude Minà. "Ma in questi anni ho imparato che la cosa più importante è essere padroni assoluti del proprio lavoro".

[ da ansa web ]

Il suo blog http://www.giannimina.it/

Dieci anni passati al confino,perlomeno dal punto di vista televisivo,a breve seppur quasi in terza serata,Gianni Minà ritorna con la trasmissione Blitz,una rivisitazione dell'interessante esperienza degli anni 80,esordire con Vittorio Gassman e la sua storia artistica,penso che sia molto interessante,anche perchè dalla sua scomparsa non mi pare che sia stato ricordato come si conviene,tenendo conto l'importanza dell'artista.

Se avete problemi d'orario,considerando l'ora tarda,potreste fare come me,impostare il timer del Vhs o del più evoluto Dvd recorder,non saranno banali registrazioni,anzi,per cosa passa il palinsesto televisivo non solo nella stagione estiva.....

Buona visione

postato da charliebrown01 alle ore 29/06/2008 15:29 | link | commenti (6)
categorie: informazione
27/06/2008

Tunguska,100 anni fa l'apocalisse ancora oggi misteriosa

 
Alan Parsons-video the misteriuos of Tunguska
 
 
 
Possibile difese da eventuali collisioni con asteroidi

Che un secolo fa, in piena Siberia, si sia verificata un’esplosione equivalente a mille bombe nucleari di tipo Hiroshima, e che quel remoto fenomeno rimanga ancora un problema insoluto, malgrado decine di esplorazioni e ricerche, è uno smacco per la moderna ricerca scientifica. Ma proprio questa è la storia della misteriosa esplosione di Tunguska, che il 30 giugno 2008 compie esattamente 100 anni: tante supposizioni, tanti tenui indizi, e ancora nessuna ipotesi definitivamente provata. Caduta di una cometa o di un asteroide? Esplosione di una bolla naturale di gas metano? Oppure, per scivolare sul fantascientifico, collisione fra il nostro pianeta e un grumo di antimateria? O lo schianto di un’astronave aliena? Sul caso Tunguska, negli ultimi anni, se ne sono lette di tutti i colori, da credibili ipotesi pubblicate su qualificate riviste scientifiche, ad articoli e libri di fiction privi di qualunque fondamento. Il centennale del mistero della Tunguska, ancora oggi irrisolto, merita un’attenta ricostruzione dei fatti.

ACCECANTE COME UN SOLE - Il 30 giugno 1908 alle 7,14 del mattino, quando sull'altopiano siberiano è giorno affermato, appare un oggetto simile a un disco solare, con una luminosità ancora più accecante del Sole. Sfreccia da Sud-Est a Nord-Ovest, riempiendo il cielo di bagliori intermittenti blu e bianchi e lasciandosi dietro una scia di fuoco e fumo. Fende l'aria con un sibilo, poi piega verso il suolo e inonda l'orizzonte di un rosso cupo, prima di scomparire con un sordo boato. Alcuni riferiscono di aver visto distintamente il disco luminoso, contornato da tutti i suoi fenomeni accessori; altri lo percepiscono soltanto indirettamente, come un lampo, una colonna di fumo, un tremendo tuono che fa vibrare l'aria e il terreno. L’oggetto sembra cadere in una zona disabitata, immediatamente a Nord di un corso d'acqua riportato in tutte le carte geografiche, Tunguska, uno di quei grandi fiumi che dalle alture orientali si tuffano nel bassopiano siberiano a ingrossare le acque dello Jenisej. Il paesaggio è quello tipico dell'altopiano siberiano: catene montuose e vallate che si succedono monotone, ricoperte dalla taiga, la fitta foresta di conifere secolari. Tutto attorno, una complessa rete fluviale, punteggiata da paludi malsane. La zona, d’inverno, è il regno delle nevi e dei ghiacci, con temperature che scendono oltre i 50°C sotto lo zero. In quella regione, che ai primi del secolo era in gran parte inaccessibile e in parte abitata da popolazioni di cacciatori nomadi, l'oggetto non identificato sceglie una depressione naturale per scatenare tutta la forza del suo impatto: una conca circondata da colline e montagne e ricoperta da alte conifere. Le esatte coordinate geografiche, determinate 19 anni dopo il fatto, sono 60° 53’ 09” di latitudine Nord; 101° 53’ 40” di longitudine Est.

LA FORESTA CARBONIZZATA - Il disastro è di vastissime proporzioni: circa 2mila km quadrati di foresta bruciata e devastata, migliaia di animali abbattuti e, stando alle testimonianze locali, molti cacciatori e abitanti di povere capanne feriti e ustionati; ma, a quanto sembra, nessun morto. Ancora oggi, a testimonianza di quel cataclisma, resistono centinaia di tronchi di alberi abbattuti e carbonizzati, a indicare con il loro orientamento gli effetti dell’onda d’urto. I fenomeni luminosi sono avvertiti entro un raggio di 600-700 km; quelli acustici uditi fino a mille km di distanza. Per dare un'idea della portata del fenomeno, se fosse accaduto a Roma, sarebbe stato visto da un capo all'altro della penisola e udito da Francoforte a Tripoli, da Barcellona a Belgrado. Il mondo è e rimarrà per parecchio tempo inconsapevole dell'evento, ma i sensibili pennini dei sismografi e dei barografi dell'Europa intera registrano l'accaduto che è interpretato come uno dei tanti terremoti lontani. Molti anni più tardi, saranno gli studi comparativi delle registrazioni sismiche e barometriche, a permettere di calcolare la potenza scatenata dall'esplosione della Tunguska che fu di circa 13 mila kilotoni, equivalente cioè a un migliaio di bombe come quella sganciata su Hiroshima. Le notti successive un altro e più appariscente fenomeno s’impone alle popolazioni europee e asiatiche delle alte latitudini: molte ore dopo il tramonto del Sole persiste una luminosità crepuscolare di straordinaria intensità. I giornali parlano di «fantasmagorici bagliori notturni» e gli astronomi spiegano che, probabilmente, si tratta di aurore boreali connesse all'attività del Sole.

IL CRATERE CHE NON C’E’ - Trascorso il turbine della prima guerra mondiale e della rivoluzione bolscevica, bisognerà aspettare il 1921 perché un ricercatore del Museo di Mineralogia di Petrograd, Leonid A. Kulik, incuriosito dai ritagli ormai ingialliti dei giornali del 1908, decida di compiere il primo sopralluogo nella zona del disastro. Si reca, innanzitutto, nei centri più popolosi ai margini dell'area colpita, alla ricerca di testimoni oculari, e raccoglie una grande quantità di prove. Riesce a ricostruire la traiettoria del corpo, pensa che si tratti di un grosso meteorite che cadendo a terra ha scavato un cratere e ritiene di poterlo scoprire, recuperando anche i frammenti del presunto corpo celeste. Per aver successo nell'impresa occorre una spedizione ben organizzata, in grado di penetrare tra le foreste e le montagne che circondano il luogo dell'impatto. Kulik impiegherà sei anni per convincere i membri dell'Accademia Sovietica delle Scienze a finanziare l'impresa. Ma la ricognizione non dà i risultati sperati: dopo mille fatiche e difficoltà, lo studioso non trova ne’ il cratere, ne’ i frammenti del meteorite.

COMETA O ASTEROIDE? - Per superare queste contraddizioni, comincia a farsi strada un'idea, avanzata nel 1930 dall'inglese J. W. Whipple, che identifica l'oggetto con il nucleo di una piccola cometa avente circa 40 m di diametro, una stima che sarà poi rivalutata da alcuni astronomi favorevoli a questa ipotesi. Un nucleo cometario, ragiona Whipple, penetrando ad alta velocità nell'atmosfera, può dare luogo a un'onda d'urto e a un'esplosione distruttive e, nello stesso tempo, a causa della sua bassa densità e della sua struttura a conglomerato di ghiacci e polveri, può disintegrarsi completamente, disperdendo una grande quantità di piccoli grani solidi. Si spiegherebbero in questo modo il fenomeno delle notti lucenti, il mancato ritrovamento di grossi frammenti meteoritici e l'assenza di crateri da impatto. Questa, ancora oggi, è l’ipotesi sostenuta da molti scienziati russi. Quelli occidentali, invece, propendono per un piccolo asteroide, anche questo esploso e vaporizzato in aria, tra 5 e 10 km d’altezza, che avrebbe lasciato al suolo soltanto tracce microscopiche.


IL MISTERO IN FONDO AL LAGO - La Tunguska ha attratto l’attenzione anche di un gruppo di studiosi italiani coordinato dal professor Giuseppe Longo, un fisico dell’Università di Bologna. Essi, dopo sopralluoghi e analisi, pensano di avere individuato in un piccolo laghetto denominato Cheko, il cratere scavato da uno dei frammenti del presunto asteroide. L’ipotesi, avanzata in un articolo sulla rivista scientifica Terra Nova (agosto 2007), non è condivisa da altri esperti e richiederà ulteriori esplorazioni sul fondo del lago, alla ricerca di eventuali frammenti del corpo celeste, per essere provata. Fra le ipotesi più stravaganti ne esistono due che tuttavia si basano su studi scientifici qualificati. La prima, elaborata da Willard Libby, lo scopritore della tecnica di datazione col carbonio 14, si basa proprio sull’abbondanza di questo isotopo riscontrata negli anelli di accrescimento degli alberi subito dopo il fenomeno: fatto che viene attribuito alle conseguenze di una possibile annichilazione fra la materia terrestre un blocco di antimateria spaziale venuto a contatto con l’alta atmosfera. La seconda ipotesi esotica, avanzata da un gruppo di fisici dell’Università del Texas, riconduce i fenomeni descritti in Siberia nel 1908 allo scontro fra il nostro pianeta e un mini buco nero, come quelli la cui esistenza è stata postulata dall’astrofisico Stephen Hawking. Il centenario della Tunguska sarà celebrato anche su internet, il 28 giugno 2008 alle ore 22, con una diretta web interattiva tenuta dall’astronomo Gianluca  Masi sul sito www.coelum.com

Filmati da ricerca web-articolo da corsera

L'articolo è da brividi,ma 100 anni fa s'è verificato questo gigantesco fenomeno,la fortuna fu che la zona fosse praticamente disabitata,riuscire a fare luce su questo episodio con le tecnologie odierne è possibile,perlomeno potrebbe servire in futuro,visto e considerato che il 2036 non è poi così distante!!!

postato da charliebrown01 alle ore 27/06/2008 22:35 | link | commenti (3)
categorie: informazione
27/06/2008

Carlin Petrini,come un pesce fuor d'acqua tra i saccenti sapienti

"Non vogliamo Carlin Petrini
in cattedra"

Rivolta dei prof all’ateneo di Torino: “La sua nomina è un vero insulto”

Un abuso». «Un’e-normità». «Un insulto». All’Università degli studi di Torino c’è una feroce levata di scudi contro la decisione della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali di chiamare in cattedra «per chiara fama» il guru di Slow Food, Carlin Petrini.

Pochi giorni fa i docenti hanno attivato la procedura che gli consentirebbe di evitare anni di concorsi, e di essere subito incoronato professore ordinario: il più alto grado degli universitari. Insegnerà «sociologia dell’ambiente e del territorio». La procedura è eccezionale, occorreranno anche i sì di Senato Accademico, Cun e ministero. Ma già al primo gradino dell’iter è scoppiata la guerra. Tra gli umanisti s’è levato un coro di voci indignate. Uno dei cattedratici più noti della facoltà di Lettere, Giuseppe Ricuperati, ha scritto una lettera durissima, che ha fatto il giro dell’ateneo.

Riconosce «al signor Carlo Petrini d’aver fondato un’iniziativa meritoria sul piano nazionale e internazionale». Però «non ha niente a che fare con la sociologia». Parla di «abuso del meccanismo della chiara fama, nato per riportare in Italia grandi studiosi e usato in modo disinvolto e sconcertante». Una prassi «più grave dell’abuso di lauree ad honorem», compiuta «nel più profondo disprezzo della verifica delle competenze».

Levata di scudi
Immediate le adesioni di molti colleghi, dal geografo Paola Sereno al semiologo Ugo Volli, con una forte reazione soprattutto dei sociologi.
Il direttore del dipartimento di Scienze sociali Adriana Luciano parla di «troppi atenei che si fanno belli con le penne di pavone altrui: credono, chiamando persone famose in cattedra o attribuendo loro lauree ad honorem, di avere e di dare lustro e lustrini, mentre si sviliscono, se non pongono in cima alle priorità le competenze». Si associano a Ricuperati anche Arnaldo Bagnasco e Sergio Scamuzzi, per il quale «le cattedre comportano responsabilità didattiche e scientifiche: al più, si dia una laurea ad honorem».

Chiara Saraceno parla di un «fortissimo sgarbo istituzionale». Insiste: «Ai concorsi Petrini esaminerà i sociologi, anche se di sociologia non sa nulla. Come si permettono, i colleghi di Scienze, di far diventare qualcuno sociologo? Noi attribuiamo forse il titolo di fisico?» «La sociologia è una scienza - chiosa Franco Garelli - sono perplesso».

La parodia
Tra i professori c’è anche chi la butta in parodia. Circola in ateneo una falsa lettera in cui il rettore (che avrebbe perorato la causa Petrini) raccomanda al preside di Scienze, Alberto Conte, di chiamare «come cervello migrato» Carla Bruni. Dal canto suo, Conte difende gli scienziati: «I sociologi rispettino la nostra autonomia, e Petrini è competente, coperto di lauree ad honorem e riconoscimenti. Intendiamo aprirci a nuovi saperi, ma la nostra è solo una proposta: deciderà il Cun».
Intanto sull’intronizzazione di «Carlin» fioccano le dietrologie. Come la presunta volontà di portare nell’orbita della Statale torinese l’ateneo di Pollenzo, creato proprio da Petrini. Di certo il prorettore, Sergio Roda, bacchetta i colleghi: «Non mi scandalizza questa chiamata in cattedra, ma la supponenza di chi crede d’avere il monopolio del sapere».
Quanto a Petrini, si tiene alla larga dalla polemica: «Per ora, manterrò un rispettoso silenzio».

[ da la stampa web ]

Sicuramente può apparire a tutti una forzatura,ma sarà effettiva volontà di rispetto delle regole,ovvero per insegnare tocca avere i giusti requisiti,oppure da fastidio questo personaggio,il quale potrebbe riuscire dove gli accademici non potranno mai arrivare.

La filosofia slow food è una laurea ad honoris causa,ed essendo Carlin Petrini il principale interprete,una deroga nell'insegnare alle nuove generazioni l'esperienza vissuta, da parte dell'illuminante personaggio sarebbe come dire,tutto fieno in cascina per gli studenti,se al contrario per le effettive impossibilità tecniche ed ostacoli da parte dei baroni cattedratici, non si potrà effettuare la nomina,pazienza,sarà un enorme occasione mancata.

postato da charliebrown01 alle ore 27/06/2008 18:52 | link | commenti
categorie: cultura
26/06/2008

Massimo Gramellini,no cultura,no party

Cinema Paradiso

La scure di Tremonti ha tagliato gli incentivi fiscali per il cinema. Non si tratta dei finanziamenti pubblici con cui durante gli anni delle vacche grasse (e rosse) sono stati sovvenzionati centinaia di film inutili, ideologici o inutilmente ideologici, che non attiravano in sala nemmeno la cassiera e l’addetto ai popcorn. Gli incentivi fiscali sono il classico meccanismo liberista che premia chi rischia e investe, anziché i soliti parassiti. Purtroppo il governo si sta adeguando ai Comuni nella più scellerata e castrante delle politiche. E’ comprensibile che in un momento di crisi il primo ramo a essere segato sia la cultura. Ma è comprensibile ovunque, tranne che in Italia. Perché la cultura, di cui fanno parte il turismo e lo spettacolo, è il solo petrolio che abbiamo. L’unica ricchezza che ci distingue. Un'Italia senza cinema e teatro forti, senza musei ricchi, senza siti archeologici accoglienti, senza monti e litorali puliti, senza investimenti nel talento creativo perde ogni attrattiva agli occhi del mondo e si riduce alla sua dimensione economica di Cina d'Europa - terra di copioni e di paghe basse - ormai del tutto anacronistica da quando in scena ha fatto irruzione la Cina vera.

Difendere le ragioni superiori della cultura è una battaglia di minoranza. Tanta gente sta male, ovvio che preferisca ridurre i festival che i ticket ospedalieri. Ma dei governanti autorevoli devono sapere anche infischiarsene, ogni tanto, delle maggioranze. E pensare al futuro del loro Paese e non solo a un meschino, sempre più meschino, presente.

[ da la stampa web ] articolo di Massimo Gramellini

La possiamo considerare un'ulteriore conferma dell'impoverimento del paese,tra l'altro su base continentale,purtroppo ne risentiamo di più noi rispetto all'Europa poichè siamo sempre stati deboli, forse ancor più preoccupante rispetto alla realtà spagnola e per certi versi anche di quella greca,le loro economie erano ambedue dietro di noi, in questo momento contingente una ci ha superato alla grande e l'altra sta per farlo,diamo la mano ai portoghesi per consolarci.

Ora per affrontare il momento negativissimo si tagliano fondi al cinema d'autore, chiunque produca film da questo momento in poi,lo dovrà fare badando esclusivamente al botteghino,inutile sottolineare come risulterà alquanto scadente la nostra industria cinematografica,da una testimonianza d'un reportage di Anno zero,la Francia destina investimenti considerevoli alle produzioni ed ai registi autonomi,naturalmente con un certo criterio se considerati di valore,tutto ciò aiuta nel far crescere professionisti del settore.

Ormai si bada al sodo,ma sono testimonianze d'un paese alla deriva,dove per esempio chi dovrebbe governare per servire il paese,si appella alla giustizia come la metastasi della democrazia,anche se al pettine il re del marketing riesce a togliere parecchi denti,i nodi almeno come indagini e rinvii a giudizio,vengono assolutamente alla luce.

postato da charliebrown01 alle ore 26/06/2008 22:48 | link | commenti (3)
categorie: economia
25/06/2008

Europa 7,la storia infinita dei diritti mancati


La vicenda Europa 7

Nel luglio 1999, Europa 7 ottiene dallo Stato Italiano la concessione per una rete nazionale, ma il Governo D’Alema non le assegna le frequenze per iniziare a trasmettere, alla stessa data Retequattro non ottiene la concessione.
Dall’aprile 2000 al giugno 2001 il Governo Amato si disinteressa completamente della vicenda di Europa 7, permettendo in questo modo a Retequattro di continuare a trasmettere senza concessione.
Nel novembre del 2002 la Corte Costituzionale con la sentenza n. 466 stabilisce che Retequattro deve dismettere definitivamente le trasmissioni terrestri entro il 31 dicembre 2003.
Il 24 dicembre 2003 Silvio Berlusconi firma un decreto legge (“salva Retequattro”) per superare tale termine, il Presidente Ciampi firma il decreto nonostante quest’ultimo impedisca l’attuazione della sentenza della Corte Costituzionale.
Il Governo Berlusconi nell’aprile del 2004 approva la legge Gasparri, la quale infischiandosene della sentenza della Corte, consente a Retequattro di continuare a trasmettere nonostante non abbia la concessione, mentre Europa 7 viene esclusa ancora una volta.
Il Parlamento Europeo nel maggio del 2004 approva una risoluzione nella quale esprime preoccupazione che l’anomalia italiana si propaghi ad altri paesi dell’Unione, ed invita la Commissione Europea ad assumersi le sue responsabilità.
Il Consiglio d’Europa composto da 45 Paesi, approva nel giugno del 2004 una risoluzione che deplora l’esclusione di un potenziale operatore televisivo, Europa 7, vincitore della gara pubblica per la diffusione televisiva sulle frequenze occupate da Retequattro del Gruppo Mediaset.
Il 19 luglio 2005 il Consiglio di Stato, con un dispositivo di ben 61 pagine, riconosce tutti i diritti e le ragioni di Europa 7 e invia alla Corte di Giustizia n. 10 quesiti nei quali ravvisa che la Gasparri e il decreto legge Berlusconi non rispettano le direttive Europee.
Il 19 luglio 2006 la Commissione Europea DG Concorrenza mette in mora l’Italia per la legge Gasparri, poiché non rispetta le direttive Europee.
Il 13 settembre 2006 il ministro Gentiloni risponde alla Commissione Europea DG Concorrenza riconoscendo il non rispetto delle direttive Europee della legge Gasparri e si impegna a correggerla.
Il 12 ottobre 2006 il Governo Prodi approva il disegno di legge Gentiloni che, non solo non risolve il problema Europa 7, ma non ne riconosce nemmeno i diritti e non rispetta la sentenza della Corte Costituzionale.
Il 30 novembre 2006 di fronte alla Corte di Giustizia Europea, il Governo Prodi, tramite l’avvocatura dello Stato, fa propria la posizione del Governo Berlusconi e difende addirittura la legge Gasparri.
Ben quattro Governi, quindi, non hanno voluto e non vogliono riconoscere ad Europa 7 il diritto a trasmettere.
Il 19 luglio 2007 di nuovo la Commissione Europea DG Concorrenza dichiara l’infrazione dell’Italia a causa della legge Gasparri e denuncia che quest’ultima ha avvantaggiato Retequattro a danno di Europa 7.
La Commissione dà un termine di due mesi al Governo Prodi per provvedere.
Il 31 gennaio 2008 la Corte di Giustizia Europea stabilisce che i regimi transitori susseguitisi con la legge Maccanico, il decreto legge “salva Retequattro” e la legge Gasparri non rispettano le direttive europee e che, quindi, il lungo periodo transitorio di cui ha beneficiato Retequattro è illegittimo e, riconosce ad Europa 7 il diritto ad avere le frequenze per trasmettere.
In data 6 maggio 2008 ha avuto luogo l’udienza presso il Consiglio di Stato in merito alla disapplicazione della legge Gasparri a seguito della sentenza della Corte di Giustizia Europea.
L’Avvocato dello Stato ha difeso di nuovo la legge Gasparri e Retequattro, nonostante la sentenza della Corte, ed ha presentato una memoria in larga parte identica a quella di Mediaset.
Europa 7 continua la battaglia per il suo diritto ad esistere e per il pluralismo dell’informazione nel nostro Paese.

http://www.europa7.it/

Intanto non ci resta che sognare l'alternativa a Rete 4, così come l'ha studiata il suo creatore:


[...] che tv sogna Francesco Di Stefano? [...] «In questo momento storico la parola chiave è informazione, il valore aggiunto di un editore puro. Avere la libertà di presentare i fatti senza i lacci della politica paga moltissimo in termini di ascolto, fino al 30% in più rispetto a una tv che non lo fa». Di Stefano ha già in mente la sua squadra ideale ed è certo che la campagna acquisti non sarà difficile: Santoro, Gabbanelli, Luttazzi, Travaglio, Beha, Massimo Fini, i fratelli Guzzanti, Crozza, Paolo Rossi sono alcuni dei nomi che vorrebbe veder targati Europa 7. Tutti «rivoluzionari» che, secondo lui, adesso sono talenti sprecati: «con maggior libertà di azione Santoro e Gabbanelli potrebbero fare e rendere molto di più», assicura da bravo imprenditore. [...] Niente Fede, niente Vespa ma tanta informazione, arricchita in seconda serata di una buona dose di satira, «una parte importante dell’informazione che in Italia è praticamente scomparsa», continua Di Stefano . “Ci sono veri e propri geni in Italia che non fanno nulla da anni, Corrado Guzzanti per primo. Mettere insieme questi personaggi e fare una striscia di mezz’ora cinque volte a settimana, seguita da programmi di approfondimento darebbe una caratterizzazione molto importante a questa tv nonché ascolti altrettanto importanti”. [...] Alla domanda su quale trasmissione satirica metterebbe al posto del tg di Fede, Di Stefano dà una risposta ovvia: “un vero tg”. L’imprenditore abruzzese promette novità riguardo all’ottavo tg nazionale, fiore all’occhiello della sua tv: “[...] Quello che posso dirvi è che ci rendiamo conto che a distanza di nove anni l’idea è ancora più attuale di allora. Naturalmente non avrebbe senso fare un tg simile a quelli che ci sono già, dunque pensiamo a una cosa un po’ diversa”. [...]

[ da ricerca web ]

Una storia assurda,non è stata sufficiente la sentenza della corte europea,questa resistenza da parte del potere politico e la difesa ad oltranza del monopolio Rai-Mediaset, i quali sono controllati dal potere economico dell'attuale premier,con qualche briciola all'attuale opposizione.

Una televisione così diversa provocherebbe dei grattacapi,sgretolerebbe buona parte di pubblico e aiuterebbe il risveglio della pubblica opinione, come a fort Knox saranno molto agguerriti nell'impedire tutto ciò,un'affermazione della legalità assai difficile,anche noi impegnati in rete potremo diffondere questa incredibile situazione.

Potreste aiutare la causa inserendo il bunner nel vostro template.

<a href="http://sagacisegugi.blogspot.com/2008/06/la-tv-che-vorrei.html" target="_blank"><img src="http://i173.photobucket.com/albums/w63/angelus86_pc/padrone/tvchevorrei.jpg" border="0" /></a>

Grazie

postato da charliebrown01 alle ore 25/06/2008 22:59 | link | commenti (2)
categorie:
25/06/2008

Il messia di Arcore,se contrattacca così,è decisamente in difficoltà

Berlusconi: "I giudici sono un cancro"
Ma la platea di Confesercenti lo fischia

 

 
Se all'interno della riunione della confesercenti,il clima pareva come se il re del marketing fosse davanti ai magistrati,evidentemente qualcosa sta per scricchiolare,affermare i soliti deliri molto interessati del resto,della solita gogna giustizialista contro la sua persona,non attecchisce più,seppur in enorme ritardo mi auguro che la pubblica opinione finalmente si svegli dal torpore,
I fischi sono stati un bruttissimo segnale,se arrivano tra le fila di sicuri suoi elettori.
postato da charliebrown01 alle ore 25/06/2008 20:17 | link | commenti (1)
categorie: stronzate
24/06/2008

Marco Travaglio e i conflitti d'interesse di sua emittenza

 


Come aver votato per la parte politica che prometteva sicurezza ed esser passati dalla padella alla brace,l'ennesima storia raccontata da Travaglio di sua emittenza.
postato da charliebrown01 alle ore 24/06/2008 22:49 | link | commenti
categorie: informazione
24/06/2008

Banca della memoria,ottima iniziativa

 

http://www.bancadellamemoria.it/index.php

Purtroppo non riesco a pubblicare dei video,ma se vorrete fare visita a questa nuova opportunità,sono dell'idea che sarà interessante anche per voi.

In questo momento nel sito sono presenti video di persone d'una certa età, ma la banca della memoria è una possibilità di raccontare esperienze a prescindere dall'anagrafe.

Interessante il video inserito da Gipo Farassino,un racconto abitativo d'altri tempi.

http://www.bancadellamemoria.it/video.php?ID=7

Buona visione e magari interessanti video da inserire.

postato da charliebrown01 alle ore 24/06/2008 22:36 | link | commenti (2)
categorie: banca della memoria
23/06/2008

Pc e web,una diffusione inarrestabile

Un miliardo i computer in uso,
il doppio in soli 6 anni

«Entro il 2014 il 70 per cento nei paesi emergenti: Cina, India e Brasile»

 

Nel mondo sono ormai più di un miliardi i computer in uso, e anche se la maggior parte è in Occidente, presto saremo superati dai mercati emergenti anche in questa statistica.

Lo afferma un rapporto dell’istituto di ricerca statunitense Gartner anticipato dal sito del settimanale New Scientist. Secondo il rapporto il 58% del primo miliardo di pc è stato acquistato in Usa e Europa, ma del secondo miliardo, che verrà venduto in appena sei anni, il 70% sarà acquistato in Cina, India e Brasile.

«A causare il rapido incremento delle vendite - scrive il rapporto - saranno i prezzi in ulteriore calo e la percezione crescente del computer come indispensabile per gli avanzamenti dell’economia». La crescita vertiginosa di schermi e hard disk ha però un risvolto negativo, sotto forma di "spazzatura elettronica", la cui produzione è in aumento. Secondo il rapporto saranno 180 milioni i computer rimpiazzati quest’anno, e la maggior parte dei rifiuti risultanti finirà in Cina.

[ da la stampa web ]

Nessuno ormai si meraviglia dell'espansione dei pc e della rete,il futuro su questo fronte lo stiamo vivendo,dopo la massiccia presenza occidentale anche le future economie emergenti copriranno il mercato,la rete,il web,soppianterà la scatola passiva col telecomando,ognuno di noi in tutto il pianeta potrà interagire attivamente e informarsi nel migliore modo possibile,anche se per esempio in Cina,la possibilità di sfruttare Google è sotto censura e con limiti ben circoscritti.

I vari poteri economici e politici avranno sempre più difficoltà nel manipolare la pubblica opinione,la situazione presente in Italia,con il potente politico per eccellenza.l'attuale presidente del consiglio e la sua notevole influenza,la quale non è comparabile nelle democrazie occidentali,ha gli anni contati.

Se un tempo si poteva definire ignorante chi per sua sfortuna non poteva istruirsi,nel XXI secolo non potrà privarsi delle possibilità di internet.

postato da charliebrown01 alle ore 23/06/2008 22:48 | link | commenti (2)
categorie:

Chi sono

Utente: charliebrown01

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Partecipano

Free Blogger

Foto recenti

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder




More Cool Stuff At POQbum.com

Free Tibet
passaparola Web stats powered by www.clubstat.com
free counters