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la coperta di linus
31/07/2009

Lubna al Hussein,condannata a 40 frustate per aver indossato i pantaloni




Una giornalista sudanese si prepara a ricevere oggi 40 frustate per aver compiuto «atti osceni», ovvero per aver indossato dei pantaloni. L’esecuzione della condanna arriva circa tre settimane dopo un’altra punizione analoga subita da 10 donne per lo stesso motivo. Lubna al Hussein, che scrive per il giornale di sinistra Al-Sahafa e lavora per la missione delle Nazioni Unite in Sudan, era stata arrestata a inizio luglio a Khartoum per aver indossato dei pantaloni. «Ho ricevuto una telefonata delle autorità che mi ordinavano di comparire alle 10 mercoledì davanti al giudice», ha spiegato la giornalista. «È importante che la gente sappia cosa succede - ha aggiunto - mi daranno 40 frustate e mi faranno pagare una multa di 250 sterline (circa 290 euro, ndr)».

La polizia sudanese aveva compiuto un raid in un ristorante il 3 luglio scorso: i poliziotti avevano ordinato alle 13 donne nel locale che portavano pantaloni di seguirle al commissariato: 10 di loro sono state convocate due giorni dopo e hanno ricevuto 10 frustate ciascuna. Secondo Al-Hussein, diverse di loro erano del sud, per lo più cristiano o animista, dove la sharia non è in vigore. Un’altra giornalista, Amal Habbani, è stata accusata di aver diffamato la polizia in un articolo in cui criticava il modo in cui Al-Hussein è stata trattata.

Nel suo caso, niente frustate, ma il rischio di una multa di diverse centinaia di migliaia di dollari. Habbani aveva scritto che l’arresto di Hussein «non era una questione di moda ma una tattica politica per intimidire e terrorizzare l’opposizione».

[ da La stampa ]

Dalla informazione del giornale La repubblica ho appreso che la prima udienza e la scontata condanna sarà effettuata il 04 agosto,abbiamo una settimana per cercare di far pressione con le nostre proteste al governo sudanese,una simile barbarie va fermata,cerchiamo di fare il possibile.


Pubblicate sui vostri blog la vostra protesta,su forum e comunicatelo alle redazioni dei giornali,affinchè l'unica arma,l'informazione,possa far desistere le autorità sudanesi


La condizione femminile in buona parte del pianeta è orribile,ingiustizia,mancanza dei più elementari diritti,la consapevolezza di contare nulla nella realtà del potere maschile.

Tutto ciò con la complicità dell'arretratezza e l'ignoranza,con il mix deteriore d'una religione arcaica legata a concetti per molti versi crudeli,non possono meravigliare le sentenze che vedono condannate donne alla pena capitale con l'impiccagione o addirittura con la lapidazione, poichè accusate di aver tradito il coniuge o in questo caso condannate alle frustate per aver indossato dei pantaloni,quindi considerato un atto osceno in Sudan.

Perlomeno la denuncia tramite l'informazione rimane l'unica forma di protesta,come del resto ha chiesto Lubna,ovvero la possibilità di far partecipare alle frustate più colleghi giornalisti possibili.
postato da charliebrown01 alle ore 31/07/2009 23:55 | link | commenti (3)
categorie: informazione
30/07/2009

Le bucce di banana per ottenere energia ed evitare la deforestazione




Per visionare il filmato cliccate la stringa sottostante
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Filmato da Euronews Tv

Un'ottima idea per chi sfrutta il riscaldamento a legna,parte del fabbisogno stagionale può derivare dallo sfruttamento delle bucce di banana,seguendo le istruzioni,cioè facendo decomporre in composto organico lo scarto del frutto,aggiungendo carta e segatura si può sostituire la legna.

Ciò comporterà di limitare la deforestazione per motivi di riscaldamento delle abitazioni e di evitare qualche scivolone.....
postato da charliebrown01 alle ore 30/07/2009 22:16 | link | commenti
categorie: ambiente
29/07/2009

Obama chiama Pechino per uno sviluppo virtuoso,sarà praticabile?

Vignetta di Giannelli (Corsera) Cooperiamo. Per migliorare il clima, combattere la minaccia nucleare e migliorare la crescita. E' ad ampio raggio l'invito che Barak Obama rivolge alla Cina. In apertura del vertice sul dialogo stretegico-economico al via oggi a Washington, il presidente Usa si rivolge a Pechino, tendendo la mano per la creazione di un futuro migliore. Si parlano le due superpotenze, sapendo che gran parte del futuro del pianeta dipende dalle loro azioni. A partire dal clima e dalla crescita economica. E proprio dall'ambiente parte il discorso di Obama. Che prosegue con l'invito a Pechino a cooperare per una risposta globale per un futuro energetico "pulito, sicuro e prospero". Per risolvere la questione dei cambiamenti climatici bisogna che "i nostri mercati siano aperti a nuove idee", prosegue Obama, che ricorda come Cina e Usa siano vincolate dalle importazioni di petrolio. Nuove strade e energie alternative, ecco la strada che il leader Usa indica a Pechino. Poi tocca alla crescita economica. Per Obama Stati Uniti e Cina dovrebbero "cooperare per avere una crescita economica equilibrata e sostenibile, togliendo più persone dalla povertà e creando maggiore ricchezza". "L'attuale crisi - dice il leader Usa - ha chiarito che le scelte che facciamo all'interno dei nostri confini si riflettono per tutta l'economia globale e questo è vero non solo per New York e Seattle, ma anche per Shanghai e Shenzhen. Per questo dobbiamo impegnarci in un forte coordinamento bilaterale e multilaterale". Infine la richiesta di fare fronte comune contro la minaccia nuclare in Nord Corea e in Iran. Nel suo discorso il presidente americano cita anche Yao Ming, stella cinese della squadra di basket professionista di Houston. Lo fa quando si rivolge al presidente cinese Hu: "Come nuovo presidente e come tifoso di basket, ho imparato molto da Yao Ming che una volta ha detto: 'non importa se sei un giocatore esperto o se sei agli inizi. Comunque hai bisogno di tempo per adattarti al gioco di squadra'. Per questo, a partire dal confronto di oggi così costruttivo, sono fiducioso che insieme faremo come ci ha detto Ming e raggiungeremo il suo livello di gioco". [ da La repubblica ]
Sono i colossi dell'economia planetaria,da soli condizionano 3/4 del sistema globale,gli States da sempre e la Cina new entry,non dimenticando l'India che avrà un cammino più lento ma con cui si dovrà fare i conti in futuro.
L'altro quarto è la vecchia Europa,la quale dovrà migliorare essa stessa per la riduzione delle emissioni,imponendo agli ex paesi socialisti un percorso virtuoso tipo quello che ci auspichiamo, cinese.
Dagli intenti e dalle speranze il passo è decisamente lungo,perlomeno metterlo sul tavolo come linea di sviluppo per i prossimi decenni è positivo,ma tra il dire e il fare,il vecchio proverbio è sempre attuale,c'è di mezzo il mare.
postato da charliebrown01 alle ore 29/07/2009 23:04 | link | commenti (4)
categorie: ambiente
28/07/2009

Marco Travaglio,il passaparola del lunedì,la sentenza a breve tempo sulla proprietà Mondadori

Puntata registrata il 20 luglio
Nel periodo vacanziero i passaparola del lunedì sono più brevi e registrati qualche tempo prima
Il testo integrale
"Buongiorno a tutti. Utilizziamo i passaparola di questo periodo vacanziero per fare degli appuntamenti un po’ più brevi del solito e per dare una sistematina a alcune questioni pendenti, che spesso ricorrono anche nelle vostre domande, nei vostri post, nelle vostre richieste di spiegazioni. Quella di cui voglio parlarvi oggi è la faccenda Mondadori, perché sta per arrivare a sentenza - non si sa ancora se prima o dopo le ferie - una vicenda che potrebbe chiudere la famosa guerra di Segrate, la guerra che, tra il 1989 e il 1990, contrappose De Benedetti a Berlusconi per il possesso della Mondadori: qualcuno ricorderà come era iniziata, ve la sintetizzo. Il furto della Mondadori Nell’89 Berlusconi prende una piccola quota della Mondadori, il mandato che si è dato e che gli ha dato anche Craxi dopo l’occupazione di tutte le televisioni private è quello di mettere le mani anche sul più grande gruppo editoriale italiano che, in quel momento, pubblicava Repubblica, Espresso, Epoca, Panorama, una quindicina di giornali locali, quelli del gruppo Finegil e poi tutto il ramo libri, perché era un gruppo dove la libertà di stampa era una cosa seria e quindi era un gruppo giornalistico e editoriale che faceva le pulci al Caf di Craxi, Andreotti e Forlani e che, conseguentemente, Craxi voleva ricondurre all’obbedienza, come aveva fatto con le televisioni private. Berlusconi speranze di occupare la Mondadori al 100% e neanche di ottenere la maggioranza non ne aveva, perché gli eredi Mondadori, gli eredi di Arnoldo, la famiglia Mondadori Formenton si era già impegnata per iscritto a cedere a De Benedetti la maggioranza azionaria di quelle quote entro il 1990 e quindi Berlusconi avrebbe potuto soltanto avere una quota minoritaria. Ma lui non si perse d’animo e, con le sue solite arti persuasive, per usare un eufemismo, convinse gli eredi Mondadori a promettere per iscritto a lui ciò che avevano appena promesso a De Benedetti. Contenzioso, si decise tra le due parti in lite di affidarlo a un arbitrato, ossia a una soluzione extragiudiziale, i tre arbitri, scelti uno da una parte, uno dall’altra parte e l’altro scelto dal Tribunale, il Presidente del collegio arbitrale, emisero il famoso Lodo Mondadori che dava ragione a De Benedetti e quindi quest’ultimo tornò in possesso della casa editrice. A quel punto Berlusconi rovesciò il tavolo e impugnò il tutto davanti Corte d’Appello di Roma, la Corte d’Appello di Roma, Sezione Civile, fu chiamata a confermare o a bocciare il Lodo e a occuparsene fu chiamato un giudice amico di Cesare Previti, il giudice Vittorio Metta il quale, in una sentenza fulminea, riuscì a ribaltare il Lodo, a cancellarlo e quindi a sfilare la Mondadori dalle mani di De Benedetti e a consegnarla a Berlusconi. Subito dopo questa sentenza Metta ricevette 420 milioni di lire in contanti provenienti da fondi neri del gruppo Fininvest in Svizzera, a portarli in Italia era stata una complessa operazione finanziaria che aveva coinvolto tutti e tre gli Avvocati della Fininvest: Previti, Pacifico e Acampora. Il fatto che questa sentenza fosse piuttosto puzzolente derivò anche dal fatto che fu depositata, nei primi giorni del 1990, 24 ore dopo la Camera di Consiglio, ossia il giudice entrò in Camera di Consiglio e ne uscì 24 ore dopo con una sentenza scritta a mano di 180 pagine: è segno che o era meglio di Balzac e era riuscito a scrivere a mano in una sola notte 180 pagine, anzi scusate 169 pagine, oppure quella sentenza l’aveva scritta prima o magari non l’aveva neanche scritta lui e, in effetti, pare che fosse stata scritta o suggerita dagli Avvocati della Fininvest, che poi lo corruppero in cambio di quella sentenza comprata. Risultato: Berlusconi si trova in mano il gruppo Mondadori, spaventa la parte della Democrazia Cristiana che vede con sospetto l’ascesa di Craxi e quindi Andreotti, alla fine, impone al ladro di restituire una parte del maltolto: è un po’ come imporre a uno che ha rubato una macchina di restituire il tubo di scappamento, il cambio e il volante. Berlusconi e soci restituirono Repubblica, L’Espresso e i giornali Finegil, mentre del gruppo Mondadori si tenne tutto il resto dei giornali, compresi Panorama e Epoca, che all’epoca andavano molto forti e poi tutto il ramo libri. Dal 1990 Berlusconi è proprietario di una casa editrice che è stata rubata a De Benedetti con una sentenza comprata: questo è il quadro. Un miliardo di euro di danni (a spese nostre?) Molti chiedono: ma perché De Benedetti non l’ha richiesta indietro? E’ possibile che la Cassazione abbia condannato il giudice Metta per corruzione giudiziaria, gli Avvocati Previti, Pacifico e Acampora per averlo corrotto per conto di Berlusconi con soldi di Berlusconi per procacciare la Mondadori a Berlusconi e De Benedetti non chieda la Mondadori indietro? In realtà non è così semplice: non si può chiedere indietro la macchina rubata, anche perché nel frattempo la macchina ha cambiato fisionomia. Sicuramente si possono chiedere i danni e infatti De Benedetti, dopo che la Corte di Cassazione ha stabilito non solo che gli Avvocati di Berlusconi e il giudice Metta erano colpevoli di corruzione, ma la Corte di Cassazione ha anche stabilito - cito testualmente - “il diritto di De Benedetti a avere indietro, in separata causa civile, il danno emergente e il lucro cessante”. E’ evidente, il danno che ti hanno portato via la roba e, nello stesso tempo, il fatto che tu per anni non hai potuto introitare gli utili di un gruppo che sarebbe stato tuo, se quella sentenza non te l’avesse sottratto. “Sotto una molteplicità di profili relativi non solo ai costi di cessione della Mondadori, ma anche ai riflessi della vicenda sul mercato dei titoli azionari”. E’ ovvio che il gruppo Fininvest, avendo un colosso in più nel suo seno, ha potuto prosperare anche dopo la quotazione in borsa di Mediaset nel 1996 e invece De Benedetti, con la sua Finanziaria - la Cir -, si è visto portare via due gioiellini da niente: prima la Mondadori, anzi prima la Sme e poi la Mondatori, sempre per l’intervento di Berlusconi, più o meno pilotato da Craxi. Questa causa civile è una causa della quale nessuno parla: ne ha parlato Rinaldo Gianola su L’Unità l’altro giorno e era, credo, il primo articolo dopo anni, per dire che la causa c’è e anzi, sta per andare in decisione; l’istruttoria è finita e il giudice monocratico Raimondo Mesiano, della Decima Sezione Civile del Tribunale di Milano, è in fase di decisione, sta decidendo. Sta decidendo su che cosa? Sul fatto che la Cir di De Benedetti, tramite gli Avvocati Elisabetta Rubini e Vincenzo Roppo, ha quantificato il danno che De Benedetti chiede indietro. Sono 468.000 e rotti Euro, che poi vanno naturalmente adeguati agli interessi e alla rivalutazione monetaria e che quindi ammontano a 1 miliardo di Euro, sono circa duemila miliardi di vecchie lire e questo De Benedetti chiede a Berlusconi, che non solo gli ha fregato la Mondadori, ma poi se la è tenuta e ci ha guadagnato per venti anni e continua a guadagnarci tutt’ora. La causa la Cir l’ha intentata solo alla Fininvest e non anche alle persone che, materialmente, hanno compravenduto la sentenza: perché? Perché sia Previti, sia Pacifico e sia Acampora e sia Metta risultano praticamente quasi nulla tenenti e quindi è inutile andare a cercare dei soldi, perché evidentemente o non li hanno o li hanno fatti sparire. Il problema è che poi c’è il comportamento di Metta, che era un giudice quando si è venduto la sentenza e quindi potrebbe doverne rispondere lo Stato del danno che Metta ha inferto al gruppo De Benedetti e lo Stato in questo momento è rappresentato da Berlusconi, conseguentemente è possibile che il governo Berlusconi sia chiamato, tramite il Ministero della Giustizia, a rifondere i danni che Metta ha provocato per essere stato pagato dal gruppo Berlusconi e questo è uno dei tanti aspetti paradossali della vicenda. Ma naturalmente, se per caso dovesse esserci una condanna del gruppo Fininvest a rifondere i danni a De Benedetti per la faccenda Mondadori beh, il gruppo Berlusconi ne avrebbe, a suo volta, un bel contraccolpo: già sono in difficoltà per la causa di divorzio di Veronica, che ogni settimana segna le novità che emergano sugli scandali di puttanopoli etc. etc. e, dall’altra, avrebbe pure questa mazzata, sempre nel caso che il gruppo venisse condannato, naturalmente. L'utilizzatore finale La cosa interessante è che, a questo punto, rimane in sospeso una domanda: dice, ma Berlusconi, che era il mandante, il finanziatore e il destinatario, diciamo l’utilizzatore finale di quella sentenza comprata, è possibile che l’abbia fatta franca? Sì, è possibile, perché ha incontrato dei giudici spiritosi della Corte d’Appello di Milano che, nel 2001, tra il 2001 e il 2002, adesso non ricordo esattamente la data, hanno stabilito che lui ha diritto alla prescrizione, perché ha le attenuanti generiche, perché gli hanno dato le attenuanti generiche? Perché è uno che per la sua posizione sociale di per sé le merita e poi perché, scrivevano i giudici, a Roma si sapeva che molti giudici erano corrotti e quindi così fanno tutti, invece che un’aggravante diventa addirittura un’attenuante. E’ uscito ufficialmente dal processo, ma poi , quando si sono dovuti giudicare i suoi complici, il giudice Metta e gli Avvocati Previti, Pacifico e Acampora, i giudici hanno dovuto pronunciarsi anche sul ruolo che ha avuto Berlusconi in questa vicenda e abbiamo una sentenza definitiva della Corte d’Appello di Milano, che è stata confermata ormai due anni fa, anzi tre anni fa dalla Corte di Cassazione, nella quale c’è scritto “Silvio Berlusconi, nei cui confronti è stata emessa sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione, che ben poteva chiarire la causale del bonifico addebitato da conto non ufficiale del suo gruppo - i soldi che sono poi finiti al giudice Metta - dopo aver concordato la data del suo esame - cioè del suo interrogatorio - comunicava tramite i suoi legali la volontà di avvalersi della facoltà di non rispondere”. Quando gli fanno quelle domande lui non risponde mai, anche quando gli hanno chiesto da dove arrivassero i famosi soldi negli anni 70 e 80. “Il percorso del denaro dai vari conti Svizzeri”, scrivono i giudici, “costituisce un imponente quadro indiziario preciso, univoco e concordante, tale da assurgere a piena prova e consente di affermare che il giudice Metta ha venduto agli stessi intermediari, nello stesso periodo, anche la causa Mondadori", dopo essersi venduto pure la causa Imi-Sir, pochi mesi prima. Aggiungono poi, i giudici, che “ Berlusconi è, in questa vicenda, un privato corruttore” e quindi risponde non di corruzione giudiziaria, ma di corruzione semplice, sulla quale ha avuto la prescrizione per le attenuanti generiche, esattamente come Previti, Pacifico e Acampora, che però non hanno avuto le attenuanti generiche e quindi sono stati condannati. Scrivono i giudici “ l’attività degli estranei nella consegna del compenso illecito si sostituisce a una condotta che, altrimenti, sarebbe giocoforza posta in essere in via diretta dal privato interessato”, cioè da Berlusconi, quindi usava degli intermediari. E’ un po’ come nella storia della D'Addario, no? C’è il pappone che paga e c’è l’utilizzatore finale che tromba, ma non deve neanche sporcarsi le mani con i soldi. “La retribuzione del giudice corrotto è fatta nell’interesse e su incarico del corruttore”, il corruttore è il nostro Presidente del Consiglio, tanto perché sia chiaro e poi “niente generiche agli intermediari e al giudice, perché- scrivono i magistrati - l’enorme gravità del reato e la gravità del danno arrecato non solo alla giustizia, ma all’intera comunità, minando i principi posti alla base della convivenza civile, secondo i quali la giurisdizione è valore e presidio a tutela di tutti i cittadini, ma un conseguente ulteriore profilo di gravità per l’enorme nocumento cagionato alla controparte - cioè a De Benedetti - nella causa civile e per le ricadute sul sistema editoriale italiano, trattandosi di una controversia, la cosiddetta guerra di Segrate, finalizzata al controllo dei mezzi di informazione” e poi ancora “niente attenuanti per la spiccata intensità del dolo”, ossia della volontà di fare un reato grave“ e ancora per i motivi a delinquere determinati solo dal fine di lucro e, più esattamente, dal fine di raggiungere una ricchezza mai ritenuta sufficiente” e ancora “per i comportamenti processuali tenuti da Previti e dagli altri” che, invece di comportarsi bene, “hanno continuato - scrivono i giudici - a rendere continue e spudorate menzogne” e poi per il precedente penale specifico da parte di tutti i protagonisti condannati, Metta e i tre Avvocati, che si erano appena compravenduti l’altra sentenza, quella dell'Imi-Sir per conto della famiglia Rovelli. Quindi capite che qui stiamo parlando di un qualcosa che è già stato accertato giudiziariamente e che va soltanto quantificato dal giudice civile. Vedremo se si troverà un giudice coraggioso che avrà il coraggio, finalmente, di stabilire non soltanto che la Mondatori è stata rubata, non soltanto che a compravendere quella sentenza furono quel giudice e quei tre Avvocati di Berlusconi, ma che oggi il gruppo Berlusconi deve finalmente, con quasi venti anni di ritardo, risarcire chi è stato derubato. Passate parola e continuate a frequentare il sito antefatto.it per seguire passo passo la campagna abbonamenti e i primi inizi, i primi passi del nostro futuro quotidiano, Il Fatto Quotidiano. Grazie."
Dopo vari giudizi della magistratura,i quali hanno sentenziato pro De Benedetti o pro Berlusconi,dopo una ventina d'anni a breve tempo vi sarà la sentenza definitiva.
La tesi di Marco Travaglio è votata verso una soluzione pro De Benedetti,e se fosse così,oltre lo Stato anche Berlusconi dovrà risarcire i guadagni che ha goduto in questi anni,causando un discreto contraccolpo al patrimonio e alle società di riferimento.
Staremo a vedere se Travaglio sarà un buon indovino!!!
postato da charliebrown01 alle ore 28/07/2009 22:23 | link | commenti
categorie: informazione
27/07/2009

L'Italia in miniatura,l'analisi sociologica d'un paese di 100 persone





Fanno impressione i grandi numeri, ma in pochi riescono a farsi un’idea concreta di quel che significano. Quanto valgono mille miliardi di euro? Quando si dice che in Italia ci sono quasi 60 milioni di abitanti, riusciamo davvero a capire cosa vuol dire questo numero? Vediamo 60 milioni di volti, oppure soltanto una cifra seguita da molti zeri? E così, ecco il colpo di genio: ridurre un'intera nazione, alle dimensioni di un piccolo villaggio di 100 persone. Un divertissement che ha proposto il quotidiano britannico «The Independent» e che noi abbiamo ripetuto, armandoci di computer e di tabelle statistiche.

Con pazienza e molto sudore abbiamo ridotto i quasi 60 milioni di italiani (59.619.290, per la precisione, residenti in Italia al 1° gennaio 2008) a un paesello abitato da soltanto cento anime. Un Villaggio Italia rappresentativo della vera Italia. Una premessa metodologica: nel nostro Villaggio Italia un abitante rappresenta quasi 600.000 persone reali. E dunque i fenomeni di dimensioni molto piccole (come i 58.000 detenuti o i 130.000 politici eletti) non troveranno riscontro. I dati sono stati reperiti da pubblicazioni Istat, Bankitalia, o da ricerche di qualità. Risalgono al 2008, al 2006 per i dati sul reddito e la ricchezza.

Se l’Italia fosse un villaggio di 100 persone... sarebbe un Paese di Vecchi, popolato da anziani. Sì, perché solo 14 degli abitanti avrebbero meno di 15 anni, mentre ben 20 ne avrebbero più di 65. Addirittura 5 avrebbero già compiuto 80 anni. La metà esatta dei paesani è sposata, e in tutto 4 (non pochissimi!) hanno già passato un divorzio o una separazione. In tutto le famiglie del paese sono 41, di cui 9 sono «mononucleo»: ovvero, dei single o comunque persone che vivono da sole. Sono 20 le persone che consideriamo «giovani adulti», ovvero tra i 25 e i 38 anni di età. Purtroppo (o per fortuna, magari a loro piace!) ben 5 di loro vivono a casa di mamma e papà, e Tommaso Padoa-Schioppa li avrebbe chiamati “bamboccioni”. Sarà anche per questo che quest'anno non si sposerà nessuno (in realtà i matrimoni sono 250.000, ma nel nostro villaggio questo vale zero). Sarà anche per questo che nel 2009 nascerà soltanto 1 bambino: se sarà maschio, potrà sperare di vivere fino a 78,8 anni di età. Se sarà femmina, beata lei, potrà scommettere su una vita di 84,1 anni. Anche per questo tra i cento troviamo 51 donne e solo 49 uomini.

Al paese nasce un bimbo, e in dodici mesi muore solo una persona. Fa pari e patta, ma la popolazione aumenterà: anche nel 2009 arriverà al villaggio un immigrato proveniente dall’estero. Eh sì: dei 100 paesani, solo 94 sono italiani di cittadinanza. Gli stranieri residenti sono 6. Di questi 6 stranieri, 1 è un giovane con meno di 18 anni: significa che tra gli stranieri ci sono tantissimi giovani, e che ben presto una bella fetta dei giovani sarà di origine straniera. E sempre dei 6 stranieri, 1 è nato in Italia, anche se ancora non ha la nostra cittadinanza. E la seconda generazione, che speriamo si potrà integrare bene. Volete sapere i nostri 6 immigrati da dove vengono? Dalla Romania (il record) uno, dall’est europeo (extra-Ue) un altro. Uno è africano, uno viene dall’Asia.

Ai nostri paesani l’affollamento non piace troppo: 19 di loro infatti vive in cittadine (reali) con meno di 20.000 abitanti, e soltanto 5 nelle grandi aree urbane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova). Parliamo di regioni? 7 sono i piemontesi, 16 i lombardi, 9 abitano nel Lazio, 10 in Campania, 8 in Sicilia. Vi interessa sapere con quanti animali convivono? 15 famiglie hanno animali domestici. 10 hanno cani, 10 hanno gatti (alcune, si capisce, hanno sia cani che gatti). Nelle stalle e nei campi troviamo 15 pecore, 11 mucche, 16 maiali, e ben 163 polli (vitaccia).

Parliamo della vita dei nostri 100 paesani. Si definiscono cattolici in 89, ma «cattolici praticanti» soltanto in 37. 2 sono gli ortodossi, 1 è protestante, 2 i musulmani, 7 sarebbero «non religiosi». I fumatori non sono pochi: in 26 sfumazzano allegramente, mentre sono 27 quelli che hanno smesso. Statistiche non ce ne sono (per fortuna) ma diciamo che 6 o 7 dovrebbero essere omosessuali.

Passiamo alla salute. Salute, non andiamo mica tanto bene. 12 paesani sono obesi o sovrappeso. 17 consumano alcolici in modo «non moderato», 44 bevono vino tutti i giorni. 10 hanno sofferto o soffrono di depressione. 23 fanno sport (o dicono di farlo), mentre ben 41 ammettono di essere sedentari. I vegetariani sono 10.

Cultura... i nostri cento amano i cellulari: ce ne sono 122, di telefonini. 20 famiglie hanno un computer, 13 una parabola per vedere le tv, 22 hanno visto la serata finale di Sanremo 2009. Ad avere Internet sono 19 famiglie, di cui 8 navigano veloci con la banda larga. In 16 hanno un account di Facebook, pare. Letture, così così: 60 hanno letto almeno un libro in un anno, 36 nemmeno uno (gli altri quattro hanno meno di sei anni, forse non sanno leggere). Giornali, andiamo malino: solo 8 comprano un quotidiano ogni giorno, anche se lo leggono in 39. In 50 andranno almeno una volta al cinema quest’anno, in 23 in discoteca. Gli studenti in tutto sono 15. Uno va a una scuola privata. Uno si è iscritto all’università, e sempre uno quest’anno si laurea. Nel paese ci sono 7 laureati, 26 diplomati, 25 con licenza media. E anche un analfabeta. Un paesano fa l’insegnante.

Dolenti note, il lavoro. 66 paesani sono in età di poter lavorare, ma solo in 42 hanno un impiego o se lo cercano. 39 di loro ci sono riusciti, e un posto ce l’hanno; 34, addirittura, a tempo pieno. Un impiego pubblico ce l’hanno in 6. I disoccupati (per ora) sono 3. Sono ben 4 gli invalidi civili. Una casa di proprietà in cui vivere ce l’hanno in 69; 21 stanno in affitto. Soltanto 2 persone sono agricoltori, 12 invece lavorano nell’industria. I pensionati (diciamo meglio, il numero delle pensioni pagate) sono 39.

Dolentissime note, il reddito e i soldi per campare. In media, ogni anno (scontiamo le false dichiarazioni al Fisco!), ognuna delle 41 famiglie va avanti con 31.792 euro netti. Fa 2.649 euro al mese. Sempre ogni famiglia, in media, possiede una ricchezza netta (soldi, immobili, patrimoni, sottratti debiti e mutui) di 146.718 euro. In media, però. Perché i 10 paesani più ricchi incamerano (soltanto loro!) il 26,4% del totale dei redditi, ovvero tanto quanto i 50 più poveri. E sempre i 10 più ricchi posseggono addirittura il 45% della ricchezza netta del Villaggio Italia. I più poveri, solo il 2,6%. Le persone considerate in stato di «povertà assoluta» sono 4. 13 hanno un «basso reddito» (meno di 7.900 euro l’anno). In 12 sono indebitati per pagare un mutuo. Per 13 il debito da rimborsare è per l’acquisto di beni di consumo.

I paesani amano molto l’automobile: ce ne sono 60, in 53 hanno la patente. Usano la macchina (come conducenti o passeggeri) per andare al lavoro o a scuola in 36, mentre solo 9 vanno a piedi. Di politica, infine, si interessano pochino: alle ultime Europee del giugno scorso hanno votato in 55. I partiti dovrebbero riflettere: al Villaggio Italia il Pdl ha preso soltanto 18 voti, mentre il Pd 13. In 33 sono rimasti a casa o hanno annullato la scheda.

[ da La stampa ]

Molto curioso l'enorme rimpicciolimento del bel paese che fu,ma per far capire meglio sociologicamente i cambiamenti e la realtà dei nostri tempi,è stata un'idea brillante.

I dati che colpiscono maggiormente sono l'età media ormai col trend dell'invecchiamento,il numero in crescita degli extracomunitari e comunitari rumeni che sono in maggioranza,un cambiamento epocale a medio-lungo termine della razza italica,la ricchezza posseduta da una sensibile minoranza,i giovani che rimangono nel nido originario per molti anni,un numero elevato di pensionati destinato ad aumentare,un piccolo numero di cattolici praticanti.

L'elevatissimo numero di polli e di telefonini è un dato davvero sconcertante,infatti la prossima ricetta gastronomica popolare e di successo,potrebbe essere il pollo al telefonino....
postato da charliebrown01 alle ore 27/07/2009 23:04 | link | commenti (1)
categorie: informazione
26/07/2009

Non voltiamoci dall'altra parte,firma anche tu contro le ripetute menzogne del premier




Staino - L'unità

La lettera

Non voltiamoci dall'altra parte

Caro direttore, le cronache di questi giorni raccontano di un paese che non reagisce ai gravi comportamenti del presidente del Consiglio. Non esiste nessun paese al mondo che tolleri le menzogne dei propri governanti.

Siamo un caso unico. Sono state davvero poche le voci che hanno cercato di non far passare il tempo per evitare che l'assuefazione addormenti la coscienza pubblica.

Sì, in questo momento noi crediamo che occorra uno scatto d'orgoglio di tutti gli italiani che pensano che la menzogna sia un danno al paese e alla sua credibilità. Se Berlusconi sia un santo o no interessa davvero poco.
Qui si parla di una questione politica e le domande che emergono impongono risposte non equivoche. Si può impunemente mentire al paese? Si è messa a rischio la sicurezza nazionale? Quanto si sono sovrapposti gli interessi privati alle funzioni pubbliche? Le questioni sono decisive. Riguardano la credibilità delle istituzioni e l'autorevolezza della classe dirigente.

Non è superfluo ricordare quanto impone l'articolo 54 della nostra Costituzione: "I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore". Quello che emerge dalle inchieste giudiziarie non può essere considerato il fatto personale di un "utilizzatore finale". Coinvolge tutti e non può essere accantonato dalla politica. Soprattutto dal Partito Democratico.

Ecco perché invitiamo il nostro partito a utilizzare le sue feste e le sue iniziative per rilanciare nel paese una profonda riflessione sui danni che sta provocando il Presidente del Consiglio. In questo momento tutti coloro che vogliono bene al nostro paese, in qualsiasi formazione militino, devono trovare il coraggio di non girarsi dall'altra parte.

Rita Borsellino
Gianrico Carofiglio
Sergio Cofferati
David Sassòli
Debora Serracchiani
Luigi Zanda

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Anche il giornale Avvenire,giornale di riferimento della Santa Sede condanna fermamente le menzogne ripetute di Berlusconi,definendo la vicenda avvilente

IL TESTO DEL GIORNALE CON ALCUNI COMMENTI


Ribadisco i concetti della lettera pubblicata su La repubblica,un paese normale,serio e civile non può tollerare un politico del genere che rappresenta la parte decisionale dell'intera nazione,in tutto il mondo siamo ormai derisi in modo inequivocabile.
Democraticamente il popolo elettore decida un altro esecutivo,sia di destra o di sinistra,ma non si può continuare in questo pantano su cui ci ha fatto immergere Berlusconi.

postato da charliebrown01 alle ore 26/07/2009 23:55 | link | commenti (1)
categorie: petizioni
26/07/2009

H1N1,vaccino o non vaccino?? questo è il problema









Il virologo Fabrizio Pregliasco,intervistato a fine aprile sul contagio del virus H1N1


Su YouTube sono inseriti dei video che sconsigliano caldamente la vaccinazione obbligatoria,l'influenza suina ha in se una scarsa percentuale di mortalità,Mexico e i casi emersi di recente soprattutto in UK ne sono la prova,anche se la pandemia prevista sia più pericolosa nel periodo invernale,la vaccinazione organizzata per milioni di persone potrebbe rivelarsi solo un grande business,alcuni paventano che è stata una diffusione indotta di tale virus per iniettare nel corpo delle generazioni più giovani,porcherie varie che mineranno per sempre la loro vita.

Considerato che siamo nella stagione estiva,personalmente consiglio di informarsi bene sulla decisione di fare o meno la vaccinazione.

Ecco alcuni pareri scettici a riguardo della vaccinazione


D.ssa Rima Laibow



David Icke




postato da charliebrown01 alle ore 26/07/2009 00:23 | link | commenti
categorie: sanita
24/07/2009

Tra santo o puttaniere,il passo è breve per l'ex unto del signore....


Da Staino - L'unità

La vignetta di Giannelli  - Dal Corriere della Sera di giovedì 23 luglio 2009

Giannelli - Corsera







postato da charliebrown01 alle ore 24/07/2009 23:38 | link | commenti (1)
categorie: satira
23/07/2009

Staino,i quattro gatti di piazza S.Pietro miracolosamente moltiplicati!!!



Staino - L'unità

Inconsciamente la battuta sui quattro gatti a S.Pietro ha creato un altro disoccupato,spero per breve tempo,in modo evangelico dopo qualche giornata ed un polso fratturato,il miracolo della moltiplicazione dei quattro gatti si è verificata.

I disoccupati ringraziano le parole di speranza,anche se con quelle non si arriva a fine mese e soprattutto non si riempie il frigorigero....
postato da charliebrown01 alle ore 23/07/2009 23:20 | link | commenti (1)
categorie: satira
22/07/2009

Superenalotto,alla ricerca della chimera impossibile che può rivelarsi un incubo



Da sette mesi non si verificano vincite indovinando i sei numeri fatidici,in effetti giocando una colonna si ha una probabilità su 633 milioni di vedere estratta la sestina scelta.Un sogno impossibile che è già riuscito a parecchi fortunati,mi domando come possa essere catapultata una famiglia normale alle prese con dei badget semplicissimi,di punto in bianco gestire un patrimonio da petroliere.La parte più deteriore d'un montepremi così assurdamente vertiginoso, è la smania di alcune famiglie di investire somme ingenti nell'estremo tentativo di cogliere l'enorme fortuna.Ma sappiamo bene tutti quanti che le opportunità per rovinarsi da alcuni decenni coi giochi,è facilissimo,tra bingo,gratta e vinci,macchinette mangia soldi,le tentazioni per i più deboli sono innumerevoli,mentre un tempo ci si doveva recare nei pochi Casinò sparsi nel territorio italiano o nei confini.

Una giocata di alcuni euro non sposta l'economia familiare,in questo modo la speranza può avere degli stimoli.

Tenendo presente nel caso di vincita,di rimanere con i piedi per terra,statisticamente è stato provato che alcuni vincitori hanno sperperato la fortuna in poco tempo,anche se con 100 milioni di euro tocca impegnarsi!!

Notizia fresca,fresca di oggi,il primo premio della lotteria Italia estratto quest'anno non è stato ritirato,5 milioni di euro andranno fiscalizzati,un potenziale milionario ha fallito prima ancora di iniziare l'avventura.....
postato da charliebrown01 alle ore 22/07/2009 22:39 | link | commenti (3)
categorie: informazione

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