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Ma al di là dell'utile consiglio è necessario non sprecare il bene primario della nostra vita, alcuni consigli molto semplici.
Inserire dei filtri o doccette nel lavabo per l'utilizzo del lavaggio delle stoviglie, in questo modo si risparmiano moltissimi litri rispetto al flusso diretto.
Quando ci si insapona o si lavano i denti chiudere il rubinetto per l'operazione, molto meglio la doccia rispetto al bagno, oltre risparmiare più del 50% d'acqua ci si lava assai meglio, non essendo ristagnante il metodo doccia.
Evitare lo sgocciolio dei rubinetti o miscelatori, la situazione non potrà che peggiorare, intervenire tempestivamente nella sostituzione della guarnizione.
Usare programmi della lavatrice a tempo ridotto o mezzo carico se è il caso, per esempio l'uso del prelavaggio è assolutamente inutile, oltre risparmiare acqua si consuma meno energia elettrica.
Evitare di far scendere nello scarico l'acqua della pasta, se recuperata va benissimo per i piatti e se viene coperta rimane calda per il lavaggio delle stoviglie.
Per i coltivatori di frutta e verdura, dove possibile organizzare l'impianto a goccia, ne risentirà positivamente il raccolto, non è distruttivo come il getto di una pompa e si evita l'effetto d'evaporazione con il calore del sole, per innaffiare meglio la sera si evita anche in questo caso l'evaporazione.
L'oro blu, bene con cui dovranno fare i conti le prossime generazioni, se la situazione risulta molto difficile in moltissima aree del pianeta, il trend ainoi peggiorerà sempre di più, complice l'effetto serra e le precipitazioni sempre più rare.

Repubblica ha "fotografato" la situazione idrica nelle città italiane
Un discorso simile si può fare per Firenze. Per anni chi veniva da fuori città restava sorpreso dalle zaffate di cloro che si levavano ogni volta che apriva un rubinetto per lavarsi la mani. Oggi un prelievo più diversificato, cioè meno basato sull'acqua dell'Arno, e migliori sistemi di purificazione hanno permesso di abbassare sensibilmente la quantità di cloro utilizzata.
All'estremo opposto troviamo Roma, una città che tradizionalmente vanta acquedotti di grande qualità, tanto da essere stata la prima a ipotizzare d'imbottigliare l'acqua pubblica. "Nella capitale si usano varie fonti, anche sorgenti di acqua gasata", continua Martini. "Certo, c'è molto calcio e magnesio ma questo è un problema per le lavatrici, non per gli esseri umani. Il mito dell'acqua super leggera, tanto rarefatta da sembrare eterea, è un falso sanitario. In assenza di specifiche patologie, come ad esempio i calcoli, un'acqua con una buona quantità di calcio va bene per tutti, ed è particolarmente raccomandabile per i bambini, per le donne in gravidanza e per chi soffre di osteoporosi".
Nell'area delle acque un po' dure, ma con i fondamentali a posto, troviamo Torino, Bologna e Bari. Mentre fanno storia a sé Napoli e Genova. A Napoli la presenza significativa di nitrati (che pure restano abbondantemente all'interno dei parametri di legge) può essere messa in relazione con lo sviluppo regionale dell'agricoltura, ma anche con un problema ormai strutturale: la moltiplicazione delle discariche abusive che inquinano le falde e che possono dare un contributo anche in questo campo.
A Genova il problema principale è costituito dalla presenza di acque salmastre che tendono a mischiarsi con le dolci. E la situazione rischia di peggiorare nei prossimi anni per colpa del riscaldamento globale: le acque tenderanno a concentrarsi per via dell'evaporazione e il cuneo salino a risalire man mano che la pressione del mare aumenterà. Il che vuol dire che i residui di sostanze indesiderate potrebbero aumentare e che sarà più difficile e costoso mantenere separati il circuito dell'acqua dolce da quello dell'acqua salata.
Mantenere i livelli piuttosto soddisfacenti che le analisi condotte da Repubblica mostrano potrebbe dunque diventare più difficile man mano che le condizioni climatiche si andranno aggravando. E infatti il tema delle garanzie sulla qualità e sulla quantità dell'"acqua del sindaco" sarà uno di quelli affrontati con più attenzione dalla conferenza sui cambiamenti climatici convocata dal ministero dell'Ambiente a settembre.
Tuttavia il problema principale che questi dati evidenziano è un altro. Il sistema pubblico è riuscito a correre ai ripari rimediando a errori anche gravi commessi in passato. Ha tenuto il passo di un'Europa che corre verso la qualità e la competizione sulla difesa dell'ambiente. Ha fornito un prodotto più che dignitoso. Ma non è riuscito a convincere il suo pubblico, a conquistarne la fiducia. E' rimasto prigioniero di una burocrazia che non sa comunicare. Mentre per vendere l'acqua bisogna far venire voglia di berla.
Da la repubblica\web
Meditare se bere le acque con sponsorizzazioni accattivanti o se preferire l'acqua del rubinetto di casa, come potete leggere dall'articolo gli acquedotti sono stati tutti promossi, i controlli della bonta' dell'oro blu sono periodici e frequenti, al contrario delle pompose acque imbottigliate,quest'ultime sono assai a rischio nel periodo estivo, non avendo nessuna garanzia dove siano state immagazzinate, se esposte al sole le sostanze plastiche dei contenitori si mescolano al liquido.
Insisto, meditate gente!!!!

| L'oro blu del terzo millennio |
| L'acqua è l'oro blu del terzo millennio, diventata ormai la cifra dei Paesi sviluppati e il bene più prezioso al mondo. Ma la minaccia siccità è alle porte. Il nostro Paese è tra i più 'spreconi': primo in Europa con un consumo pari a 250 litri pro-capite al giorno, e quinto nella classifica mondiale. Nel dossier Adnkronos, aggiornato in tempo reale, tutti gli approfondimenti sull'argomento |




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