The English version and other languages of this blog is possible click on google translate,the link is at the bottom of right of the page,click on link[traduttore]and dgt http://charliebrown01.splinder.com
TRANSLATE BLOG CHARLIE BROWN 01
american #العربية# #简体中文# Traduire français en Arabic Traduire français en Arabic Traduire français en Croatian Traduire français en Czech Traduire français en danish #	
Nederlands# Traduire français en Finnish #Deutsch# Traduire français en Greek Traduire français en Hindi Google-Translate-English to Japanese BETA #한국어 중국어 간체# Traduire français en Norwegian Traduire français en Polish Traduire français en Portuguese #Romana# Traduire français en Russian #	
Российская бета# Traduire français en Spanish Traduire français en Swedish
+Obtenir ce widget

Preleva

OTHER LANGUAGE TO SELECTED FOR TRANSLATE BLOG CHARLIEBROWN01 IL RICAVATO DELLA PUBBLICITA' SU QUESTO SPAZIO,SARA'DEVOLUTO IN BENEFICENZA

charliebrown01

la coperta di linus
22/03/2008

Oro blu, destinato ad essere fonte di scontro tra popoli

Acqua bene comune, ma 2,5 miliardi di persone non ne hanno


Per la sedicesima volta, si celebra il 22 marzo la Giornata mondiale dell'Acqua: quest'anno la Giornata è dedicata al tema dell'importanza dei servizi igienici, a cui non hanno ancora accesso 2,6 miliardi di persone, esposte a diversi rischi sanitari. Di questi, 980 milioni sono bambini.

Non si tratta di scarsità di risorse, ma di una vera e propria «mancanza di volontà politica». Lo denuncia il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon: «Siamo ancora ben lungi dal raggiungere gli obiettivi del Millennio – ha spiegato – gli esperti prevedono che nel 2015, ancora 2,1 miliardi di persone non avranno strutture igieniche di base; al ritmo attuale, nell'Africa subsahariana, l'obiettivo non sarà raggiunto prima del 2076».

Insomma, altri settant’anni per veder realizzato un diritto fondamentale. Che quando è negato porta morti, giornate scolastiche perse, malattie, malnutrizione e povertà. E che può diventare causa di «conflitti internazionali». Lo spiega, in occasione della Giornata mondiale, il sottosegretario allo Sviluppo del governo britannico, Gareth Thomas che decrive per il futuro scenari ancora più minacciosi: «L'aumento delle temperature, unito a rigidità atmosferiche – infatti – determinerà una maggiore richiesta di risorse idriche».

In Italia la campagna è seguita in particolare dalla Sinistra Arcobaleno. Il candidato premier Fausto Bertinotti ha inviato una lettera al quotidiano Il Manifesto, in cui ricorda che «l'accesso all'acqua deve essere garantito, non può essere negato, né comprato e venduto perché non si può comprare e vendere la sopravvivenza». Secondo Bertinotti – che nel suo programma di governo ha inserito la proposta di legge di iniziativa popolare per l’acqua pubblica, già sostenuta da 400 mila firme – «molti, troppi, in Italia hanno idee diverse e spingono per la privatizzazione, nelle destre e nel Pd. La Sinistra Arcobaleno no, in modo netto e inequivocabile».

Anche Angelo Bonelli dei Verdi rinnova l’impegno e ricorda che «l'acqua - aggiunge - è un bene pubblico di tutti il cui accesso deve essere garantito a tutti. È necessaria una grande opera infrastrutturale per ristrutturare le condutture e gli acquedotti in modo da abbattere le dispersioni e gli sprechi delle risorse idriche in modo da garantire i diritti di tutti i cittadini. Non è concepibile - conclude - che ancora oggi ci siano parti dell'Italia o zone di grandi città dove l'acqua deve esser portata con le autobotti».
Da l'unità web
Come ho postato la scorsa settimana sul tema, consigliando di bere l'acqua fornita dell'acquedotto,poichè risulta molto più economica e controllata di qualsiasi prodotto imbottigliato, se in alcune zone è presente l'odore di cloro, può essere eliminato facendo decantare poche ore il liquido tramite una semplice caraffa.

Ma al di là dell'utile consiglio è necessario non sprecare il bene primario della nostra vita, alcuni consigli molto semplici.

Inserire dei filtri o doccette nel lavabo per l'utilizzo del lavaggio delle stoviglie, in questo modo si risparmiano moltissimi litri rispetto al flusso diretto.

Quando ci si insapona o si lavano i denti chiudere il rubinetto per l'operazione, molto meglio la doccia rispetto al bagno, oltre risparmiare più del 50% d'acqua ci si lava assai meglio, non essendo ristagnante il metodo doccia.

Evitare lo sgocciolio dei rubinetti o miscelatori, la situazione non potrà che peggiorare, intervenire tempestivamente nella sostituzione della guarnizione.

Usare programmi della lavatrice a tempo ridotto o mezzo carico se è il caso, per esempio l'uso del prelavaggio è assolutamente inutile, oltre risparmiare acqua si consuma meno energia elettrica.

Evitare di far scendere nello scarico l'acqua della pasta, se recuperata va benissimo per i piatti e se viene coperta  rimane calda per il lavaggio delle stoviglie.

Per i coltivatori di frutta e verdura, dove possibile organizzare l'impianto a goccia, ne risentirà positivamente il raccolto, non è distruttivo come il getto di una pompa e si evita l'effetto d'evaporazione con il calore del sole, per innaffiare meglio la sera si evita anche in questo caso l'evaporazione.

L'oro blu, bene con cui dovranno fare i conti le prossime generazioni, se la situazione risulta molto difficile in moltissima aree del pianeta, il trend ainoi peggiorerà sempre di più, complice l'effetto serra e le precipitazioni sempre più rare.

postato da charliebrown01 alle ore 22/03/2008 19:24 | link | commenti (4)
categorie: ambiente, acqua
15/03/2008

Acquedotto Torino, i consumatori aumentano

Aggrappati al rubinetto
Un torinese su quattro rinuncia
all'acqua minerale
EMANUELA MINUCCI
TORINO
Liscia, gassata o del rubinetto? La terza che abbiamo detto. Ma non in Italia, che già sarebbe una notizia, bensì a Torino, meglio nota come la capitale dell’acqua minerale. Neppure Carlo Foppa, presidente dell’Agenzia Servizi pubblici locali, una volta esaminati i risultati emersi dalle interviste, ci credeva: «Nell’ultimo anno è diminuita paurosamente la quota di torinesi che beve acqua minerale. Un’inversione di tendenza cui ha dato certamente una buona mano la congiuntura economica».

Ma scorriamoli questi dati che hanno fatto la felicità dell’amministratore delegato della Smat Paolo Romano: «Nel 2007 si è verificata una sensibile diminuzione dei torinesi che scelgono di bere solo o spesso l’acqua minerale perché la considerano più buona di quella del rubinetto. E la tendenza continua» si legge nel dossier. Commenta Foppa: «Studiando i diagrammi raccolti dalla nostra équipe si arriva alla sostanza: il 25 per cento dei torinesi ora si fida, beve e ritiene buona, oltre che economica, l’acqua del rubinetto». Una sintesi cui si giunge attraverso tabelle che raccontano dell’odore, della limpidezza e del sapore dell’acqua che sgorga libera nelle nostre cucine. E, come spiega l’ad della Smat, «gli sforzi compiuti dall’acquedotto negli ultimi anni sono ampiamente ripagati da dati che sono musica».

Se poi si confrontano i numeri recenti con quelli raccolti nell’anno delle Olimpiadi, alla Smat devono davvero fregarsi le mani: due anni or sono i torinesi che si fidavano del prodotto fornito dall’acquedotto erano soltanto il 10 per cento. Insomma si brinda (naturalmente ad acqua) alla Smat di corso XI Febbraio, e pazienza se nella stessa giornata di ieri, anche un’azienda di acqua minerale, la Sant’Anna di Vinadio, cantava vittoria segnalando un più 30 per cento delle vendite in tutta Italia: «Questo incremento non è in contraddizione con il fatto che a Torino, nell’ultimo anno, si sia bevuta più acqua del rubinetto - ha commentato Foppa - perché è questo concetto ad emergere dalla nostra statistica. E non può che farci un enorme piacere».

Più scorri le pagine del rapporto firmato dall’Agenzia Servizi pubblici locali, e più scopri che i torinesi - magari costretti dalla stretta economica a dissetarsi dal rubinetto - sono diventati degli autentici sommelier dell’acqua: il 29 per cento si lamenta di una presenza «ancora eccessiva del calcare», ma il 90 per cento la considera limpida e inodore. Nell’ultimo anno, poi, gli abitanti di Torino e provincia hanno notato che il sapore dell’acqua che sgorga dai tubi dell’acquedotto è notevolmente migliorato, passando dal giudizio «accettabile» a «buono». Riassumendo, come spiegano in Comune, c’è da registrare una generale soddisfazione per il gusto dell’acqua che esce dal rubinetto delle nostre case. Ma non solo tra i torinesi prevalgono i giudizi nettamente positivi. Anche tra gli abitanti dei 193 Comuni della provincia serviti da Smat, Coloro poi che si definiscono «molto o abbastanza soddisfatti sono a quota 88,8 per cento, mentre nei Comuni della provincia questa media scende in modo impercettibile arrivando a 87,7 per cento. E gli insoddisfatti che dopo aver assaggiato l’acqua del rubinetto si dichiarano poco e per nulla soddisfatti? Soltanto una persona su dieci, in entrambi i territori considerati.

Questi dati, oltre che la gioia dell’ad Romano, faranno la felicità anche dei responsabili della rivista «Altroconsumo» che da anni vanno predicando che l’acqua del rubinetto è buona quanto quella imbottigliata ed è molto più ecologica. Felici loro e felici, naturalmente, anche gli ambientalisti. E una seconda buona notizia per loro arriva anche dal fronte acque minerali. Le fonti Sant’Anna, infatti, hanno inventato la bottiglia in mais che viene «divorata» dai microorganismi presenti nella discarica. E sparisce.
Da la stampa web
Ottima scelta,per ovviare al mercato impazzito delle acque in bottiglia, prodotti che dal centro-sud Italia vengono trasportati al nord e viceversa,da tener conto la conservazione delle stesse negli stoccaggi di magazzino, se esposte al sole con il calore che ne deriva, il pvc dell'involucro inquina il liquido, posso testimoniare anch'io delle migliore qualità dell'acquedotto a Torino, in effetti il classico odore di cloro è particamente svanito, se nella vostra realtà esiste questo problema potreste con un minimo d'organizzazione far decantare l'acqua per alcune ore e l'odore volatilizza.
Un forma di risparmio e assolutamente più tutelati dai controlli periodici dell'acquedotto del vostro comune, un particolare che nessuna società dell'imbottigliamento può garantire così scrupolosamente.
postato da charliebrown01 alle ore 15/03/2008 19:19 | link | commenti (3)
categorie: acqua
18/07/2007

Acquedotti italiani, saranno colabrodo,ma la qualita' e' ok.

"Repubblica" ha fatto analizzare campioni presi dal rubinetto in 9 città
Tutte sono state promosse. Acquedotti di qualità a Roma ma il clima è in agguato

I voti all'acqua che beviamo
Exploit Roma, Milano risale

di ANTONIO CIANCIULLO


<B>I voti all'acqua che beviamo<br>Exploit Roma, Milano risale  </B>

Repubblica ha "fotografato" la situazione idrica nelle città italiane

È BUONA ma non ha marketing. Costa centinaia di volte meno della sua concorrente minerale ma manca dell'abito giusto. Ha una condotta irreprensibile ma paga il prezzo di un passato discutibile. È questa l'immagine dell'acqua del rubinetto che si ricava dalle analisi condotte da Repubblica nelle città italiane: un'istantanea che non pretende di offrire un quadro a 360 gradi, e che risente dei diversi parametri usati dai tecnici, ma tuttavia sufficiente per capire cosa si beve nelle nostre case.

Mentre gli italiani fanno la coda nei supermercati per mantenere il record mondiale degli acquisti di acqua minerale, dai loro rubinetti esce un'acqua che non solo rispetta i parametri di legge sulla potabilità, ma che spesso ha fatto registrare vistosi miglioramenti sul piano della qualità. Due casi per tutti: Milano e Firenze, che fino a ieri sedevano sul banco degli accusati, oggi vantano valori in linea con altre città da sempre fortunate.

"Forse il caso più emblematico è Milano", spiega Raul Martini, responsabile della divisione ecologia della Conal, la società che ha assemblato i dati provenienti dai vari laboratori e li ha incrociati con quelli forniti dalle ex municipalizzate. "Il capoluogo lombardo viene da una situazione disastrosa. Il livello di manganese e ferro era così alto che è stato necessario chiudere alcuni pozzi. I residui di trielina e clorurati sono arrivati a toccare picchi 200 volte sopra i limiti, tanto che hanno dovuto cambiare la legge per non chiudere l'acquedotto. E poi due falde che attraversano la città portavano i metalli pesanti dalle fabbriche di Sesto San Giovanni e i solventi dalle raffinerie che erano in funzione dove oggi sorge la nuova Fiera. Oggi invece l'abbandono di alcune attività industriali ad alto impatto ambientale e l'adozione di tecniche di trattamento più avanzate ha fatto registrare un miglioramento molto netto".


Un discorso simile si può fare per Firenze. Per anni chi veniva da fuori città restava sorpreso dalle zaffate di cloro che si levavano ogni volta che apriva un rubinetto per lavarsi la mani. Oggi un prelievo più diversificato, cioè meno basato sull'acqua dell'Arno, e migliori sistemi di purificazione hanno permesso di abbassare sensibilmente la quantità di cloro utilizzata.

All'estremo opposto troviamo Roma, una città che tradizionalmente vanta acquedotti di grande qualità, tanto da essere stata la prima a ipotizzare d'imbottigliare l'acqua pubblica. "Nella capitale si usano varie fonti, anche sorgenti di acqua gasata", continua Martini. "Certo, c'è molto calcio e magnesio ma questo è un problema per le lavatrici, non per gli esseri umani. Il mito dell'acqua super leggera, tanto rarefatta da sembrare eterea, è un falso sanitario. In assenza di specifiche patologie, come ad esempio i calcoli, un'acqua con una buona quantità di calcio va bene per tutti, ed è particolarmente raccomandabile per i bambini, per le donne in gravidanza e per chi soffre di osteoporosi".

Nell'area delle acque un po' dure, ma con i fondamentali a posto, troviamo Torino, Bologna e Bari. Mentre fanno storia a sé Napoli e Genova. A Napoli la presenza significativa di nitrati (che pure restano abbondantemente all'interno dei parametri di legge) può essere messa in relazione con lo sviluppo regionale dell'agricoltura, ma anche con un problema ormai strutturale: la moltiplicazione delle discariche abusive che inquinano le falde e che possono dare un contributo anche in questo campo.

A Genova il problema principale è costituito dalla presenza di acque salmastre che tendono a mischiarsi con le dolci. E la situazione rischia di peggiorare nei prossimi anni per colpa del riscaldamento globale: le acque tenderanno a concentrarsi per via dell'evaporazione e il cuneo salino a risalire man mano che la pressione del mare aumenterà. Il che vuol dire che i residui di sostanze indesiderate potrebbero aumentare e che sarà più difficile e costoso mantenere separati il circuito dell'acqua dolce da quello dell'acqua salata.

Mantenere i livelli piuttosto soddisfacenti che le analisi condotte da Repubblica mostrano potrebbe dunque diventare più difficile man mano che le condizioni climatiche si andranno aggravando. E infatti il tema delle garanzie sulla qualità e sulla quantità dell'"acqua del sindaco" sarà uno di quelli affrontati con più attenzione dalla conferenza sui cambiamenti climatici convocata dal ministero dell'Ambiente a settembre.

Tuttavia il problema principale che questi dati evidenziano è un altro. Il sistema pubblico è riuscito a correre ai ripari rimediando a errori anche gravi commessi in passato. Ha tenuto il passo di un'Europa che corre verso la qualità e la competizione sulla difesa dell'ambiente. Ha fornito un prodotto più che dignitoso. Ma non è riuscito a convincere il suo pubblico, a conquistarne la fiducia. E' rimasto prigioniero di una burocrazia che non sa comunicare. Mentre per vendere l'acqua bisogna far venire voglia di berla.

Da la repubblica\web

Meditare se bere le acque con sponsorizzazioni accattivanti o se preferire l'acqua del rubinetto di casa, come potete leggere dall'articolo gli acquedotti sono stati tutti promossi, i controlli della bonta' dell'oro blu sono periodici e frequenti, al contrario delle pompose acque imbottigliate,quest'ultime sono assai a rischio nel periodo estivo, non avendo nessuna garanzia dove siano state immagazzinate, se esposte al sole le sostanze plastiche dei contenitori si mescolano al liquido.

Insisto, meditate gente!!!!

postato da charliebrown01 alle ore 18/07/2007 17:41 | link | commenti
categorie: acqua
28/04/2007

Dossier oro blu.

L'oro blu del terzo millennio
L'acqua è l'oro blu del terzo millennio, diventata ormai la cifra dei Paesi sviluppati e il bene più prezioso al mondo. Ma la minaccia siccità è alle porte. Il nostro Paese è tra i più 'spreconi': primo in Europa con un consumo pari a 250 litri pro-capite al giorno, e quinto nella classifica mondiale. Nel dossier Adnkronos, aggiornato in tempo reale, tutti gli approfondimenti sull'argomento

Nella foto Infophoto l'acquedotto pugliese
Siamo uno dei paesi più ricchi d’acqua al mondo e fra i primi nei consumi

 

Acqua, 13mila acquedotti ‘colabrodo’ in Italia


Secondo il CNR, oltre all'errato utilizzo delle risorse a disposizione, la dispersione della rete idrica è una delle principali cause dell'aggravarsi della siccità nel nostro paese in questi ultimi anni. In media è del 27%, fino a punte del 40%.
Roma, 27 apr. (Ign) – Otto mld di metri cubi ogni anno che scorrono attraverso 13mila acquedotti sparsi su tutto il territorio nazionale, con una dispersione media del 27%. Sono i numeri dell’acqua in Italia, primo paese nell’Unione Europea per consumo e tra i primi al mondo (dopo Giappone, Canada, USA e Australia), con una domanda ripartita tra il settore agricolo (60%), quello energetico e industriale (25%) e per gli usi civili (15%).

Una vera e propria rete di acquedotti ‘colabrodo’ che, secondo i dati del Centro Nazionale delle Ricerche, è la principale causa dell’aggravarsi dell’emergenza siccità di questi ultimi anni. Una situazione cui contribuisce anche la difficoltà di manutenzione dovuta all’alto numero di acquedotti e alla frammentazione della rete stessa.

La dispersione media è pari al 27%, ma può raggiungere anche picchi superiori al 40% della portata dell’acquedotto. Come sempre, il confronto fra Nord e Sud vede nel Mezzogiorno la Cenerentola, con una dispersione media pari al 30,4% contro il 25,4% del Centro-Nord. Anche l’acqua destinata all’irrigazione non si sottrae a questo fenomeno: lungo il percorso che va dalle sorgenti agli idranti nei campi coltivati, viene disperso circa il 40% della distribuzione complessiva.

Ma non solo. Sempre secondo il Cnr,la situazione idrica in Italia è grave anche per l’uso anomalo delle risorse a disposizione: alcune industrie si servono di acque di ottima qualità per il raffreddamento del loro ciclo produttivo; molte sorgenti appenniniche vengono sfruttate per produrre scarse quantità di energia mentre erogano oltre 1 metro cubo d’acqua al secondo; l’inesistenza di un riciclo e un riutilizzo dell’acqua di scarico per usi domestici che – se venisse reimpiegata per l’agricoltura – ci farebbe risparmiare 1500 milioni di metri cubi, quantità pari a quella raccolta negli invasi in Puglia e Basilicata.
Il fiume Po in secca
Un sofferenza la visione del Po che continua a calare che, come racconta Pino Ponti

 

I barcaioli di Olmi, soffriamo per il nostro Po e' come un deserto


Uno dei protagonisti di 'Centochiodi' racconta come si vive l'allarme.

Roma, 27 apr. - (Adnkronos) - I barcaioli che Emanno Olmi ha scelto per il suo ultimo film 'I centochiodi' girato a San Giacomo Po, nel comune di Bagnolo San Vito, piangono per il loro fiume "sofferente". "E' un grande dolore - dice all'ADNKRONOS con semplicita' Pino Ponti, barcaiolo nella vita e barcaiolo anche nell'ultimo film di Olmi - vedere il nostro Po sofferente. Ora c'e' tanta sabbia, e' come un deserto". L'attore per caso, che fa il barcaiolo da quando aveva sette anni ("mio padre la sera mi legava alla barca con una fune e quando il pesce abboccava la corda si muoveva e mi svegliavo) e' stato scelto dal regista "per la mia spontaneita' e perche' - dice - dalla mattina alla sera mi vedeva sempre sul fiume. Del resto, la mia vita e' legata al Po. Io qui ci lavoro, faccio il pescatore e ho realizzato un'oasi felice, un giardino di fiori".

Un sofferenza la visione del Po che continua a calare che, come racconta Pino Ponti, "purtroppo ci accompagna ormai da anni. Siamo dispiaciuti ma questa situazione per noi e' quasi diventata normale: in autunno la piena, a ridosso dell'estate la secca che, se non fosse che e' pericoloso, puoi camminare sulle acque. Ora pero' e' allo studio un progetto con il quale si sta pensando di deviare l'Adige per portare acqua nei punti di grande secca".

Soffrono i barcaioli di Olmi, soffre tanto "l'agricoltura - registra il sindaco di Bagnolo San Vito, Roberto Penna -. L'allarme c'e' eccome. Il livello del Po qui da noi e' piu' basso di un metro rispetto all'anno scorso".L'unico a 'beneficiare', per cosi' dire, della secca e' il capanno sulle rive del Po, il rudere che ha fatto costruire Ermanno Olmi mentre girava 'I centochiodi' e che e' stato il ricovero del protagonista Raz Degan, intorno al quale si sono intrecciate storie di amicizia, d'amore, di vita quotidiana. "Visto il calo storico resistera' per tanto", conclude il barcaiolo.

Allarmante la situazione del Po e di molti altri bacini italiani

 

Italia a rischio blackout e siccità


Pecoraro Scanio: ''Domani al Cdm chiederò lo stato di crisi''. Al ministero dello Sviluppo Economico il terzo incontro del tavolo tecnico istituito per fronteggiare la criticità del settore elettrico per l'estate 2007. Varato un piano per l'emergenza.
Pecoraro Scanio: ''Domani al Cdm chiederò lo stato di crisi''. Al ministero dello Sviluppo Economico il terzo incontro del tavolo tecnico istituito per fronteggiare la criticità del settore elettrico per l'estate 2007. Varato un piano per l'emergenza

Roma, 23 apr. (Adnkronos/Ign) - ''L'emergenza siccità va affrontata senza indugi e con razionalità. Il primo passo, vista la situazione e i problemi per l'ambiente, l'agricoltura e l'energia, è dichiarare lo stato di crisi, che domani chiederò nel corso del Cdm''. E' quanto ha affermato il presidente dei Verdi e ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, in merito all'aggravarsi della situazione idrica del nostro Paese

''Lo stato d'emergenza, però - prosegue Pecoraro Scanio - non basta. Servono interventi strutturali. In particolare è necessario varare un piano antisprechi e avviare l'ammodernamento della rete idrica italiana, che disperde una quantità inaccettabile delle risorse a causa della propria fatiscenza. L'acqua è un bene che, a causa dei cambiamenti climatici in atto, diventa di anno in anno sempre più prezioso e va assolutamente tutelata. Servono provvedimenti analoghi a quelli presi per l'energia che incentivino l'uso efficiente della risorsa e il suo riuso nei processi industriali e di depurazione''.

A lanciare l'allarme oggi sulle difficili condizioni in cui versano in particolare i nostri fiumi è stato Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera.

''Come era prevedibile la situazione del Po e di molti altri bacini italiani sta diventando estremamente critica - ha detto Realacci -. Circa un mese e mezzo fa, il 7 marzo, le commissioni Ambiente e Agricoltura hanno presentato una risoluzione congiunta in cui si chiedeva lo stato di emergenza idrica immediato, per scongiurare l'ulteriore aggravarsi della situazione''.

''Ora non c'è davvero più tempo da perdere - ha proseguito Realacci - e mi auguro che già dal Consiglio dei ministri di domani, o comunque il prima possibile, venga presa questa misura. La proclamazione dello stato di emergenza, infatti, è tecnicamente la misura più immediata per istituire da subito una cabina di regia comune per l'utilizzo della risorsa idrica".

Si è tenuto intanto questa mattina presso il ministero dello Sviluppo Economico il terzo incontro del tavolo tecnico istituito per fronteggiare la criticità del settore elettrico per l'estate 2007. Il ministero ha varato un piano anticrisi per affrontare l'emergenza predisposto in quattro punti principali.

Innanzitutto si investe in una forte azione di coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti nel tavolo di lavoro. E' previsto, inoltre, un aumento della potenza interrompibile di 1000 megawatt, dando, al tempo stesso, certezza sulla disponibilità effettiva dei 3100 megawatt già esistenti, con preavviso e in tempo reale. Sul fronte dell'import si ricorre alla prenotazione di 2000 megawatt di capacità con fornitori esteri.

Infine, è prevista l'adozione di soluzioni temporanee idonee a permettere il funzionamento delle centrali elettriche che utilizzano le acque del Po anche in presenza di bassi livelli. Al tempo stesso, sono allo studio soluzioni disponibili già dall'estate del prossimo anno, di carattere strutturale, per dare più flessibilità operativa alle centrali, riducendo la dipendenza dal livello delle acque del Po. Un primo bilancio delle azioni di coordinamento verrà fatto entro fine mese e verrà valutata l'opportunità di ulteriori eventuali interventi per dare efficacia alle proposte.
Il consumo giornaliero in Italia è di circa 200 litri a testa

 

Ecco le 12 città più 'sprecone' d'acqua


Nella lista nera di Legambiente Cosenza, Latina, Campobasso, Pescara, Vibo Valentia, Rieti, Bari, Siracusa, Nuoro, Agrigento, Sassari e Belluno. L'associazione ambientalista: ''Indispensabile affrontare il problema delle perdite di rete, situazione drammatica al Sud''.
Roma, 24 apr. (Adnkronos/Ign) - Più del 50% dell'acqua immessa in rete sparisce nel nulla. A mettere sul banco degli imputati dell'emergenza siccità 12 capoluoghi di provincia è Legambiente. Le città in questione sono: Cosenza, Latina, Campobasso, Pescara, Vibo Valentia, Rieti, Bari, Siracusa, Nuoro, Agrigento, Sassari e Belluno.

Principali responsabili degli sprechi per l'associazione ambientalista sono prima di tutti i consumi agricoli e industriali, "che occorre riorganizzare, razionalizzare e ridurre. Così come è indispensabile affrontare il problema delle perdite di rete che riguarda buona parte delle città italiane; il 44% delle 89 città per cui è stato possibile fare una stima nel rapporto Ecosistema Urbano 2007 perde più del 30% dell'acqua che immette in rete".

Ma è nelle regioni meridionali che la situazione è drammatica: a Cosenza l'acqua dispersa è il 70% di quella immessa in rete, a Campobasso il 65%. Emblematico il caso di Agrigento, una città che ha una disponibilità idrica superiore alla media nazionale, ma dove l'acqua viene tutt'oggi erogata ogni 4-10 giorni in relazione al periodo dell'anno e alla zona della città. E' evidente che il problema è legato alla fatiscenza e alla irrazionalità della rete, fatta di condotte vecchie e realizzate per pezzi nel corso dei decenni, non un circuito chiuso come sarebbe normale, ma serbatoi completamente isolati.

Una situazione paradossale se si pensa che anziché investire su una rete colabrodo, il commissario regionale all'emergenza idrica ha pensato bene di costruire un dissalatore che aumenta la dotazione d'acqua della città di un altro 30%, acqua che ovviamente finisce nella suddetta disastrata rete cittadina. E 'dulcis in fundo' commenta Legambiente, gli agrigentini comprano l'acqua per cucinare, 10 litri di acqua potabilizzata a 1 euro nei ''negozi specializzati'' sparsi per la città. "Il paradosso di Gela non è meno significativo - spiega l'associazione - l'acqua potabile del lago va allo stabilimento dell'Eni, mentre ai cittadini viene distribuita quella erogata dal dissalatore".

Ma nelle grandi città, anche se il dato è meno eclatante, la situazione degli sprechi non è meno significativa. Ci sono capoluoghi spreconi, come Palermo che perde il 47% della dotazione idrica, Catania (42%), Napoli (38%) e Roma (35%), e altri messi meglio, come Milano al 10%: in generale però anche in presenza di perdite contenute, l'alto numero di abitanti contribuisce al dato nazionale.

Il consumo giornaliero di acqua potabile in Italia è di circa 200 litri a testa (dai 106 di Ascoli Piceno ai 360 di Milano). Molto di più di quella che serve davvero. "Sprecare questo bene prezioso è più facile di quel che si creda - conclude Legambiente - un rubinetto che perde una goccia ogni 5 secondi, a fine anno ne ha buttati 2 mila litri. Se poi a perdere è il rubinetto dell'acqua calda, è come se avessimo sprecato anche una decina di metri cubi di metano".
Da adnkronos\web
Tutto talmente ben esposto, la situazione e' da depressione cronica, tendente al suicidio.....

 

postato da charliebrown01 alle ore 28/04/2007 19:28 | link | commenti
categorie: acqua
23/04/2007

L'oro blu sempre piu' scarso.

Siccità, si rischia
l'emergenza nazionale
 
Oggi i tecnici si sono riuniti al Ministero per lo sviluppo economico: sarebbero orientati a chiedere al Governo lo stato di crisi
ROMA
Potrebbe scattare l’emergenza nazionale sul fronte della siccità che rischia di mettere l’Italia in difficoltà nei prossimi mesi, anche con continui blackout elettrici. Oggi si sono riuniti al Ministero per lo sviluppo economico i tecnici che seguono la vicenda: sarebbero orientati a chiedere al Governo lo stato di crisi prevedendo anche il contingentamento delle risorse idriche nei prossimi mesi, escludendo gli usi domestici. A pesare -secondo quanto si apprende- sarebbero anche le previsioni per i prossimi mesi: temperature ancora sopra le medie stagionali, a cui si aggiunge la carenza idrica (il lago Maggiore, ad esempio, registra un livello di invaso inferiore di 60 milioni di metri cubi rispetto al 2006).

Nella riunione di oggi si sarebbe discusso dell’ ottimizzazione delle poche risorse a disposizione, attraverso dei «rilasci controllati», in modo tale da evitare sprechi e mantenere il più alto possibile il livello del Po, mai così basso ad aprile. E la predisposizione di misure operative che consentano di ridurre il rischio black out. Non c’è ancora la dichiarazione di stato di emergenza ma, di fatto, è già partito il programma per la razionalizzazione della risorsa acqua per far fronte al problema della siccità. Produttori e gestori di energia, Authority e Regioni, autorità di Bacino e Protezione Civile, nella riunione sul dossier (Emergenza Estate 2006) che si è tenuta questa mattina al ministero per lo Sviluppo Economico, hanno convenuto - secondo quanto si è appreso - che era necessario definire un programma da subito operativo. Perchè le previsioni per i prossimi mesi non consentono di recuperare il deficit idrico accumulato in autunno e in inverno e, dunque, il problema della siccità è ormai una realtà più che un rischio.

Il programma prevede che già da ora i rilasci di acqua siano controllati già da ora, sia dai grandi laghi sia dagli invasi alpini, in modo da consentire di ripristinare soprattutto il livello del Po. In ogni caso questo ripristino non consentirà di tornare a livelli abituali, visto che ad oggi il grande fiume ha una portata inferiore anche a quella del 2003, quando vi fu la necessità di intervenire pesantemente con la dichiarazione dello stato d’emergenza e il varo di una cabina di regia nazionale per la razionalizzazione delle risorse a disposizione.

Quesata dichiarazione con ogni probabilità sarà fatta entro la fine del mese di maggio: il programma avviato dai tecnici - che si rivedranno nei prossimi giorni per aggiornare la situazione con i dati a disposizione (soprattutto quelli sui grandi laghi) - serve proprio a definire i rilasci per i mesi più difficili, quelli di giugno e luglio, in cui servirà una grande quantità di acqua per usi irrigui e industriali.

Quanto al rischio black out, sempre secondo quanto si è appreso, gli esperti stanno già studiando le misure necessarie per impedire che un eccessivo utilizzo di energia faccia saltare l’intera rete. Allo studio ci sono due misure: una interna, il distacco delle utenze industriali cosiddette interrompibili (quelle cioè che a fronte di riduzioni tariffarie sono pronte ai distacchi) e una esterna, l’acquisto di una maggiore quantità di energia dall’estero.
Da la stampa\web
Ormai quasi sicuramente sara' emergenza, l'agricoltura e le condutture di alcune zone ne porteranno le conseguenze, alcuni paesi saranno serviti con le auto botti, sara' colpito anche l'approvvigionamento della corrente elettrica, causa surplus di richiesta per i condizionatori, probabibilissimi black out mirati a tempo di zona.
Bisognera', investire assolutamente nelle conduttore di acqua potabile, ormai fatiscenti e colabrodo, non si potra' in futuro sprecare neanche una goccia dell'oro blu.
postato da charliebrown01 alle ore 23/04/2007 18:58 | link | commenti
categorie: acqua

Chi sono

Utente: charliebrown01

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Partecipano

Free Blogger

Foto recenti

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder




More Cool Stuff At POQbum.com

Free Tibet
passaparola Web stats powered by www.clubstat.com
free counters