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la coperta di linus
05/06/2009

Da slow food,basta col formaggio frankenstein





Vaccini, pecorini e caprini. Grassi, semigrassi e magri. A pasta dura, semidura e molle. Erborinati, freschi e stagionati. Si fa presto a dire formaggio. In una produzione sterminata che cambia da vallata a paese, da stalla a caseificio, le forme del latte sono infinite. Come diceva il Palomar di Italo Calvino, «dietro ogni formaggio c’è un pascolo d’un diverso verde sotto un diverso cielo».

Ma anche questa biodiversità rischia lentamente di sparire, a favore di un’omologazione sia dei sapori, sia della produzione. Un esempio: la mozzarella, il formaggio più venduto in Italia, è prodotto per il 50% con latte straniero, il 25% del quale già semicagliato. E in etichetta nessuno ne fa cenno.

A lanciare l’ennesimo allarme è l’associazione Slow Food, che ieri ha presentato la 7ª edizione di Cheese, la manifestazione internazionale che ogni due anni riunisce a Bra (dal 18 al 21 settembre) gli artigiani della filiera lattiero-casearia mondiale. «Prendiamo la mozzarella – dice Piero Sardo, presidente dell’associazione Slow Food per la biodiversità –. Dovrebbe essere il prodotto tipico italiano per eccellenza: invece, a parte la mozzarella di bufala campana Dop, non ha neppure il marchio protetto, può essere realizzata ovunque e con qualsiasi atte».

Se la politica italiana dimostra una certa miopia, l’Unione europea non è da meno. «L’UE sta legiferando nel settore agroalimentare con uno strano concetto di qualità. Pochi giorni fa, il tribunale di Monza ha assolto un’azienda che aveva utilizzato latte in polvere per produrre mozzarella. I giudici hanno recepito una normativa europea ignorando la legge italiana che proibisce l’utilizzo di latte in polvere nei formaggi. Questo testimonia quanto sia forte la pressione esercitata dall’industria alimentare».

La prossima edizione di Cheese, con i suoi laboratori, seminari e mercati (programma sul sito www.cheese.slowfood.it), cercherà di sensibilizzare, far capire problemi e differenze. «Vogliamo – dice Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia – educare il consumatore, fornirgli informazioni per potersi muovere consapevolmente nel mercato alimentare, dandogli la possibilità di distinguere un prodotto di qualità da uno industriale».

Le questioni in campo sono molte e riguardano anche il sistema delle dop (denominazione di origine protetta) e igp (indicazione geografica protetta): «Utili per salvaguardare i prodotti tipici ma rischiano di non valorizzare le piccole produzioni al loro interno, per le quali diventa difficile sostenere i costi delle certificazioni. Cheese vuole far conoscere le tipologie casearie dop più autentiche e prodotte in condizioni difficili, come il Castelmagno e il Bitto d’alpeggio».

Sempre sul tema della biodiversità, quest’anno la manifestazione porterà alla ribalta la questione dei fermenti aggiunti in fase di caseificazione. Oggi il latte, sottoposto a rigide norme igienico-sanitarie, è povero di flora batterica autoctona, così si usano fermenti artificiali prodotti in laboratorio, uguali per tutti. «E’ un po’ come l’aggiunta dei lieviti nel vino – spiega Sardo -. Si omologa il gusto, con un progressivo appiattimento organolettico».

Risalendo la filiera, si arriva fino ai metodi di allevamento, alla riscoperta dell’alpeggio, della pastorizia nei parchi e della transumanza. I pastori stanno sparendo (meno 90% negli ultimi 30 anni in Italia): vita durissima, scarsa remunerazione, assenza di norme e regolamentazioni a tutela del mestiere. «L’abbandono del pascolo – dicono da Slow Food - ha ripercussioni negative per l’ambiente e l’economia montana, e porta a un inevitabile degrado territoriale».

[ da La stampa ]

Impossibile interpretare il protezionismo,sarebbe un'utopia,perlomeno è possibile difendere una buona fetta di mercato che rispetti le tradizioni e i sapori locali,non solo per i prodotti caseari.
Slow Food con Carlin Petrini sono i migliori interpreti su questi temi,la politica europea con i rispettivi governi locali devono farsene carico.
postato da charliebrown01 alle ore 05/06/2009 23:50 | link | commenti
categorie: alimentazione
10/12/2008

Il terzo mondo sempre più vasto


Cresce nel mondo il numero di quelli che hanno fame. I senza cibo del Pianeta, stando ai dati Fao, sono 963 milioni, 40 in più dell'anno scorso e 115 milioni in più rispetto al biennio 2003-2005. E l'attuale crisi finanziaria potrebbe aggravare ulteriormente la situazione.



Avrei potuto inserire scene terribili della fame nel mondo,ho preferito questa immagine perchè trasmette speranza.

A lanciare l'allarme è l'ultimo rapporto sullo «Stato dell'insicurezza alimentare nel mondo (Sofi)» , che riporta i dati del 2007, aggiornati dall'agenzia Onu agli ultimi mesi di quest'anno e riportati nella conferenza stampa di lancio del documento, a testimoniare come la piaga della fame proceda inarrestabile e a ritmi sostenuti.

LE CAUSE - Alla base del «drammatico quanto rapido» aumento del numero di affamati cronici nei Paesi del sud del mondo c'è l'impennata dei prezzi delle materie prime agricole, che ha fatto precipitare nell'insicurezza alimentare milioni di poveri e ridotto drasticamente la quantità e qualità del cibo a loro disposizione. «I prezzi dei principali cereali - si legge nel rapporto - sono calati di oltre il 50%o rispetto al picco raggiunto agli inizi del 2008 ma rimangono più alti del 20% rispetto all'ottobre 2006». «Bambini, donne in gravidanza e in allattamento sono molto a rischio - ha detto il direttore generale della Fao, Jaques Diouf - i disordini civili che si sono già verificati nei Paesi in via di sviluppo sono il segnale della disperazione causata dall'aumento dei prezzi alimentari. Gli effetti della crisi saranno più devastanti tra i poveri delle aree urbane e le donne-capo famiglia». La peggiore situazione si registra nell'Africa sub-sahariana, dove una persona su tre, vale a dire circa 236 milioni, soffre cronicamente la fame.


GLI SCENARI - Secondo gli esperti Fao, comunque, l'alto prezzo delle derrate può diventare un'opportunità di sviluppo ed essere la chiave di volta per uscire dall'impasse e scongiurare l'ulteriore crescita di povertà prevista dagli economisti. Nel lungo periodo, infatti, l'aumento del costo del cibo può rappresentare un'occasione di sviluppo per i milioni di piccoli agricoltori poveri, può favorire l'espansione dei mercati regionali, creare nuovi posti di lavoro e rilanciare in modo sostenibile l'agricoltura del sud. Da qui, la duplice strategia, coerente e coordinata, su cui governi, Paesi donatori, Nazioni Unite, ong, società civile e settore privato devono «immediatamente» convogliare gli sforzi: da una parte rafforzare il settore agricolo e aiutare i piccoli produttori ad aumentare la produttività fornendo sementi, fertilizzanti e mangimi per animali, oltre a macchine agricole, infrastrutture e servizi essenziali. Dall'altra, avviare programmi di sicurezza e protezione sociale per le categorie più vulnerabili, così da garantire ai più poveri l'accesso al cibo. Solo così la battaglia per raggiungere entro il 2015 gli Obiettivi del Millennio non sarà stata vana.

[ da Corsera ]

Sono necessarie politiche occidentali e dell'Onu a proposito,fondi e progetti mirati nell'aiutare in modo permanente le popolazioni ove sia possibile,e i soliti volontari umanitari,mi riferisco alle associazioni laiche e religiose,le quali mettendo a repentaglio a volte la vita degli stessi volontari,sono la parte fondamentale del processo umanitario.
I veri eroi o santi per chi preferisce di questa società malata,e mi riferisco alla parte occidentale,che non muore di fame ma che ha vuota la scatola cranica.

[ post inserito da Kenzo ]
postato da charliebrown01 alle ore 10/12/2008 18:55 | link | commenti
categorie: alimentazione, diritti umani, umanità
07/12/2008

Carne di maiale,emergenza diossina,controlli in tutta Europa





La Commissione Ue ha annunciato oggi di aver attivato il sistema di allerta rapida sulla catena alimentare dopo che le autorità irlandesi hanno deciso di ritirare tutti i prodotti a base di carne di maiale di animali allevati in Irlanda in seguito alla scoperta che in alcuni campioni di queste carni è stata rilevata una presenza di diossina 100 volte superiore ai livelli massimi consentiti dalle normative europee.

L'iniziativa adottata da Bruxelles rappresenta una misura precauzionale che viene attivata ogni volta che si registrano, ovunque nei 27 Paesi membri, problemi di un certo rilievo riguardanti la catena alimentare ed è destinata, precisa la Commissione in una nota, a garantire la protezione della salute pubblica.

Secondo le informazioni provenienti da Dublino, la maggior parte delle esportazioni di prodotti a base di carne di maiale irlandese è destinata al mercato inglese ma quantitativi limitati vengono venduti anche in altri Paesi europei.

All'origine della contaminazione, in base alle indagini compiute, c'è un mangime che è stato utilizzato in alcuni allevamenti a partire dallo scorso settembre. Secondo le informazioni rilanciate dalla Commissione europea non più del 10% della carne di maiale irlandese sarebbe stata contaminata.

Anche l'Italia risulta nella lista dei Paesi che hanno importato carne di maiali allevati in Irlanda. La conferma e' giunta dai primi riscontri effettuati dagli esperti europei nell'ambito degli accertamenti in corso. I Paesi Ue coinvolti risultano essere nove. A Gran Bretagna, Olanda, Belgio, Francia e Italia si sono aggiunti Germania, Danimarca, Polonia e Svezia. Al di fuori dell'Ue, la carne dei maiali irlandesi e' stata esportata, secondo le stesse fonti, in Svizzera, Usa, Canada, Giappone e Russia.

Per rintracciare eventuali partite di carne suina proveniente dall'Irlanda sono state attivate le Regioni e i carabinieri del Nas. Lo ha detto all'ANSA Silvio Borrello, direttore della sicurezza alimentare del ministero del Welfare che ha attivato un gruppo di lavoro in contatto con gli uffici europei per seguire la vicenda. Secondo l'esperto qualora fosse rilevata la presenza di maiale irlandese si tratterebbe comunque di ''modestissime quantita'''.

''Mi sarei preoccupato - ha aggiunto - se l'allerta fosse stata data per le carni bovine da Olanda o Belgio dai quali ci sono flussi maggiori''. Il primo obiettivo delle indicazioni ministeriali disposte, ha spiegato Borrello, e' ''rintracciare le partite prodotte dal primo di settembre e metterle in sicurezza; in un secondo tempo si decidera' se distruggerle o sottoporle ad analisi. Abbiamo infatti una rete di laboratori specializzati per le analisi delle diossine: dal centro di referenza nazionale di Teramo ai laboratori di Roma e Brescia''.

[ notizia da Ansa ]

Le maggiori preoccupazioni sono tra i consumatori del mercato del Regno Unito,modeste quantità sono state esportate anche nel mercato comunitario,in Irlanda da settembre alcuni allevatori hanno approvvigionato gli allevamenti dei suini con mangime contaminato da diossina,penso sia stato del tutto inconscia la scelta,le autorità irlandesi dovranno investigare su chi ha fornito il mangime senza controllare o probabilmente spacciato ugualmente,consapevolmente per lucro.
La cautela nell'acquistare carne di maiale è un buon consiglio per tutti,dispiace per gli addetti del settore,i quali dovranno tempestivamente rassicurare i consumatori della estraneità e genuinità del loro prodotto.
Se poi si diventa vegetariani in buona percentuale,senza abbandonare la carne,ma evitando di assumerne quotidianamente,si evitano questi problemi eccezionali,e l'organismo ne trarrà un sicuro giovamento.
Dopo i vini adulterati,mozzarelle di bufala sempre con diossina,melamina nel latte,si aggiunge altro veleno,direi che è molto difficile in questo momento epocale,stare tranquilli a livello gastronomico.

@@ post inserito da Dalida @@
postato da charliebrown01 alle ore 07/12/2008 20:17 | link | commenti (1)
categorie: alimentazione, informazione
04/12/2008

Latte crudo,dopo i formaggi è emergenza


Allarme per il latte «alla spina»
Segnalati nove casi di infezione renale in bambini. Francesca Martini: «Bollirlo sempre»



E' allarme per il latte crudo, quello cioè in vendita nei distributori «alla spina» in molte città italiane. Sarebbero infatti al momento nove (sei nel 2008 e tre nel 2007) i casi di sindrome emolitica uremica , una grave malattia renale provocata nei bambini dal batterio Escherichia coli O157 «collegati» al consumo di latte crudo., secondo quanto riferito dal direttore generale della Sicurezza alimentare e nutrizione del ministero della Salute, Silvio Borrello.
Borrello ha inoltre precisato di aver inviato un documento alle Regioni nell'ottobre scorso sulla corretta applicazione dell'intesa fra Regioni e Governo relativa ai controlli igienico-sanitari sulla distribuzione di latte crudo. La nota, ha aggiunto, prevedeva che gli animali nei quali fosse risultato presente il batterio Escherichia coli O157 avrebbero dovuto essere definitivamente eliminati dal circuito della produzione di latte crudo.
BOLLIRLO SEMPRE - In attesa che gli incontri con il Consiglio superiore di Sanità e con il ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia, facciano chiarezza sul futuro utilizzo dei distributori di latte crudo non pastorizzato, il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, ha lanciato un allarme di tipo sanitario su questo tipo di distributori e un conseguente consiglio rivolto ai consumatori. «È assolutamente necessario- ha spiegato parlando con i giornalisti al ministero della Salute- che il latte consumato» ed erogato da questi distributori automatici «venga prima fatto bollire».
A tale scopo sarà messo in atto un «provvedimento di informazione» che dovrà contenere indicazioni rivolte alle Regioni e alle associazioni di categoria perchè i distributori di latte crudo (che secondo indagini in corso sono circa 2mila in tutta Italia) «abbiano in evidenza l'informazione che il latte crudo non è pastorizzato e che non ha quindi subito trattamenti volti ad eliminare eventuali agenti patogeni potenzialmente pericolosi per la salute umana». E soprattutto, ha aggiunto Martini, «deve essere chiaro che il latte crudo non pastorizzato deve essere assunto solo dopo la bollitura».

[ notizia tratta dal corsera ]

Dopo i formaggi freschi prodotti col latte crudo,con il ricovero dei malcapitati per problemi intestinali d'una certa entità,il fatto è capitato poche settimane fa,ora emergono casi nell'assunzione del latte crudo tramite i distributori,come consiglia la professionista in materia,meglio bollirlo solo un attimo,si perde il gusto genuino del prodotto,però in questo modo i bambini e gli adulti non rischieranno problemi renali.

Esiste in commercio da sempre il latte fresco delle centrali,la pastorizzazione che subisce garantisce la sicurezza del prodotto.

@@ post inserito da Dalida @@
postato da charliebrown01 alle ore 04/12/2008 21:19 | link | commenti
categorie: alimentazione
02/12/2008

La migliore birra al mondo è italiana,ecco le super marche


Gli esperti americani: viene da Piemonte e Lombardia



E’ talmente buona che gli americani l’hanno incoronata come la migliore del mondo. Il giudizio sulla birra artigianale italiana viene dal «New York Times», ed è una valutazione maturata sul campo. Evan Rail, uno dei più noti autori di guide specializzate d’America, ha vagato a lungo per le birrerie del Nord Italia, dal Piemonte, dove ha fatto tappa alla «Casa Baladin» di Piozzo e al «Grado Plato» di Chieri, alla Lombardia, dove ha riempito boccali alla «Bi-Du» di Rodero o «A tutta birra», in piena Milano.

In Italia, secondo le ultime rilevazioni, i birrifici sarebbero ormai 220. Il Piemonte, con 32, è la seconda regione per espansione del fenomeno, preceduta dalla Lombardia, con 41. Appena 15 anni fa quasi non ne esistevano e si beveva esclusivamente birra industriale o marche particolari soltanto di importazione.

L’Ais (Associazione Italiana Somelliers) piemontese ha organizzato a Caluso una serata di degustazione. Significativo il titolo «Piemonte terra non solo di grandi vini», perché ormai, proprio come per i vini, vengono consigliate birre da abbinare a determinate pietanze.

L’«alta fermentazione», di origini antichissime, è quella scelta dalla maggior parte degli artigiani. Producono una birra cruda, senza conservanti. Gli ingredienti base sono il malto, il luppolo, l’acqua e il lievito. Ma molti piccoli produttori ampliano la gamma delle loro birre con altri ingredienti.

La «Grado Plato» di Chieri, che sfoggia ben 12 etichette, produce la classica «Spoon River», definita birra ambrata di malto d’orzo ad alta fermentazione. La «Strada San Felice» è invece una birra di castagne, la scura «Chocarrubica» è fatta con fave di cacao, carrube siciliane e avena. La Birreria Artigianale «Valle Cellio» propone birra a base di riso.

Fabio Brocca, titolare del milanese Birrificio Lambrate, sottolinea: «Quando iniziai 12 anni fa la qualità della birra artigianale italiana era piuttosto bassa. Ma poco per volta e notevolmente migliorata». L’attivismo di pochi visionari a metà Anni ’90 è diventato quindi un fenomeno interessante, che oltretutto costituisce un’opportunità per i giovani in cerca di lavoro. Su internet esistono anche siti che mettono in vendita il kit per cominciare a fabbricarla.

Le migliori birre italiane scelte



Elixir
Birrificio: Baladin
Luogo: Piozzo (Cn)
Anno di nascita: 1996
Produzione: circa 3500 hl
Demi-sec spumeggiante di 10% vol, caratterizzata dall'uso di lieviti di whisky in rifermentazione. Il gusto è secco con note fruttate e di toffee.
Il consiglio: stapparla molto fredda per evitare una fontana di schiuma.



Sticher
Birrificio: Grado Plato
Luogo: Chieri (To)
Anno di nascita: 2003
Produzione: circa 580 hl
Ispirata alla rara «Sticke» di Düsseldorf (6,5% vol) ha forti note di malto, caramello, il leggero fruttato ed il finale secco e pulito.
Il consiglio: ottima con una pasta con un ricco sugo, ad esempio alle lumache.




Daü
Birrificio: Troll
Luogo: Vernante (Cn)
Anno di nascita: 2003
Produzione: circa 500 hl
Con soli 3,9% vol, la birra ha un delizioso profumo con note pepate ed agrumate.
Il consiglio: ottima come rinfrescante estivo, può prestari tutto l'anno come un aperitivo leggero ma di grande effetto.



Tipopils
Birrificio: Nuovo Birrificio Italiano
Luogo: L. Marinone (Co)
Anno di nascita: 1996
Produzione: circa 1500 hl
E' una classica "biondina" (5,2% vol) dal profumo di cereale maltato con note erbacee. Il gusto è caratterizzato dal persistente amaro dovuto all'uso di luppoli tedeschi.
Il consiglio: è una birra adatta ad ogni momento della giornata.




Ghisa
Birrificio: Lambrate
Luogo: Milano
Anno di nascita: 1996
Produzione: circa 2300 hl
Scura, 5% vol, dal profumo intenso di tostato. Il gusto colpisce con l'affumicato dei malti, per poi lasciare spazio alla frutta secca e alla liquirizia.
Il consiglio: da abbinare a salumi e pesce affumicati.

[ articolo tratto da la stampa ]

Il giudizio è americano,chissà se in Europa,nei paesi più esperti nella degustazione,risulterebbero i medesimi dati,ma consoliamoci,la notizia è apparsa sul New York Times,nel momento epocale alquanto negativo,una buona notizia sul fronte nostrano.

[ post inserito da Kenzo ]
postato da charliebrown01 alle ore 02/12/2008 19:19 | link | commenti (1)
categorie: alimentazione
26/11/2008

Prodotti biologici,tradizionali oppure ogm




La polemica sui vari tipi di coltivazione o di metodi di trasformazione alimentare è nata dall'intossicazione alimentare dovuta al formaggio prodotto con latte crudo,trasformato da un consorzio di caseifici pisani,una decina di persone gustandolo,si fa per dire,è stata ricoverata per un breve periodo in ospedale,l'intossicazione è dovuta con tutta probabilità alla mancata breve bollitura del latte.
Nelle varie posizioni sul tema,un punto fermo sulle produzioni biologiche è che siano più saporite ma il valore nutrizionale rimane uguale ai prodotti trattati con antiparassitari chimici,poichè la presunta mancanza di tossicità dei sistemi biologici è messa in discussione dall'autoprotezione parassitaria degli stessi,infatti sviluppano anch'essi tossine simili.
Il parere importante di un esimio nutrizionista del calibro di Carlo Cannella,riporta le tesi esposte prima,aggiungendo che la coltivazione biologica è positiva essendo ecocompatibile con l'ambiente,da non sottovalutare l'allarme degli apicoltori,i quali in questi ultimi anni hanno dimezzato il miele prodotto rispetto ad alcuni anni prima,dovuta alla moria dei laboriosi insetti,causa le tossine chimiche utilizzate in agricoltura.
Pareri discordanti sono emersi sulla quantità di produzione agricola con il sistema biologico,il quale non garantirebbe la sufficienza alimentare per sfamare l'intera umanità.
L'argomento sull'effettiva utilità dei prodotti ogm,è parsa aleatoria,non sono provate le positive previsioni sulle loro qualità,ovvero d'essere più produttivi e resistenti ai parassiti,non è accertata alcuna controindicazione sull'organismo dell'uomo,insomma a parte la sponsorizzazione delle multinazionali a stelle e strisce su tale prodotto,non è un capitolo chiuso ma se non ha avuto molto successo nella vecchia Europa,qualche motivo esisterà,immagino.

[ rapporto personale sulla discussione radiofonica di oggi pomeriggio a radioanch'io,Radiouno Rai ]

[ post inserito da Kenzo ]
postato da charliebrown01 alle ore 26/11/2008 22:29 | link | commenti
categorie: alimentazione
26/09/2008

Eataly,apre a Tokyo un punto di alta qualità gastronomica

Il "made in Turin" nella terra 
del sushi




Eataly, la boutique della gastronomia di alta qualità nata con la benedizione di Slow Food, sbarca a Tokyo. Dopo quelli di Torino e Milano, inaugurerà domani il nuovo punto vendita nel cuore della capitale giapponese, con un investimento di 10 milioni di euro: 1.500 mq dedicati ad aree di acquisto, ristorazione e didattica, il tutto riferito a cibi e bevande di alta qualità. All’interno del punto di vendita, che sorgerà nel quartiere Daikanyama, si punterà a valorizzare il patrimonio enogastronomico italiano, soprattutto piemontese e ligure. Come a Torino e a Milano anche a Tokyo si farà cultura del cibo organizzando incontri con grandi chef, degustazioni tematiche di prodotti tradizionali, corsi di cucina nell’aula didattica da venti posti.

[ da la stampa web ]

Eataly-Torino





Il reportage fotografico completo.

http://photosphera01.spaces.live.com/photos/cns!6B246628B12F93E!3463/?startingImageIndex=2&commentsExpand=0&addCommentExpand=0&addCommentFocus=0&pauseSlideshow=0

I torinesi e milanesi hanno già goduto della qualità gastronomica delle relative realtà,insieme ai prodotti acquistabili nello spazio mercato,tutti d'impronta biologica e di alta qualità ad un prezzo possibile,grazie alla filosofia Slow Food,nonostante l'esoso investimento nella terra del sol levante,il ritorno economico e d'immagine sarà senza dubbio molto superiore.

Rammentando il tutor numero uno di tale filosofia eno-gastronomica,ovvero Carlin Petrini.



[ post inserito da Dalida ]
postato da charliebrown01 alle ore 26/09/2008 18:38 | link | commenti
categorie: alimentazione, informazione
23/09/2008

Consigli per la longevità

SALE: 3 GRAMMI IN MENO, MILIONI DI VITE IN PIU'




Consiglio di acquistare quello iodato,previene problemi alla tiroide.

Tre grammi in meno di sale al giorno determinerebbe una riduzione di oltre il 20% nel numero di morti per ictus e di oltre il 15% dei morti per infarto. Poiché ogni anno sono 17,5 milioni i morti per infarto e ictus, mezzo cucchiaino di sale in meno al giorno potrebbe permettere di salvare milioni di vite.

E' il messaggio della federazione mondiale cuore che quest'anno per la giornata mondiale che si terrà domenica si avvale di un testimonial d'eccezione, il maratoneta Stefano Baldini: "so che il cuore è il mio muscolo più forte e il più importante del mio corpo, vincere le gare dipende dalla sua vitalità - afferma Baldini, medaglia d'oro olimpica - avere una dieta sana mi aiuterà a mantenere giovane il mio cuore e a preservare a lungo la mia carriera".

L'eccessivo consumo di sale è una delle cause dell'ipertensione, il principale fattore di rischio singolo per ictus e infarto, che oggi colpisce oltre un miliardo di persone al mondo e che si stima entro il 2025 arriverà a colpire oltre 1,5 miliardi di persone, ovvero un adulto su tre dopo i 25 anni avrà la pressioone alta. Sono tanti i trucchi per ridurre l'introito giornaliero di sale, ricorda Shahryar Sheikh, Presidente della federazione mondiale cuore: mentre si cucina, per insaporire gli alimenti si possono usare le spezie al posto del sale, inoltre non bisogna mai mettere in automatico il sale sulle pietanze, e stare sempre attenti al contenuto di sale nei cibi acquistati al supermercato.

Basta leggere l'etichetta, promossi gli alimenti contenenti meno di 0,3 grammi di sale per 100 grammi, ovvero meno di 0,1 grammi di sodio. L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non assumere più di 5 grammi di sale al giorno, un cucchiaino da té, compreso quello già presente nei cibi (ovvero il 75% di tutto il sale che mangiamo).

Il cioccolato fondente,l'elisir di lunga vita



Il cioccolato, ma solo quello fondente, aiuta a prevenire il rischio di infarto. E' la scoperta fatta dai ricercatori dell'Università "Cattolica" del Molise. Per poter trarre benefici non bisogna però esagerare: 6,7 grammi di cioccolato al giorno rappresentano la quantità ideale per garantire un effetto protettivo contro l'infiammazione e le malattie cardiovascolari che ne derivano.

Il nuovo effetto è stato dimostrato per la prima volta in uno studio di popolazione dai Laboratori di Ricerca della Cattolica di Campobasso in collaborazione con l'Istituto dei Tumori di Milano. La scoperta - pubblicata sulla rivista specializzata Journal of Nutrition, organo ufficiale della Società Americana di Nutrizione - viene da uno dei più grandi studi epidemiologici mai condotti in Europa, il Progetto Moli-sani, che ha coinvolto finora oltre 20mila abitanti del Molise.

[ tratto da ansa web ]

Un buon equilibrio nella dieta,è il consiglio migliore per tutti,la dieta mediterranea con pasta,verdure,pesce e frutta,sono un buon viatico salutare,i consigli della ricerca scientifica a riguardo del sale e del cioccolato sono aggiuntivi per il proprio benessere.

Mi raccomando solo un pizzico di sale e piccoli quantitativi del nettare degli dei,ovvero il cacao trasformato in cioccolato fondente.



Consiglio per l'acquisto, non è pubblicità ingannevole!!!




Cioccolato Amedei

L'azienda di Pontedera (Pisa) per la terza volta consecutiva,è stata insignita del miglior cioccolato al mondo, da chi se ne intende peraltro,l'accademia del cioccolato di Londra, se riuscirete a reperire la confezione del gusto qualità toscano black 63%, non ve ne pentirete d'acquistarla.

[ post inserito da Dalida ]

postato da charliebrown01 alle ore 23/09/2008 19:03 | link | commenti
categorie: alimentazione, informazione
22/09/2008

Latte contaminato con la melanina in Cina



I danni del latte in polvere cinese contaminato con la melamina si fanno sentire su oltre 53000 bambini. È questo lo spaventoso numero, diffuso dal ministero della Sanità cinese, relativo ai neonati che fino ad ora sono stati sottoposti a cure a causa del latte in polvere contaminato. Tra i 53000 bimbi, 13.000 sono ricoverati e 104 sono in gravi condizioni. Il bilancio purtroppo non si ferma qui visto che 4 neonati hanno addirittura perso la vita. Per capire la gravità dello scandalo basta sapere che la melamina, è una sostanza chimica utilizzata per produrre plastica, colle e fertilizzanti.
Uno scandalo che rischia di espandersi: le principali catene di supermercati di Hong Kong hanno ritirato dalla vendita altri prodotti della Nestlè dopo che alcuni test avevano riscontrato la presenza di melamina. La multinazionale svizzera aveva rassicurato sulla sicurezza del suo latte in polvere elaborato in Cina diffondendo poi un comunicato per ribadire che nessuno dei suoi prodotti in Cina è fatto con latte contaminato.

Intanto arrivano i primi contraccolpi dello scandalo: Li Changjiang, responsabile dell'amministrazione cinese incaricata del controllo di qualità, si è dimesso.

Si muove anche l'Europa. Dal 2002 l'Ue ha chiuso le frontiere alle importazioni di latte e prodotti lattieri prodotti in Cina. Tuttavia il nuovo scandalo preoccupa l'Europa, decisa ad un ulteriore giro di vite. «La presidenza francese dell'Ue vuole ottenere delle conclusioni del Consiglio Ue per rafforzare ulteriormente un impegno in materia di sicurezza alimentare» affermano fonti comunitarie. L'argomento sarà trattato dal consiglio dei ministri dell'agricoltura e della sanità dell'Ue iniziato oggi a Annecy, nell'Alta Savoia francese. Il presidente di turno del consiglio dei ministri dell'agricoltura europei, Michel Barnier chiarisce la linea dell'Ue: «non vogliamo del protezionismo ma della sicurezza. I consumatori europei hanno diritto di essere protetti».

Nessun pericolo per i neonati in Italia dove non è stato segnalato nessun caso, nemmeno di lieve entità. A rassicurare è Pasquale Di Pietro, presidente della Società Italiana di pediatria, che nota come nel nostro paese si sia «aperto al mercato dalla Cina ma fortunatamente non a quello del latte e suoi derivati cinesi». Di Pietro conclude: «L'attenzione è già molto elevata e poi noi consigliamo sempre, ove possibile, l'alimentazione del neonato con il latte materno».

[ da l'unità web ]

Assurdo pensare di produrre latte in polvere per i neonati con l'aggiunta di melanina,un prodotto per le industrie plastiche e per solventi,tutto ciò per aumentare le proteine alimentari,migliaia di bambini in grave difficoltà per problemi renali,mi chiedo come possa un paese come la Cina,seppur in piena espansione economica,permettere un atteggiamento così criminale da parte delle industrie del settore.

Parrebbe il mancato coinvolgimento della Nestlè,mi auguro che non vi siano problemi per il nostro paese, come ha dichiarato il Presidente dell'associazione medici pediatrici.

postato da charliebrown01 alle ore 22/09/2008 18:24 | link | commenti
categorie: alimentazione, sanita
15/06/2008

SPESA LOW COST, RISPARMI FINO AL 30%

 

ROMA - Nonostante il caro prezzi è possibile fare una spesa low cost, con risparmi fino al 30%, tagliando le intermediazioni e approfittando di idee imprenditoriali innovative che vanno dal latte alla spina all'orto self service, fino all'adozione del maiale. E' quanto afferma Coldiretti, sottolineando che grazie alla distribuzione alla spina il latte fresco di altissima qualità può essere acquistato a prezzi variabili tra un euro ed un euro e venti (per il biologico), mentre sugli scaffali il latte fresco è venduto attorno a 1,6 euro al litro, riciclando peraltro il contenitore ed eliminando così anche la dispersione di rifiuti.

E' anche possibile fare la spesa direttamente nell'orto delle aziende agricole raccogliendo personalmente dal terreno il cespo di insalata, il finocchio e le zucchine che si intendono acquistare per garantirsi cibi sicuri e di qualità ma anche per risparmiare sui costi della raccolta secondo una formula denominata 'pick your own' che sta avendo una rapida diffusione negli Usa e negli Stati Uniti.

Ma per chi vuole acquistare prodotti freschi direttamente dal produttore, senza fare la 'fatica' di raccoglierli, sul sito www.campagnamica.it c'é il motore di ricerca 'fattorie e cantine' dove è possibile individuare per singolo comune le aziende agricole dove è possibile fare la spesa, con quasi diecimila indirizzi disponibili. In molte grandi e piccole città si stanno inoltre diffondendo i farmers market, i cosiddetti mercati esclusivi degli agricoltori molto diffusi negli Usa, per la vendita diretta e senza intermediazioni dei prodotti.

Ma per risparmiare vale anche la pena di approfittare - continua Coldiretti - dell'apertura dei mercati all'ingrosso ai privati cittadini, prevista dalla legge in orari determinati che consente risparmi con acquisti a collo (cassetta o altro) e di usufruire degli eventuali 'saldi last-minute'. Del tutto innovativo è poi quanto propone l'agricoltore calabrese Giuseppe Riggio: con appena 45 euro al mese si può 'adottare' a distanza, anche on line, un maiale di razza pregiata per farlo crescere ed alimentare in modo genuino e in un ambiente naturale e garantirsi così per tutto l'anno salumi e carne fresca di alta qualità.

[ da ansa web ]

Ho cliccato sul sito consigliato dall'articolo,www.campagnamica.it ,dentro questa realtà esistono ottimi consigli e opportunità per poter approfittare di ottimi prodotti con una spesa congrua,acquistando direttamente dai produttori si evitano le filiere del classico passamano, vi consiglio un giro virtuale e chissà se diventerete clienti.

Il caso classico trattato dalla bravissima Milena Gabanelli,il pomodoro ciliegino,al produttore viene data una miseria,mentre al dettaglio nei mercati rionali e nei supermercati, il prezzo sale alle stelle.

postato da charliebrown01 alle ore 15/06/2008 21:15 | link | commenti (4)
categorie: alimentazione

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