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charliebrown01

la coperta di linus
15/08/2009

Buon ferragosto ormai agli sgoccioli,ma domani è domenica

postato da charliebrown01 alle ore 15/08/2009 23:28 | link | commenti (1)
categorie: blog
02/02/2009

Beppe Grillo,unica superstar italiana del web mondiale


Blogger, imprenditori e comici Su Forbes le 25 star del web



Beppe Grillo, unico italiano nella classifica

Con oltre un miliardo di persone che si collegano regolarmente a internet, chi può davvero definirsi una celebrità della rete? A cercare di dare una risposta ci pensa Forbes, la rivista statunitense di finanza ed economia, famosa per le classifiche stilate regolarmente. Nella terza edizione della "top 25 web celeb" ci sono imprenditori del web, blogger, esperti di gossip, studiosi dei media e comici, come Beppe Grillo, primo e unico italiano a comparire nella graduatoria.

Il podio. A vincere per il secondo anno consecutivo è Perez Hilton, al secolo Mario Lavandeira, spietato esperto di gossip e curatore dell'omonimo sito perezhilton.com, dalle cui colonne non manca di commentare con cinismo e sarcasmo tutte le vicissitudini dei divi di Hollywood, divertendosi a "correggerne" le foto con commenti al vetriolo o dettagli artigianali. Lo stesso nome d'arte di Lavandeira deriva da una delle sue vittime preferite, l'ereditiera Paris Hilton, protagonista di centinaia di post nel suo blog.

La medaglia d'argento spetta invece a Michael Arrington, editore e fondatore del blog TechCrunch.com, specializzato nella recensione e analisi dei servizi delle rete, con una particolare attenzione alle start up della Silicon Valley. Techcrunch è oggi uno dei punti di riferimento del panorama informativo sul cosiddetto web 2.0, lettura immancabile per appassionati del settore, investitori e venture capitalist a caccia della prossima "big thing", cioè società che come Google o Facebook partano dal basso per poi diventare uno dei giganti della rete. Il successo di Arrington, dal cui giudizio dipendono in parte le sorti di tante nuove realtà del web, lo ha reso uno dei soggetti più odiati dell'intera blogosfera, tanto che dopo numerose minacce di morte ed episodi sgradevoli, ha deciso di prendersi un mese di vacanza dal sempre più litigioso ambiente delle start up.

Sul gradino più basso del podio si trova Kevin Rose, il 31enne fondatore nel 2004 dell'aggregatore digg.com, che permette agli utenti di segnalare notizie, commentarle e votarle. Il sito, uno dei 100 più visti negli Stati Uniti ma meno conosciuto in Italia, è stato spesso al centro di voci sul possibile acquisto da parte di Microsoft e Google (si parlò di 100 milioni dal motore di ricerca), ma fino ad oggi è rimasto indipendente.

Gli altri. Tra gli altri nomi presenti nella graduatoria, la maggior parte sono "addetti ai lavori" americani: Om Malik (16°), Robert Scoble (11°), Pete Cashmore (5°), Cory Doctorow (5°) e Briam Lim (21°) sono tutti blogger di siti che si occupano di web 2.0 o gadget. Una delle poche eccezioni della classifica è Beppe Grillo, definito dalla rivista "una vera celebrità del web a livello mondiale", il cui blog è disponibile anche in inglese e giapponese.

La rilevazione. Per stabilire in modo il più possibile oggettivo chi si potesse definire una web celebrity, i redattori di Forbes hanno prima creato una lista di 250 persone famose grazie alla Rete, premurandosi di escludere quelli la cui celebrità è precedente all'approdo su internet (come Arianna Huffington dell'Huffington Post) e in seguito hanno valutato cinque fattori. Sono stati presi in considerazione: i risultati di Google, la graduatoria del sito sul sistema di rilevazione Alexa.com, il rank del blog sull'aggregatore Technorati, le citazioni di stampa e tv tratte da Factiva.com e infine il numero di "followers" su Twitter.

Gli esclusi. Come ogni classifica che si rispetti, non poteva mancare la parallela lista degli esclusi. Oltre a numerosi nomi poco noti ai non americani, una pesante assenza è quella di Mark Zuckenberg, il fondatore di Facebook classificatosi ottavo lo scorso anno. Forbes si giustifica affermando che Zuckenberg è stato escluso dai candidati perché ormai la sua fama travalica la Rete. Per quest'anno si dovrà accontentare del 785esimo posto nella classifica degli uomini più ricchi del mondo.

[ da La repubblica ]

Sebbene sia in un momento di leggero ribasso,la rivista americana gli attribuisce il dovuto riconoscimento,non solo per i click del suo blog,bensì per i temi trattati,magari a suo modo,tra il volgare e una certa nevrastenia,condito da un pizzico di populismo,è necessario per qualsiasi visitatore leggere bene tra le righe dei vari post,a volte stile don Chisciotte contro i mulini a vento nella sua personalissima utopia,sicuramente con molte ragioni e qualche critica ha saputo rompere gli zebedei al potere politico e mediatico,non sono passate per anonime le sue concentrazioni di piazza,sicuramente continuerà a destare interesse.

[ post inserito da Kenzo ]
postato da charliebrown01 alle ore 02/02/2009 23:06 | link | commenti
categorie: blog
21/12/2008

Free blogger,no alle leggi censura






Diffondete il filmato e il bunner sul vostro blog

[ post inserito da Kenzo ]
postato da charliebrown01 alle ore 21/12/2008 09:47 | link | commenti
categorie: blog
14/12/2008

Appello all'adesione contro il regime,appoggiata da Massimo Fini e Marco Travaglio







di Massimo Fini e Marco Travaglio

Con l’annuncio di Silvio Berlusconi di voler cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza si è giunti al culmine di un’escalation, iniziata tre lustri fa, che porta dritto e di filato a una dittatura di un solo uomo che farebbe invidia a un generale birmano.

Da un punto di vista formale la cosa è legittima. La nostra Carta prevede, all’articolo 138, i meccanismi per modificare le norme costituzionali. Ma farlo a colpi di maggioranza lede i fondamenti stessi della liberal-democrazia che è un sistema nato per tutelare innanzitutto le minoranze (la maggioranza si tutela già da sola) e che, come ricordava Stuart Mill, uno dei padri nobili di questo sistema, deve porre dei limiti al consenso popolare. Altrimenti col potere assoluto del consenso popolare si potrebbe decidere, legittimamente dal punto di vista formale, che tutti quelli che si chiamano Bianchi vanno fucilati. Ma la Costituzione non ha abolito la pena di morte? Che importa? Si cambia la Costituzione. Col consenso popolare. Elementare Watson. Senza contare che a noi la Costituzione del 1948 va bene così, e non si vede un solo motivo per stravolgerla (altra cosa è qualche ritocco sporadico per aggiornarla).

Com’è possibile che in una democrazia si sia giunti a questo punto? Non fermando Berlusconi sul bagnasciuga, permettendogli, passo dopo passo, illiberalità e illegalità sempre più gravi. Prima il duopolio Rai-Fininvest (poi Mediaset) che è il contrario di un assetto liberal-liberista perché ammazza la concorrenza e in un settore, quello dei media televisivi, che è uno dei gangli vitali di ogni moderna liberaldemocrazia. Poi un colossale conflitto di interessi che si espande dal comparto televisivo a quello editoriale, immobiliare, finanziario, assicurativo e arriva fino al calcio. Quindi le leggi “ad personas”, per salvare gli amici dalle inchieste giudiziarie, “ad personam” per salvare se stesso, il “lodo Alfano”, che ledono un altro dei capisaldi della liberaldemocrazia: l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Infine una capillare, costante e devastante campagna di delegittimazione della Magistratura non solo per metterle la mordacchia (che è uno degli obbiettivi, ma non l’unico e nemmeno il principale della cosiddetta riforma costituzionale), ma per instaurare un regime a doppio diritto: impunità sostanziale per “lorsignori”, “tolleranza zero”, senza garanzia alcuna, per i reati di strada, che sono quelli commessi dai poveracci.

Presidente del Consiglio, padrone assoluto del Parlamento e di quei fantocci che sono i presidenti delle due Camere, padrone assoluto del centro-destra, se si eccettua, forse, la Lega, padrone di tre quarti del sistema televisivo, con un Capo dello Stato che assomiglia molto a un Re travicello, Silvio Berlusconi è ormai il padrone assoluto del Paese e si sente, ed è, autorizzato a tutto. Recentemente ha avuto la protervia di accusare le reti televisive nazionali, che pur controlla nella stragrande maggioranza (ieri, in presenza del suo inquietante annuncio, si sono occupate soprattutto della neve), di “insultarlo”, di “denigrarlo”, di essere “disfattiste” (bruttissima parola di fascistica memoria), di parlare troppo della crisi economica e quasi quasi di esserne la causa (mentre lui, il genio dell’economia, non si era accorto, nemmeno dopo il crollo dei “subprime” americani, dell’enorme bolla speculativa in circolazione).

Poi, non contento, ha intimidito i direttori della Stampa e del Corriere (il quale ultimo peraltro se lo merita perché ha quasi sempre avvallato, con troppi silenzi e qualche adesione, tutte le illegalità del berlusconismo) affermando che devono “cambiare mestiere”.

Questa escalation berlusconiana ci spiega la genesi del fascismo. Che si affermò non in forza dei fascisti ma per l’opportunismo, la viltà, la complicità (o semplicemente per non aver capito quanto stava succedendo) di tutti coloro che, senza essere fascisti, si adeguarono.

Ma sarebbe ingeneroso paragonare il berlusconismo al fascismo. Ingeneroso per il fascismo. Che aveva perlomeno in testa un’idea, per quanto tragica, di Stato e di Nazione. Mentre nella testa di Berlusconi c’è solo il suo comico e tragico superego, frammisto ai suoi loschi interessi di bottega.

Una democrazia che non rispetta i suoi presupposti non è più una democrazia. Una democrazia che non rispetta le sue regole fondamentali non può essere rispettata. A questo punto, perché mai un cittadino comune dovrebbe rispettarla, anziché mettersi “alla pari” col Presidente del Consiglio? “A brigante, brigante e mezzo” diceva Sandro Pertini quando lottava contro il totalitarismo. O per finirla in modo più colto: “Se tutto è assurdo”, grida Ivan Karamazov “tutto è permesso”.

Massimo Fini
Marco Travaglio

Per aderire: controilregime@gmail.com
(Ricordatevi di dare il consenso a pubblicare i vostri dati)

Le prime adesioni
Gianni Barbacetto
Oliviero Beha (leggi il messaggio)
Furio Colombo
Pino Corrias
Maria José De Lancastre
Peter Gomez
Beppe Grillo
Sabina Guzzanti
Antonio Tabucchi
Vauro

[ dal blog http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/ ]

Preoccupati della situazione,ovvero come dirigersi allegramente verso il regime,tra una barzelletta e sponsorizzazioni al consumismo,gli amici Freedom hanno aderito all'appello di Massimo Fini e Marco Travaglio.

Lo spazio Freedom si fa carico alla diffusione dell'appello.

[ post inserito e sottoscritto da Dalida,Kenzo,Marlow e il titolare dello spazio ]
postato da charliebrown01 alle ore 14/12/2008 18:23 | link | commenti
categorie: societa, blog, informazione
13/12/2008

Dal blog di Beppe Grillo,dai disoccupati trentini all'occupazione di scambio in Abruzzo




Cronache dall'Abruzzo da parte di due loschi individui

Le isole felici non ci sono più. Le province di Trento e Bolzano sono anche loro Italia. Un'Italia buffonesca e ciarlatana. Da figli della Lupa siamo diventati figli dello struzzo. Per vedere la voragine dobbiamo caderci dentro.
Gli zoccoli dei bufali di montagna si sentono anche in pianura, sono zoccoli con l'eco. Trentatre trentini entrarono a Trento tutti e trentatre trotterellando. Trentatremila trentini e altoatesini usciranno dalle fabbriche tutti e trentatremila trotterellando. Dove andranno? A fare shopping come consiglia il Governo per rilanciare l'economia? Magari con una social card nuova di zecca?
Le dimensioni della disoccupazione, regione dopo regione, stanno assumendo dimensioni bibliche, al di fuori della umana comprensione. Quali fabbriche rimarranno in piedi tra un anno? E come faranno a mangiare milioni di famiglie? A queste domande nessuno sa rispondere.
Cesare Battisti, se ritornasse in vita, chiederebbe l'annessione del Trentino Alto Adige all'Austria.

PROVINCIA DI TRENTO: 40 mila precari a rischio
GARDOLO: 95 esuberi alla Whirpool (691 in Italia)
BOLZANO-TRENTO: 70 esuberi alla Telecom Italia
FOLGARIDA MARILEVA: a rischio più di un terzo dei 170 dipendenti delle funivie
ALTO ADIGE: 1.340 cassintegrati da ottobre in una serie di aziende
ALTO ADIGE: nel periodo gennaio-ottobre 2007 le domande per i sussidi di disoccupazione erano 12.757, nello stesso periodo del 2008 sono salite a 18.553 (+ 45,3%). Le domande per cassa integrazione sono passate da 5.037 a 6.922 (+37,2%).

[ dal blog di Beppe Grillo ]


Potrà sembrare pazzesco,però sono dell'idea che tutto lo sconquasso economico e occupazionale che ne deriva e ne deriverà,pare un'abile regia per impoverire globalmente il pianeta,parte occidentale naturalmente,in modo tale si azzereranno tutte le conquiste sindacali conquistate dai lavoratori.
Avete sentito anche voi il sindacalista Cisl,affermare che non è possibile scioperare contro la iella,poichè esistono i sindacati che banchettano a tarallucci e vino a palazzo Grazioli,una contro rivoluzione post capitalista per riaffermare l'impoverimento diffuso in occidente,per ripartire da zero e riavere in pugno i lavoratori affamati.

Dal capitalismo in crisi,ad una riedizione riveduta e corretta per ritornare ai vecchi tempi dello sfruttamento,già presente come aperitivo tra i precari.

[ post inserito da Kenzo ]
postato da charliebrown01 alle ore 13/12/2008 22:51 | link | commenti
categorie: blog
28/03/2008

Gramellini e sue riflessioni,Sarkozy,Bruni e le notizie mancate

 

Da un paio di giorni i quotidiani e i tg di mezza Europa dedicano spazi enormi a una bella signora torinese che scende con eleganza le scalette degli aerei, siede reclinando con grazia le gambe e indossa a meraviglia cappottini, scarpe basse e la carica di moglie del presidente della Repubblica francese. Le vengono dedicate copertine e prime pagine (compresa la nostra) senza che abbia pronunciato una parola o compiuto un gesto significativo che non sia quello di esistere. Nel frattempo suo marito ha detto che non ritirerà le truppe dall’Afghanistan, rimangiandosi le promesse elettorali, e ha intessuto accordi con Londra che avranno una certa conseguenza sul futuro del continente che oggi si occupa delle borsette di Carlà. Mentre di ciò che dice e fa Sarkozy, al di là di qualche dichiarazione di panna montata sul boicottaggio olimpico, pare non importi nulla a nessuno.

Siamo tutti scemi, giornalisti e cittadini? E’ un’ipotesi da prendere in considerazione. Più che altro, però, siamo di fretta. Per poterci soffermare sulla retromarcia afghana di Sarkò bisognerebbe prima essersi domandati dov’è Kabul e cosa sia successo ultimamente da quelle parti. Processi logici che richiedono fatica e soprattutto tempo: almeno un minuto di mente sgombra. Impresa improba con il bambino che piange, la vicina che rompe, il telefono che squilla, l’appuntamento che incombe. Così uno si accontenta di sfogliare il mondo come un giornale a fumetti: attraverso immagini e foto, indignandosi moltissimo per lo scadimento dell’informazione, ma concedendosi solo nei giorni di festa il brivido di spingersi fino alle didascalie.

[ da la stampa web ]

Considerazioni condivisibili, ma la verità sta a metà a mio parere, il tempo da dedicare all'informazione è chiaramente ridotto, i giornali li possono leggere con intensità i pensionati e alcuni fankazzisti,anche loro sono una categoria in questo paese, mi rivolgo però ai notiziari televisivi, quelli con cui i comuni mortali tentano di tenersi aggiornati, è questo tipo di giornalismo che ha educato lo spettatore al frivolo e alle mancate verità, non c'e' da stupirsi se si cibano di stronzate,è quello che passa il convento in buonissima parte.

Non siamo messi per niente bene nella classifica mondiale di libera informazione e l'avvento di sua emittenza ha peggiorato sensibilmente la situazione, in effetti considero le scelte elettorali a suo favore la cartina tornasole di tutto ciò.

postato da charliebrown01 alle ore 28/03/2008 18:57 | link | commenti (2)
categorie: blog, giornalismo
09/03/2008

Beppe Grillo,importante riconoscimento,anche se ultimamente sembrerebbero i conti della serva

A stilare la classifica l'inglese "Observer", che piazza in testa Huffingtonpost
Il comico genovese, al nono posto, definito "una farsa con la quale si deve fare i conti"

Ecco i blogger più potenti del mondo
tra i primi dieci anche Beppe Grillo


<B>Ecco i blogger più potenti del mondo<br>tra i primi dieci anche Beppe Grillo</B>

Beppe Grillo

LONDRA - C'è anche Beppe Grillo tra i dieci blogger più potenti del pianeta secondo la classifica pubblicata oggi a Londra dal domenicale Observer: il comico genovese è al nono posto in assoluto e viene definito "una farsa con la quale si deve fare i conti".

"Il tipico blog di Grillo - spiega il giornale ai lettori britannici - invita satiricamente o no le popolazioni di Napoli e della Campania a dichiarare l'indipendenza, chiede alla Germania di fare guerra all'Italia per aiutarne la gente o informa sulla campagna a favore di una legge che rimuova tutti i parlamentari con condanne penali".

L'Observer si sofferma sul fatto che il "comico-politico" Grillo ha soprannominato "psico-nano" Silvio Berlusconi e del leader dell'Udeur Clemente Mastella ha detto: "In un altro paese avrebbe fatto il lavapiatti in una pizzeria". Secondo il domenicale londinese, che mette in cima ai cinquanta più potenti blog del pianeta www.huffingtonpost.com, la cosa più improbabile da aspettarsi sul sito di Beppe Grillo è un appello di questo tipo: "Appoggiate la nostra campagna per concedere immunità a Silvio Berlusconi".

Da la repubblica web

La statistica non fa una piega, il dato di fatto è molto importante, evidentemente tra la pubblica opinione esiste disagio dei soliti personaggi politici e della solita politica che non riesce a far crescere il paese.

Detto ciò, riconosco a Beppe Grillo d'esser riuscito a smuovere alla grande le acque impantanate di questo paese, ma  chiunque seguisse il suo blog assiduamente può prendere atto d'una raffazzonata concettualità diffusa,politica,ambientale,come già scritto un abile guastatore, come costruttore ho parecchie riserve, paragonabile ad una volontà di messaggi subliminali,certosini, ma d'una utopia gigantesca, quasi come non prendere atto che  la classe dirigente di questo paese, politica,economica, non è nient'altro che la crema d'una società marcia.

postato da charliebrown01 alle ore 09/03/2008 14:49 | link | commenti (4)
categorie: blog
28/01/2008

Beppe Grillo, superstar anche in Usa

 

il comico È finito sulla copertina del settimanale «new yorker»

Grillo piace in Usa: «Meglio della polizia»

Il giornalista Mueller descrive così il papà del V-Day: «Ha parlato di corruzione con irriverenza e humour»

 

NEW YORK – Il New Yorker lancia Beppe Grillo. Il leggendario comico, attore e blogger è finito sulla copertina del prestigioso settimanale dell’intellighenzia Usa, sotto al titolo «Il Michael Moore italiano». Nel

Il magazine «New Yorker» (da Internet)
nuovo numero, in edicola lunedì 28 gennaio, il giornalista Tom Mueller esplora il fenomeno Grillo, «un attivista con una geniale attitudine per la satira politica che ha galvanizzato gli italiani parlando di corruzione con irriverenza e humour». Agli americani che non lo conoscono il New Yorker spiega che Grillo «si è aggiudicato il secondo posto nell’hit parade dei personaggi politici più popolari» in un sondaggio svolto a dicembre. Un onore più che meritato, suggerisce Mueller, ricordando che Grillo è diventato famoso negli anni '70, «prendendo in giro politici, star dello sport e il Papa, additando le numerose incongruità tra le loro dichiarazioni pubbliche e il loro comportamento». «Seguendo il proprio istinto e le dritte ricevute dai fan, ha investigato gli scandali di multinazionali quali Parmalat e Telecom - prosegue l’articolo -, spesso con molti più risultati della stessa polizia italiana».

LE TAPPE - Non c’è quindi da stupirsi, teorizza, «se il suo blog, Beppegrillo.it, riceve fino a 250mila hit al giorno». E oggi «è l’ottavo sito più visitato di tutto il web». Nelle sette pagine dell’articolo Mueller rivisita le tappe più cruciali della Grillo-politica. Dal V-Day («una festa non ufficiale creata per protestare conto i 24 criminali condannati dai tribunali che oggi siedono nei Parlamenti italiano ed europeo») ai suoi profetici attacchi contro il ministro Clemente Mastella, «l’uomo che ha portato al crollo del governo Prodi». «L’attivismo di Grillo preoccupa i legislatori italiani al punto che il primo ministro ha proposto una legge per assoggettare siti e blog Internet alle stesse regole e condanne penali della stampa» scrive ancora il New Yorker. Ma ciò «sarebbe la fine del web in Italia» mette in guardia Grillo, minacciando, se passa, di «fare fagotto e traslocare in un paese democratico».

Alessandra Farkas

Da corsera web

A volte può apparire sconclusionato, con idee un pò raffazzonate,non ama il contraddittorio, non essendo un politico molto probabilmente se lo mangerebbero e tra l'altro non lo vuole diventare,detto ciò, ho cominciato dai difetti,ma chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale, può dargli atto d'aver creato una diffusa presa di coscienza su molteplici aspetti deteriori di questo paese.

Il suo blog è il più cliccato in Italia e l'ottavo in tutto il mondo, un successo colossale,non ho idea di quanto potrà durare, in questo momento è sulla cresta dell'onda per via della pseudo rivoluzione concettuale,rivolta alla poltica.

Probabilmente questo effetto potrebbe calare se non ci saranno profondi cambiamenti a breve, altrimenti rimarrà comunque un ottimo comico con il cuore in mano per il suo paese, ma se dalla teoria non si passerà su molti aspetti alla pratica, lo stesso popolo frequentatore del suo spazio,comincerà a stancarsi anche di lui.

Auguri a lui e tutti noi.

postato da charliebrown01 alle ore 28/01/2008 19:00 | link | commenti (6)
categorie: politica, blog
20/01/2008

Blog life,la selezione dei blogger preferiti

THINKING BLOGGER AWARD

 

Ho già ringraziato Mistergod dell'avermi scelto e l'intento di Laura, la sua volontà di volermi inserire tra i cinque blog preferiti, vi ringrazio amici, è un onore per me.

Non posso contraccambiare, causa la regola di poter scegliere solo cinque nominativi, sarebbe imbarazzante dover fare una selezione, la mia volontà è di scegliere tutti i link che ho inserito sul mio spazio, sono spazi interessantissimi gestiti da personalità originali.

Il Thinking blogger award è dedicato a tutti voi.

Con affetto,charlie

postato da charliebrown01 alle ore 20/01/2008 00:25 | link | commenti (3)
categorie: blog
05/01/2008

Grillo blog,interessante documento

Il tandem dei record

Bassolino_Jervolino.jpg

E’ difficile spiegare quello che sta avvenendo in Campania. Quando le responsabilità sono allo stesso tempo della politica, degli imprenditori, della criminalità organizzata e di parte dei cittadini da dove si deve iniziare?
Il pesce puzza sempre dalla testa.
Bassolino, diessino-diossino, è stato sindaco di Napoli nel 1993, rieletto nel 1997. Nel 2000 diventa presidente della Regione Campania, rieletto nel 2006. Rosa Russo Jervolino, eletta sindaco di Napoli nel 2001, riconfermata nel 2006.
Bassolino-Jervolino sembra la marca di un tandem, quando uno scende dal Comune, l’altra lo avvicenda, e il primo sale in Regione.
Cari campani, fermate il tandem, forse qualcosa cambierà.

Ho il sospetto che la spazzatura campana sia un pretesto per rilanciare gli inceneritori. Quelli che Bersanetor e D’Alema chiamano soavemente termovalorizzatori e che nessuno costruisce più in Europa.
Ho scritto i motivi del no e le alternative. Scaricate il pdf e diffondetelo.

Inceneritori, perché no.
1 - L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle tossiche e diossine
2 - L’incenerimento necessita di sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti
3 - Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kg di ceneri solide e altre sostanze
- le ceneri solide vanno smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi, rifiuti estremamente più pericolosi delle vecchie discariche
- i fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene, 25 kg di gesso
- l’incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da depurare
4 - Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti
5 - Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di lavori scientifici
6 - Gli inceneritori, detti anche termovalorizzatori, sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone. Senza tale tassa sarebbero diseconomici. Nell’ultima Finanziaria è stato accordato il finanziamento, ma solo agli inceneritori già costruiti
7 - In Italia ci sono 51 inceneritori, sarebbe opportuno disporre di centraline che analizzino la concentrazione di micro polveri per ognuno di essi, insieme all’aumento delle malattie derivate sul territorio nel lungo periodo
8 - I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti

Cosa fare con i rifiuti.
1 - Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%)
2 - Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale
3 - Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato
4 - Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con in impianti di bioessicazione
5 - In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perchè:
- il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato
- il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare
- il riciclaggio della plastica è conveniente. Occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica
6 - La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari

Se nel settore dei rifiuti non ci fossero le attuali realtà, per legge, di monopoli privati a totalità di capitale pubblico, ma una reale liberalizzazione del mercato, la concorrenza tra le aziende avverrebbe sulla capacità di recupero e l’incenerimento sarebbe superato.

Postato da Beppe Grillo alle 15:05

Un video contradditorio,per quanto sia messa male la libera informazione, non ho idea  se potrebbe essere la panacea di tutti i mali abolire il finanziamento pubblico ai giornali, potremmo cadere nell'unica informazione dei grandi network e peggiorare ancor più la situazione, poichè la consultazione d'importanti realtà sul web per il momento mi risulta abbastanza di nicchia,sperando che naturalmente si diffonda.

Molto interessante l'alternativa della bioessicazione,ci si potrà arrivare se il senso civico di molti compatrioti avrà la voglia di dedicarsi alla raccolta differenziata,cosa che pratico nel mio comune di Torino da sempre,almeno da quando dal 1984 cominciò con le campane raccolta vetro,ora sotto casa non esiste ancora il porta-porta,ma volontariamente si possono portare tutti i rifiuti trasformabili nei recipienti dislocati in buon numero nelle vie,carta,vetro,plastica,biologico e farmaci scaduti in molte farmacie.per le batterie scariche tocca essere più virtuosi e qualche centro commerciale la organizza.
Pur essendo abbastanza praticata la raccolta differenziata, siamo arrivati a circa il 30-40% in tutto il comune.
In determinate zone e in cintura esiste obbligatoriamente questo tipo di raccolta,mi hanno riferito e constatato di persona che un buon numero di famiglie la organizza in modo disdicevole,mescolando tutto e mettendo a rischio i consorzi che si ritrovano dei puzzle marciscenti per il recupero e trasformazione.Detto ciò non posso che esser d'accordo integralmente con te,Beppe, ma di strada per civilizzare molti zulù se ne dovrà fare molta e l'alternativa nel frattempo non vorrei che diventasse una realtà campana diffusa in tutto il territorio,è' il caso d'affermarlo,tra il dire e il fare in questo paese, c'e' di mezzo almeno un paio d'oceani.

postato da charliebrown01 alle ore 05/01/2008 21:44 | link | commenti (9)
categorie: societa, blog, informazione

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