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charliebrown01

la coperta di linus
10/09/2009

Una Medusa andata storta per Michele Placido






Una reazione fuori luogo e spropositata,la domanda della giornalista chiaramente provocatoria,poteva essere considerato un assist molto importante,in modo pacato e deciso avrebbe potuto ribadire le difficoltà della produzione cinematografico,il conflitto d'interesse d'un uomo molto potente,che oltre detenere il potere politico,ha un gigantesco conflitto d'interessi non solo di natura cinematografica.

Al contrario sparare bordate su Visconti,cinematografia americana e quant'altro,denota un brutto segno di debolezza e coda di paglia,non sono conoscitore in materia,ma oltre la Rai,Medusa,Mediaset,probabilmente esistono altre opportunità produttive,ed è forse questo particolare ad aver fatto smarronare con il più classico degli autogol,il pur bravo Placido.

Medusa in ultima analisi produce anche Benigni ad esempio,a loro e al Re d'Italia interessa far cassetta al botteghino,ai registi e agli attori tocca se possibile selezionare la produzione.

Niente di più,niente di meno,tranne aver fatto un'altra brutta figura mediatica a livello mondiale.

E in ultimissima analisi,aver fatto ridere e sollazzare il proprietario della casa produttrice,quando si dice botte piena e moglie ubriaca!!!
postato da charliebrown01 alle ore 10/09/2009 23:22 | link | commenti (2)
categorie: cinema
12/02/2009

Michael Moore e la prossima inchiesta su Wall Street


Meglio definire il prossimo film inchiesta di Moore,la verità sul disastro economico mondiale che sta condizionando tutto il pianeta.




"POTETE aiutarmi per il mio prossimo film?". La richiesta, semplice e diretta, è firmata Michael Moore. Il regista di clamorosi film-denuncia sui mali dell'America, dei cittadini americani e soprattutto dei suoi amministratori ha deciso di portare su grande schermo i segreti di Wall Street. Smentendo quanto aveva annunciato un anno fa a Cannes, Moore ha abbandonato il progetto di un sequel di Fahrenheit 9/11 e si è dedicato a indagare le origini della crisi economica che dagli Stati Uniti ha contagiato tutto il mondo. E attraverso il suo sito ha lanciato un appello ai suoi fan nella speranza di ottenere informazioni preziose.

Dopo la vittoria di Barack Obama per Michael Moore sembra essere venuta meno l'urgenza di tornare ancora una volta a elencare le malefatte di George W. Bush. Il clima di aspettativa e fiducia nei confronti del nuovo presidente pare aver coinvolto anche lui. A distanza di vent'anni da Roger & Me, in cui raccontò la crisi della General Motors in Michigan che portò al licenziamento di 30mila operai, il regista torna quindi a parlare di crisi e di economia (non potendo evitare di tornare sulla precedente amministrazione), adeguandosi ai tempi e usando la rete per raggiungere i suoi obiettivi.

"Sono a metà delle riprese del mio prossimo film" scrive sul suo sito "e sono in cerca di qualche persona coraggiosa che lavora a Wall Street o nel settore finanziario che sia disposta a condividere quello che sa". Procedendo nella sua inchiesta il regista ha raccolto una serie di informazioni rendendosi però conto che c'è ancora molto da scavare. Si rivolge quindi a chi lavora nelle banche, nelle assicurazioni, società di intermediazione finanziaria o a chiunque "abbia visto o sentito cose che a suo avviso il popolo americano ha il diritto di sapere".


"Sono convinto che diversi di voi conoscono 'il vero affare' a proposito degli abusi che stanno accadendo" prosegue Moore. "Avete informazioni che gli americani hanno bisogno di ascoltare. Con umiltà vi chiedo quel coraggio necessario per essere un eroe e aiutarmi a esporre la più grande truffa della storia americana".

E' evidente che il documentarista sa bene dove vuole andare a parare, ha solo bisogno di qualche "gola profonda" in grado di confermare le sue ipotesi. Pubblica quindi l'indirizzo di posta cui rivolgersi, pronto a garantire l'anonimato. "Tutta la corrispondenza sarà riservata. La tua identità sarà protetta e sarai tu a decidere in che misura intendi partecipare alla spiegazione della più grande 'storia criminale' mai raccontata".

Moore poi fa leva sul senso civico e di responsabilità di chi sa e forse è stato complice di chi ha avuto un ruolo nella vicenda, guadagnando sulle spalle dei cittadini. "La cosa importante per voi ora è quella di fare il vostro dovere per fare luce su questo crollo finanziario. Diverse persone mi sono già venute incontro, il che mi fa pensare che in molti là fuori sono al corrente di quanto sta succedendo. Ecco la tua occasione per permettere ai tuoi concittadini di sapere la verità".

Con l'ironia che lo contraddistingue Michael Moore si rivolge poi agli iscritti alla sua mailing list che non lavorano nel settore finanziario. "Vi starete probabilmente chiedendo: 'ma di che diavolo sta parlando? Pensavo volesse fare una commedia romantica'. Non posso dire molto di più ora" conclude il regista, ringraziando gli interlocutori. "Sono sicuro che capirete il motivo. L'unica cosa che posso dirvi è che vi piacerà questo film quando lo avrò finito. Oh, yeah...".

[ da La repubblica ]

Sicuramente qualche gola profonda salterà fuori dall'anonimato dai disoccupati della Lehman Brother's,sono ancora vive le immagini del personale con gli scatoloni tra le mani,all'alba della loro disoccupazione.
L'idea della comunicazione tramite mail,molto probabilmente avrà successo,il disastro economico ha prodotto un esercito di rancorosi insoddisfatti,ormai lontani dal loro tenore di vita,in lotta quotidianamente nel reperire una nuova opportunità lavorativa.

Auguro al regista,indiscussa icona dei film inchiesta della realtà americana di poter offrire il solito ottimo prodotto,è necessario fare luce sul criminale comportamento degli istituti bancari e finanziari,anche dalle parti di Wall Street non mancheranno gli sfoghi dettagliati a riguardo,considero l'inchiesta legata al nuovo documentario del regista,forse la più facile da sviluppare,l'unico interrogativo sarà determinato,dal livello e dall'importanza dei responsabili che saranno raccolti dalla rete da pesca che sta allestendo.

[ post inserito da Kenzo ]
postato da charliebrown01 alle ore 12/02/2009 23:25 | link | commenti (3)
categorie: cinema
16/01/2009

Il pullman degli atei,quanto rumore per nulla




Se la campagna pubblicitaria sull’ateismo arriverà a Torino, il capogruppo dell’Udc in consiglio regionale, Deodato Scanderebech, si incatenerà al Duomo della città. Lo annuncia il diretto interessato, puntualizzando che si incatenerà insieme alla figlia Federica, consigliera comunale di Torino.

«La Città di Genova prendendo spunto da Gran Bretagna, Stati Uniti, Australia e Spagna - sottolinea Scanderebech - ha iniziato un’indegna campagna pubblicitaria che propone il seguente slogan: "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno". Sono pronto a incatenarmi davanti al Duomo di Torino se tale pubblicità offensiva verrà realizzata anche sul territorio piemontese».

Insomma, il fantasma dell'autobus inizia a minacciare, anche sotto la Mole. «Questo slogan tradotto malamente dall’inglese - aggiunge - è estremamente offensivo nei confronti dei Cattolici italiani ed è un chiaro attacco provocatorio contro la Chiesa. In un momento drammatico di crisi economica e sociale, l’unica forza che ogni persona ha è la Fede in Dio. Pertanto bisogna impedire con fermezza ogni attacco di intolleranza che provoca ulteriore instabilità sociale».

[ da La stampa ]

Addirittura l'assessore s'incatena insieme alla figliola,dando così ancora più seguito alla discutibile iniziativa degli atei,di che razza siano non si capisce,meglio puntualizzare,un'offesa,un'onta indelebile dichiara sempre l'assessore,chiaramente un messaggio del genere chiunque non se lo potrebbe permettere nei paesi mussulmani,ma qui in occidente essendo da decenni tolleranti ed avendo una mentalità aperta ad ogni credo o non credo,mi pare paradossale tale iniziativa.
Da parte mia non è priva di critica la pubblicità in questione,chiamiamola così,chi non è credente non ha necessità di coinvolgere chicchessia,non si fanno proseliti,non si fanno prigionieri,sono convincimenti che si maturano personalmente senza alcuna manipolazione cerebrale e men che mai tramite un'inutile campagna pubblicitaria.

Considerando i futuri incatenati e il pullman senza senso,è difficile scegliere chi sia il meno peggio.

&& S.I. &&
postato da charliebrown01 alle ore 16/01/2009 00:07 | link | commenti (1)
categorie: cinema, informazione
20/12/2008

Il CinePanettone,a cura di Massimo Gramellini


La politica della buzzicozza





Nel vedere in tv per la centoventiquattresima volta il trailer di «Natale a Rio», ho finalmente capito che era un editoriale. Il più azzeccato editoriale politico degli ultimi anni. Trattandosi di pensiero alto, si svolge nel luogo a tal fine deputato: il bagno. Da una parte c’è Christian De Sica, simpaticamente amorale e gran commentatore di donne altrui: l’italiano di maggioranza che non ha avuto quasi mai una rappresentanza adeguata (tutti quei democristiani tristi e quei liberali severi), ma ora ce l’ha. Dall’altra Massimo Ghini, ex consigliere veltroniano passato da attore impegnato a sostituto di Boldi nei cinepanettoni, dove gli riservano la parte dell’intellettuale serio e un po’ palloso.

«Quella è ‘na buzzicozza, buzzicona e cozza», spiega il simpatico, sdraiato nella vasca. «Hai fatto una crasi», puntualizza il colto, in piedi dentro l’accappatoio d’ordinanza. Il simpatico appare perplesso: «Forse m’è scappata, ma non credo. E poi di solito fanno le bolle». Rideranno tutti, molti senza neanche sapere cosa sia una crasi. Il che renderà ancora più detestabile l’omarino in accappatoio, con la sua inutile cultura, la sua scarsa energia vitale, la sua prosopopea nel sentirsi superiore quando dice all’altro «Tu rilutti», così che il simpatico possa rispondere «No che non rilutto, so’ una persona educata». La morale? Ogni volta che l’italiano di minoranza si mette a recitare il copione di quello di maggioranza, finisce per fare le stesse cose e cosacce dell’altro, però in modo più patetico. E soprattutto gli tocca sempre il ruolo della spalla.

[ da La stampa a cura di Massimo Gramellini ]

Non per fare la sofista,ma nonostante i successi continuativi dei film tipici delle festività di Natale,non me ne sono visto uno,sto molto attenta di non esserne coinvolta anche nella programmazione televisiva,ognuno ha i suoi gusti,fortunatamente Gramellini ha solo visto il trailer,pare,per ciò che racconta,è notevolmente meglio interpretare la parte del super cafone,buzzurro,con la quinta elementare fatta di sera,rispetto ad una recitazione tra semi-serio e volgarità contenute,il prodotto va servito per ciò che il pubblico vuole,un'oretta e mezzo di banali volgarità,condito da qualche pezzo di carne esposto stile macelleria,lo spettatore tornerà a casa soddisfatto,riflettendo di riconoscere il natale come tutte le annate.



Buona visione!!!

@@ post inserito da Dalida @@
postato da charliebrown01 alle ore 20/12/2008 14:15 | link | commenti
categorie: cinema, informazione
10/12/2008

Rai 2,da Luxuria ai tagli dei cowboy gay,finito l'incantesimo del diverso



Almeno nella rete,nella libera informazione questo è possibile

Alcuni pareri

LUXURIA - In precedenza l'ex parlamentare del Prc Vladimir Luxuria aveva già reso noto che il film sarebbe stato ritrasmesso senza tagli. «Ho sentito Marano (direttore di Rai2 ndr) per chiedergli cos'era successo. Mi sembravano troppo strani questi tagli, dopo che la scorsa settimana era andato in onda senza tagli "Transamerica"e anche dopo la mia partecipazione all'Isola dei Famosi. Lui mi ha detto che il taglio non è dipeso assolutamente dalla rete ma che il film è arrivato a Raidue già tagliato, probabilmente da Rai Cinema. Per questo Marano ha preso l'impegno di rimandarlo in onda integrale. Anche perchè -sottolinea concludendo Luxuria- far vedere un film che ha vinto il Leone d'oro a Venezia e il premio Oscar con quei tagli è come far veder la Gioconda senza testa».

LA PROTESTA - Ma la protesta del presidente nazionale nazionale di Arcigay non si ferma qui: «Chiediamo al Direttore di Rai Due e al Presidente della Rai di spiegare pubblicamente ciò che è avvenuto. Chiediamo alla Commissione di Vigilanza della Rai di intervenire, perchè il servizio pubblico televisivo non può in alcun modo favorire l'omofobia dilagante in questo paese. Chiediamo, infine - conclude Mancuso - che come gesto riparatore il film sia al più presto riprogrammato in versione integrale».

LA NOTA DELLA RAI - Dopo qualche ora arriva una nota della Rai a chiarimento della vicenda: «Non c'è stata alcuna censura, ma una serie di casualità che ha impedito la messa in onda della versione originale di "Brokeback Mountain". La Rai ha comprato i diritti del film "Brokeback Mountain" tramite Rai Cinema. Per un'eventuale trasmissione senza vincoli di orario, è stato chiesto alla società Bim, che l'ha distribuito nelle sale, il visto censura. In seguito a tale richiesta, il distributore ha consegnato la copia che aveva ottenuto il visto, mentre non è stato sollecitato l'invio contestuale della versione integrale. Pertanto, quando Raidue ha deciso di trasmettere il film ha ritenuto di utilizzare la versione integrale non verificando sul terminale che la versione in possesso della Rai era quella che aveva ottenuto il visto censura per la trasmissione senza vincoli di orario. Il Direttore di Raidue ha preso l'impegno di mettere in programmazione la replica del film nella versione cinematografica senza tagli».

[ da Corsera ]

Come immaginavo,appena scesa la luce sulla trasmissione che ha fatto esplodere la Luxuria mania,per ironia della sorte dopo breve tempo,cala la realtà omofobica italica,non era come si dice reality quello dei famosi,con sceneggiatura a d'hoc per i gonzi che ormai si bevono tutto dal soprammobile rettangolare.
Il film premio Oscar tagliato,con le scene delle effusioni tra cowboy avrebbe scioccato buona parte delle famiglie italiane,e soprattutto nel circoscritto statarello nel cuore di Roma,il pubblico televisivo,considerato bue,con qualche ragione effettivamente,tollera quarti di bue da macelleria,stile veline o attricette di terz'ordine,sesso esplicito o soffuso,ma tra i conclamati eterosessuali,violenze o mostricciattoli nauseabondi,parolacce,isterismi sgarbiani poichè fanno audience,sante defilippi con gare,pianti e bisticci,ma per offendere i porporati ed i loro portavoce,nella cattolicissima Italia,un bacio gay e qualche carezza sono offensivissimi,sempre i cattolicissimi che non si recano diffusamente in chiesa,e se ci vanno scannerizzano come si veste il tale e chiacchericciano l'ultima amante del commenda,ma ipocritamente tutto deve rimanere in ordine,come l'immondizia sotto il tappeto.
Le giustificazioni di Rai2 sul prodotto tagliato da Rai cinema,vale quel che vale,hanno voluto fare i bravi ragazzi per compiacere er cupolone,adesso dopo le polemiche troveranno una data consona,per ritrasmettere il film integrale.
Bravi ragazzi,quelle poltrone trattate così sapientemente sono blindate....

[ post inserito da Dalida ]
postato da charliebrown01 alle ore 10/12/2008 09:05 | link | commenti
categorie: cinema, societa
08/12/2008

Gomorra,miglior film europeo e la rinuncia di Nanni Moretti


"Gomorra" conquista l'Oscar
Europeo per il miglior film






Matteo Garrone,il premio per la miglior regia



Toni Servillo,miglior attore

COPENAGHEN (Danimarca)
Va a «Gomorra» di Matteo Garrone il premio per il miglior film degli European Film Awards (Efa) di Copenaghen, considerati gli Oscar europei. L’adattamento cinematografico del libro di Roberto Saviano ha conquistato anche i premi per la migliore regia, la migliore sceneggiatura, firmata dallo stesso Garrone e da Saviano insieme a Maurizio Braucci, Ugo Chiti, Gianni Di Gregorio e Massimo Gaudioso, e per la miglior fotografia, curata da Marco Onorato.

È poi andato a Toni Servillo il riconoscimento come miglior interprete maschile. Un premio «doppio», dato che Servillo era candidato sia per l’interpretazione in «Gomorra» sia per quella in «Il Divo» di Paolo Sorrentino. «Gomorra» concretizza cosi tutte le cinque nomination con cui era in gara agli Efa, mentre il rivale «Il Divo», candidato nelle stesse categorie, incassa solo la compartecipazione al premio conquistato da Servillo.

[ notizia tratta da La stampa ]

L'illustre riconoscimento è un'ottima premessa di poter competere con buone possibilità agli Oscar,come miglior film straniero,chi vuole scommettere ha buone chance di vincita.


Nanni Moretti: "Ringrazio Torino
ma lascio la direzione del Festival"
FULVIA CAPRARA
Rifiuto ufficiale. Il regista non sarà più direttore: «Non potrei garantire la stessa attenzione, adesso voglio dedicarmi al mio nuovo film».





Una foto di repertorio,Nanni Moretti nel film,Bianca,dopo il successo di Torino Film Festival non ha bisogno di consolarsi con la nutella,e da anni ha rinunciato a suggerire a D'Alema,dii qualcosa di sinistra,mission impossible!!!


Spiace la sua dipartita e auguri per il suo nuovo film.


[ post inserito da Kenzo ]
postato da charliebrown01 alle ore 08/12/2008 10:34 | link | commenti
categorie: cinema
30/11/2008

Torino Film Festival,premiata la pellicola cilena,Tony Manero









Come da pronostico, "Tony Manero" del regista cileno Pablo Larrain è stato premiato come miglior film della 26esima edizione del Torino Film Festival. La pellicola narra la storia di un disoccupato innamorato di John Travolta nel film "La febbre del sabato del sera" e che come unico sogno ha quello di interpretarlo in un film prodotto in Cile. Parteciperà infatti ad una selezione per il miglior Tony Manero del paese sudamericano ma senza quella fortuna che era certo di essersi conquistato anche a costo delle peggiori violenze sulle persone che gli stanno accanto,essendo la pellicola ambientata ai tempi del regime di Pinochet.

Nanni Moretti verso la conferma alla direzione della prossima rassegna cinematografica,il successo di critica e di spettatori di questa edizione hanno suggellato il possibile rinnovo della direzione.

@@ post inserito da Dalida @@
postato da charliebrown01 alle ore 30/11/2008 21:56 | link | commenti
categorie: cinema
26/11/2008

Dal Torino film festival,le famiglie lacerate globali


Genitori e figli in crisi dall’America alla Cina profonda





Famiglie lacerate. Non dall’ostilità interna, anzi: dal troppo affetto e rispetto per il padre, che porta i figli al conflitto fra tradizione e modernità. Famiglie senza inimicizia: padri autoritari, figli non ribelli. Famiglie tristi. E una sorpresa, in due dei tanti film sui rapporti familiari presentati al Tff: americane o cinesi che siano, almeno al cinema le famiglie sono ormai uguali.

In The New Year Parade di Tom Quinn, americano, il contrasto nasce da una sfilata di gruppi musicali a Filadelfia per il Capodanno. Uno spettacolo piuttosto grandioso, con i musicisti mascherati (da pellerossa, da antichi egizi) e impegnati in balletti complessi, con prove che durano mesi, con un tifo patriottico simile a quello speso per il Palio di Siena. La band in cui si esibisce il protagonista, guidata dal padre, non vince mai e stavolta risulta tredicesima. Stufo di perdere, irritato col padre che è andato a vivere da solo, lui cerca di passare a una band rivale e si tormenta: sarà giusto ferire l’onore del padre e della famiglia, può permetterselo, sarà normale svendere la tradizione per essere una volta tanto vincente? Non ce la fa, naturalmente: e per questo neppure è troppo deluso, anzi le abitudini gli restituiscono una certa calma affettuosa.

Ne Il pozzo, primo film del trentenne cinese Zhang Chi, ambientato tra le catene montuose d’una città mineraria della Cina occidentale, il contrasto nasce dalla miniera: da generazioni gli uomini di una famiglia e del luogo lavorano sottoterra, scavano carbone, rischiano la vita. Mentre il padre sta per compiere sessant’anni e andare in pensione, i figli rifiutano la prospettiva di un’esistenza come la sua e cercano altre vite: piuttosto naturale, data la frequenza degli incidenti mortali nelle miniere cinesi. La ragazza se ne va a lavorare in città. Il ragazzo sogna di diventare una popstar, lascia di nascosto la scuola, parla di Pechino come dell’Eldorado, canta canzoni depresse («Mi sento vuoto e inutile, nel mio cuore non c’è niente»), ma non ha talento né carattere sufficienti. Nonostante la repulsione, finirà come tutti gli altri in miniera, mentre il padre pensionato si mette in viaggio per ritrovare la moglie da anni scomparsa.

Dispiace un po’ che le diverse aspirazioni dei figli risultino frustrate con tanta brutale naturalezza. Le analogie tra famiglia americana e cinese sono molte: si mangia guardando la tv, ci si alza nel buio dell’alba per andare a lavorare, si adorano i bambini piccoli, non si urla né ci si picchia. Magari è una certa delicatezza dei registi a stabilire comportamenti simili: tutt’e due guardano i loro personaggi con la pietà riservata ai vinti, ai condannati da un destino amaro, senza mai supporre per loro neanche un attimo di felicità.

[ articolo tratto da la stampa ]

A parte alcune zone remote,tipo la selva amazzonica,ma scricchiolano anche da quelle parti,sono i vecchi a tenere a freno le tribù ormai ai confini con la vita occidentale,anche dal cinema traspare la crisi generazionale delle famiglie,il benessere almeno spalmato in modo variegato dal capitalismo,anche nella realtà cinese non funziona nei rapporti interfamiliari,dopo i suprime che hanno messo in crisi l'economia,il prossimo passo non ho idea del lasso temporale,sarà con tutta probabilità la revisione del senso della vita,se continuerà,il vai a lavurà full time senza pretese di seguire la famiglia o un buona mediazione delle parti,altrimenti oltre la crisi occupazionale sarà ancor peggiore quella dei rapporti umani,anche all'interno dei nuclei familiari.

@@ post inserito da Dalida @@
postato da charliebrown01 alle ore 26/11/2008 22:23 | link | commenti
categorie: cinema, societa
20/11/2008

XXVI Torino film festival,a cura di Nanni Moretti






Torino 26

ovvero il Concorso internazionale lungometraggi è la sezione principale del Festival, dedicata alla ricerca e alla scoperta dei nuovi autori del cinema contemporaneo. Quest’anno saranno 15 i lavori, di cui 8 opere prime, a concorrere al premio per il Miglior film (euro 25.000), al Premio speciale della Giuria (euro 10.000), e ai Premi per la migliore attrice e per il migliore attore. Il cinema europeo è presente con 7 titoli provenienti da Germania, Belgio, Slovenia (e 3 coproduzioni Francia/Germania, Irlanda/Gran Bretagna, Portogallo/Brasile), 3 titoli dagli Stati Uniti, 1 dal Messico, 1 coproduzione Cile/Brasile, 1 titolo dal Canada, 1 dall’Australia e 1 dalla Cina.

Fuori concorso
la sezione si propone come sintesi degli spunti cinematografici più significativi dell’anno. Senza preclusioni né verso il cinema spettacolare né verso la ricerca rigorosa, e con un’attenzione costante e particolare al lavoro più recente dei registi che sono stati importanti nella storia del Festival e, in generale, del cinema indipendente di ogni paese. 22 i titoli, in anteprima italiana, europea o mondiale.

Lo stato delle cose
è una sorta di 'contenitore' destinato ogni anno a un tema diverso: può trattarsi di volta in volta di una cinematografia nazionale che si afferma, di un genere che risorge con improvvisa vitalità, o di un argomento che accomuna cineasti diversi, come quest’anno la politica. 15 i titoli proposti, che concorreranno al “Premio Maurizio Collino – Uno sguardo ai giovani” (euro 2.500).

La zona
inaugurata lo scorso anno, conferma e rafforza la sua caratteristica di essere la sezione in cui l’istinto di ricerca del festival si concentra nei territori del cinema meno allineato alle traiettorie convenzionali. Una selezione di 34 opere di vario formato e metraggio, cui si aggiungono l’omaggio a Stephen Dwoskin (3 titoli), quello a Ken Jacobs (3 titoli) e la retrospettiva dedicata al regista giapponese Koji Oguri (5 titoli).

Internazionale.doc
è una nuova sezione, non competitiva, dedicata al cinema documentario proveniente da tutto il mondo, spazio privilegiato e puntuale di riflessione sulle tante possibili forme del cinema documentario. Sono 13 i titoli scelti, tutti inediti in Italia.

Italiana.doc
12 i titoli di medio e lungometraggio per il concorso dedicato al documentario italiano, una delle sezioni centrali del Festival. I lavori concorrono al Premio per il Miglior documentario italiano in collaborazione con Persol (euro 10.000) e al Premio speciale della Giuria (euro 5.000). Al suo interno il FUORI CONCORSO DOC con 1 titolo.

Italiana.corti
sezione competitiva che presenta 13 titoli, fra i più significativi della recente produzione italiana, che concorrono per il Miglior cortometraggio italiano in collaborazione con Lancia (euro 10.000) e al Premio speciale della Giuria / Kodak Short Film Award (euro 5.000 in pellicola cinematografica).

L'amore degli inizi
con l’attenzione rivolta a 6 esordi italiani di fine anni Settanta e inizio Novanta, la sezione propone i primi film di Giuseppe Bertolucci, Claudio Caligari, Peter Del Monte, Marco Tullio Giordana, Salvatore Piscicelli e Paolo Virzì; al termine di ciascuna proiezione avrà luogo un incontro tra i registi e Nanni Moretti.


Le tre Retrospettive di Torino Film Festival 2008 sono dedicate rispettivamente:
- a JEAN-PIERRE MELVILLE, di cui verranno proposti tutti i 13 film, in copia restaurata cui si aggiunge 1 documentario a lui dedicato (in anteprima europea) da Olivier Boiler;
- a ROMAN POLANSKI, di cui verranno proposti tutti i lungometraggi e cortometraggi (per un totale di 28 titoli), 3 dei film in cui ha recitato in ruoli importanti (2 diretti da Andrzej Wajda e Una pura formalità di Tornatore), alcune pubblicità da lui dirette, e 2 ‘making of’ sui set di Tess e Macbeth, cui si aggiunge 1 documentario a lui dedicato (in anteprima italiana) da Marina Zenovich;
- alla BRITISH RENAISSANCE movimento cinematografico inglese degli anni 1980-1990, con 35 titoli che comprendono gli esordi e i titoli più significativi del periodo, cui si aggiunge un omaggio a Dennis Potter, uno dei talenti televisivi europei più innovativi.

Spazio Torino
sezione competitiva dedicata ai migliori cortometraggi realizzati da filmmakers e videomakers nati o residenti in Piemonte. Gli 8 film selezionati concorrono al Premio Chicca Richelmy per il miglior cortometraggio (euro 6.000, di cui euro 4.000 in servizi tecnici per la realizzazione di un nuovo cortometraggio) attribuito dalla giuria Valdata (Torinosette).

Eventi speciali
saranno le versioni restaurate di La classe operaia va in Paradiso (1971) di Elio Petri e Diario di un maestro (1973) di Vittorio De Seta; e il documentario dedicato da Massimo Spano a uno dei più importanti produttori del cinema italiano, dal titolo Franco Cristaldi e il suo cinema Paradiso (Italia 2008).

[ tratto da la stampa ]

Apre i battenti domani Torino film festival,dopo le polemiche dell'assenza di film italiani,Moretti e la giuria non hanno trovato pellicole significative,biglietto unico film 7 euro,ma esistono abbonamenti giornalieri e per l'intera manifestazione,molto economici e interessanti,forse tre rassegne cinematografiche nel nostro paese sono troppe,Venezia,Roma e appunto Torino,il quale si contraddistingue nella sfera di registi e idee giovani.

Buona visione a tutti per chi potrà presenziare.

@@ post inserito da Dalida @@
postato da charliebrown01 alle ore 20/11/2008 22:37 | link | commenti
categorie: cinema
18/10/2008

Daryl Hannah,ospite d'onore del cinema ambientalista a Torino

 

In questo caso l'attrice solidale con i campesinos,non riuscì ad evitare la distruzione delle coltivazioni.



Qui in Amazzonia contesta insieme alle associazioni ambientaliste,contro l'inquinamento dei fiumi e delle falde acquifere.



Non c'e'che dire una signora con le palle!!!

L’undicesima edizione di CinemAmbiente ha come madrina d’eccezione Daryl Hannah, l’attrice statunitense da anni impegnata in prima linea per l’ambiente.
Già nella scorsa edizione il festival ha sottolineato l’impegno di alcune star hollywoodiane in occasione della proiezione del film documentario French Fries to Go che vede il rapper Charris Ford e la stessa Daryl Hannah promuovere l’utilizzo del biodiesel. Daryl Hannah sarà a Torino per testimoniare un attivismo militante e sincero che la vede impegnata in numerosi progetti. Il sul suo sito personale, DH Love Life, pubblica un video blog settimanale dedicato ai temi che le sono cari come il cibo biologico, l’architettura e i trasporti sostenibili, ricco di notizie su manifestazioni che riguardano l’ambiente, personaggi, lotte, consigli per una vita più ecocompatibile.

Nata il 3 dicembre 1960 a Chicago, Daryl inizia a recitare da adolescente per assecondare il suo temperamento fantasioso e introspettivo: si diploma in arte drammatica alla Southern University di Los Angeles e a 18 anni fa la sua prima apparizione in The Fury di Brian De Palma, a cui segue quattro anni dopo l’aliena Pris in Blade Runner e il famosissimo Splash, una sirena a Manhattan, che la consacra al grande pubblico. Vegetariana dai 7 anni, da sempre coinvolta dall’interesse per la in difesa dell’uomo e del pianeta, la diva ha intrapreso da tempo una vera e propria militanza ecologista: tredici anni fa si è fatta costruire una casa in mezzo alla natura con materiale ecologico e alimentata con pannelli solari. Per muoversi usa il biodiesel, ospita cani e gatti trovatelli e possiede quattro cavalli salvati dall’abbattimento.

La Hannah non si è limitata solo a promuovere campagne di sensibilizzazione a favore della natura, ma si è fatta addirittura arrestare perchè ha “soggiornato” per tre settimane su di un grosso albero di noce per evitare che un’area verde di Los Angeles fosse sacrificata per costruire capannoni industriali. Accusata di violazione di proprietà privata, ha trascorso sette ore nelle mani della polizia, diventando in seguito a questo gesto estremo il simbolo di una Hollywood ecologista e socialmente impegnata. Daryl arriverà a Torino nel pomeriggio di venerdì e sabato 18 ottobre, dopo una visita al Museo Nazionale del Cinema, alle ore 12.00 presenzierà ad un incontro con la stampa alla Mole Antonelliana. La sera, al Cinema Massimo, Daryl Hannah incontrerà il pubblico in occasione della proiezione di quattro video tratti proprio da DH Love Life: Eviction, Bike Culture, Rwanda e Carbon Neutral, a cui seguirà l’anteprima nazionale di Garbage! The Revolution Starts at Home, film in concorso tra i documentari internazionali. I cortometraggi mostrano quattro esempi della Daryl più ambientalista: Eviction documenta il suo arresto per proteggere la comune verde South Central Farm (compaiono nel video anche Joan Baez e Willie Nelson), Bike Culture filma un raduno di Critical Mass (il movimento di bikers che raduna per cause economiche e ambientaliste migliaia di persone in tutto il mondo), Rwanda racconta il suo viaggio in Africa in difesa dei gorilla, mentre Carbon Neutral è un’intervista allo scienziato ecologista David Suzuki che consiglia alcune buone pratiche fondamentali per la salvaguardia del pianeta.

[ articolo tratto da la stampa ]

Benvenuta nella città della rassegna del cinema ambientalista,siamo onorati della sua presenza.



Daryl Hannah

## posted by Marlow ##
postato da charliebrown01 alle ore 18/10/2008 14:33 | link | commenti
categorie: ambiente, cinema

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